Sant' Amone di Toul

Vescovo

Festa: 25 ottobre

Nascita-morte: † IV-V sec.

Nascita - morte:
† IV-V sec.

Festa:
25 ottobre

Emblema:
Pozzo

Categoria: I santi che iniziano con la lettera A

Calendario: I santi del 25 ottobre

E' ricordato dalla tradizione ecclesiastica di Toul come il secondo vescovo della città, immediato successore di san Mansueto, e appartiene alla prima fase della cristianizzazione della Gallia nord-orientale. Le fonti antiche conservano pochissimi dati propriamente biografici: il suo nome e la successione episcopale sono attestati nella tradizione documentaria di Toul, mentre le notizie sulla sua vita provengono soprattutto da testi agiografici redatti diversi secoli dopo la sua presunta epoca. La tradizione lo presenta come un vescovo particolarmente incline alla vita eremitica, ritiratosi nel territorio del Saintois, dove avrebbe fondato un oratorio dedicato alla Vergine Maria e accolto alcuni membri del clero. Gli vengono inoltre attribuite attività di difesa della fede cattolica contro dottrine considerate eretiche. Il racconto secondo cui avrebbe abbandonato Toul per sfuggire agli Unni di Attila, tuttavia, presenta una grave difficoltà cronologica e non può essere utilizzato come dato biografico: la spedizione di Attila in Gallia risale al 451, mentre Amone appartiene con ogni probabilità a una fase precedente. Il suo culto è antico e strettamente legato alla diocesi di Toul, alla memoria dei primi vescovi e alla venerazione delle sue reliquie.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le notizie più antiche su Amone (Aimo, Amon, Ammon) sono estremamente scarne. Il catalogo degli antichi vescovi di Toul lo colloca immediatamente dopo Mansueto e prima di Alca, facendone quindi il secondo successore episcopale della comunità cristiana della città. La successione è confermata dalla tradizione manoscritta dei Gesta episcoporum Tullensium, la cui redazione risale all'inizio del XII secolo. Il catalogo non fornisce però una cronologia sicura del suo episcopato.
La cronotassi tradizionale lo colloca generalmente tra il IV e il V secolo. Alcune ricostruzioni moderne hanno proposto un episcopato iniziato intorno al 375 e una morte intorno al 423, ma queste date non possiedono una documentazione contemporanea sufficiente e non possono essere considerate certe. Gli Acta Sanctorum, trattando Amone insieme agli altri antichi vescovi di Toul, lo collocano genericamente tra IV e V secolo e sottolineano l'oscurità delle notizie biografiche.
Non sono noti il luogo e la data di nascita, né la famiglia di origine. Non è documentata neppure la modalità con cui sarebbe stato scelto o consacrato vescovo.

La vita eremitica nel Saintois
La principale tradizione biografica presenta Amone come un vescovo particolarmente attratto dalla solitudine. Secondo la Vita S. Amonis, conservata negli Acta Sanctorum, egli avrebbe lasciato la città episcopale per ritirarsi nei luoghi solitari del territorio del Saintois, dove trascorreva lunghi periodi nella preghiera e nella vita eremitica, pur continuando a preoccuparsi della comunità affidata alle sue cure.
La stessa tradizione collega alla sua presenza nel Saintois la costruzione di un oratorio dedicato alla Vergine Maria e di alcune celle destinate a ecclesiastici desiderosi di condividere la sua vita ritirata. Il luogo avrebbe assunto il nome di Saint-Amon o Nemus Amonis, cioè 'bosco di Amone'. La tradizione locale ha collegato a questa zona anche un antico eremo presso Favières e Saulxerotte.
L'immagine di Amone come vescovo ed eremita appartiene tuttavia soprattutto alla tradizione agiografica medievale. Gli Acta Sanctorum precisano che gli atti utilizzati per la sua vita non sono anteriori al X secolo e che le informazioni disponibili sono molto più tarde rispetto all'epoca nella quale il santo sarebbe vissuto.

La difesa della fede
La Vita presenta Amone anche come difensore della fede cristiana contro dottrine considerate erronee. Gli vengono attribuite la predicazione, la confutazione degli errori e la cura pastorale della comunità. Il testo agiografico utilizza però un linguaggio fortemente celebrativo e non identifica con precisione gli avversari religiosi contro i quali avrebbe combattuto.
Gli stessi editori degli Acta Sanctorum osservano che non è possibile stabilire quali gruppi siano indicati dalle generiche espressioni della Vita. Vengono ipotizzati, senza possibilità di dimostrazione individuale, arianesimo, manicheismo, pelagianesimo, semipelagianesimo o residui del priscillianesimo. Queste attribuzioni non possono quindi essere trasformate in episodi specifici della biografia di Amone.

