Santi Luca Alonso Gorda e Matteo Kohioye
Martiri domenicani
Festa: 19 ottobre
Nascita-morte: Luca: Carracedo, Zamora, Castiglia e León, Spagna, 18 ottobre 1594; Matteo: Arima, Kyushu, Giappone, 1615 - † Nagasaki, Giappone, 19 ottobre 1633
Nascita - morte:
Luca: Carracedo, Zamora, Castiglia e León, Spagna, 18 ottobre 1594; Matteo: Arima, Kyushu, Giappone, 1615 - † Nagasaki, Giappone, 19 ottobre 1633
Festa:
19 ottobre
Etimologia:
Luca collegato al greco Loukas, 'originario della Lucania'; Matteo dall'ebraico Mattityahu, con il significato di 'dono di YHWH' o 'dono di Dio'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera L
Calendario: I santi del 19 ottobre
Martirologio Romano
Furono due membri dell'Ordine dei Predicatori impegnati nell'evangelizzazione clandestina del Giappone durante la fase più dura della persecuzione anticristiana sotto lo shogunato Tokugawa. Luca, sacerdote spagnolo, aveva svolto il ministero nelle Filippine prima di recarsi in Giappone nel 1623, dove per circa dieci anni assistette le comunità cristiane perseguitate. Matteo, giapponese originario di Arima e ancora giovanissimo, divenne suo catechista e collaboratore e successivamente entrò nel noviziato domenicano. Arrestati nel 1633, furono condotti a Nagasaki e sottoposti al supplizio della forca e della fossa. Luca morì il 19 ottobre 1633; la stessa data è attribuita a Matteo dal Martirologium Romanum e dalle fonti ufficiali della causa. Entrambi furono beatificati da Giovanni Paolo II a Manila il 18 febbraio 1981 e canonizzati a Roma il 18 ottobre 1987 insieme agli altri quattordici membri del gruppo dei sedici martiri del Giappone.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Luca Alonso Gorda
Luca Alonso Gorda, conosciuto anche come Luca dello Spirito Santo, nacque a Carracedo, nella diocesi di Astorga, il 18 ottobre 1594. Era spagnolo e apparteneva alla Provincia di Spagna dell'Ordine dei Predicatori. Entrò nell'Ordine nel 1610 e professò i voti nel convento domenicano di Benavente il 2 giugno 1611.
La sua formazione religiosa fu orientata alla missione. Nel 1618 passò alla Provincia del Rosario nelle Filippine, territorio nel quale i Domenicani avevano sviluppato un'importante attività missionaria verso l'Estremo Oriente. A Manila insegnò al Collegio di Santo Tommaso e svolse il ministero missionario nella provincia di Cagayan.
Nel 1623 partì per il Giappone insieme a Domenico Ibáñez de Erquicia e ad altri missionari domenicani. Il cristianesimo era ormai sottoposto a una persecuzione sistematica e l'attività dei missionari stranieri doveva svolgersi clandestinamente. Luca percorse diverse regioni del Giappone per assistere i cristiani rimasti senza assistenza religiosa. La tradizione biografica domenicana gli attribuisce un'attività particolarmente intensa e rischiosa protrattasi per circa dieci anni.
Una testimonianza particolarmente significativa della sua attività è una lettera indirizzata al confratello Miguel Ruiz il 28 settembre 1630, nella quale Luca manifesta la consapevolezza di vivere in mezzo a confratelli impegnati nella missione in condizioni di grave pericolo. La presenza di questa lettera costituisce una delle testimonianze documentarie dirette sulla sua esperienza missionaria.
Nel 1633 la persecuzione si intensificò. L'editto emanato dal governo di Tokugawa Yemitsu il 28 febbraio di quell'anno inserì la repressione del cristianesimo in una politica più ampia di eliminazione della presenza cristiana dal Giappone. Missionari, cristiani che li ospitavano e persone che rifiutavano di rinnegare la fede potevano essere condannati a morte.
