San Mauro di Verona

Vescovo

Festa: 30 ottobre

Nascita-morte: † colle San Felice, Verona, 21 novembre 622

Immagini di San Mauro di Verona Vescovo

Nascita - morte:
† colle San Felice, Verona, 21 novembre 622

Festa:
30 ottobre

Etimologia:
Dal latino Maurus, originariamente 'moro', 'originario della Mauritania'.

Emblema:
Insegne episcopali.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera M

Calendario: I santi del 30 ottobre

E' ricordato tra i vescovi di Verona del VII secolo, nel periodo in cui la città apparteneva al regno longobardo. La cronotassi ecclesiastica tradizionale colloca il suo episcopato tra il 612 e il 622. Il suo nome è trasmesso da antichi repertori episcopali e liturgici veronesi, mentre la narrazione della vita insiste soprattutto sul ritiro in solitudine sui monti delle Saline, sulla penitenza e sulla morte avvenuta durante il ritorno verso la città. La documentazione non consente di considerare accertati tutti i particolari di questi episodi, né di stabilire se egli avesse formalmente rinunciato al governo diocesano. Il culto, radicato nella memoria ecclesiastica locale, è collegato anche alla chiesa di Santo Stefano e alle tradizioni del colle San Felice. Dal 1961 la sua commemorazione rientra nella celebrazione comune dei santi vescovi veronesi, fissata al 30 ottobre. La sua figura unisce pertanto una collocazione nella successione episcopale a una tradizione agiografica di carattere ascetico.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Mauro nella successione episcopale
Mauro appartiene alla serie dei vescovi che la tradizione ecclesiastica veronese colloca nel VII secolo. Le cronotassi riportano comunemente gli anni 612-622 per il suo episcopato, ma tali estremi non sono accompagnati da atti personali contemporanei che ne documentino giorno e anno di inizio e conclusione. Il quadro politico era quello del regno longobardo, entro il quale Verona conservava un ruolo urbano ed ecclesiastico importante.
La memoria dei primi presuli è stata trasmessa da testimonianze di natura diversa. Il Velo di Classe, tessuto figurato dell'VIII secolo, costituisce una fonte rilevante per la successione episcopale veronese. I Versus de Verona, detti anche Ritmo pipiniano, conservano notizie sul paesaggio religioso cittadino e sulla venerazione dei suoi vescovi. Le testimonianze non equivalgono tuttavia a una biografia contemporanea di Mauro.

La tradizione del ritiro eremitico
Secondo la narrazione agiografica, Mauro, ritenendosi indegno della responsabilità episcopale, si ritirò sui monti detti delle Saline, nel territorio veronese. Avrebbe trascorso circa sette anni in preghiera, digiuni e veglie. Rimane incerto se l'allontanamento fosse accompagnato da una rinuncia canonica all'episcopato oppure se il governo della diocesi fosse stato affidato a un altro ecclesiastico. Nella storiografia locale compare a questo proposito il nome di Concesso, ma il suo rapporto con Mauro non è stabilito in modo incontrovertibile.
L'episodio del ritiro riflette il modello del vescovo asceta, diffuso nella letteratura religiosa medievale. Non è possibile ricostruire i luoghi precisi della permanenza, i rapporti con il clero veronese o l'attività pastorale precedente con la precisione propria di una biografia documentaria.

La morte e le tradizioni locali
La tradizione racconta che Mauro, ormai anziano, intraprese il ritorno verso Verona e morì presso il colle San Felice. La data del 21 novembre 622 appartiene alla cronologia tramandata dalla storiografia ecclesiastica locale. Un episodio leggendario narra che, al momento della morte, le campane della città avrebbero suonato spontaneamente. Il racconto appartiene al linguaggio agiografico e non costituisce una testimonianza verificabile dell'evento.
La memoria del vescovo si legò a luoghi di culto veronesi, in particolare alla tradizione della chiesa sorta presso il luogo della morte e alla venerazione ricordata per Santo Stefano. Il dato storicamente significativo è la continuità della memoria cultuale, anche quando i dettagli della vicenda personale restano incerti.

