San Stachys

Discepolo di san Paolo, vescovo di Costantinopoli

Festa: 31 ottobre

Nascita-morte: † Bisanzio, attuale Istanbul, Turchia, circa 54

Nascita - morte:
† Bisanzio, attuale Istanbul, Turchia, circa 54

Festa:
31 ottobre

Etimologia:
Dal greco stáchys, spiga di grano.

Emblema:
Vesti episcopali, libro o rotolo.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera S

Calendario: I santi del 31 ottobre

E' venerato nella tradizione cristiana orientale come uno dei Settanta discepoli e come antico vescovo di Bisanzio, la città che in seguito sarebbe diventata Costantinopoli. La sua memoria liturgica ricorre il 31 ottobre, insieme a quella di altri personaggi collegati alla predicazione apostolica. Il nome Stachys compare nel Nuovo Testamento, nella lettera di Paolo ai Romani, ma l'identificazione del destinatario del saluto paolino con il vescovo ricordato dai sinassari non può essere dimostrata indipendentemente. Secondo la tradizione ecclesiastica, l'apostolo Andrea lo avrebbe costituito vescovo di Bisanzio nel 38; Stachys avrebbe poi guidato la comunità per sedici anni, fino alla morte pacifica, convenzionalmente collocata nel 54. Queste indicazioni appartengono alla memoria ecclesiastica successiva, non a una biografia contemporanea. La sua figura rappresenta pertanto un punto di incontro tra la testimonianza neotestamentaria, le genealogie episcopali e la storia del culto bizantino.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Il nome nella lettera ai Romani
Nella conclusione della lettera ai Romani, Paolo invia un saluto a Stachys (Στάχυς, Stáchys, Stachi o Stachio), qualificandolo come persona a lui cara (Rm 16,9). Si tratta della testimonianza antica più significativa per l'esistenza di un cristiano con questo nome nell'ambiente delle comunità legate all'apostolo. Il testo non fornisce tuttavia indicazioni sulla sua origine, sulla sua famiglia, sui viaggi compiuti, sul ministero ecclesiastico o sulla morte. Neppure lo presenta espressamente come vescovo.
L'identificazione fra il destinatario della lettera e il santo commemorato a Bisanzio è tradizionale. Essa è plausibile come sviluppo della memoria apostolica, ma non dispone di una conferma biografica indipendente. La lettera stessa, inoltre, non consente di stabilire che Stachys abbia conosciuto personalmente Gesù durante il ministero terreno.

La tradizione dei Settanta
I sinassari orientali includono Stachys tra i Settanta apostoli o discepoli, un gruppo collegato alla missione evangelica e alla memoria dei primi predicatori cristiani. Le liste nominative tramandate dalla letteratura ecclesiastica sono posteriori all'età apostolica e non costituiscono, da sole, registri contemporanei dei seguaci di Gesù.
L'appartenenza di Stachys a questo gruppo è dunque una qualificazione agiografica tradizionale. Essa testimonia l'importanza attribuitagli nella memoria liturgica, ma non permette di ricostruire con sicurezza i suoi spostamenti o la sua partecipazione agli eventi evangelici.

Il presunto episcopato a Bisanzio
Secondo la tradizione conservata dal Patriarcato ecumenico, Andrea avrebbe nominato Stachys primo vescovo di Bisanzio nel 38. La città, situata sul Bosforo, era allora un centro del mondo romano, molto prima della fondazione della nuova capitale imperiale di Costantinopoli nel IV secolo.
La narrazione sinassariale attribuisce a Stachys la costruzione di una chiesa e l'attività di insegnamento e guida pastorale di una comunità cristiana. Alcune versioni situano questa chiesa ad Argyropolis, località ricordata nella tradizione topografica del Bosforo. Mancano tuttavia testimonianze contemporanee che permettano di verificare la data di fondazione, l'edificio o le precise forme istituzionali di quell'episcopato.
Il rapporto con Andrea riveste particolare significato nella memoria ecclesiastica costantinopolitana: collega le origini della sede bizantina alla predicazione di un apostolo. Sul piano storico occorre distinguere questo valore di tradizione dalla possibilità di documentare una successione episcopale continua già a partire dal 38.

