San Lullo di Magonza

Vescovo

Festa: 16 ottobre

Nascita-morte: Wessex, Inghilterra, Regno Unito, circa 710 - Hersfeld, Assia, Germania, 16 ottobre 786

Nascita - morte:
Wessex, Inghilterra, Regno Unito, circa 710 - Hersfeld, Assia, Germania, 16 ottobre 786

Festa:
16 ottobre

Emblema:
Abiti episcopali, pastorale e gesto benedicente.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera L

Calendario: I santi del 16 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Nel monastero di Heresfeld nella Franconia in Germania, san Lullo, vescovo di Magonza, che, compagno e collaboratore di san Bonifacio nella predicazione, fu da lui ordinato vescovo, perché fosse per i sacerdoti una guida, per i monaci un maestro della regola e per il popolo cristiano un predicatore e pastore fedele.

Fu una figura centrale nella riorganizzazione ecclesiastica della Germania franca nell'VIII secolo e il principale continuatore dell'opera di san Bonifacio nell'area di Magonza, dell'Assia e della Turingia. Originario del Wessex, entrò in relazione con Bonifacio intorno al 738 e divenne uno dei suoi più stretti collaboratori. Sacerdote e poi corepiscopo, nel 754 succedette a Bonifacio sulla sede di Magonza, inizialmente senza il titolo metropolitano. Durante il suo episcopato consolidò le strutture ecclesiastiche nelle regioni orientali del regno franco, fondò o promosse importanti monasteri e diede particolare impulso a Hersfeld, destinata a diventare il centro della sua memoria cultuale. Tra il 780 e il 782 Magonza fu elevata a sede arcivescovile e Lullo ricevette il pallio. Morì a Hersfeld il 16 ottobre 786. Il culto locale si sviluppò soprattutto attorno alla sua tomba e alla traslazione delle sue reliquie nel 852; il suo nome è oggi inserito nel Martyrologium Romanum per il 16 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Lullo (Lul, Lullus, Lul von Mainz, Lullus Moguntiacensis) nacque intorno al 710 nel Wessex, nell'Inghilterra sud-occidentale, in una famiglia di proprietari terrieri di condizione agiata. Le fonti genealogiche più tarde hanno cercato di precisare i nomi dei suoi genitori e dei suoi parenti, ma tali dati non possiedono una sicurezza documentaria paragonabile alle informazioni relative alla sua attività ecclesiastica. È invece attestata la sua appartenenza all'ambiente anglosassone dal quale provenivano numerosi missionari attivi nel continente.
Ricevette la formazione monastica a Malmesbury, importante centro della cultura religiosa anglosassone. La tradizione storiografica lo collega all'ambiente intellettuale formatosi intorno ad Aldelmo di Malmesbury, morto poco prima della nascita di Lullo. La sua successiva attività epistolare mostra infatti una buona familiarità con la cultura ecclesiastica del suo tempo.

L'incontro con Bonifacio
Intorno al 738 Lullo raggiunse Roma e qui incontrò Bonifacio, già impegnato nella missione e nella riorganizzazione della Chiesa nei territori orientali del regno franco. Dopo l'incontro si trasferì in Germania e divenne uno dei principali collaboratori del missionario anglosassone. Le fonti lo presentano come segretario, collaboratore nelle missioni diplomatiche e uomo di fiducia di Bonifacio.
Le lettere conservate di Bonifacio e Lullo costituiscono una delle fonti contemporanee più importanti per questo periodo. Lullo compare in esse come protagonista della costruzione delle nuove strutture ecclesiastiche e come interlocutore della curia romana, dell'episcopato franco e degli ambienti monastici. Il corpus epistolare è stato pubblicato nelle Monumenta Germaniae Historica.
Tra il 746 e il 747 Lullo era già arcidiacono. Prima del 751 ricevette l'ordinazione sacerdotale e nel 752 fu consacrato corepiscopo. Bonifacio lo destinò alla successione nella sede di Magonza, mentre Lullo assumeva progressivamente responsabilità sempre maggiori nell'organizzazione della missione in Assia e Turingia.