La commemorazione liturgica
Il culto di Mauro è confluito nella memoria collettiva dei santi vescovi veronesi. Nel 1961, su iniziativa del vescovo Giuseppe Carraro e con intervento della Sacra Congregazione dei Riti, la celebrazione comune fu fissata al 30 ottobre. Questa data non va confusa con il 21 novembre, indicato dalla tradizione come anniversario della morte di Mauro.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Il Vescovo Mauro rimane negli annali della chiesa veronese grazie alla sua fama per santità e miracoli. Il suo nome è stato inserito in vari elenchi. Lo troviamo nel Velo di Classe, nel Ritmo Pipiniano e nella Lapide Stefaniana del secolo X, nel Carpsunm, nell’antico Lezionario della Cattedrale, nel Martirologio Veronese e in quello Romano.
Nella cronotassi ufficiale dei vescovi di Verona è al trentaduesimo posto, dopo San Pietro e prima di San Giovanni.
E’ stato Vescovo di Verona dal 612 al 622, anno della sua morte. Le cronache ci narrano che dopo esser stato nominato Vescovo, si è ritirato a vita solitaria sulle montagne veronesi dette delle Saline. A questo proposito non sappiamo se si sia ritirato abdicando all’episcopato o se abbia lasciato un coadiutore a governare la diocesi. Più probabile l’ipotesi che abbia rinunciato al governo della diocesi lasciando sul posto un vescovo Concessus II. Mauro condusse vita isolata per circa sette anni, nel silenzio e in penitenza. Come pastore della diocesi scaligera, in piena epoca Longobarda, rimase legato alla sua comunità con la preghiera e la penitenza. Per lui l’ascesi era una scelta consapevole.
Di sicuro, sappiamo che andò a Saline, visse in solitudine, dedito solo ad opere di pietà e di penitenza. Sempre dalle cronache antiche sappiamo che ormai vecchio, avrebbe lasciato le montagne per tornare a Verona. Durante questo viaggio morì sulle colline, intorno alla città, nei pressi del colle San Felice, luogo dove è sorta una chiesa in suo onore. Il 21 novembre è indicato come il giorno della sua morte. Alcuni storici riferiscono che in quel giorno tutte le campane della città si misero a suonare a festa, inspiegabilmente da sole.
Anche a Saline, nel XIII secolo sorse un luogo di culto tra i più belli del territorio scaligero.
Mons. Franco Segala nel suo Catalogus sanctorum Ecclesia veronesnsis, trascrive l’elogium di San Mauro dal martirologio della Chiesa veronese: Veronae sancti Mauri eiusdem urbis episcopi, admiranda in pauperes liberalitate, animi demissione, orationis assiduitate et corporis maceratione celebris, qui se indignum arbitrans, episcopatui cessit; ad montes in eadem dioecesi ut solitariam vitam degeret, se recepit, ubi per septemnium ieiuniis, vigiliis et orationibus vacabit; Veronam rediens, in itinere Deo spitirum reddidit”.
Nel secolo di questo Vescovo a Verona c’è un nuovo vigore religioso e all’epoca del suo episcopato risalgono la costruzione di alcune chiese e la fondazione di alcuni monasteri femminili.
Nel 1961 la S. Congregazione dei Riti, su proposta del vescovo di Verona, il venerabile, Giuseppe Carraro, riunì la memoria dei santi vescovi veronesi sotto un'unica festa il 30 ottobre.
 

Approfondimenti

Le testimonianze episcopali veronesi
Il Velo di Classe è un manufatto altomedievale, conservato in frammenti, che reca immagini e nomi di vescovi veronesi. I Versus de Verona, composti fra VIII e IX secolo, sono un'altra testimonianza della memoria cittadina. La Lapide di Santo Stefano e le raccolte liturgiche locali integrano questo quadro. I diversi elenchi non concordano sempre in ogni dettaglio: la loro importanza consiste soprattutto nella conservazione della successione e del culto, non nella certificazione dei racconti ascetici posteriori.

Curiosità
- Il racconto delle campane di Verona che avrebbero suonato da sole alla morte di Mauro è un motivo della tradizione agiografica locale.
- La memoria del santo è associata sia ai monti delle Saline sia al colle San Felice, due riferimenti geografici distinti della narrazione.
- Il 30 ottobre è una memoria comune a diversi santi vescovi di Verona, non il giorno di morte tradizionalmente attribuito a Mauro.

Cronologia

- 612 - inizio tradizionale dell'episcopato veronese di Mauro.
- VII secolo - periodo nel quale è collocato il suo ministero e, secondo la tradizione, il ritiro sui monti delle Saline.
- 21 novembre 622 - data tradizionale della morte presso il colle San Felice.
- VIII secolo - epoca del Velo di Classe, importante testimonianza della successione episcopale veronese.
- tra VIII e IX secolo - composizione dei Versus de Verona o Ritmo pipiniano.
- 1961 - istituzione della memoria comune dei santi vescovi veronesi al 30 ottobre.

Valutazione storico-critica

- La collocazione di Mauro nella serie episcopale veronese ha un fondamento nella tradizione documentaria e liturgica locale.
- Gli estremi cronologici 612-622 sono quelli della cronotassi tradizionale, non date individualmente dimostrate da atti contemporanei qui identificati.
- Il ritiro eremitico, la sua durata settennale e la morte durante il ritorno a Verona sono notizie agiografiche non confermate da testimonianze coeve indipendenti.
- Il rapporto con un eventuale coadiutore o successore chiamato Concesso rimane discusso.
- Il suono spontaneo delle campane appartiene alla leggenda e non alla cronaca verificabile.
- La memoria del 30 ottobre deriva dalla riorganizzazione liturgica del 1961 e non stabilisce il giorno della morte.
- I repertori medievali e gli studi sulla successione episcopale sono più solidi per la storia del culto che per i dettagli della vita privata.

Fonti e bibliografia essenziale

- Versus de Verona o De laudibus Veronae, detto Ritmo pipiniano, testimonianza altomedievale della memoria ecclesiastica cittadina.
- Velo di Classe, testimonianza tessile altomedievale della serie episcopale veronese.
- Enciclopedia Treccani, Verona, Enciclopedia dell'Arte Medievale, sezione sulle fonti della successione episcopale.
- D. Cervato, Viri memoria digni. Dizionario storico dei vescovi di Verona, voce San Mauro.
- Brixia Sacra, studio del 1968 sulla tradizione documentaria dei vescovi veronesi e sul Velo di Classe.

Aggiunto/modificato il 14 ottobre 2026