Beate Martiri Spagnole Suore Ancelle Adoratrici del Ss. Sacramento e della Carità

Festa: 10 novembre

Nascita-morte: † Madrid, Spagna, 10 novembre 1936

Immagini di Beate Martiri Spagnole Suore Ancelle Adoratrici del Ss. Sacramento e della CaritàImmagini di Beate Martiri Spagnole Suore Ancelle Adoratrici del Ss. Sacramento e della Carità

Nascita - morte:
† Madrid, Spagna, 10 novembre 1936

Festa:
10 novembre

Emblema:
Palma del martirio; abito religioso delle Adoratrici.

Categoria: Gruppi di Martiri

Calendario: I santi del 10 novembre

Gruppo: Beati 498 Martiri Spagnoli

Le beate Manuela del Sacro Cuore di Gesù e ventidue compagne furono uccise a Madrid il 10 novembre 1936, durante la guerra civile spagnola e la violenta persecuzione anticlericale che colpì numerose comunità religiose nei territori controllati dalla Repubblica. Appartenevano alla famiglia delle Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità, congregazione fondata da santa Maria Micaela del Santissimo Sacramento e dedita all'adorazione eucaristica e all'assistenza delle donne in condizioni di vulnerabilità. Dopo l'espulsione da diverse case religiose, alcune sorelle si erano rifugiate in un appartamento di Costanilla de los Ángeles, nel centro di Madrid. La comunità, guidata da madre Manuela Arriola, fu arrestata e condotta alla morte. Le ventitré donne furono beatificate il 28 ottobre 2007 insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa spagnola. Il loro ricordo conserva anche la storia di una rete di accoglienza nata fra religiose provenienti da comunità diverse, riunite dalla necessità di trovare riparo.
 

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La congregazione e il suo servizio
Le Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità furono fondate nel XIX secolo da Maria Micaela Desmaisières, venerata come santa Maria Micaela del Santissimo Sacramento. La loro identità univa l'adorazione eucaristica all'impegno educativo e assistenziale, specialmente a favore delle donne esposte allo sfruttamento e all'emarginazione. Negli anni Trenta del Novecento la congregazione disponeva di diverse comunità in Spagna, tra cui quelle di Madrid, Alcalá de Henares, Guadalajara e Almería.
La guerra civile iniziata nel luglio 1936 sconvolse la vita delle case religiose. Nelle zone dove si sviluppò una forte violenza anticlericale, chiese e conventi furono assaliti, requisiti o abbandonati, e numerosi ecclesiastici e religiosi vennero arrestati e uccisi. Questo quadro generale non cancella la complessità politica e militare della guerra, ma permette di comprendere il pericolo immediato in cui si trovarono le Adoratrici.

La dispersione delle comunità
Secondo la ricostruzione storica pubblicata dalla congregazione, il 28 luglio 1936 il governo generale delle Adoratrici dovette lasciare definitivamente la casa di via Duque de Osuna 5 a Madrid. L'edificio venne requisito e utilizzato come ospedale. Le religiose cercarono sistemazioni provvisorie in diversi appartamenti. Uno dei principali rifugi fu il piano abitato di Costanilla de los Ángeles 15, dove arrivarono progressivamente donne provenienti anche da altre città.
Da Guadalajara giunsero María Dolores Hernández Santorcuato e María Dolores Monzón Rosales, che avevano emesso i voti nel marzo dello stesso anno. All'inizio di settembre, dopo l'espulsione delle religiose dalla casa di Alcalá de Henares, altre undici sorelle raggiunsero Madrid. Tra loro si ricordano Lucila María de Jesús, Sinforosa de la Sagrada Familia, Luisa de la Eucaristía, Máxima de San José, Sulpicia del Buen Pastor, María Prima de Jesús, Belarmina de Jesús, Purificación de María e Josefa de Jesús, insieme ad alcune collaboratrici della comunità.
Dalla casa di Almería, dopo un periodo di detenzione e l'allontanamento dall'istituto, arrivarono anche Blasa de María e María de la Presentación. Altre donne appartenevano già all'ambiente madrileno: Casta de Jesús, Rosaura de María, Borja de Jesús e alcune delle collaboratrici conosciute con i nomi di Ángeles, Herlinda, Felipa e Cecilia. Non tutte le ventitré ebbero dunque un identico percorso religioso o provenivano dalla stessa comunità originaria.