I rapporti con Roma e la successione a Bonifacio
Lullo svolse anche importanti missioni diplomatiche presso la Santa Sede. Nel 751 si recò a Roma per conto di Bonifacio, in relazione alla situazione del monastero di Fulda. Il suo ruolo nella rete di rapporti tra Roma, il regno franco e le comunità missionarie tedesche contribuì alla sua progressiva affermazione ecclesiastica.
Dopo il martirio di Bonifacio, avvenuto il 5 giugno 754, Lullo gli succedette sulla sede di Magonza. La successione non comportò però immediatamente l'elevazione di Magonza a sede metropolitana. Per alcuni decenni Lullo fu vescovo di una diocesi sottoposta alla struttura ecclesiastica franca, mentre perseguiva una progressiva affermazione dell'importanza della sede magontina.
La ricostruzione tradizionale secondo cui Lullo sarebbe stato designato direttamente da Bonifacio come suo successore è compatibile con le fonti, ma la successione concreta va collocata nel complesso processo ecclesiastico e politico successivo al 754.

Il vescovo di Magonza
Durante il suo episcopato Lullo proseguì la riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche avviata da Bonifacio. La sua attività interessò soprattutto l'area dell'Assia e della Turingia e si inserì nella progressiva integrazione delle popolazioni germaniche nell'ordinamento politico e religioso del regno franco.
Il rapporto con l'abbazia di Fulda fu invece segnato da un lungo conflitto. Fulda godeva di una particolare posizione di dipendenza dalla Santa Sede e Lullo tentò di affermare l'autorità episcopale di Magonza sul monastero. L'opposizione dell'abate Sturmio impedì il progetto. La controversia contribuì a definire più nettamente i rapporti tra l'autorità episcopale, i monasteri e la protezione papale nel territorio orientale del regno franco.
Lullo promosse inoltre nuove fondazioni monastiche. Tra esse sono ricordate Bleidenstadt e soprattutto Hersfeld, destinata a diventare il centro più importante della sua memoria. Nel 769 fondò a Hersfeld un'abbazia benedettina sul luogo nel quale era già esistito un insediamento missionario collegato a Bonifacio. Nel 775 il monastero fu posto sotto la protezione di Carlo Magno.

L'elevazione di Magonza ad arcivescovado
Un passaggio decisivo dell'episcopato di Lullo avvenne tra il 780 e il 782. In questo periodo Magonza acquisì il rango metropolitano e Lullo ricevette il pallio. Un documento pontificio risalente circa al 775 mostra già il procedimento attraverso il quale papa Adriano I chiedeva di verificare l'ordinazione, la fede e la condotta di Lullo in vista del conferimento del pallio e della costituzione della sede di Magonza come arcivescovado.
La documentazione permette quindi di distinguere due momenti: Lullo fu vescovo di Magonza dal 754 e soltanto nella fase finale del suo episcopato divenne arcivescovo. Per questo motivo la definizione di primo arcivescovo regolare di Magonza è corretta, mentre non è corretto retrodatare il titolo arcivescovile all'inizio del suo episcopato.

Hersfeld e la morte
Hersfeld rimase il principale progetto monastico di Lullo. Intorno al 780 egli fece trasferire nel monastero le reliquie di Wigberto, uno dei missionari della generazione precedente, rafforzando così il ruolo di Hersfeld come centro della missione cristiana verso i territori sassoni.
Lullo morì a Hersfeld il 16 ottobre 786 e fu sepolto nella chiesa del monastero da lui fondato. La data del 16 ottobre è concordemente attestata dalla tradizione liturgica e dal Martyrologium Romanum.

La memoria e il culto
La venerazione di Lullo è strettamente legata a Hersfeld. Nel 852 le sue reliquie furono sollevate dalla sepoltura originaria e trasferite nella chiesa abbaziale. Questo avvenimento segnò una fase importante nello sviluppo del culto locale. La traslazione del 852 è stata talvolta interpretata come una canonizzazione, ma tale interpretazione è storicamente impropria: non risulta documentata una canonizzazione formale nel senso della procedura ecclesiastica successiva. Il culto si sviluppò secondo le forme proprie della venerazione dei santi nell'alto Medioevo.
Una seconda importante traslazione delle reliquie avvenne nel 1040, quando furono collocate nella nuova cripta della chiesa abbaziale insieme a quelle di Wigberto. La nuova sistemazione rafforzò il ruolo di Lullo come patrono di Hersfeld.
La Vita Lulli, composta da Lamperto di Hersfeld tra il 1063 e il 1073, è la principale biografia agiografica medievale del santo, ma fu redatta quasi tre secoli dopo la sua morte. L'opera presenta due redazioni e contiene elementi relativi alla memoria monastica di Hersfeld e alla posizione dell'abbazia nei confronti di Magonza. Per la ricostruzione della vita di Lullo deve quindi essere distinta dalle lettere dell'VIII secolo e dalle altre testimonianze più vicine agli eventi.
Il Martyrologium Romanum commemora Lullo il 16 ottobre come vescovo di Magonza e confessa la sua attività accanto a Bonifacio, la sua funzione pastorale e il suo legame con Hersfeld.

