Santi Carterio, Stiriaco, Tobia, Eudossio, Agapio e compagni

Martiri

Festa: 2 novembre

Nascita-morte: † Sebaste, Turchia, circa IV sec.

Immagini di Santi Carterio, Stiriaco, Tobia, Eudossio, Agapio e compagni Martiri

Nascita - morte:
† Sebaste, Turchia, circa IV sec.

Festa:
2 novembre

Etimologia:
Tobia deriva dall'ebraico e significa 'il Signore è buono', Agapio deriva dal greco agape, 'amore', Eudossio dal greco eudoxia, 'buona fama' o 'gloria'

Emblema:
Gruppo di martiri in abiti militari e scena del supplizio nel fuoco.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera C

Calendario: I santi del 2 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Sivas nell’antica Armenia, santi Carterio, Stiriaco, Tobia, Eudossio, Agapio e compagni, martiri, che, soldati, si racconta siano stati gettati tra le fiamme, sotto l’imperatore Licinio, per aver perseverato nella fede in Cristo.

I santi Carterio, Stiriaco, Tobia, Eudossio, Agapio e compagni (Carterius, Karterios; Styriacus, Styrax, Styrakios; Tobias; Eudoxius, Eudoxios; Agapius, Agapios) appartengono a un gruppo di martiri venerati a Sebaste, nell'Armenia romana, e ricordati il 2 novembre dalla tradizione martirologica. Il Martirologio Romano li presenta come soldati che rimasero fedeli alla confessione cristiana durante il governo dell'imperatore Licinio e che, secondo la tradizione, furono condannati al fuoco. La narrazione più ampia è tramandata dal Menologio di Basilio II e da altre testimonianze greche, nelle quali compaiono anche Attico, Marino, Oceano, Eustrazio e Nicopolitano. La trasmissione dei nomi e dei particolari del supplizio non è uniforme, mentre la localizzazione a Sebaste e il collegamento con Licinio costituiscono il nucleo comune delle commemorazioni. La data precisa della morte resta incerta: l'anno 315, talvolta riportato in sintesi moderne, non è dimostrato; gli Acta Sanctorum propongono invece, come ipotesi, gli anni intorno al 320. La loro memoria testimonia la continuità del culto dei martiri militari nell'Oriente cristiano.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Sebaste e il contesto storico
Sebaste, l'odierna Sivas in Turchia, fu un importante centro dell'Armenia Minore in età romana. Nei primi decenni del IV secolo la regione si trovò nell'area governata da Licinio, imperatore d'Oriente e successivamente avversario di Costantino. Le fonti liturgiche collocano in questo quadro la vicenda di Carterio e dei suoi compagni, descritti come appartenenti all'esercito. Non sono noti i loro luoghi di nascita, l'età, il grado militare o le circostanze della conversione.

I nomi e le testimonianze
La commemorazione latina nomina Carterio, Stiriaco, Tobia, Eudossio e Agapio, seguiti da compagni non specificati. Il Menologio greco conserva una tradizione più articolata: oltre ad alcuni dei nomi latini menziona Attico, Marino, Oceano, Eustrazio e Nicopolitano. Le differenze non consentono di stabilire con assoluta sicurezza un elenco originario completo. Anche Stiriaco appare nelle forme Styrax e Styrakios, mentre Nicopolitano può essere inteso come nome o appellativo di provenienza. Gli Acta Sanctorum confrontano esplicitamente le lezioni del Menologio di Basilio II con quelle di un manoscritto greco conservato a Milano.

La professione di fede e la condanna
Secondo il racconto del Menologio, i soldati esortavano altri militari a restare nella fede cristiana. Il comandante Marcello ne avrebbe ordinato la punizione; una versione aggiunge l'intervento di un'autorità cittadina indicata come Auxanonte. I martiri sarebbero stati percossi, imprigionati e sottoposti ad altri supplizi. Nel racconto Carterio respinge l'accusa di incitare alla ribellione politica, distinguendo la fedeltà a Cristo dall'insurrezione contro l'imperatore. Seguono le professioni di fede attribuite a Stiriaco, Tobia e Nicopolitano. Infine il gruppo, insieme con altri credenti, avrebbe ricevuto la condanna a morire nel fuoco. Si tratta di particolari trasmessi dalla narrazione agiografica e non verificati mediante verbali giudiziari contemporanei.

La questione della data
La collocazione sotto Licinio offre un riferimento generale ma non una data certa. Una tradizione divulgativa indica il 315; il commentatore degli Acta Sanctorum osserva invece che l'inasprimento della politica anticristiana di Licinio appartiene agli anni successivi al 319 e propone, con prudenza, il 320 circa. Quest'ultima è una ricostruzione storiografica, non la data riportata da un atto contemporaneo. Il 2 novembre è la ricorrenza liturgica, non una prova del giorno effettivo della morte.