Luca fu arrestato a Osaka l'8 settembre 1633 e trasferito a Nagasaki. Fu sottoposto a pressioni e torture perché rinnegasse la fede cristiana. Il 18 ottobre fu sottoposto al supplizio della forca e della fossa, detto ana-tsurushi. Morì a Nagasaki il 19 ottobre 1633. Dopo la morte il suo corpo fu bruciato e le ceneri furono disperse, secondo la prassi adottata dalle autorità per impedire la conservazione delle reliquie dei martiri.
Matteo Kohioye
Matteo Kohioye nacque ad Arima, nel Kyushu, nel 1615. Era giapponese e proveniva da un ambiente nel quale il cristianesimo era già presente nonostante la crescente repressione.
Dal 1632 fu associato all'attività missionaria di Luca dello Spirito Santo come catechista e collaboratore. In seguito entrò nel noviziato dell'Ordine dei Predicatori. La sua posizione è definita nelle fonti ecclesiastiche come quella di novizio domenicano e catechista.
Nel 1633 fu arrestato a Osaka insieme a Luca. Secondo la tradizione trasmessa dalle fonti della causa, durante la prigionia gli furono rivolte offerte e promesse nel tentativo di indurlo ad abbandonare la fede cristiana. Matteo non accettò di rinnegare la propria fede e fu trasferito a Nagasaki.
Il 18 ottobre 1633 fu sottoposto insieme a Luca al supplizio della forca e della fossa. Il Martyrologium Romanum ne celebra la memoria il 19 ottobre, anniversario della morte. Matteo aveva diciotto anni.
Le fonti presentano alcune differenze nella descrizione della successione immediata tra l'inizio del supplizio e la morte. La documentazione ecclesiastica ufficiale colloca comunque Luca e Matteo tra i martiri morti a Nagasaki il 19 ottobre 1633. Il loro martirio è quindi strettamente associato nella memoria liturgica e nella causa canonica.
La persecuzione in Giappone
La missione dei due domenicani si colloca nella fase conclusiva del cosiddetto secolo cristiano del Giappone. Dopo l'arrivo di Francesco Saverio nel 1549, il cristianesimo aveva conosciuto una significativa diffusione, soprattutto nel Kyushu e in altri territori collegati alle attività missionarie portoghesi e spagnole. A partire dalla fine del XVI secolo la situazione mutò progressivamente.
La politica dei Tokugawa considerò il cristianesimo incompatibile con l'ordine politico e religioso perseguito dal governo. Nel 1614 fu emanato un editto generale contro la religione cristiana. La repressione proseguì sotto Hidetada e raggiunse una particolare intensità sotto Tokugawa Yemitsu. Nel 1633 furono emanate nuove disposizioni contro il cristianesimo, seguite da ulteriori provvedimenti nel 1636.
In questo contesto i missionari rimasti in Giappone operavano clandestinamente. I cristiani potevano essere costretti ad abiurare pubblicamente la propria fede e coloro che continuavano a sostenere l'attività missionaria erano esposti alla pena capitale. Nagasaki divenne uno dei principali luoghi di esecuzione dei cristiani perseguitati.
Il supplizio della forca e della fossa, ana-tsurushi, consisteva nel sospendere il condannato a testa in giù sopra una fossa. Le autorità potevano interrompere temporaneamente il supplizio per sollecitare l'abiura. Dopo la morte, i corpi venivano generalmente bruciati e le ceneri disperse per impedire la conservazione e la venerazione delle reliquie.
La causa di beatificazione e canonizzazione
Luca Alonso Gorda e Matteo Kohioye furono inseriti nella causa relativa ai sedici martiri del Giappone morti tra il 1633 e il 1637. Le prime inchieste sul martirio di alcuni missionari domenicani furono condotte a Manila e Macao nel 1636 e nel 1637. Gli atti andarono successivamente perduti e furono ritrovati in copia autentica negli archivi domenicani di Manila all'inizio del XX secolo.
Il recupero di questa documentazione consentì di riaprire e sviluppare la causa. La Positio storica sul martirio fu preparata nel 1977-1978 e pubblicata nel 1979. Gli esami storico-teologici della Congregazione delle Cause dei Santi si svolsero tra il 1979 e il 1980.