La Vita Lulli di Lamperto di Hersfeld
La Vita Lulli archiepiscopi Moguntiacensis fu composta tra il 1063 e il 1073 e tratta gli anni compresi tra circa il 710 e il 786. Il testo è conservato in due redazioni principali: una prima versione, rimasta incompleta fino al capitolo 22, e una redazione ampliata, conclusa intorno al 1073. Esiste inoltre una versione abbreviata.
La distanza cronologica rispetto alla vita di Lullo è rilevante. La composizione avvenne inoltre in un contesto nel quale l'abbazia di Hersfeld aveva interessi istituzionali e patrimoniali nei confronti dell'arcivescovado di Magonza. Studi moderni hanno sottolineato il rapporto tra la redazione della Vita e i conflitti dell'abbazia dell'XI secolo. La fonte conserva quindi importanti tradizioni sulla memoria di Lullo, ma non può essere utilizzata senza distinzione come testimonianza contemporanea dell'VIII secolo.

Iconografia
Lullo è rappresentato principalmente come vescovo o arcivescovo, con le insegne della dignità episcopale. Una rappresentazione quattrocentesca del reliquiario di Fritzlar lo mostra con abiti pontificali, la mano destra sollevata nel gesto della benedizione e il pastorale nella mano sinistra. Non risultano attributi iconografici individuali più specifici sufficientemente documentati per essere associati stabilmente alla sua figura.

Curiosità
- A Hersfeld il nome di Lullo è rimasto legato a una celebrazione popolare tradizionale che si svolge intorno al 16 ottobre e che trae origine dalla memoria del santo e dalla storia dell'abbazia.
- Lullo è una delle figure anglosassoni che testimoniano il ruolo svolto dai missionari provenienti dall'Inghilterra nella riorganizzazione della Chiesa nei territori germanici dell'VIII secolo.

Cronologia
- circa 710 - Nascita di Lullo nel Wessex.
- 737-738 - Incontro con Bonifacio a Roma e trasferimento nel continente.
- 746-747 - Lullo è attestato come arcidiacono.
- prima del 751 - Riceve l'ordinazione sacerdotale.
- 751 - Si reca a Roma per una missione relativa a Fulda.
- 752 - È consacrato corepiscopo.
- 754 - Succede a Bonifacio sulla sede episcopale di Magonza.
- 769 - Fondazione dell'abbazia di Hersfeld.
- circa 775 - Papa Adriano I avvia la procedura relativa alla dignità arcivescovile di Lullo.
- 780-782 - Magonza viene elevata a sede metropolitana e Lullo riceve il pallio.
- circa 780 - Trasferimento a Hersfeld delle reliquie di Wigberto.
- 786-10-16 - Morte di Lullo a Hersfeld e sepoltura nell'abbazia.
- 852 - Traslazione delle reliquie di Lullo a Hersfeld e sviluppo del culto locale.
- 1040 - Trasferimento delle reliquie nella nuova cripta dell'abbazia.
- 1063-1073 - Composizione della Vita Lulli di Lamperto di Hersfeld.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Lullo con il vescovo e arcivescovo di Magonza morto a Hersfeld nel 786 è solida. Le fonti contemporanee e quasi contemporanee permettono di ricostruire con sufficiente sicurezza le principali tappe della sua carriera ecclesiastica.
- La nascita nel Wessex intorno al 710 è generalmente accettata. I dettagli relativi ai genitori e alla parentela appartengono invece a una tradizione genealogica meno sicura.
- Il rapporto con Bonifacio è attestato da fonti dell'VIII secolo. L'idea di una parentela di sangue tra i due non è sufficientemente documentata e deriva da una tradizione successiva.
- Lullo fu vescovo di Magonza dal 754 e divenne arcivescovo soltanto nella fase 780-782. La distinzione è importante perché la dignità metropolitana non appartiene all'intero arco del suo episcopato.
- La Vita Lulli di Lamperto di Hersfeld è una fonte agiografica fondamentale per la memoria medievale del santo, ma fu composta circa tre secoli dopo gli avvenimenti. La sua testimonianza deve essere distinta dalle lettere dell'VIII secolo e dalle fonti documentarie contemporanee.
- La traslazione delle reliquie nel 852 è storicamente attestata e rappresenta una tappa fondamentale nella diffusione del culto. L'interpretazione della traslazione come canonizzazione formale non è sostenuta dalla documentazione relativa alle procedure canoniche moderne.
- Il culto di Lullo è particolarmente legato a Hersfeld. Il trasferimento delle reliquie nella cripta nel 1040 e la successiva tradizione monastica consolidarono la sua posizione di patrono locale.
- Il Martyrologium Romanum ne conserva la memoria liturgica il 16 ottobre come vescovo di Magonza e collaboratore di Bonifacio.

