Nascita - morte:
† 816
Festa:
10 maggio
Categoria: I santi che iniziano con la lettera F
Calendario: I santi del 10 maggio
Biografia
A cura di Giuseppe Gazzera
Figlio del nobile franco Magafredo, fu, giovanissimo, « oblato » del monastero dei SS. Pietro e Andrea di Novalesa, del quale, il 10 febb. 773, alla morte dell'abate Asinario, assunse il governo. Egli resse l'abbazia in uno dei periodi di maggiore splendore ; amico fraterno di Carlo Magno, legò il proprio nome a grandi episodi della storia d'Italia.
Nel 772 papa Adriano I, in guerra con Desiderio, re dei Longobardi, chiamò Carlo Magno in aiuto: l'imperatore varcò il Moncenisio nel sett. 773, ma trovò munitissime fortificazioni allo sbocco della valle segusina (Clausa Langobardorum, oggi Chiusa di San Michele). Carlo Magno, stabilito nell'abbazia di Novalesa il quartiere generale per la battaglia che gli aprì la via verso Roma, immortalata nell'Adelchi manzoniano, non dimenticò l'amicizia e l'aiuto dell'abate, determinanti per l'esito della guerra, e concesse numerose franchigie e donazioni all'abbazia, delle quali abbiamo diretta testimonianza nel Chronicon Novalicense (ms. dell'XI sec.), e nei Diplomi originali del 773 e del 779, custoditi nell'Archivio di Stato di Torino.
Occupata l'Italia, incoronato in Roma nell'aprile 774 re dei Longobardi, Carlo Magno sulla via del ritorno si soffermò nuovamente in Novalesa, dove affidò a Frodoino il figlio Ugo in tenera età, affinché ne facesse un buon monaco. Dopo Amblulfo, successore di Frodoino, Ugo divenne abate. Per amore del figlio, Carlo Magno fece larghe donazioni alla abbazia, fra le quali il corpo di s. Valerico, traslato da Novalesa nel 906 per sottrarlo all'invasione dei Saraceni, ed oggi conservato nel santuario torinese della Consolata.
Frodoino diede notevole incremento agli studi; sotto di lui lavorò il monaco Atteperto, famoso copista di cui si conserva ancora un magnifico Evangeliario. Dopo quarantatre anni di governo, morì in fama di santità nell'816; è ricordato il 10 maggio.
Nel 772 papa Adriano I, in guerra con Desiderio, re dei Longobardi, chiamò Carlo Magno in aiuto: l'imperatore varcò il Moncenisio nel sett. 773, ma trovò munitissime fortificazioni allo sbocco della valle segusina (Clausa Langobardorum, oggi Chiusa di San Michele). Carlo Magno, stabilito nell'abbazia di Novalesa il quartiere generale per la battaglia che gli aprì la via verso Roma, immortalata nell'Adelchi manzoniano, non dimenticò l'amicizia e l'aiuto dell'abate, determinanti per l'esito della guerra, e concesse numerose franchigie e donazioni all'abbazia, delle quali abbiamo diretta testimonianza nel Chronicon Novalicense (ms. dell'XI sec.), e nei Diplomi originali del 773 e del 779, custoditi nell'Archivio di Stato di Torino.
Occupata l'Italia, incoronato in Roma nell'aprile 774 re dei Longobardi, Carlo Magno sulla via del ritorno si soffermò nuovamente in Novalesa, dove affidò a Frodoino il figlio Ugo in tenera età, affinché ne facesse un buon monaco. Dopo Amblulfo, successore di Frodoino, Ugo divenne abate. Per amore del figlio, Carlo Magno fece larghe donazioni alla abbazia, fra le quali il corpo di s. Valerico, traslato da Novalesa nel 906 per sottrarlo all'invasione dei Saraceni, ed oggi conservato nel santuario torinese della Consolata.
Frodoino diede notevole incremento agli studi; sotto di lui lavorò il monaco Atteperto, famoso copista di cui si conserva ancora un magnifico Evangeliario. Dopo quarantatre anni di governo, morì in fama di santità nell'816; è ricordato il 10 maggio.

