Sant' Angilramno (o Angilramo) di Metz
Vescovo
Festa: 25 ottobre
Nascita-morte: Sens, Francia, VIII sec. - 26 ottobre 791
Nascita - morte:
Sens, Francia, VIII sec. - 26 ottobre 791
Festa:
25 ottobre
Etimologia:
Il nome germanico è ricondotto agli elementi angil e hramn, quest'ultimo con il significato di 'corvo'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 25 ottobre
Angilramno fu vescovo di Metz dal 768 al 791 e uno dei più importanti ecclesiastici della corte di Carlo Magno nella fase iniziale della costruzione dell'ordinamento carolingio. Proveniente da un ambiente aristocratico e formatosi nella vita monastica, raggiunse l'episcopato dopo la lunga vacanza della sede di Metz seguita alla morte di Chrodegang. La sua posizione acquistò particolare rilievo quando Carlo Magno lo volle stabilmente presso la corte e gli affidò, intorno al 784, l'ufficio di arcicappellano, mentre papa Adriano I lo dispensò dall'obbligo della residenza episcopale. Negli ultimi anni Angilramno accompagnò il sovrano nella campagna contro gli Avari e morì nel 791. La sua memoria è attestata nei tradizionali calendari e martirologi della Chiesa di Metz e di Saint-Avold, con festa il 25 ottobre. Il suo nome fu inoltre utilizzato, alcuni decenni dopo la morte, per attribuirgli falsamente una raccolta di diritto canonico, i Capitula Angilramni, oggi riconosciuti come opera della produzione pseudo-isidoriana.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie sulla nascita e sui primi anni di Angilramno (Angilramo, Angilram, Angilramnus, Angelramnus, Engilramnus, Ingelram, Alchiramnus, Enguerrand, Enguerran, Engrand) sono tarde e non consentono una ricostruzione sicura. Le fonti biografiche lo presentano come appartenente a una famiglia di rango elevato e destinato fin dalla giovinezza alla carriera ecclesiastica. Una tradizione lo fa originario di Sens, ma tale indicazione non è sufficientemente documentata dalle testimonianze più antiche.
La sua formazione è collegata all'ambiente monastico della Lorena. Secondo la tradizione biografica, ricevette l'insegnamento del monaco Nargaudus a Gorze e successivamente entrò nel monastero di Saint-Avold. È inoltre collegato al monastero dei Vosgi identificato nelle fonti medievali come Séerne. L'effettiva successione degli incarichi abbaziali nella prima parte della sua vita non è del tutto certa. È invece attestato il suo rapporto con Senones, dove è ricordato come abate.
Vescovo di Metz
Dopo la morte del vescovo Chrodegang, avvenuta il 6 marzo 766, la sede di Metz rimase vacante per oltre due anni. Angilramno fu consacrato vescovo il 25 settembre 768 e divenne il successore di Chrodegang. La cronologia episcopale è confermata dai repertori storici della diocesi e dalle ricostruzioni basate sulle fonti medievali.
Nei primi anni del suo episcopato il titolo ufficiale era quello di vescovo. La dignità arcivescovile gli fu attribuita successivamente, probabilmente nel contesto dei rapporti con la corte carolingia e della sua funzione presso il sovrano. La diocesi di Metz, tuttavia, non divenne per questo un'arcidiocesi metropolitana: il titolo personale di arcivescovo non modificò la posizione canonica della sede. Le fonti lo presentano come arcivescovo almeno dal 787 circa.
Angilramno continuò a occuparsi degli interessi della diocesi anche mentre la sua attività si concentrava sempre più presso la corte. È attestato, tra l'altro, in rapporti con istituzioni monastiche della regione. Una donazione dell'anno 787 lo mostra impegnato nella tutela dei beni del monastero di Saint-Avold.
Al servizio di Carlo Magno
La sua carriera ecclesiastica fu strettamente legata a quella di Carlo Magno. Intorno al 784 Angilramno succedette a Fulrado nell'importante funzione di arcicappellano del palazzo. L'incarico gli conferiva una posizione di rilievo nella gestione degli affari ecclesiastici della corte.
