Nascita - morte:
† Beirut, Libano
Festa:
3 novembre
Etimologia:
Dal latino Quartus, quarto, nome personale formato da un numerale ordinale.
Emblema:
Nelle rappresentazioni orientali tradizionali come apostolo e vescovo.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera Q
Calendario: I santi del 3 novembre
San Quarto, (Quartus, Kouartos), è un cristiano del I secolo ricordato nella conclusione della Lettera di san Paolo ai Romani. Il suo nome compare in un saluto indirizzato alla comunità di Roma, accanto a quelli di Gaio ed Erasto: Paolo lo designa come fratello, espressione che viene generalmente intesa nel senso di membro della comunità cristiana. La menzione paolina costituisce il nucleo storico della sua identificazione. Non si conoscono con certezza la nascita, la famiglia, la professione, gli incarichi ecclesiastici o la data della morte. La tradizione successiva lo ha inserito nel gruppo dei settanta o settantadue discepoli e gli ha attribuito l'episcopato di Berito, l'odierna Beirut. Queste notizie non derivano direttamente dal Nuovo Testamento e hanno un diverso grado di attendibilità. Il Martirologio Romano lo ricorda il 3 novembre; nelle Chiese orientali è commemorato anche il 10 novembre insieme ad altri personaggi della prima generazione cristiana.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il saluto nella Lettera ai Romani
L'unica attestazione neotestamentaria esplicita di Quarto si trova in Romani 16,23. Nella parte conclusiva dell'epistola Paolo trasmette i saluti di alcuni cristiani presenti nell'ambiente in cui scrive: Gaio, ospite dell'apostolo e della comunità, Erasto, associato a un incarico nell'amministrazione cittadina, e Quarto, indicato come fratello. Il nome compare immediatamente dopo quello di Erasto, ma la semplice vicinanza nel testo non prova un legame di parentela fra i due.
La lettera è comunemente collocata negli anni Cinquanta del I secolo e viene generalmente associata al soggiorno paolino a Corinto. Ne consegue che Quarto si trovava verosimilmente nell'ambiente cristiano corinzio quando furono inviati i saluti a Roma. Il testo non afferma tuttavia che egli fosse nato a Corinto, che vi risiedesse stabilmente o che esercitasse una particolare funzione nella comunità.
Il significato del nome e del titolo di fratello
Quartus è un nome latino ricavato dall'aggettivo ordinale che significa quarto. I nomi numerali erano diffusi nel mondo romano e non permettono di ricostruire da soli origine geografica, condizione sociale o rapporti familiari. L'ipotesi di un'origine romana, avanzata nella letteratura erudita, rimane una congettura onomastica.
Anche la parola fratello deve essere interpretata con attenzione. Nel linguaggio delle comunità paoline indica frequentemente un credente appartenente alla stessa fraternità religiosa. Alcuni interpreti hanno considerato possibili legami familiari con Erasto o con Terzo, lo scrivano nominato nel versetto precedente, ma il testo non specifica tali relazioni. Nessuna di queste ipotesi può essere trasformata in una parentela certa.
La tradizione dei settanta discepoli
La successiva tradizione ecclesiastica ha incluso Quarto fra i settanta, o settantadue, discepoli collegati alla missione descritta nel Vangelo di Luca. L'elenco nominativo dei discepoli non è però contenuto nel passo evangelico: le identificazioni personali appartengono a cataloghi e compilazioni posteriori. Il fatto che Quarto sia ricordato da Paolo non dimostra che avesse seguito direttamente Gesù durante la vita pubblica.
In alcune tradizioni orientali Quarto viene associato a Erasto, Olimpa, Erodione, Sosipatro e Terzo. La commemorazione collettiva esprime il ricordo liturgico di figure collegate alla prima diffusione del cristianesimo, senza attestare che abbiano condiviso tutte le medesime esperienze missionarie.
L'attribuzione della sede di Berito
Una tradizione lo presenta come vescovo di Berito, importante città della Fenicia romana, corrispondente all'attuale Beirut. Le narrazioni orientali gli attribuiscono attività di predicazione, sofferenze affrontate per la fede e una morte pacifica. Questi episodi non sono descritti nella Lettera ai Romani e non possono essere datati con precisione. La notizia dell'episcopato viene collegata nella letteratura agiografica a elenchi antichi di successioni episcopali, la cui attribuzione e attendibilità sono state discusse.
Non esiste, nelle testimonianze neotestamentarie, una conferma dell'ordinazione episcopale di Quarto. Il titolo di vescovo appartiene dunque alla tradizione, mentre la sua appartenenza all'ambiente cristiano conosciuto da Paolo costituisce l'informazione storicamente più salda.
La memoria nelle diverse Chiese
Il calendario latino ricorda Quarto il 3 novembre. Il Martirologio Romano ne conserva la memoria fra i discepoli degli Apostoli. I calendari orientali presentano date differenti: in particolare il 10 novembre è celebrata la memoria collettiva di diversi discepoli ricordati nel Nuovo Testamento. La pluralità delle ricorrenze dipende dalla formazione storica delle tradizioni liturgiche e non implica l'esistenza di altrettanti personaggi distinti.
