Beato Giuseppe Ruiz Bruixola

Sacerdote e martire

Festa: 28 ottobre

Nascita-morte: Foios, Valencia, Spagna, 30 marzo 1857 - Gilet, Valencia, Spagna, 29 ottobre 1936

Immagini di Beato Giuseppe Ruiz Bruixola Sacerdote e martire

Nascita - morte:
Foios, Valencia, Spagna, 30 marzo 1857 - Gilet, Valencia, Spagna, 29 ottobre 1936

Festa:
28 ottobre

Etimologia:
Dall'ebraico Yosef, tradizionalmente interpretato come 'Dio aggiunga'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 28 ottobre

Gruppo: Beati 233 Martiri Spagnoli di Valencia

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Nel villaggio di Gilet nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Ruiz Bruixola, sacerdote e martire, che nella stessa circostanza meritò di portare davanti a Dio onnipotente la palma della vittoria.

Il beato Giuseppe Ruiz Bruixola, José Ruiz Bruixola in spagnolo, fu un sacerdote diocesano valenciano ucciso durante la persecuzione anticlericale che accompagnò la guerra civile spagnola. Nato a Foios nel 1857, ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1882 e svolse il proprio ministero in diverse parrocchie dell'area di Valencia. Dal 1923 fu parroco di San Nicolás, dove si dedicò alla catechesi, all'assistenza dei poveri e degli infermi e alla promozione dell'apostolato dei laici. Dopo lo scoppio della guerra nel luglio 1936 tornò nel paese natale, continuando, secondo le testimonianze agiografiche, a esercitare il ministero in forma riservata. Arrestato nell'ottobre dello stesso anno, fu ucciso presso Gilet all'età di settantanove anni. La sua morte venne riconosciuta dalla Chiesa cattolica come martirio e il sacerdote fu beatificato da Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il Martirologio Romano lo ricorda il 28 ottobre, data distinta da quella di morte riportata nella tradizione biografica.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Giuseppe Ruiz Bruixola nacque il 30 marzo 1857 a Foios, località vicina a Valencia, in una famiglia di agricoltori. Nel 1878 entrò nel seminario conciliare di Valencia, dove compì la formazione ecclesiastica. Fu ordinato sacerdote nel 1882, iniziando un lungo ministero pastorale nell'arcidiocesi valenciana.

I primi incarichi sacerdotali
Dopo l'ordinazione fu nominato coadiutore a Quart de Poblet, assumendo successivamente anche la responsabilità della parrocchia. Passò poi a Valencia, dove ricevette un beneficio ecclesiastico presso la chiesa dei Santi Nicola e Pietro Martire. Le biografie ricordano la sua partecipazione a iniziative missionarie rivolte ai centri abitati della regione, senza fornire una cronologia completa delle singole attività.
Prestò servizio anche nelle parrocchie di Santa Caterina e Sant'Agostino, con funzioni di economo, e successivamente in quella di Santo Stefano Protomartire. La sua attività fu associata in particolare alla visita agli infermi e all'assistenza alle persone povere. Le testimonianze ricordano inoltre l'amicizia con il sacerdote José Bau e un'iniziativa condivisa di formazione spirituale per il clero; la natura istituzionale e le date precise di tale esperienza non risultano chiarite.

Il ministero a San Nicolás
Nel 1923 divenne parroco di San Nicolás a Valencia. Si occupò della cura della chiesa, della vita liturgica, dell'insegnamento catechistico e della partecipazione dei fedeli laici alle attività ecclesiali. La tradizione biografica gli attribuisce la promozione dell'Azione Cattolica nella parrocchia, nel quadro dello sviluppo dell'associazionismo cattolico spagnolo nei primi decenni del Novecento.
Il suo ministero si svolse in un periodo segnato da profonde tensioni politiche e sociali. Dopo la proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931, i rapporti tra una parte del mondo politico e le istituzioni ecclesiastiche furono attraversati da conflitti che si aggravarono nel 1936. Queste circostanze costituiscono il contesto storico della sua morte, senza implicare che tutti gli episodi della vicenda personale siano ricostruibili con identico grado di certezza.

