Nascita - morte:
† 679 circa
Festa:
19 giugno
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 19 gennaio
Martirologio Romano
Biografia
A cura di Franco Dieghi
Si presume sia nato in Irlanda o nella Britannia settentrionale verso la fine del VI secolo. Attratto dalla vita ascetica e dalla predicazione del Vangelo, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, attraversando la Francia.
Secondo la tradizione, durante il suo viaggio, Donato si fermò nella regione dei Vosgi, attratto dalla bellezza selvaggia del luogo. Qui, con l'aiuto di alcuni seguaci, fondò un monastero dedicato alla Santa Trinità. La comunità monastica prosperò rapidamente, diventando un centro di cultura e spiritualità. Donato divenne il suo abate e guida spirituale, guadagnando fama per la sua saggezza, umiltà e capacità di compiere miracoli.
La reputazione di Donato giunse fino alle orecchie del re merovingio Sigeberto III, che lo nominò vescovo di Nevers. Donato ricoprì questo incarico con dedizione, impegnandosi nella predicazione, nell'amministrazione della diocesi e nella cura dei poveri e degli emarginati. Tuttavia, dopo alcuni anni, sentì il richiamo della vita monastica e rinunciò al vescovado per tornare al suo amato monastero sui Vosgi.
Donato trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla preghiera, alla meditazione e alla guida spirituale dei suoi confratelli. Morì intorno al 679, circondato dal rispetto e dalla venerazione della sua comunità. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggio per fedeli provenienti da tutta la regione. Nel corso dei secoli, la figura di San Donato si è arricchita di leggende e miracoli, consolidando la sua fama di santo taumaturgico e protettore dei Vosgi.
Biografia
A cura di Gilbert Bataille
Nato di famiglia nobile, divenne vescovo di Nevers verso la metà del sec. VII, come sembra. Avrebbe preso parte al concilio di Sens del 657 e si sarebbe, quindi, ritirato nei Vosgi per vivervi solo. Perseguitato, si stabilì con qualche compagno in un'isola, presso Strasburgo, dove con l'aiuto del re Childerico costruì una chiesa ai ss. Pietro e Paolo. Alcuni suoi discepoli eressero poi l'abbazia di Ebersheim (Ebersheimmunster). Desideroso di vita solitaria, partì per la diocesi di Basilea, ma le persecuzioni lo costrinsero ad andarsene e tornò nei Vosgi, in un luogo solitario che chiamò Vallis Galileae, dove costruì una cappella dedicata a s. Martino. Dopo un certo tempo, con alcuni discepoli, fondò poco lontano un monastero chiamato Jointures, perché situato alla confluenza dei fiumi Fave e Meurphe. Vi si osservava la regola di s. Colombano. Alcuni, però, gli contestano questa fondazione.
Presso Jointures, si trovava l'abbazia di Moyen-moutier, diretta allora da s. Idolfo, antico vescovo di Treviri, col quale Deodato strinse amicizia. Dopo la morte di Deodato, verso il 679, sia il monastero di Jointures, sia il borgo che vi sorse accanto presero il suo nome. Fu molto onorato prima della Rivoluzione francese. Si ricordano traslazioni del suo corpo nel 1003, 1648, 1679, 1735, 1766, 1792, 1808; la sua festa è celebrata il 19 giugno.