Fonti e bibliografia essenziale
- S. Bonifatii et Lulli epistolae, a cura di Michael Tangl, in Monumenta Germaniae Historica, Epistolae selectae, I, 1916, ristampa 1955. Il corpus conserva le principali testimonianze epistolari dell'VIII secolo relative a Lullo.
- Lamperto di Hersfeld, Vita Lulli archiepiscopi Moguntiacensis, composta tra il 1063 e il 1073, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XV, 1.
- Michael Fleck, a cura di, Lampert von Hersfeld. Das Leben des heiligen Lullus, Marburg, Elwert, 2007. Edizione critica, traduzione e commento della Vita Lulli.
- Eckhard Freise, 'Lul', in Neue Deutsche Biographie, vol. 15, 1987, pp. 515-517.
- Germania Sacra, 'Lullus', Personendatenbank. Registra Lullo come arcivescovo di Magonza dal 754 al 786 e abate di Hersfeld.
- Elmar Rettinger, 'Lullus von Hersfeld', in Regionalgeschichte.net, Institut für Geschichtliche Landeskunde an der Universität Mainz.

Biografia

A cura di Fabio Arduino

San Lull nacque nel Wessex, regione inglese, nel 710 e si fece monaco a Malmesbury, prima di raggiungere suo cugino San Bonifacio per collaborare con lui all’evangelizzazione della Germania. Questi lo ordinò sacerdote e lo inviò a Roma per consultare l’opinione del papa Zaccaria. Al suo ritorno, Lull fu consacrato vescovo e nel 754 succedette a Bonifacio, partito per la Frisia, alla cattedrale episcopale di Magonza. Ma l’anno seguente il cugino morì martire e gli toccò seppellirlo nell’abbazia di Fulda, nei pressi di Magonza, della quale lui stesso era stato il fondatore.
L’episcopato di Lull fu turbato da lunghe dispute con San Sturmio, abate di Fulda, circa la dipendenza dell’abbazia dalla diocesi. Questi fu rimoso dal vescovo e sostituito, ma poi reisediato per intervento del re Pipino. Lull si dimostrò sempre pastore energico, reggendo la Chiesa di Magonza con grande zelo, fondando i monasteri di Hersfeld e Bleidenstadt, partecipando a vari concili nei paesi vicini. Grande attenzione prestò alla formazione del clero, provvedendo a tal scopo a farsi inviare libri dall’Inghilterra e da altri paesi.
Ebbe occasione di scrivere al suo primo superiore, Dealwine, chiedendogli alcuni scritti di Sant’Aldelmo per consolarsi dell’esilio e preghiere per sé: “Scongiuro con profonde suppliche la clemenza di vostra Grazia, affinché vi degniate di sostenere la barca della mia piccolezza con le vostre gentili preghiere, cosicché, protetto dallo scudo della vostra intercessione, possa meritare di raggiungere il porto della salvezza e ottenere il perdono dei miei peccati in questa prigione terrestre”.
Scrivendo invece all’arcivescovo di York elencò alcuni dei problemi riscontrati nella vita missionaria: “In verità, per amore del nome di Cristo, conviene che noi ci vantiamo degli insulti, delle tribolazioni e dell’esaltazione della sua Chiesa, che ogni giorno è colpita, oppressa e tormentata. Mi permetto di importunare vostra Eccelenza con quest’umile preghiera, che continuiate a intercedere per la salvezza della mia anima. Perchè sono condotto dalla crescente malattia del corpo e dall’affanno della mente a lasciare questa vita miserabile e pericolosissima, per rendere conto al Giudice fedele e severo”.
L’epistolario di Lull offre nel complesso il ritratto di un vescovo santo, attento ed impegnato nel suo ministero, fedele al diritto canonico, alla recita dell’Ufficio, alla celebrazione eucaristica ed alla pratica del digiuno. Nel 781 ricevette il pallio arcivescovile, segno che Magonza era tornata al rango di sede metropolitana. Si conserva la professione di fedeltà al papa che egli pronunziò in tale occasione, unica del genere rimasta dell’VIII secolo. Verso la fine della sua vita si ritirò nel monastero di Hersfeld, ove morì nel 786. Il suo culto fu molto popolare in Germania, ma non nella sua terra di origine.

Aggiunto/modificato il 28 settembre 2026