Arresto e morte
All'inizio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, Ruiz Bruixola lasciò Valencia e tornò a Foios. Secondo il racconto agiografico, continuò a esercitare clandestinamente alcune funzioni sacerdotali. Nell'ottobre 1936 fu arrestato insieme ad altre persone e trattenuto in un edificio del paese. La stessa narrazione riferisce che incoraggiò i compagni di prigionia, ascoltò confessioni e recitò con loro il rosario.
Fu condotto nei pressi del cimitero di Gilet, dove venne fucilato. Il racconto tradizionale aggiunge che chiese di essere ucciso per ultimo per poter sostenere gli altri prigionieri e che espresse il perdono verso gli esecutori. Questi particolari sono tramandati dalla letteratura agiografica, ma non sono qui attestati mediante verbali testimoniali originali consultabili. La data di morte comunemente riportata è il 29 ottobre 1936, mentre la commemorazione nel Martirologio Romano è fissata al 28 ottobre.

Il riconoscimento del martirio
La Chiesa cattolica riconobbe il martirio di Ruiz Bruixola nell'ambito delle cause relative alle vittime della persecuzione religiosa spagnola. L'11 marzo 2001 Giovanni Paolo II presiedette in piazza San Pietro la beatificazione di José Aparicio Sanz e 232 compagni, tra i quali figura Giuseppe Ruiz Bruixola. La celebrazione riunì sacerdoti, religiosi, religiose e laici appartenenti a differenti comunità e istituzioni ecclesiali. Il suo culto pubblico come beato si inserisce in questa memoria collettiva, pur conservando una propria commemorazione nel calendario martirologico.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Il Beato Giuseppe Ruiz Bruixola nacque il 30 marzo 1857 a Foios, in Valencia, in una famiglia di agricoltori. 
Ha studiato teologia presso il seminario di Valencia ed è stato ordinato sacerdote nel 1882. Dapprima è stato inviato quale coadiutore di Quart de Poblet e poi in varie parrocchie della capitale. 
Don Giuseppe Ruiz Bruixola si è sempre distinto per le sue attenzioni verso i poveri e gli ammalati. 
Amico di Don Jose Bau, con lui, istituì una scuola di spiritualità per il clero. 
Una volta nominato parroco di San Nicola di Valencia, il suo lavoro pastorale s’incentrò con particolare attenzione sulla catechesi e sulla promozione dell'apostolato laico. In quella parrocchia fondò l'Azione Cattolica.  
Don Giuseppe Ruiz Bruixola in ogni azione ha sempre dimostrato tutto il suo amore sincero e disinteressato per i suoi parrocchiani.
Quando la rivoluzione arrivò nel 1936, dovette ritornare nella sua città, dove continuò in modo clandestino l'esercizio del suo ministero sacerdotale. 
Nel mese di ottobre del 1936, è stato arrestato con altre persone e portato in uno chalet nella stessa località.  In quel luogo di detenzione ha cercato di sollevare lo stato d'animo degli altri detenuti per accompagnarli ad accettare anche il martirio. Tutti i prigionieri si sono confessati e hanno pregato insieme il rosario. Durante la preghiera i prigionieri furono prelevati e portati via. 
Arrivati nelle vicinanze del cimitero di Gilet verso la mezzanotte,  don Giuseppe, chiese ai suoi aguzzini la grazia poter assistere all’uccisione dei suoi compagni gli altri, per poterli poter esortare ad essere fiduciosi nel Signore e ad incoraggiarli ad accettare la loro sorte. 
Tutto si svolse secondo i suoi desideri, e dopo che furono uccisi tutti i suoi compagni, mentre continuava a recitare il rosario fu fucilato, il 29 ottobre 1936, avendo prima comunicato ai suoi carnefici che li perdonava per quello che stavano facendo.
Giuseppe Ruiz Bruixola è stato beatificato nel gruppo dei 233 martiri a Valencia da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001.
 

