Beato Demetrio d'Albania
Terziario francescano
Festa: 10 ottobre
Nascita-morte: † Spoleto, Umbria, 10 ottobre 1491
Nascita - morte:
† Spoleto, Umbria, 10 ottobre 1491
Festa:
10 ottobre
Etimologia:
Dal greco Δημήτριος, Demḗtrios, nome teoforico collegato alla dea Demetra; il significato è generalmente interpretato come 'dedicato a Demetra' o 'appartenente a Demetra'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 10 ottobre
E' una figura della tradizione francescana umbra del XV secolo, ricordata come terziario francescano ed eremita sul Monteluco presso Spoleto. Le fonti agiografiche lo presentano come originario dell'Albania e stabilitosi a Spoleto, dove avrebbe condotto per circa cinquant'anni una vita appartata di penitenza e preghiera, morendo il 10 ottobre 1491. La sua memoria è legata soprattutto alla tradizione eremitica del Monteluco e alla presenza francescana nella zona. La ricostruzione della sua vicenda è tuttavia problematica: gli stessi Bollandisti, nell'analizzare la biografia trasmessa da Ludovico Jacobilli, distinsero Demetrio d'Albania da un altro Demetrio, originario di Milano e appartenente ai Francescani dell'Osservanza, morto nel 1459. I Bollandisti rilevarono inoltre che le fonti disponibili non dimostravano un culto pubblico di Demetrio d'Albania anteriore alla bolla di Urbano VIII del 1625. Il titolo di beato rimase quindi legato soprattutto alla tradizione agiografica francescana, mentre non è documentato un procedimento formale di beatificazione.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
L'idea che Demetrio fosse stato soldato nell'esercito di Giorgio Castriota Skanderbeg è invece meno sicura. Le fonti moderne di carattere divulgativo hanno collegato la sua figura alla diaspora albanese e alle guerre contro gli Ottomani, ma tale particolare non emerge con la stessa solidità dalle fonti agiografiche antiche utilizzate per la sua vita. Inoltre, la data tradizionale del suo arrivo a Spoleto, 1441, precede il ritorno di Skanderbeg in Albania nel 1443. Non è quindi possibile presentare come dato storico certo la sua appartenenza alle milizie di Skanderbeg.
La vita eremitica sul Monteluco
A Spoleto Demetrio avrebbe scelto la vita eremitica sul Monteluco, antico centro di insediamenti eremitici situato nei pressi della città. Secondo la tradizione riferita da Jacobilli, vi trascorse circa cinquant'anni, dedicandosi alla preghiera, ai digiuni e alle penitenze.
La tradizione lo collega al beato Gregorio da Spoleto, detto del Santo Chiodo, considerato suo maestro nella vita eremitica. Anche questo rapporto appartiene alla tradizione agiografica trasmessa dalle fonti posteriori e non è documentato da testimonianze contemporanee a Demetrio.
La caratteristica fondamentale attribuita a Demetrio è dunque la permanenza prolungata in uno degli eremi del Monteluco. La sua figura si inserisce nella tradizione degli eremiti che, tra Medioevo e Rinascimento, vivevano nei luoghi appartati della montagna spoletina. L'ambiente del Monteluco costituiva infatti un importante insediamento di spiritualità eremitica e francescana.
Il Terz'Ordine francescano
Demetrio è ricordato come terziario francescano. La tradizione lo distingue espressamente da un altro Demetrio vissuto nello stesso ambiente spoletino, appartenente invece ai Francescani dell'Osservanza.
La distinzione è importante perché Ludovico Jacobilli aveva identificato i due personaggi, mentre i Bollandisti, nell'analisi pubblicata negli Acta Sanctorum, dimostrarono che si trattava di due persone differenti. Il Demetrio originario dell'Albania sarebbe stato terziario francescano e avrebbe vissuto da eremita; l'altro Demetrio, originario di Milano o dell'Insubria, avrebbe invece professato la Regola dei Francescani dell'Osservanza.
La tradizione attribuisce quindi a Demetrio d'Albania una forma di vita nella quale l'eremitismo e l'appartenenza al Terz'Ordine francescano erano strettamente collegati. Non risultano invece informazioni sicure sulla professione, sulla data della sua aggregazione al Terz'Ordine o sulle modalità giuridiche della sua appartenenza.
La morte
La data tradizionale della morte è il 10 ottobre 1491. La notizia è strettamente collegata alla distinzione operata dai Bollandisti tra i due Demetri del Monteluco: il Demetrio albanese sarebbe morto nel 1491, mentre l'altro Demetrio, originario di Milano, sarebbe morto il 21 aprile 1459.
Secondo la tradizione, Demetrio d'Albania fu sepolto presso la chiesa di San Paolo dei Frati Minori Osservanti, ai piedi del Monteluco. La stessa tradizione distingue questo luogo di sepoltura da quello dell'altro Demetrio, ricordato presso la chiesa francescana di Santa Caterina, sulla sommità del Monteluco.
Non sono documentate con sufficiente certezza le circostanze immediate della morte, né esistono testimonianze contemporanee che permettano di ricostruirne gli ultimi giorni.
I due Demetri del Monteluco
La questione dei due Demetri è il principale problema storico della tradizione relativa al personaggio.
Ludovico Jacobilli, nelle Vite de' Santi et Beati dell'Umbria, aveva identificato il Demetrio eremita originario dell'Albania con un altro Demetrio sepolto presso il Monteluco. I Bollandisti, negli Acta Sanctorum, esaminarono criticamente questa identificazione e conclusero che i due personaggi erano distinti. Le differenze indicate sono precise: diversa origine geografica, diversa appartenenza francescana, diversa data di morte e diverso luogo di sepoltura.