Carlo Magno desiderava averlo stabilmente presso di sé. Una decisione del concilio di Francoforte del 794, richiamando una precedente autorizzazione pontificia, ricorda infatti che il sovrano aveva ottenuto da papa Adriano I il permesso di trattenere Angilramno nel palazzo per le necessità ecclesiastiche. La dispensa dall'obbligo della residenza episcopale spiega perché il vescovo trascorresse una parte considerevole del suo ministero lontano da Metz.
Il rapporto con Carlo Magno non impedì tuttavia ad Angilramno di intervenire negli affari della propria diocesi. Le fonti ricordano la sua attenzione per il clero di Metz, per i monasteri dipendenti o collegati alla sede episcopale e per il patrimonio ecclesiastico. Nel 788 intervenne inoltre nei rapporti patrimoniali tra Gorze e Toul. Nello stesso periodo Carlo Magno affidò al vescovo di Metz anche la supervisione dell'abbazia bavarese di Chiemsee.
Cultura e ambiente carolingio
Angilramno ebbe un ruolo significativo nella vita culturale dell'ambiente carolingio. Paolo Diacono compose per sua richiesta il Liber de episcopis Mettensibus, la storia dei vescovi di Metz, probabilmente intorno agli anni Ottanta dell'VIII secolo. L'opera costituisce una delle prime testimonianze importanti della storiografia episcopale medievale e rappresenta una fonte fondamentale anche per la conoscenza della memoria ecclesiastica della sede metziana.
Angilramno è inoltre collegato alla produzione letteraria dell'ambiente ecclesiastico che gravitava attorno a Metz e alla corte di Carlo Magno. Donato, autore della Vita di san Trudone, lo presenta come proprio maestro. Questi rapporti mostrano il suo inserimento nel più ampio ambiente intellettuale carolingio.
La morte durante la campagna contro gli Avari
Nel 791 Angilramno seguì Carlo Magno nella campagna militare contro gli Avari. Morì durante la spedizione o nel viaggio di ritorno. La data maggiormente sostenuta dalle ricostruzioni storico-cronologiche è il 26 ottobre 791, ma le fonti medievali presentano una tradizione non perfettamente uniforme, con attestazioni del 23 e del 25 ottobre.
La tradizione ecclesiastica collegata a Saint-Avold riferisce il ritorno delle sue spoglie nel monastero al quale era stato legato nella vita religiosa. La documentazione cultuale di Saint-Avold conserva infatti una memoria liturgica di Angilramno associata al 25 ottobre.
I falsi Capitula Angilramni
La notorietà postuma di Angilramno è stata accresciuta da una raccolta di diritto canonico denominata Capitula Angilramni. Per secoli il testo fu collegato al vescovo di Metz e a papa Adriano I, ma l'attribuzione è oggi respinta dalla critica storica.
La raccolta appartiene infatti al complesso delle falsificazioni pseudo-isidoriane del IX secolo. È composta da 71 capitoli, 72 secondo alcuni manoscritti, dedicati soprattutto alle procedure giudiziarie contro vescovi e altri ecclesiastici. L'opera fu compilata in Francia tra il secondo quarto e la metà del IX secolo, quindi molti decenni dopo la morte di Angilramno. L'Institut de recherche et d'histoire des textes la attribuisce allo Pseudo-Isidoro e la data generalmente agli anni 847-852.
Il legame con Angilramno deriva dunque dalla falsa attribuzione dell'opera, non da una sua effettiva attività di autore. Anche la narrazione secondo cui papa Adriano avrebbe consegnato personalmente la raccolta al vescovo di Metz appartiene alla costruzione pseudo-isidoriana.
Il titolo di arcivescovo
Angilramno è spesso definito semplicemente arcivescovo di Metz, ma la situazione storica è più complessa. La sede di Metz non fu elevata a metropoli durante il suo episcopato. Il titolo arcivescovile fu invece conferito alla persona di Angilramno nel contesto dei suoi rapporti con Carlo Magno e con il papato. La stessa situazione si sarebbe ripresentata in seguito con altri importanti ecclesiastici della corte carolingia.