Approfondimenti

La memoria dei martiri valenciani
La beatificazione del 2001 riguardò 233 persone morte durante la persecuzione religiosa in Spagna tra il 1936 e il 1939. Nell'omelia Giovanni Paolo II ricordò espressamente la presenza di sacerdoti diocesani di Valencia, religiosi di diversi istituti e fedeli laici. Il riconoscimento canonico del martirio non equivale a un giudizio generale sulle responsabilità politiche di tutte le parti coinvolte nella guerra civile, ma riguarda la testimonianza religiosa delle persone comprese nelle rispettive cause.

Memoria liturgica e data della morte
Il Martirologio Romano colloca la commemorazione di Giuseppe Ruiz Bruixola al 28 ottobre e indica Gilet come luogo del martirio. Le biografie che specificano la data di morte riportano invece il 29 ottobre 1936. Le due indicazioni vanno mantenute distinte: la data liturgica non costituisce, da sola, una prova del giorno esatto del decesso.

Cronologia

- 30 marzo 1857 - Nascita a Foios, presso Valencia.
- 1878 - Ingresso nel seminario conciliare di Valencia.
- 1882 - Ordinazione sacerdotale.
- Dopo il 1882 - Ministero a Quart de Poblet e successivamente in diverse parrocchie di Valencia.
- 1923 - Nomina a parroco di San Nicolás a Valencia.
- Luglio 1936 - Scoppio della guerra civile spagnola; ritorno a Foios secondo la tradizione biografica.
- Ottobre 1936 - Arresto e uccisione presso Gilet; la data di morte comunemente riportata è il 29 ottobre.
- 11 marzo 2001 - Beatificazione da parte di Giovanni Paolo II insieme a José Aparicio Sanz e altri 231 compagni.

Valutazione storico-critica

- L'identità del sacerdote José Ruiz Bruixola, il ministero nell'arcidiocesi di Valencia e la sua inclusione nella beatificazione del 2001 risultano concordanti nelle fonti ecclesiastiche e nei repertori agiografici.
- La data e il luogo di nascita, l'ordinazione e la successione degli incarichi sono riportati nella tradizione biografica pubblicata nell'Año Cristiano; non sono stati confrontati direttamente con i registri originali del seminario e delle parrocchie.
- Il Martirologio Romano indica la memoria al 28 ottobre, mentre la data di morte riportata nelle biografie è il 29 ottobre 1936. La differenza tra commemorazione e data del decesso non deve essere cancellata.
- I dettagli relativi alle confessioni dei compagni di prigionia, alla recita del rosario, alla richiesta di morire per ultimo e al perdono degli esecutori appartengono al racconto agiografico tramandato; la loro verifica individuale richiederebbe gli atti testimoniali della causa.
- Le biografie divulgative spesso dipendono da un medesimo nucleo narrativo e non costituiscono perciò attestazioni indipendenti dei singoli episodi.
- Il riconoscimento ecclesiastico del martirio e la beatificazione dell'11 marzo 2001 sono attestati dalla documentazione ufficiale della Santa Sede.
- Non risultano qui accertati un luogo di sepoltura, reliquie individualmente identificate o patronati specifici.

Fonti e bibliografia essenziale

- Giovanni Paolo II, Omelia per la beatificazione di José Aparicio Sanz e 232 compagni martiri in Spagna, 11 marzo 2001.
- Sala Stampa della Santa Sede, Cappella papale per la beatificazione di 233 Servi di Dio, bollettino dell'11 marzo 2001.
- Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, documentazione della beatificazione di José Aparicio Sanz e 232 compagni, 11 marzo 2001.
- Año Cristiano, Biblioteca de Autores Cristianos, 2003, profilo biografico di José Ruiz Bruixola ripreso nel repertorio El Testigo Fiel.
- El Testigo Fiel, Beato José Ruiz Bruixola, presbítero y mártir, profilo agiografico con indicazione della fonte Año Cristiano.

Aggiunto/modificato il 13 ottobre 2026