Il Demetrio albanese sarebbe stato terziario francescano, eremita e morto nel 1491; l'altro, originario di Milano o dell'Insubria, sarebbe stato francescano dell'Osservanza e morto nel 1459. Questa distinzione è essenziale per evitare la fusione di due biografie diverse.
Il problema del culto
La qualifica di 'beato' attribuita a Demetrio d'Albania deve essere considerata alla luce della storia del culto. Gli Acta Sanctorum del 1786 riferiscono la sua vita sulla base di Jacobilli, ma osservano che le fonti allora conosciute non permettevano di dimostrare per nessuno dei due Demetri un culto pubblico sufficientemente documentato anteriore alla bolla di Urbano VIII del 1625.
La stessa fonte non mette quindi sullo stesso piano il titolo agiografico tradizionale e una beatificazione formalmente riconosciuta. La memoria di Demetrio è comunque rimasta nei repertori francescani e nel calendario francescano con festa il 10 ottobre.
Curiosità
- La tradizione francescana lo ricorda come 'Demetrio d'Albania' o 'Demetrio Albanese', mentre la sua origine precisa all'interno dell'Albania non è tramandata.
- Gli Acta Sanctorum costituiscono una delle testimonianze più importanti per la distinzione tra Demetrio d'Albania e l'omonimo Demetrio di origine milanese vissuto sul Monteluco.
- La tradizione gli attribuisce circa cinquant'anni di vita eremitica presso il Monteluco, arco cronologico coerente con la tradizionale data di arrivo a Spoleto nel 1441 e quella della morte nel 1491.
Cronologia
- 1441 - Tradizionale arrivo di Demetrio d'Albania a Spoleto.
- XV secolo - Vita eremitica sul Monteluco presso Spoleto, secondo la tradizione agiografica.
- XV secolo - Tradizionale appartenenza al Terz'Ordine di San Francesco.
- 1491 - Morte di Demetrio d'Albania secondo la tradizione.
- 10 ottobre 1491 - Morte e tradizionale sepoltura presso la chiesa di San Paolo dei Frati Minori Osservanti, presso Spoleto.
- 1625 - Bolla di Urbano VIII relativa al culto pubblico dei beati e dei santi; gli Acta Sanctorum non riscontrano per Demetrio una documentazione di culto anteriore sufficientemente certa.
- 1786 - Pubblicazione negli Acta Sanctorum della valutazione critica relativa a Demetrio d'Albania e alla distinzione dall'omonimo Demetrio di Milano.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un eremita chiamato Demetrio, associato alla tradizione francescana del Monteluco e indicato come originario dell'Albania, è attestata dalla tradizione agiografica umbra e francescana, ma la documentazione contemporanea alla sua vita è estremamente limitata.
- La data 1491 e il giorno 10 ottobre sono tradizionali e vengono sostenuti dalla distinzione operata dagli Acta Sanctorum tra Demetrio d'Albania e l'omonimo Demetrio di origine milanese.
- La data 1441 per l'arrivo a Spoleto deriva dalla tradizione biografica trasmessa da Jacobilli e ripresa dalle fonti francescane successive. Non sono disponibili, nella documentazione qui considerata, testimonianze contemporanee che permettano di verificarla indipendentemente.
- L'appartenenza al Terz'Ordine francescano e la vita eremitica costituiscono gli elementi centrali della tradizione relativa a Demetrio. Gli Acta Sanctorum distinguono esplicitamente questa figura dall'omonimo Demetrio dell'Osservanza.
- L'identificazione con un soldato delle milizie di Skanderbeg non possiede lo stesso grado di documentazione delle notizie relative alla sua vita eremitica e non può essere considerata un dato biografico certo.
- Il rapporto con il beato Gregorio da Spoleto appartiene alla tradizione agiografica del Monteluco e non è sostenuto, nella documentazione considerata, da una testimonianza contemporanea indipendente.
- La tradizione che colloca la sepoltura di Demetrio nella chiesa di San Paolo distingue correttamente questo luogo da quello dell'altro Demetrio, sepolto presso Santa Caterina sul Monteluco.
- La principale difficoltà storico-agiografica riguarda il culto. Gli autori degli Acta Sanctorum dichiararono di non trovare elementi sufficienti per dimostrare un culto pubblico dei due Demetri del Monteluco anteriore alla bolla di Urbano VIII del 1625.
- Il titolo di 'beato' è pertanto documentato soprattutto nella tradizione agiografica francescana e nei repertori successivi, mentre non risulta documentato un decreto pontificio di beatificazione formale.
- Demetrio d'Albania non deve essere identificato con il Beato Demetrio da Milano, ricordato separatamente nella tradizione francescana e con diversa memoria liturgica.
Fonti e bibliografia essenziale
- Lodovico Jacobilli, Vite de' Santi et Beati dell'Umbria, II, Foligno, 1647, pp. 329-330. L'opera costituisce la principale fonte biografica tradizionale per Demetrio d'Albania.
- Acta Sanctorum, Octobris, V, Bruxelles, 1786, 10 ottobre, pp. 6 ss. La trattazione critica distingue Demetrio d'Albania dall'omonimo Demetrio di Milano e mette in discussione la documentazione relativa al culto pubblico.
- Luke Wadding, Annales Minorum, XV, riferimenti alle vicende dei due Demetri del Monteluco. La tradizione bibliografica francescana collega l'opera alla documentazione utilizzata per la ricostruzione della vicenda.
- Mariano da Firenze, Compendium Chronicarum Ordinis Fratrum Minorum, riferimento bibliografico alla tradizione dei Demetri del Monteluco.
- Antonio Blasucci, voce 'Demetrio Albanese', in Bibliotheca Sanctorum. La voce riprende la tradizione relativa all'origine albanese, all'arrivo a Spoleto, alla vita eremitica e alla morte nel 1491.