Gli ultimi anni e la morte
La tradizione attribuisce a Stachys sedici anni di ministero e una morte pacifica. Combinando il presunto inizio dell'episcopato nel 38 con tale durata si ottiene l'anno 54, frequentemente ripetuto nei calendari e nei repertori. È una data tradizionale, non il risultato di una registrazione contemporanea della morte.
Non risultano sufficientemente accertati il luogo della sepoltura, la presenza di reliquie autenticamente identificabili o le circostanze degli ultimi anni. L'assenza di questi dettagli impedisce una narrazione personale più precisa, ma non riduce l'importanza della sua memoria nella liturgia orientale.

La memoria ecclesiastica
La commemorazione del 31 ottobre associa Stachys ad Apelle, Amplia, Urbano, Narcisso e Aristobulo. La tradizione assegna a questi personaggi differenti campi di missione ed episcopati, costruendo un quadro unitario della diffusione apostolica del cristianesimo. Il raggruppamento liturgico non prova che tutti abbiano operato insieme o che le rispettive biografie siano ugualmente documentate.
Le Chiese ortodosse continuano a ricordarlo attraverso testi sinassariali e inni. Nelle immagini liturgiche Stachys appare spesso con i segni convenzionali dell'ufficio episcopale; tali raffigurazioni esprimono la sua identità cultuale e non costituiscono ritratti storici del I secolo.

Approfondimenti

La successione apostolica di Bisanzio
La tradizione che lega Andrea a Stachys ha assunto una funzione importante nella ricostruzione ecclesiastica delle origini di Bisanzio. La sua interpretazione richiede cautela: il prestigio della sede costantinopolitana maturò in condizioni storiche molto posteriori, mentre la documentazione sulle comunità cristiane locali del I secolo è estremamente limitata. Le cronologie episcopali retrospettive conservano la memoria della Chiesa, ma non sono automaticamente equiparabili a registri d'archivio antichi.

Curiosità
- Il nome greco Stachys significa spiga ed è all'origine di immagini poetiche utilizzate nella liturgia orientale.
- La festa del 31 ottobre riunisce sei figure che la tradizione collega alla prima espansione cristiana.
- Bisanzio assunse il nome di Costantinopoli soltanto nel IV secolo, molti secoli dopo l'epoca attribuita a Stachys.

Cronologia

- I secolo - Un cristiano di nome Stachys è salutato da Paolo nella lettera ai Romani.
- 38, secondo la tradizione - Andrea affida a Stachys la comunità di Bisanzio.
- Circa 54, secondo la tradizione - Morte pacifica di Stachys dopo sedici anni di ministero.
- 31 ottobre - Memoria liturgica orientale insieme ad altri apostoli dei Settanta.

Valutazione storico-critica

- Il saluto di Paolo in Rm 16,9 è una testimonianza neotestamentaria, ma non identifica il personaggio come vescovo di Bisanzio.
- L'identificazione con uno dei Settanta appartiene alla tradizione agiografica successiva.
- La consacrazione da parte di Andrea, l'anno 38 e i sedici anni di episcopato non sono verificabili attraverso documenti contemporanei indipendenti.
- L'anno 54 deriva dalla cronologia tradizionale e non costituisce una data di morte accertata.
- Il culto del 31 ottobre è attestato nella tradizione liturgica delle Chiese orientali.
- Le raffigurazioni episcopali sono testimonianze iconografiche del culto, non prove dirette dell'aspetto o del ministero storico.

Fonti e bibliografia essenziale

- Nuovo Testamento, Lettera ai Romani, 16,9.
- Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, Stachys the Apostle, commemorazione del 31 ottobre.
- Greek Orthodox Archdiocese of America, Stachys, Andrew, Amplias, Apelles, Urban, Aristobulus & Narcissus of the 70.
- Orthodox Church in America, Holy Apostles Stakhys, Apelles, Amplias, Urban, and Narcissus of the 70.
- Patriarcato romeno, Basilica.ro, Orthodox calendar, October 31, 2025.

Aggiunto/modificato il 14 ottobre 2026