Il rifugio di Costanilla de los Ángeles
La responsabilità della convivenza fu assunta da madre Manuela del Sagrado Corazón, al secolo Manuela Arriola Uranga, segretaria generale della congregazione. L'appartamento ospitava donne di età, esperienze e provenienze differenti. La cronaca conservata dalla congregazione ricorda le perquisizioni e la crescente insicurezza del rifugio. L'esistenza della comunità si svolgeva fra le difficoltà materiali, la paura di essere riconosciute come religiose e la volontà di mantenere la propria vita di fede.
Alcune memorie interne tramandano espressioni con cui determinate sorelle avrebbero manifestato la disponibilità al martirio. Sono testimonianze della memoria congregazionale, non trascrizioni contemporanee indipendenti delle loro parole. Il loro significato storico principale risiede nella percezione del rischio e nella coscienza religiosa con cui le protagoniste affrontarono la persecuzione.

L'arresto e la morte
La narrazione tradizionale riferisce che le donne furono accusate di aver sparato contro un miliziano, accusa che non risulta corroborata da una prova indipendente. Furono prelevate dall'abitazione di Costanilla de los Ángeles e condotte in un centro di detenzione situato in via Fomento 9, una delle cosiddette 'checas' della Madrid in guerra. Le ricostruzioni successive descrivono una detenzione notturna e il trasferimento in autocarro verso il Cimitero dell'Est, dove le ventitré furono fucilate il 10 novembre 1936.
La sequenza generale dell'arresto e dell'uccisione è stabilmente conservata nella memoria della congregazione e nel riconoscimento ecclesiastico del martirio. Non è invece possibile ricostruire con pari certezza tutte le conversazioni, i gesti e le circostanze individuali delle ultime ore. La memoria agiografica ha talvolta rappresentato madre Manuela mentre incoraggia le compagne: si tratta di una ricostruzione plausibile nell'ambito della tradizione, non di un dialogo verbalizzato da testimoni diretti qui accertati.

Le ventitré vittime
La memoria collettiva comprende Manuela del Sagrado Corazón (Manuela Arriola Uranga), Blasa de María (Juana Francisca Pérez de Labeaga García), Lucila María de Jesús (Lucía González García), Rosaura de María (Rosa López Brochier), Casta de Jesús (Teresa Vives Missé), Borja de Jesús (María Zenona Aranzábal de Barrutia), Luisa de la Eucaristía (Luisa Pérez Adriá), María de la Presentación (María García Ferreiro), Sulpicia del Buen Pastor (Dionisia Rodríguez de Anta), Belarmina de Jesús (Belarmina Pérez Martínez), María Dolores de la Santísima Trinidad (María Dolores Hernández Santorcuato), María Dolores de Jesús Crucificado (María Dolores Monzón Rosales), Máxima de San José (Emilia Echevarría Fernández), María Prima de Jesús (María Prima de Ipiña Malzárraga), Sinforosa de la Sagrada Familia (Sinforosa Díaz Fernández), Purificación de María (Purificación Martínez Vera) e Josefa de Jesús (Josefa Boix Rieras).
Il gruppo include inoltre sei donne ricordate nell'ambiente della congregazione come collaboratrici o 'figlie della casa': Ángeles (Maria Mercè Tuñi Ustech), Herlinda (Áurea González Fernández), Ruperta (Concepción Vázquez Areas), Felipa (Felipa Gutiérrez Garay), Cecilia (Cecilia Iglesias del Campo, indicata anche come Concepción Iglesias del Campo in alcuni elenchi) e Magdalena (Magdalena Pérez). Le fonti divulgative presentano varianti nelle grafie dei cognomi e, in alcuni casi, nei nomi civili. Per tale ragione non tutte le forme qui riportate possono essere considerate definitivamente stabilite sulla sola base dei repertori accessibili.

