Beata Francesca dell’Incarnazione (María Francisca Espejo y Martos)
Vergine e martire
Festa: 13 gennaio
Nascita-morte: Martos, Spagna, 2 febbraio 1873 - Casilla de Martos, Spagna, 13 gennaio 1937
Nascita - morte:
Martos, Spagna, 2 febbraio 1873 - Casilla de Martos, Spagna, 13 gennaio 1937
Festa:
13 gennaio
Categoria: I santi che iniziano con la lettera F
Calendario: I santi del 13 gennaio
Biografia
Nel 1936, dalla sua missione di ritorno, la religiosa spagnola Francisca Espejo Martos ascoltava terrorizzata le brutte notizie che penetravano dalle sbarre del convento trinitario di Martos (Jaén), la sua città natale, attentando alla pace che batteva nella comunità. Il terrore che le provocavano i clarini della morte ha temporaneamente tracciato una sfuggente piroetta sulla sua vita, intervenendo la priora, che caritatevolmente l'ha dispensata dalla sua responsabilità per risparmiarle sofferenze, e trovarsi al sicuro dai rapitori a casa del fratello per un po'. Ma la sua fine era già tracciata e pronta per lei la gloria del martirio.
La sua vita era iniziata il 2 febbraio 1873, giorno della sua nascita. Orfana di madre e responsabile di un fratello minore, quando suo padre si sposò di nuovo, si sistemò con sua zia Rosario, priora del convento trinitario, e seguì le sue orme nella vita religiosa. Professore nel 1894 e fu vedendo cadere le foglie del calendario consegnate alla preghiera e compiendo i lavori domestici con spirito di mitezza e semplicità, essendo il panno di lacrime dei poveri che aiutava. Per anni nulla ha fatto preannunciare la tempesta che si è abbattuta all'orizzonte finché le fiamme non hanno divorato le chiese di Nostra Signora della Villa e di St Amador la fatidica mattina tra il 18 e il 19 luglio 1936. Due giorni dopo il convento delle Madri Trinitarie era nel mirino dei perversi sanguinari che entrarono nel recinto e le lasciarono prive di tutto, costrette a cercare rifugio tra gente di buon cuore. Insieme a sua zia, Encarnación continuò a fare a casa di suo fratello ciò che sapeva fare meglio: pregare e lavorare. Offendevano qualcuno con questa procedura?
Gennaio 1937 venne carico di cattivi presagi. L'11, sua zia, sua cognata e lei stessa sono state arrestate. Suo fratello, che li aveva preceduti in questo disastro, fu liberato. Tra l'importante numero di religiosi che erano segnati in modo ignobile dai miliziani per versare il loro sangue, alcuni sono stati liberati in circostanze diverse; nel caso di sua zia Rosario, per motivi di età avanzata. In prigione, Encarnación e altre religiose condividevano tremori e angoscia unite nella preghiera e incoraggiate dall'esempio dei primi martiri. Il 13 gennaio le hanno costrette a salire su un furgone distante conducendole a diversi chilometri distanti dalla loro città natale, in particolare a Casillas de Martos.
La bassezza e la brutalità degli assassini si mostrarono con tutta la loro crudezza quando dopo aver fucilato vigliaccamente davanti a una campana i numerosi maschi che avevano catturato, si proposero di violentare le tre religiose, una delle quali Encarnación, nel burrone di fronte al cimitero. Si sono difese con le unghie e con i denti. E nel mezzo di una lotta così brutale, i vili carnefici, contrariati e impotenti, non raggiungendo i loro scopi lasciarono scorrere tutta la loro rabbia spaccando il cranio della beata con diversi calcio di fucile; il suo corpo abbandonato mostrava impronte spaventose di ferocia. Encarnación aveva 64 anni.
Benedetto XVI la beatifica il 28 ottobre 2007. Il suo corpo incorrotto è conservato nel Monastero della Santissima Trinità di Martos.