La tradizione del rifugio dagli Unni
Una delle narrazioni più note legate ad Amone racconta che il vescovo avrebbe abbandonato Toul durante la devastazione provocata dagli Unni guidati da Attila. Mentre fuggiva, una roccia si sarebbe aperta per nasconderlo e poi richiusa su di lui, sottraendolo agli inseguitori. La tradizione collega questo episodio a un luogo denominato Bois d'Anon, nei pressi di Goviller.
Il racconto non può però essere considerato un episodio storico della vita di Amone. La spedizione di Attila in Gallia e la battaglia dei Campi Catalaunici appartengono al 451, mentre la collocazione tradizionale di Amone come vescovo di Toul risale a una fase precedente, tra IV e inizi del V secolo. La leggenda appare pertanto cronologicamente incompatibile con la successione episcopale tradizionale.

La morte e la sepoltura
La data della morte di Amone non è conosciuta. Una tradizione lo considera morto verso il 423, ma tale data rimane ipotetica. Gli Acta Sanctorum non consentono di stabilire con precisione né la durata del suo episcopato né il momento della sua morte.
Secondo la tradizione agiografica, Amone fu sepolto presso l'oratorio di San Pietro, fuori dalla città di Toul, accanto al predecessore Mansueto. Il luogo sarebbe divenuto successivamente un centro di venerazione dei primi vescovi di Toul. I racconti medievali attribuirono alla loro intercessione anche numerosi miracoli, ma tali racconti appartengono alla tradizione agiografica e non costituiscono testimonianze contemporanee alla vita di Amone.

Le traslazioni delle reliquie
La storia delle reliquie è meglio documentata rispetto alla biografia del santo. Secondo gli Acta Sanctorum, il vescovo Frotaire, che occupò la sede di Toul nel IX secolo, avrebbe trasferito le reliquie di Amone intorno all'820. In seguito, durante le incursioni che interessarono la regione, le reliquie furono nuovamente nascoste.
Nel X secolo il vescovo Gauzelino le avrebbe collocate nuovamente presso il luogo di culto legato a san Mansueto. Tra il 1025 e il 1026 il vescovo Ermanno trasferì invece il corpo nella chiesa episcopale di Toul, cioè nella sede cattedrale. La documentazione medievale collega a questa traslazione anche una celebrazione liturgica annuale.
Nel 1511 il corpo fu nuovamente trasferito in una preziosa cassa d'argento, ornata d'oro e di pietre preziose. In quella circostanza fu separata anche la mandibola inferiore e collocata in un reliquiario distinto.
La devozione alle reliquie è proseguita in epoca contemporanea. Nel settembre 2026 il vescovado di Nancy-Toul ha comunicato l'autenticazione di otto reliquiari contenenti frammenti ossei attribuiti ad Amone e la loro destinazione ad altrettante chiese rurali della diocesi di Vellore, in India.

La fonte agiografica
La principale fonte narrativa su Amone è la Vita S. Amonis episcopi Tullensis, tramandata negli Acta Sanctorum, con BHL 390. Gli editori bollandisti precisano che gli atti utilizzati sono relativamente tardi e non possono essere fatti risalire all'epoca del santo. Le loro informazioni furono inoltre riprese nella tradizione liturgica del breviario di Toul.
Accanto alla Vita, un ruolo importante nella ricostruzione della successione episcopale è svolto dai Gesta episcoporum Tullensium, conservati in una tradizione medievale che pone Amone immediatamente dopo Mansueto. La presenza del suo nome nella successione episcopale è quindi meglio attestata della maggior parte degli episodi narrati dalla sua biografia agiografica.

Il culto e la memoria liturgica
La memoria liturgica di Amone è attestata nell'antica tradizione di Toul al 23 ottobre. Una fonte del XIX secolo relativa alle tradizioni religiose della Lorena registra invece il 25 ottobre, data presente anche nella scheda tradizionale italiana del santo. La documentazione contemporanea recente della diocesi di Nancy-Toul torna però a indicare il 23 ottobre come giorno della memoria di Amone.
Il suo culto rimase strettamente legato a Toul e al territorio del Saintois. Una raffigurazione di Amone è conservata nella cattedrale di Toul e la tradizione iconografica lo associa al pozzo del suo eremo, al quale venivano attribuite proprietà terapeutiche contro la febbre. Quest'ultima credenza appartiene alla devozione locale e non costituisce un dato storico sulla vita del vescovo.

Curiosità
- La tradizione del pozzo di Saint-Amon è all'origine dell'attributo iconografico del pozzo associato al vescovo. Al pozzo veniva attribuita un'antica virtù contro le febbri.
- Il nome del luogo Nemus Amonis, 'bosco di Amone', è collegato dalla tradizione medievale al ritiro eremitico del vescovo nel territorio del Saintois.
- Nel 2026 frammenti ossei attribuiti ad Amone sono stati autenticati dalla cancelleria diocesana di Nancy-Toul e destinati a otto reliquiari per chiese della diocesi di Vellore, in India.