Il riconoscimento ecclesiastico
Il percorso di riconoscimento del martirio si sviluppò nel secondo dopoguerra; la tradizione biografica della congregazione colloca l'avvio della causa nel 1950. La conclusione giunse nel 2007, quando le ventitré furono comprese nel grande gruppo di 498 martiri del XX secolo in Spagna. Il 28 ottobre 2007 la beatificazione fu celebrata a Roma sotto il pontificato di Benedetto XVI, con la proclamazione liturgica presieduta dal cardinale José Saraiva Martins.
La data del 10 novembre corrisponde al giorno della morte e alla memoria riportata nei repertori martirologici. La congregazione celebra le proprie martiri il 6 novembre, data collegata alla memoria comune autorizzata nella lettera apostolica di beatificazione. Le due date rispondono dunque a usi liturgici differenti e non indicano due episodi distinti.

Biografia

A cura di Don Fabio Arduino

La Congregazione delle Adoratrici, schiave del Santissimo Sacramento e della Carità, annovera ben 23 religiose che morirono martiri durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola.
Le sorelle, che vivevano in via Costanilla de Los Angeles 15 a Madrid, vennero accusate senza motivo di aver sparato ad un miliziano. Questo scatenò un odio terribile. Per questo motivo vennero riunite davanti alla porta di casa e portate ad una ceca, situata in via Fomento n° 9.
Le 23 religiose furono trattenute tutta la notte e, anche se non sappiamo dicosa parlarono tra loro, possiamo supporre che Madre Manuela abbia rivolto alle consorelle parole di incoraggiamento e fiducia in Dio.
A mezzanotte un gruppo di miliziani le mise su un camion per portarle al cimitero orientale, dove vennero tutte fucilate. Era il 10 novembre 1936.
Madre Emanuela del Sacro Cuore di Gesù (Manuela Arriola Uranga) e le sue 22 compagne sono state beatificate il 28 ottobre 2007, sotto il pontificato di Benedetto XVI, dopo che il medesimo pontefice ne aveva riconosciuto il martirio in odio alla fede il precedente 1° giugno. La causa per la loro beatificazione era stata avviata nel 1950.
Ecco l'elenco completo delle martiri:

95736 - Manuela del Sagrado Corazón (Manuela Arriola Uranga)
95737 - Blasa de María (Juana Pérez de Labeaga García)
95738 - Lucila María de Jesús (Lucía González García)
- Rosaura de María (Rosa López Brochier)
- Casta de Jesús (Teresa Vives y Missé)
- Borja de Jesús (Mª Zenona Aranzábal Barrutia)
- Luisa de la Eucaristía (Luisa Pérez Andriá)
- María de la Presentación (María García Ferreiro)
- Sulpicia del Buen Pastor (Dionisia Rodríguez de Anta)
- Belarmina de Jesús (Belarmina Pérez Martínez)
- Mª Dolores de la Santísima Trinidad (Mª Dolores Hernández Santorcuato)
- Mª Dolores de Jesús Crucificdo (Mª Dolores Monzón Rosales)
- Máxima de San José (Emilia Echeverría Fernández)
- Prima de Jesús ( Mª Prima Ipiña Malzárraga)
- Sinforosa de la Sagrada Familia (Sinforosa Díaz Fernández)
- Purificación de María (Purificación Martínez Vera)
- Josefa de Jesús (Josefa Boix Riera)
- Herlinda (Aúrea González Fernández)
- Ángeles (Mercedes Tuní Ustech)
- Ruperta (Concepción Vázquez Áreas)
- Felipa (Felipa Gutiérrez Garay)
- Cecilia (Concepción Iglesias del Campo)
- Magdalena (Magdalena Pérez)

 

Approfondimenti

Le religiose e le collaboratrici
La denominazione comune di 'ventitré suore' ricorre frequentemente nella tradizione divulgativa. Tuttavia, le ricostruzioni della famiglia adoratrice distinguono le religiose professe dalle donne che collaboravano alla vita della casa e che furono uccise con loro. La beatificazione collettiva riconosce il martirio di tutte e ventitré, senza richiedere che il loro stato canonico fosse identico. Questa distinzione aiuta a rispettare le biografie individuali e la composizione effettiva del gruppo.

