Nascita - morte:
Trento, 15 ottobre 1918 – San Paolo, Brasile, 8 marzo 2001
Categoria: Servi di Dio
Calendario: I santi senza data
Biografia
«Sine sanguinis effusione non fit remissivo» amava ripetere Ginetta (Luigia Calliari): «Senza spargimento di sangue e dolore, non c’è redenzione, non si portano frutti.»
E le difficoltà, fin dal quando, nel 1944, conosce Chiara Lubich, non sono mai mancate nella vita di Ginetta; ma anche i frutti che ha saputo produrre, fino a quell’8 marzo di dieci anni fa, giorno della sua morte, semplicemente non si possono contare.
Un’adesione immediata e radicale quella di Ginetta all’Ideale di Chiara. Un sì incondizionato a Dio che nel ’59, accompagnata da un piccolo drappello di focolarini, la porta in Brasile, dove esisteva all’epoca solo una piccola comunità di giovani già attratti dall’ideale dell’unità.
Fin da quando, prima della guerra, lavorava in un’azienda agricola nel veneziano, Ginetta non ha mai sopportato le diseguaglianze e le discriminazioni sociali. L’arrivo proprio in terra brasiliana, dove il divario tra ricchi e poveri è evidentissimo, la segna profondamente.
Ricordatevi che sono i poveri lo scopo del movimento in Brasile. Questa era stata la consegna di Chiara Lubich prima della partenza.
Se negli anni nel grande paese sudamericano i focolari si sono moltiplicati sino a raggiungere oltre 300.000 persone, fondare una cinquantina di centri e realizzare un numero incalcolabile di azioni a favore degli ultimi, molto lo si deve anche alla fiducia ‘attiva’ che Ginetta ha avuto nel compiere la Volontà di Dio. «Sin dal primo tempo – racconta – sentivamo chiaramente che solo Dio avrebbe potuto risolvere i problemi sociali, quando la sua Parola avesse trasformato il cuore degli uomini. Portavo con me non il crocefisso di ferro della mia infanzia, ma il crocefisso vivo che trovavo nei fratelli.»
L’Economia di comunione e il Movimento politico per l’unità: due delle risposte del Movimento che collaborano a risolvere i molti problemi sociali del Paese. Entrambe intuizioni di Chiara, intanto è Ginetta il suo primo “sprone” nelle terre brasiliane.
Riguardo al polo industriale che sorge nella cittadella internazionale che oggi porta il suo nome, amava ripetere: «Vedo che quanti vengono qui rimangono impressionati e dicono: ‘Così dovrebbe essere il mondo. Qui c’è la felicità’»
L’8 marzo 2007 ha preso il via il processo di beatificazione della Calliari. Che Ginetta continui instancabilmente a portare frutti straordinari lo testimoniavano la cattedrale gremita da migliaia di persone ed il ricordo, in quell’occasione, di Mons. Ersilio Turco, Vescovo della diocesi in cui Ginetta ha lasciato la vita terrena: «Ginetta portava le persone non solo all’incontro con Gesù, ma anche all’impegno a vivere la vocazione cristiana nella società, in una via di santità che suscitava trasformazione».
