Beati Edoardo Powell, Riccardo Fetherston e Tommaso Abel
Sacerdoti e martiri
Festa: 30 luglio
Nascita-morte: † Londra, Inghilterra, 30 luglio 1540
Nascita - morte:
† Londra, Inghilterra, 30 luglio 1540
Festa:
30 luglio
Etimologia:
Edoardo: dal germanico 'Eadward', composto da 'ead' (ricchezza, prosperità) e 'weard' (custode, guardiano). Riccardo: dal germanico 'Ricohard', composto da 'ric' (potente, capo) e 'hard' (forte, corag
Emblema:
Abiti talari del XVI secolo, palma del martirio, talvolta rappresentati con la Torre di Londra o il graticcio sullo sfondo.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera E
Calendario: I santi del 30 luglio
Gruppo: Beati Martiri Inglesi
Martirologio Romano
Sacerdoti colti e teologi di valore, prestarono servizio come cappellani e consiglieri della regina Caterina d’Aragona, difendendo con convinzione la validità sacramentale del suo matrimonio con Enrico VIII. Il loro rifiuto di riconoscere la supremazia reale sulle questioni spirituali e di avallare l’illecito divorzio del sovrano li condusse direttamente in conflitto con il regime Tudor. Imprigionati nella Torre di Londra per anni, subirono un martirio crudele il 30 luglio 1540 a Smithfield, dove furono impiccati, sventrati e squartati. La loro beatificazione è avvenuta nel 1886 per opera di Papa Leone XIII.
Biografia
A cura di Enrico Quiri
Edoardo Powell nacque in Galles intorno al 1478. Si distinse precocemente negli studi, conseguendo la laurea magistrale a Oxford e diventando fellow dell’Oriel College nel 1495, per poi ottenere il dottorato in teologia nel 1506.
Tommaso Abel vide la luce in Inghilterra attorno al 1497, formandosi anch’egli a Oxford, dove si dedicò anche all’insegnamento di lingue moderne e musica.
Di Riccardo Fetherston si conosce con meno certezza l’origine anagrafica, ma è documentato che conseguì il dottorato in teologia e ricoprì l’incarico di arcidiacono di Brecon. Tutti e tre si distinsero per una solida preparazione dottrinale e una profonda fedeltà alla tradizione ecclesiastica.
Il servizio alla regina Caterina e la difesa del matrimonio
La loro vita si intrecciò con quella della regina Caterina d’Aragona, di cui divennero cappellani e consiglieri teologici di fiducia. Quando Enrico VIII avviò la procedura per annullare il proprio matrimonio, i tre sacerdoti furono tra i pochi intellettuali che si opposero con fermezza. Tommaso Abel pubblicò nel 1532 l’opera 'Invicta Veritas', una rigorosa confutazione delle tesi favorevoli al divorzio. Edoardo Powell redasse il 'Tractatus de non dissolvendo Henrici Regis cum Catherina matrimonio', mentre Riccardo Fetherston sostenne la causa della regina durante le udienze davanti ai legati pontifici e si rifiutò di firmare l’atto che dichiarava nullo il matrimonio. Inoltre, Fetherston fu precettore della principessa Maria, la futura regina Maria I, trasmettendole una solida formazione nella fede cattolica.
La prigionia e il martirio
Il prezzo di questa coerenza fu altissimo. Tommaso Abel fu incarcerato nella Torre di Londra già nel 1532, subendo periodi di detenzione rigida, come attestano le sue lettere in cui chiedeva almeno il permesso di celebrare la Messa. Edoardo Powell, dopo aver predicato contro le nuove nozze del re con Anna Bolena, fu arrestato nel 1534 insieme a san Giovanni Fisher. Riccardo Fetherston fu rinchiuso nella Torre il 13 dicembre 1534 per essersi rifiutato di prestare il giuramento di supremazia.
La condanna a morte fu eseguita il 30 luglio 1540. In un macabro e simbolico atto di equidistanza repressiva, i tre cattolici furono trascinati su graticci verso il patibolo di Smithfield insieme a tre protestanti, tra cui Robert Barnes, condannati per eresia. I sacerdoti furono impiccati, sventrati e squartati come traditori, mentre i protestanti furono arsi sul rogo. Le loro teste furono esposte sul London Bridge come monito per la popolazione.
Gli scritti e il rebus di Tommaso Abel
Oltre ai trattati teologici, di Tommaso Abel rimane una testimonianza diretta e toccante della sua prigionia: un rebus inciso da lui stesso sulle mura della Beauchamp Tower nella Torre di Londra. L’incisione raffigura una campana (in inglese 'bell', che richiama foneticamente il suo cognome Abell), con la lettera 'A' davanti e il nome 'Thomas' in alto. Questo simbolo, ancora oggi visibile ai visitatori, rappresenta una silenziosa ma potente affermazione della sua identità e della sua fedeltà fino alla fine.
Curiosità
L’esecuzione del 30 luglio 1540 è storicamente nota per la sua crudele teatralità. Il regime di Enrico VIII volle dimostrare di non fare sconti a nessuna opposizione: cattolici fedeli al Papa e protestanti radicali furono condotti al supplizio sugli stessi tre graticci, uno accanto all’altro, per essere giustiziati con metodi diversi ma con la stessa spietatezza.