Le date della memoria
Il 10 novembre è il giorno dell'uccisione delle martiri a Madrid e compare come memoria in diversi repertori agiografici. Il 6 novembre è invece la data scelta per la celebrazione liturgica comune dei martiri spagnoli beatificati nel 2007, ricordata esplicitamente dalla congregazione. Non si tratta di una divergenza sulla data storica del martirio.

Curiosità
- Il nome della strada del rifugio, Costanilla de los Ángeles, ha ispirato il titolo 'Los ángeles de Costanilla', utilizzato dalla congregazione per un racconto illustrato delle martiri.
- Le donne riunite nell'appartamento provenivano da più comunità, fra cui Madrid, Alcalá de Henares, Guadalajara e Almería.
- Le due religiose giunte da Guadalajara avevano emesso i voti soltanto pochi mesi prima della morte.

Cronologia

- 1856 - Fondazione della congregazione delle Adoratrici da parte di Maria Micaela del Santissimo Sacramento.
- luglio 1936 - Scoppio della guerra civile spagnola e aggravamento delle violenze anticlericali in diverse zone del paese.
- 28 luglio 1936 - Le Adoratrici lasciano la casa del governo generale in via Duque de Osuna a Madrid.
- settembre 1936 - Religiose espulse da Alcalá de Henares raggiungono il rifugio madrileno di Costanilla de los Ángeles.
- 10 novembre 1936 - Uccisione di Manuela del Sacro Cuore di Gesù e delle ventidue compagne a Madrid.
- 1950 - Avvio della causa secondo la cronologia tramandata dalla congregazione.
- 28 ottobre 2007 - Beatificazione a Roma nel gruppo dei 498 martiri del XX secolo in Spagna.

Valutazione storico-critica

- L'identità collettiva delle ventitré martiri, la morte a Madrid nel novembre 1936 e la beatificazione del 28 ottobre 2007 sono solidamente attestate dalla documentazione ecclesiastica e congregazionale.
- La ricostruzione degli spostamenti delle comunità nel 1936 deriva soprattutto dalla memoria storica delle Adoratrici, che conserva dettagli specifici su case, indirizzi e provenienze.
- L'accusa di aver sparato contro un miliziano appartiene al racconto dell'arresto e non costituisce una responsabilità storicamente dimostrata delle donne.
- Le parole attribuite alle protagoniste e le conversazioni delle ultime ore appartengono alla tradizione memoriale e non possono essere considerate verbali contemporanei.
- Gli elenchi secondari divergono in alcune grafie e in taluni nomi civili, in particolare per Manuela Arriola, Blasa de María, Luisa de la Eucaristía, Ángeles e Cecilia; la verifica definitiva richiede gli atti nominativi della causa.
- La denominazione generica di 'ventitré religiose' non distingue adeguatamente le professe dalle collaboratrici della casa, entrambe comprese nel gruppo beatificato.
- Il 10 novembre indica il martirio; il 6 novembre è la celebrazione liturgica comune adottata dalla congregazione e autorizzata in occasione della beatificazione.

Fonti e bibliografia essenziale

- Adoratrices Esclavas del Santísimo Sacramento y de la Caridad, 'X aniversario de beatificación', memoria congregazionale degli eventi del 1936 e della beatificazione.
- Adoratrices Esclavas del Santísimo Sacramento y de la Caridad, 'Los ángeles de Costanilla', notizia del 5 novembre 2021 e presentazione della pubblicazione illustrata di Pilar Solís e Silvia Corti.
- Adoratrices Esclavas del Santísimo Sacramento y de la Caridad, Boletín Informativo, dicembre 2021, memoria delle ventitré martiri.
- El Testigo Fiel, 'Beatas Manuela del Sagrado Corazón de Jesús y veintidós compañeras, vírgenes y mártires', repertorio martirologico e onomastico.
- GCatholic, 'Adoratrices Handmaids of the Blessed Sacrament and of Charity', elenco delle ventitré beate appartenenti alla famiglia adoratrice.

Aggiunto/modificato il 20 ottobre 2026