La trasmissione del culto
Il gruppo compare nei martirologi latini e nei menologi greci. La memoria orientale conserva un insieme più ampio di nomi rispetto alla formula abbreviata del Martirologio Romano. La persistenza di queste tradizioni documenta la venerazione dei martiri, ma non permette di ricostruire con certezza la storia delle loro sepolture, l'eventuale traslazione delle reliquie o l'esistenza di un santuario esclusivamente dedicato a loro.

Biografia

A cura di Giovanni Lucchesi

Santi CARTERIO, STIRIACO, TOBIA, EUDOSSIO, AGAPIO e COMPAGNI, martiri. 

Questi soldati martirizzati a Sebaste sotto l'imperatore Licinio, probabilmente nel 320, sono celebrati dai calendari greci e dal Martirologio Romano, che da essi dipende, al 2 novembre. Ma le notizie che possiamo ricavare su di loro dai menologi sono scarse e piuttosto tarde. A questi nomi, posti in ordine diverso, i menei e il menologio di Sirleto ne aggiungono altri cinque: Attico, Marino, Oceano, Eustazio, Nicopoliziano, lasciando però intendere che loro capo era considerato Carterio che, in tal modo, nel Martirologio Romano è passato al primo posto. Tuttavia, il Sinassario Costantinopolitano accenna anche ad altri compagni di martirio, tradizione questa da considerarsi un'amplificazione di quella primitiva. Inoltre, in alcuni menei greci si legge il seguente elogio metrico: «In dieci hanno sopportato con fortezza il tormento del fuoco, e in dieci hanno raggiunto la meta più eccelsa». Dove, nel participio "con fortezza", si può cogliere un'allusione al nome del primo di essi, Carterio.
I menologi specificano, poi, che, dopo aver subito tormenti inenarrabili, i soldati furono arsi vivi e che il loro martirio avvenne sotto il prefetto Marco Agricola, lo stesso che appare nelle passiones di altri celebratissimi martiri di Sebaste, come san Biagio o SS. XL Martiri. Non sono giunte le fonti antiche dalle quali i compilatori dei menologi trassero queste notizie.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Il Menologio di Basilio II
Il Menologio di Basilio II, importante testimonianza della tradizione liturgica bizantina, conserva una narrazione del martirio e ne associa la memoria a un gruppo di nomi più ampio. La sua testimonianza è preziosa per la storia del culto, ma è cronologicamente posteriore agli eventi attribuiti all'età di Licinio. I particolari del processo e dei supplizi devono pertanto essere distinti dalla semplice attestazione della venerazione.

Il confronto tra le tradizioni
Negli Acta Sanctorum la versione greca è confrontata con le testimonianze latine, fra cui il martirologio e il racconto di Pietro Galesini. Il confronto rivela varianti nei nomi, nel numero dei compagni e nell'identificazione delle autorità responsabili. La comune ambientazione a Sebaste non risolve automaticamente tali divergenze.

Curiosità
- La forma Stiriaco corrisponde nelle fonti greche anche a Styrax o Styrakios.
- Alcuni elenchi orientali ricordano esplicitamente Attico, Marino, Oceano, Eustrazio e Nicopolitano, assenti dalla formula latina abbreviata.
- La narrazione del Menologio attribuisce a Carterio una risposta che distingue la fede cristiana dalla rivolta contro l'imperatore.

Cronologia

- Primo quarto del IV secolo - Tradizionale collocazione del martirio a Sebaste, sotto Licinio.
- Circa 320 - Datazione ipotetica proposta nel commento degli Acta Sanctorum, non accertata.
- Età bizantina - Trasmissione della memoria del gruppo nei menologi greci.
- 2 novembre - Memoria registrata nella tradizione martirologica latina.

Valutazione storico-critica

- L'identificazione del gruppo a Sebaste e la commemorazione del 2 novembre sono attestate dai martirologi.
- Il racconto dei supplizi proviene dalla tradizione agiografica greca, non da atti giudiziari contemporanei conservati.
- Il numero e l'elenco dei compagni variano fra testimonianze greche e latine.
- L'anno 315 non è dimostrato; anche la proposta del 320 circa rimane congetturale.
- Le circostanze della sepoltura e la localizzazione di reliquie autentiche non risultano accertate.
- Il gruppo non deve essere confuso con altri martiri omonimi, in particolare altri santi di nome Agapio ricordati in differenti ricorrenze.

Fonti e bibliografia essenziale

- Acta Sanctorum, Novembris, tomo relativo al 2 novembre, De SS. Carterio, Styriaco, Tobia, Eudoxio, Agapio et sociis martyribus Sebastae, commento storico e confronto con il Menologio greco.
- Menologium Basilii II, memoria dei martiri di Sebaste, testo greco riprodotto e confrontato negli Acta Sanctorum.
- Martyrologium Romanum, 2 novembre, commemorazione dei martiri di Sebaste.

Aggiunto/modificato il 15 ottobre 2026