Beati Cruz Laplana Laguna e Fernando Espanol Berdie
Martiri
Festa: 8 agosto
Gruppo di appartenenzaBeati 498 Martiri Spagnoli
Nascita-morte: † Cuenca, Spagna, 8 agosto 1936
Nascita - morte:
† Cuenca, Spagna, 8 agosto 1936
Festa:
8 agosto
Categoria: I santi che iniziano con la lettera C
Calendario: I santi del 8 agosto
Gruppo: Beati 498 Martiri Spagnoli
Biografia
A cura di Balbino Rano
Croce Laplana y Laplana
Nacque il 3 magg. 1875 a Pian (Huesca), da Alonso e Josefa, agiati e buoni cristiani. Fin da bambino, mostrò un carattere vivace e irrequieto, amante della fatica e incline alla pietà. Compi i primi studi nel villaggio natale e li continuò in un collegio di Huesca. Contro il parere dei genitori, ma col loro consenso, nel sett. 1886 entrò nel seminario diocesano di Barbastro per seguire la sua vocazione sacerdotale. Il 24 sett. 1898 fu ordinato sacerdote. Nel 1902 era già dottore in teologia e in diritto. Da questo momento fino al 1912, la sua occupazione principale fu quella di professore al seminario diocesano di Saragozza. Si votò poi in maniera speciale alla cura pastorale, prima a Caspe e poi nella parrocchia di S. Gil di Saragozza, della quale fu nominato parroco. «La predicazione, la catechesi, la visita agli infermi, il tatto squisito con le anime, lo accreditarono come uomo di Dio e sacerdote modello» (Monterò, p. 374). Una delle caratteristiche più significative della sua vita sacerdotale fu vivere in comunità con altri sacerdoti, sia a Saragozza che a Caspe, come poi a Cuenca di cui divenne vescovo. I suoi familiari, pur ammirando le sue virtù, non apprezzavano nel giusto modo la sua modestia e umiltà, temendo che queste gli impedissero di salire ad alte cariche. Suo cugino, Vincenzo Piniés, ministro spagnolo di grazia e giustizia, si credette obbligato di favorire la promozione di lui al vescovato. Quando lui lo seppe reagì subito. Nondimeno, il 30 sett. 1921 fu eletto vescovo di Cuenca da Benedetto XV; il 26 mar. 1922 fu consacrato e l'8 apr. prendeva possesso della diocesi, accolto dai suoi diocesani con ogni onore. Riorganizzò l'amministrazione della diocesi, fondò la biblioteca diocesana, ma soprattutto curò la dignità del culto divino, la predicazione del Vangelo, la catechesi, l'Azione Cattolica e l'apostolato sociale. I tempi erano difficili e lui non lo ignorava. Nel 1936, incombendo la guerra civile, i suoi collaboratori volevano che lasciasse Cuenca, col pretesto di un periodo di riposo. Egli dichiarò loro: «Devo dare esempio di fedeltà e fortezza... Quest'estate, non ho alcun progetto di allontanarmi da qui... Se è necessario che muoia per la salvezza della Spagna, morirò con gioia». Il 19 lug. 1936 la situazione a Cuenca peggiorò. Si osò proporgli da parte dei suoi intimi di fuggire da Cuenca in uniforme di guardia civile, ma egli reagì energicamente. Il 28 successivo entrò nel palazzo un gruppo di miliziani che volevano il denaro della diocesi. Si impossessarono di lui e lo portarono al seminario, convertito in carcere. Volle andare con lui il segretario particolare, d. Fernando Espanol. L'alcalde stesso si sforzò di trovare un pretesto per liberarlo, ma l'atteggiamento di lui fu irremovibile. Il 7 ago., a mezzanotte, alcuni armati lo prelevarono. Anche questa volta d. Espanol volle seguirlo. Alle preghiere di lui che non lo accompagnasse, rispose: «Dove va il mio signore vado anch'io».
Poco dopo, il vescovo e il suo segretario erano fucilati al km. 5 della strada di Villar Olalla. Furono sepolti il giorno seguente in una fossa comune nel cimitero di Cuenca. Il 16 ott. 1940, I loro resti furono traslati nella cattedrale di Cuenca.
Il processo ordinario informativo sul vescovo e sul suo segretario si è svolto, in unione con quello del parroco di Uclés, d. Vincenzo Toledano, davanti alla Curia di Cuenca nel 1953-56. La causa è stata aperta il 24 magg. 1957. Questo processo è unito con quello di Gutiérrez Arranz, Giuseppe e 9 compagni martiri.
Fernando Espanol Berdie
Nato l'11 ott. 1875, si licenziò in diritto all'Università di Saragozza, ma rispondendo alla vocazione del Signore entrò nel seminario di Barbastro. Rifiutò di essere professore nel seminario dove aveva compiuto gli studi ecclesiastici, preferendo dedicarsi alla cura delle anime. Occupò la carica di parroco di Gruslau, presso Grau (Huesca). Ubbidì con spirito di sacrificio al vescovo Laplana che lo aveva chiamato ad essere il suo segretario particolare. Da quel momento, fino alla morte, non si mosse più dal fianco di lui.