La memoria liturgica
La memoria di Angilramno è particolarmente legata all'area di Metz e Saint-Avold. Un antico manoscritto liturgico di Saint-Avold registra al 25 ottobre la depositio di Angilramno insieme a quella del vescovo Sigibaldo, mentre una tradizione metziana ricorda il suo transito nella stessa data. Queste testimonianze documentano l'antichità della memoria cultuale locale.
Curiosità
- Il nome Angilramno presenta un numero particolarmente elevato di forme medievali e moderne, tra cui Angilramnus, Engilramnus, Ingelram, Angelramnus ed Enguerrand.
- Angilramno fu uno dei primi vescovi di Metz direttamente coinvolti nell'ambiente politico e culturale della corte di Carlo Magno.
- Il suo nome è rimasto legato a una raccolta di diritto canonico che egli non compose: i Capitula Angilramni sono infatti una falsificazione del IX secolo.
Cronologia
- 25 settembre 768 - Angilramno è consacrato vescovo di Metz dopo la lunga vacanza della sede.
- 768-791 - Episcopato di Angilramno a Metz.
- 770 circa - È ricordato come abate di Senones.
- Intorno al 783 - Paolo Diacono compone per richiesta di Angilramno il Liber de episcopis Mettensibus.
- 784 - Angilramno assume la funzione di arcicappellano della corte di Carlo Magno.
- 787 circa - Angilramno è attestato con il titolo di arcivescovo.
- 787 - Una donazione testimonia il suo intervento a favore del monastero di Saint-Avold.
- 788 - Carlo Magno affida a Metz la supervisione dell'abbazia di Chiemsee; Angilramno interviene inoltre nei rapporti patrimoniali tra Gorze e Toul.
- 791 - Angilramno accompagna Carlo Magno nella campagna contro gli Avari.
- 26 ottobre 791 - Muore durante la spedizione contro gli Avari, secondo la data cronologica maggiormente accolta; altre tradizioni indicano il 23 o il 25 ottobre.
- IX secolo - Il nome di Angilramno viene associato ai Capitula Angilramni, raccolta canonica pseudo-isidoriana composta diversi decenni dopo la sua morte.
Valutazione storico-critica
- Angilramno è una figura storicamente ben attestata come vescovo di Metz dal 768 al 791 e come importante ecclesiastico della corte di Carlo Magno.
- La consacrazione episcopale del 25 settembre 768 e la durata dell'episcopato sono sostenute da fonti cronologiche medievali e dalla tradizione documentaria della sede di Metz.
- Le notizie sulla nascita, sulla famiglia e sulla prima formazione sono meno sicure. L'origine da Sens appartiene a una tradizione non sufficientemente corroborata dalle fonti più antiche.
- L'appartenenza all'ambiente benedettino e il rapporto con Saint-Avold e Senones sono ampiamente attestati dalla tradizione biografica, ma alcuni particolari della successione degli incarichi monastici rimangono incerti.
- Il titolo di arcivescovo è storicamente attestato, ma non comportò l'elevazione della sede di Metz a metropoli.
- La collaborazione con Carlo Magno, l'incarico di arcicappellano e la dispensa dalla residenza episcopale sono elementi solidamente inseriti nella documentazione carolingia.
- La morte nel 791 durante la campagna contro gli Avari è sicura nel suo nucleo storico, mentre la precisa data del decesso presenta una divergenza tra le fonti. Il 26 ottobre è la data sostenuta dalla principale ricostruzione cronologica, mentre sono documentate anche le date del 23 e del 25 ottobre.
- La memoria cultuale del 25 ottobre è antica nell'ambiente di Metz e Saint-Avold. Il culto risulta locale e non è accompagnato da una documentazione relativa a una moderna causa formale di canonizzazione.