Il culto di Quarto è soprattutto un culto della memoria apostolica. Non risultano sufficientemente accertati un luogo di sepoltura, reliquie identificabili con certezza o una cronologia della sua morte. La sua figura continua a essere ricordata come testimonianza della rete di collaboratori e credenti che circondava Paolo nella fase iniziale della diffusione del cristianesimo.
Biografia
A cura di Francesco Spadafora
Forse romano d'origine, come sembra indicare il nome latino Ouartus, Quarto si trovava a Corinto quando s. Paolo da lì scriveva la lettera ai Romani (a. 57), e mandava a quei fedeli, tra gli altri, il saluto di Quarto « nostro fratello » (Rom. 16, 23): Quarto era dunque conosciuto dai fedeli della capitale. Tradizioni antiche ne fanno uno dei settantadue discepoli e vescovo di Berytus (Beirut). La Chiesa latina celebra la sua festa al 3 nov., i sinassari bizantini lo pongono al 10 dello stesso mese ed i menei al 3 ag.
In Occidente è stato Adone ad introdurlo nel suo Martirologio alla data suddetta. Molto più tardi, in Spagna, si attribuì erroneamente a Quarto l'evangelizzazione della Betica, insieme a s. Giacomo, attribuzione dovuta alla confusione di Berytus, di cui Quarto era detto vescovo, con Baeticus.
Approfondimenti
Il contesto dei saluti paolini
Il capitolo sedicesimo della Lettera ai Romani conserva numerosi nomi personali, utili per conoscere la varietà delle prime comunità cristiane. I saluti mostrano rapporti fra credenti di città diverse e un tessuto di relazioni nel quale partecipavano persone con differenti condizioni sociali. Per Quarto, tuttavia, il solo saluto non consente di ricostruire itinerari missionari, conversione o specifiche responsabilità ecclesiali.
La questione dei cataloghi apostolici
L'attribuzione di sedi episcopali ai discepoli dei primi tempi è un tratto caratteristico di diversi cataloghi agiografici tardi. L'associazione di Quarto con Berito ha un valore nella storia della tradizione ecclesiastica orientale, ma non possiede la stessa forza documentaria della menzione nella lettera autentica di Paolo. Le tradizioni che lo descrivono come predicatore e vescovo non forniscono una cronologia verificabile indipendentemente.
Curiosità
- Il nome latino Quartus significa letteralmente quarto.
- Quarto compare in un solo versetto del Nuovo Testamento, Romani 16,23.
- La vicinanza dei nomi di Erasto e Quarto nel testo paolino non dimostra che fossero fratelli.
- La memoria orientale del 10 novembre riunisce Quarto ad altri discepoli ricordati nella tradizione apostolica.
Cronologia
- Anni Cinquanta del I secolo - probabile contesto cronologico della Lettera ai Romani, che menziona Quarto.
- I secolo - epoca in cui Quarto visse; le ulteriori vicende personali non sono databili con sicurezza.
- Epoca successiva al Nuovo Testamento - inserimento di Quarto nei cataloghi tradizionali dei settanta discepoli e attribuzione della sede di Berito.
- 3 novembre - memoria nel calendario latino.
- 10 novembre - memoria in diversi calendari orientali.
Valutazione storico-critica
- La menzione in Romani 16,23 è la testimonianza primaria e più antica relativa a Quarto.
- L'indicazione di Quarto come fratello è normalmente interpretata come appartenenza alla comunità cristiana, non come prova di parentela con Erasto o Terzo.
- L'origine romana, la condizione sociale e i rapporti familiari sono sconosciuti; le proposte ricavate dal nome restano ipotesi.
- L'appartenenza ai settanta discepoli e l'episcopato di Berito sono attribuzioni della tradizione posteriore, non dati confermati dal Nuovo Testamento.
- La data e il luogo della morte non sono storicamente accertati.
- La memoria liturgica è attestata in tradizioni latine e orientali con date differenti.
- Non risultano identificazioni certe di reliquie o del luogo di sepoltura.
Fonti e bibliografia essenziale
- Nuovo Testamento, Lettera ai Romani 16,22-23, testimonianza primaria sul nome e sul saluto di Quarto.
- Enciclopedia Cattolica, vol. X, voce Quarto (Quartus), 1953, p. 231.
- S. Baring-Gould, The Lives of the Saints, volume relativo a novembre, voce Saint Quartus, 3 novembre.
- Orthodox Church in America, Apostles of the Seventy: Erastus, Olympas, Herodion, Sosipater, Quartus, and Tertius, memoria del 10 novembre.
- Ökumenisches Heiligenlexikon, voce Quartus, aggiornamento del 7 marzo 2026.
- Basilica.ro, Orthodox calendar, November 10, memoria dei discepoli Erasto, Olimpa, Erodione, Sosipatro, Quarto e Terzo.