Nacque il 3 magg. 1875 a Pian (Huesca), da Alonso e Josefa, agiati e buoni cristiani. Fin da bambino, mostrò un carattere vivace e irrequieto, amante della fatica e incline alla pietà. Compi i primi studi nel villaggio natale e li continuò in un collegio di Huesca. Contro il parere dei genitori, ma col loro consenso, nel sett. 1886 entrò nel seminario diocesano di Barbastro per seguire la sua vocazione sacerdotale. Il 24 sett. 1898 fu ordinato sacerdote. Nel 1902 era già dottore in teologia e in diritto. Da questo momento fino al 1912, la sua occupazione principale fu quella di professore al seminario diocesano di Saragozza. Si votò poi in maniera speciale alla cura pastorale, prima a Caspe e poi nella parrocchia di S. Gil di Saragozza, della quale fu nominato parroco. «La predicazione, la catechesi, la visita agli infermi, il tatto squisito con le anime, lo accreditarono come uomo di Dio e sacerdote modello» (Monterò, p. 374). Una delle caratteristiche più significative della sua vita sacerdotale fu vivere in comunità con altri sacerdoti, sia a Saragozza che a Caspe, come poi a Cuenca di cui divenne vescovo. I suoi familiari, pur ammirando le sue virtù, non apprezzavano nel giusto modo la sua modestia e umiltà, temendo che queste gli impedissero di salire ad alte cariche. Suo cugino, Vincenzo Piniés, ministro spagnolo di grazia e giustizia, si credette obbligato di favorire la promozione di lui al vescovato. Quando lui lo seppe reagì subito. Nondimeno, il 30 sett. 1921 fu eletto vescovo di Cuenca da Benedetto XV; il 26 mar. 1922 fu consacrato e l'8 apr. prendeva possesso della diocesi, accolto dai suoi diocesani con ogni onore. Riorganizzò l'amministrazione della diocesi, fondò la biblioteca diocesana, ma soprattutto curò la dignità del culto divino, la predicazione del Vangelo, la catechesi, l'Azione Cattolica e l'apostolato sociale. I tempi erano difficili e lui non lo ignorava. Nel 1936, incombendo la guerra civile, i suoi collaboratori volevano che lasciasse Cuenca, col pretesto di un periodo di riposo. Egli dichiarò loro: «Devo dare esempio di fedeltà e fortezza... Quest'estate, non ho alcun progetto di allontanarmi da qui... Se è necessario che muoia per la salvezza della Spagna, morirò con gioia». Il 19 lug. 1936 la situazione a Cuenca peggiorò. Si osò proporgli da parte dei suoi intimi di fuggire da Cuenca in uniforme di guardia civile, ma egli reagì energicamente. Il 28 successivo entrò nel palazzo un gruppo di miliziani che volevano il denaro della diocesi. Si impossessarono di lui e lo portarono al seminario, convertito in carcere. Volle andare con lui il segretario particolare, d. Fernando Espanol. L'alcalde stesso si sforzò di trovare un pretesto per liberarlo, ma l'atteggiamento di lui fu irremovibile. Il 7 ago., a mezzanotte, alcuni armati lo prelevarono. Anche questa volta d. Espanol volle seguirlo. Alle preghiere di lui che non lo accompagnasse, rispose: «Dove va il mio signore vado anch'io».
Poco dopo, il vescovo e il suo segretario erano fucilati al km. 5 della strada di Villar Olalla. Furono sepolti il giorno seguente in una fossa comune nel cimitero di Cuenca. Il 16 ott. 1940, I loro resti furono traslati nella cattedrale di Cuenca.
Il processo ordinario informativo sul vescovo e sul suo segretario si è svolto, in unione con quello del parroco di Uclés, d. Vincenzo Toledano, davanti alla Curia di Cuenca nel 1953-56. La causa è stata aperta il 24 magg. 1957. Questo processo è unito con quello di Gutiérrez Arranz, Giuseppe e 9 compagni martiri.
Fernando Espanol Berdie
Nato l'11 ott. 1875, si licenziò in diritto all'Università di Saragozza, ma rispondendo alla vocazione del Signore entrò nel seminario di Barbastro. Rifiutò di essere professore nel seminario dove aveva compiuto gli studi ecclesiastici, preferendo dedicarsi alla cura delle anime. Occupò la carica di parroco di Gruslau, presso Grau (Huesca). Ubbidì con spirito di sacrificio al vescovo Laplana che lo aveva chiamato ad essere il suo segretario particolare. Da quel momento, fino alla morte, non si mosse più dal fianco di lui.