Il riconoscimento ecclesiastico del martirio fu seguito dalla beatificazione dei sedici martiri a Manila il 18 febbraio 1981, durante il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II nelle Filippine. La celebrazione ebbe particolare rilievo perché fu la prima beatificazione celebrata fuori Roma.
Per la canonizzazione fu riconosciuto un miracolo attribuito all'intercessione del gruppo. Si trattò della guarigione di Cecilia Alegria Policarpio, avvenuta a Manila nel 1983. Il riconoscimento del miracolo fu promulgato da Giovanni Paolo II il 1 giugno 1987. Il 18 ottobre dello stesso anno, in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II canonizzò i sedici martiri.
La formula canonica li inserì nel Catalogo dei Santi come martiri in Giappone. Luca Alonso Gorda e Matteo Kohioye sono quindi santi canonizzati della Chiesa cattolica e non semplicemente membri di un gruppo oggetto di una venerazione locale.
Culto
Il Martirologium Romanum commemora Luca Alonso Gorda, sacerdote domenicano, e Matteo Kohioye, novizio domenicano, il 19 ottobre, anniversario della loro morte. La memoria liturgica li presenta insieme e sottolinea il rapporto tra il sacerdote missionario e il giovane collaboratore giapponese.
Entrambi appartengono al gruppo dei sedici martiri del Giappone canonizzati nel 1987. Il gruppo comprendeva persone di diversa origine e condizione: sacerdoti domenicani, fratelli cooperatori, terziarie domenicane e laici giapponesi e filippini. La loro vicenda rappresenta una fase della persecuzione del cristianesimo giapponese del XVII secolo.
Il principale luogo storico legato al loro martirio è Nagasaki, in particolare la collina di Nishizaka, tradizionalmente associata alle esecuzioni dei cristiani durante le persecuzioni. Le reliquie corporee di Luca e Matteo non sono conservate, poiché i loro corpi furono bruciati e le ceneri disperse.
Curiosità
- Luca dello Spirito Santo è ricordato nelle fonti anche con il nome di Luca di Carracedo, in riferimento al luogo di nascita.
- Una lettera di Luca dello Spirito Santo al confratello Miguel Ruiz, datata 28 settembre 1630, costituisce una testimonianza diretta della sua esperienza missionaria in Giappone.
- Luca e Matteo appartengono allo stesso gruppo di sedici martiri canonizzati da Giovanni Paolo II il 18 ottobre 1987, ma il loro anniversario individuale nel Martirologio Romano è fissato al 19 ottobre.
- Matteo Kohioye aveva circa diciotto anni al momento del martirio ed è indicato dal Martirologio Romano come novizio dell'Ordine dei Predicatori.
Cronologia
- 18 ottobre 1594 - Nascita di Luca Alonso Gorda a Carracedo, nella diocesi di Astorga.
- 1610 - Ingresso di Luca nell'Ordine dei Predicatori.
- 2 giugno 1611 - Professione religiosa di Luca nel convento domenicano di Benavente.
- 1618 - Luca passa alla Provincia del Rosario nelle Filippine.
- 1623 - Luca parte per il Giappone insieme ad altri missionari domenicani.
- 28 settembre 1630 - Luca indirizza una lettera al confratello Miguel Ruiz.
- 1632 - Matteo Kohioye inizia la collaborazione con Luca dello Spirito Santo come catechista e collaboratore missionario.
- 28 febbraio 1633 - Il governo di Tokugawa Yemitsu emana un nuovo editto contro il cristianesimo.
- 8 settembre 1633 - Luca viene arrestato a Osaka.
- 1633 - Matteo viene arrestato a Osaka insieme a Luca e trasferito a Nagasaki.
- 18 ottobre 1633 - Luca e Matteo vengono sottoposti al supplizio della forca e della fossa a Nagasaki.
- 19 ottobre 1633 - Luca Alonso Gorda e Matteo Kohioye muoiono martiri a Nagasaki.
- 1636-1637 - A Manila e Macao vengono celebrati processi ordinari relativi al martirio di diversi sacerdoti domenicani del gruppo.
- 1977-1978 - Viene preparata la Positio storica sul martirio dei sedici martiri.
- 1979 - La Positio sul martirio viene pubblicata e sottoposta all'esame della Congregazione delle Cause dei Santi.