- I Capitula Angilramni non sono opera di Angilramno. La raccolta appartiene alla produzione pseudo-isidoriana del IX secolo e il suo collegamento con il vescovo di Metz costituisce una falsa attribuzione.
- La figura storica di Angilramno è quindi distinta nettamente dalla costruzione canonistica posteriore che ne utilizzò il nome come elemento di autorevolezza.
Fonti e bibliografia essenziale
- Liber de episcopis Mettensibus di Paolo Diacono, composto per richiesta di Angilramno e conservato nei Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, II, pp. 261-268.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, Parigi, 1907, per la cronologia dei vescovi di Metz e l'episcopato di Angilramno.
- Johannes Bühler, Angilram(n), in Neue Deutsche Biographie, vol. I, 1953, p. 294.
- Oelsner, Angilramnus, in Allgemeine Deutsche Biographie, vol. I, pp. 460-461.
- Acta Sanctorum, 28 ottobre, XII, pp. 653-667, per la tradizione agiografica relativa ad Angilramno e la documentazione antica sul suo ambiente ecclesiastico.
- Capitula Angilramni, ed. Paul Hinschius, Decretales Pseudo-Isidorianae et Capitula Angilramni, Lipsia, 1863, pp. 757-769.
- Monumenta Germaniae Historica, Clavis Canonum, voce Capitula Angilramni, per la classificazione della raccolta tra le falsificazioni pseudo-isidoriane.
- Institut de recherche et d'histoire des textes, FAMA, Capitula Angilramni, per la datazione 847-852, la tradizione manoscritta e la bibliografia specialistica.
- Diocesi di Metz, elenco storico dei vescovi della sede, che registra Angilramno come 38º vescovo di Metz, dal 768 al 791.
- Manuscrits de l'abbaye de Saint-Avold, per l'attestazione della memoria liturgica di Angilramno al 25 ottobre nei manoscritti dell'abbazia.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
Sant'Angilramno è il trentottesimo vescovo della diocesi di Metz. Succede a San Crodegango e dopo un periodo di sede vacante durato ben due anni (766-768).
La sua posizione è stata assegnata dal più antico catalogo dei vescovi della città, compilato intorno al 776 e giunto ai nostri giorni nel cosiddetto “Sacramentario” di Drogone, vescovo di Metz tra gli anni 823 e 855.
San Angilramno, nato a Sens, entrò da giovane quale un monaco nell'abbazia di sant'Avoldo.
Successivamente fu nominato abate dell’Abbazia di Saint Pierre de Senones. Era il settimo al guidare i monaci di quella modesta abbazia benedettina che si trovava in Lorena.
Il 25 settembre 768, San Angilramno è stato nominato vescovo di Metz, grazie all’intervento di Pipino il Breve. Egli ricevette dal pontefice il titolo di arcivescovo.
Fu amico di Carlomagno che accompagnò in quasi tutti i suoi viaggi, che lo nominò, nel 781 cappellano di corte.
Durante il suo governo della diocesi, creò nella cattedrale di Metz, un importante scriptorium.
Verso il 783 chiese a Paolo Diacono di redigere le “Gesta episcoporum Mettensium” per scrivere la storia di tutti i vescovi di Metz e dell’intera dinastia carolingia.
Secondo una falsa tradizione, verso il 785 avrebbe inviato al papa i Capitula Angilramni, una raccolta di diritto canonico che riguardava i vescovi. Si pensava che avesse scritto tale opera per difendersi da coloro che lo accusavano di violare il diritto canonico risiedendo presso Carlomagno e non nella sua diocesi.
Ma oggi i Capitula sono oggi considerati un falso del IX secolo.
E’ sicuro che redasse una delle prime revisioni della Bibbia.
San Angilramno morì, il 26 ottobre 791, in Ungheria mentre accompagnava Carlomagno in una delle sue campagne contro gli Avari.
Riportato in patria, il suo corpo venne sepolto nell'abbazia di sant'Avoldo.
E’ venerato come santo. La sua memoria liturgica e festa è stata fissata per il giorno 25 ottobre.
