Sant' Andrea Kim Taegon
Sacerdote e martire
Festa: 16 settembre
Nascita-morte: Solmoi, Corea del Sud, 1821 - Saenamteo, Seul, Corea del Sud, 16 settembre 1846
Nascita - morte:
Solmoi, Corea del Sud, 1821 - Saenamteo, Seul, Corea del Sud, 16 settembre 1846
Festa:
16 settembre
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 16 settembre
Gruppo: Santi Martiri Coreani (Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e 101 compagni)
Martirologio Romano
16 luglio: Presso Sai-Nam-Hte in Corea, passione di sant’Andrea Kim Taegŏn, sacerdote e martire, che, dopo due anni trascorsi nell’operoso esercizio del ministero sacerdotale, subì per decapitazione un glorioso martirio, la cui memoria si celebra il 20 settembre.
Andrea Kim è uno dei 103 martiri coreani canonizzati il 6 maggio 1984 da Giovanni Paolo II nella cattedrale di Seul, nella cui cripta riposano le spoglie di gran parte di essi. Di questo gruppo di martiri, 79 furono i campioni della fede vittime delle persecuzioni del 1839-40 e del 1846, beatificati da Pio XI il 5 maggio 1925. Nel 1968 a questa prima schiera di beati ne furono aggiunti altri 24 caduti eroicamente nella grande persecuzione del 1866 e proclamati beati da Paolo VI il 6 ottobre 1968. Andrea Kim, in particolare, è stato il primo sacerdote coreano martire, decapitato a Seul il 16 settembre 1846.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
La Chiesa coreana ha la caratteristica forse unica, di essere stata fondata e sostenuta da laici; infatti agli inizi del 1600 la fede cristiana comparve in Corea tramite le delegazioni che ogni anno visitavano Pechino in Cina, per uno scambio culturale con questa Nazione, molto stimata in tutto l’Estremo Oriente.
Nelle persecuzioni coreane perirono, secondo fonti locali, più di 10.000 martiri, di questi 103 furono beatificati in due gruppi distinti nel 1925 e nel 1968 e poi canonizzati tutti insieme il 6 maggio 1984 a Seul in Corea da papa Giovanni Paolo II; di questi solo 10 sono stranieri, 3 vescovi e 7 sacerdoti, gli altri tutti coreani, catechisti e fedeli.
Andrea Kim Taegon nato nel 1821 da una nobile famiglia cristiana, crebbe in un ambiente decisamente ispirato ai principi cristiani, il padre in particolare aveva trasformato la sua casa in una ‘chiesa domestica’, ove affluivano i cristiani ed i neofiti della nuova fede, per ricevere il battesimo, scoperto tenne con forza la sua fede, morendo a 44 anni martire. Aveva 15 anni quando uno dei primi missionari francesi arrivati in Corea nel 1836, lo inviò a Macao per prepararlo al sacerdozio. Ritornò come diacono nel 1844 per preparare l’entrata del vescovo mons. Ferréol, organizzando una imbarcazione con marinai tutti cristiani, andando a prenderlo a Shanghai, qui fu ordinato sacerdote e insieme, di nascosto con un viaggio avventuroso, penetrarono in Corea, dove lavorarono insieme sempre in un clima di persecuzione.Con la nobiltà del suo atteggiamento, con la capacità di comprendere la mentalità locale, riuscì ad ottenere ottimi risultati d’apostolato. Nel 1846 il vescovo Ferréol lo incaricò di far pervenire delle lettere in Europa, tramite il vescovo di Pechino, ma durante il suo incontro con le barche cinesi, fu casualmente scoperto ed arrestato.Subì gli interrogatori e gli spostamenti di carcere prima con il mandarino, poi con il governatore e giacché era un nobile, alla fine con il re e a tutti manifestò la fedeltà al suo Dio, rifiutando i tentativi di farlo apostatare, nonostante le atroci torture; alla fine venne decapitato il 16 settembre del 1846 a Seul; primo sacerdote martire della nascente Chiesa coreana.