- 11 ottobre 1980 - Il martirio dei sedici viene riconosciuto secondo la procedura ecclesiastica.
- 18 febbraio 1981 - Luca Alonso Gorda, Matteo Kohioye e gli altri martiri del gruppo vengono beatificati da Giovanni Paolo II a Manila.
- 1983 - A Manila avviene la guarigione di Cecilia Alegria Policarpio, successivamente riconosciuta come miracolo per la canonizzazione del gruppo.
- 1 giugno 1987 - Giovanni Paolo II riconosce il miracolo attribuito all'intercessione del gruppo dei martiri.
- 18 ottobre 1987 - Luca Alonso Gorda, Matteo Kohioye e i loro quattordici compagni vengono canonizzati da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Luca Alonso Gorda e Matteo Kohioye è solida. Le fonti ecclesiastiche ufficiali li distinguono chiaramente come sacerdote domenicano spagnolo e novizio domenicano giapponese.
- La morte di entrambi a Nagasaki il 19 ottobre 1633 è attestata dalla documentazione ecclesiastica ufficiale e dal Martirologio Romano. Alcune fonti secondarie collocano invece la morte di Matteo il 18 ottobre oppure confondono la data di inizio del supplizio con quella della morte; tale divergenza non modifica la data liturgica ufficiale del 19 ottobre.
- Per Luca sono documentati la nascita a Carracedo nel 1594, l'ingresso nell'Ordine dei Predicatori, il passaggio alla Provincia del Rosario, l'attività nelle Filippine, la partenza per il Giappone nel 1623, l'arresto a Osaka e il martirio a Nagasaki.
- Per Matteo le informazioni biografiche sono più limitate. Sono attestati l'origine da Arima, l'anno di nascita 1615, la collaborazione con Luca dal 1632, l'ingresso nel noviziato domenicano, l'arresto a Osaka e il martirio a Nagasaki.
- La ricostruzione della persecuzione appartiene a un contesto storico ben documentato. Le fonti ufficiali della causa collegano il martirio dei sedici alla politica repressiva del governo di Tokugawa Yemitsu e agli editti contro il cristianesimo del 1633 e del 1636.
- La documentazione processuale presenta un particolare valore storico perché le prime inchieste svolte a Manila e Macao nel 1636-1637 furono successivamente ritrovate in copia autentica e contribuirono alla preparazione della Positio del 1979.
- La canonizzazione del 1987 riguarda Luca e Matteo come membri del gruppo dei sedici martiri del Giappone. Il miracolo riconosciuto per la canonizzazione fu attribuito all'intercessione del gruppo e non costituisce una prova di un miracolo individuale specificamente attribuito a Luca o Matteo.
- La conservazione delle reliquie corporee non è documentata: le fonti sulla persecuzione riferiscono che i corpi dei martiri venivano bruciati e le ceneri disperse nel porto di Nagasaki.
- Non risultano elementi sufficienti per attribuire a Luca o Matteo specifici patronati o attributi iconografici individuali stabilizzati.
Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Giovanni Paolo II, Litterae decretales, Praedicatorum Fratrum, 18 ottobre 1987, documento ufficiale di canonizzazione dei sedici martiri del Giappone.
- Santa Sede, Lorenzo Ruiz, Domingo Ibáñez de Erquicia, Santiago Kyushei Tomonaga y 13 compañeros filipinos - biografía, 18 ottobre 1987.
- Dicastero delle Cause dei Santi, Lorenzo da Manila Ruiz e 15 compagni, scheda ufficiale sui martiri del Giappone.
- Villarroel, Fidel, O.P., Lorenzo Ruiz The Protomartyr of the Philippines and His Companions, Pasay City, Saint Paul Publications, 1980.
- Ocio, Hilario, O.P. e Neira, Eladio, Misioneros Dominicos en el Extremo Oriente 1587-1835, Manila, Provincia de Nuestra Señora del Rosario, 2000.
- Mojarro, Jorge, 'A rare Spanish imprint on Dominican martyrs in Japan: edition and study', Philippiniana Sacra, 56, 2021, pp. 639-654.