Cronologia
- IV secolo - Nascita di Amone, in un luogo non documentato.
- IV-V secolo - Amone è ricordato dalla tradizione episcopale di Toul come secondo vescovo della città, successore di Mansueto e predecessore di Alca.
- IV-V secolo - Secondo la tradizione agiografica, Amone si ritira periodicamente nel territorio del Saintois e vi conduce vita eremitica.
- IV-V secolo - La tradizione attribuisce ad Amone la costruzione di un oratorio dedicato alla Vergine Maria e di alcune celle per ecclesiastici.
- IV-V secolo - Morte di Amone in data non documentata; la tradizione lo colloca tra la fine del IV e gli inizi del V secolo.
- IX secolo - Secondo gli Acta Sanctorum, il vescovo Frotaire trasferisce le reliquie di Amone, probabilmente intorno all'820.
- X secolo - Le reliquie sono nuovamente collocate presso il complesso di Saint-Mansuy dopo essere state nascoste durante le incursioni che colpirono la regione.
- 1025 - Il vescovo Ermanno trasferisce le reliquie di Amone nella chiesa episcopale di Toul.
- 1511 - Le reliquie vengono trasferite in una nuova cassa d'argento ornata d'oro e di pietre preziose; la mandibola inferiore viene collocata in un reliquiario distinto.
- 2026 - La diocesi di Nancy-Toul autentica frammenti ossei attribuiti ad Amone e ne destina otto reliquiari alla diocesi di Vellore, in India.

Valutazione storico-critica
- La successione di Amone come secondo vescovo di Toul dopo Mansueto è attestata dalla tradizione episcopale medievale e costituisce il nucleo storico più solido della sua biografia.
- Le date precise del suo episcopato e della sua morte non sono documentate. L'attribuzione della morte intorno al 423 è una ricostruzione tradizionale e non un dato cronologico certo.
- Le principali informazioni narrative sulla sua vita provengono da una Vita posteriore di diversi secoli rispetto all'epoca presunta del santo. La fonte conserva tradizioni locali e liturgiche, ma non costituisce una testimonianza contemporanea.
- La tradizione della fuga davanti ad Attila e agli Unni è cronologicamente incompatibile con la collocazione tradizionale di Amone tra IV e V secolo, poiché la spedizione di Attila in Gallia risale al 451. L'episodio della roccia che si apre per nascondere il vescovo appartiene pertanto alla leggenda agiografica.
- La presunta lotta contro specifiche eresie non può essere ricostruita con precisione. La Vita parla genericamente della difesa della fede e gli Acta Sanctorum osservano che non è possibile identificare con certezza gli avversari religiosi indicati dal testo.
- La storia delle reliquie è documentata molto meglio della vita personale del santo. Le traslazioni dell'epoca medievale e quella del 1511 sono ricordate da documentazione storica e liturgica; l'attribuzione materiale delle reliquie rimane tuttavia distinta dalla possibilità di ricostruire con certezza la biografia di Amone.
- Il culto di Amone è antico e radicato nella tradizione di Toul. La memoria liturgica è attestata al 23 ottobre nella tradizione più antica e nella documentazione diocesana recente, mentre il 25 ottobre compare in altre tradizioni liturgiche e repertori.
- Non risulta una causa formale di beatificazione o canonizzazione secondo le procedure moderne. Amone appartiene alla categoria dei santi di culto antico, formatosi anteriormente all'attuale disciplina delle cause canoniche.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, October X, De SS. Amone, Alcha, Celsino et Urso seu Ursino, episcopis Tullensibus in Gallia, BHL 390-391, pp. 911-914. Il testo conserva la Vita S. Amonis e la documentazione medievale relativa al culto e alle reliquie.
- Gesta episcoporum Tullensium, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, VIII, pp. 632-643. Il catalogo episcopale medievale colloca Amone immediatamente dopo Mansueto.
- Duchesne, Louis, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, Paris, 1910. La successione episcopale di Toul comprende Mansueto, Amone, Alca e Celsino.
- Picard, Benoît, Histoire ecclésiastique et politique de la ville et du diocèse de Toul, Toul, 1707. L'opera conserva documentazione relativa alla tradizione episcopale, alla sepoltura e alle traslazioni delle reliquie di Amone.
- Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, voce 'Amon', vol. II, col. 1322, riferimento bibliografico segnalato dalla Pravoslavnaja Enciklopedija.
- Église catholique en Meurthe-et-Moselle, storia della comunità cristiana di Toul nel IV secolo. La tradizione diocesana identifica Amone come successore di Mansueto e ricorda il suo legame con il Saintois e con la vita eremitica.
- Nominis, Conferenza episcopale francese, 'Saint Amon, évêque de Toul'. La scheda identifica Amone come secondo vescovo di Toul e conserva la memoria liturgica del 23 ottobre.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Sant’Amone è il secondo vescovo di Toul. Nella cronotassi della diocesi è l’immediato successore del protovescovo San Mansueto.
Si presume visse intorno al 400, anche se alcune fonti ci raccontano che governò la diocesi intorno alla metà del IV secolo.
C’è un antico inno del breviario della diocesi che lo menziona come il vescovo che combatté vittoriosamente contro l’eresia.
Un’antica tradizione ci ricorda che per il suo amore alla solitudine, visse per qualche periodo in una grotta la cui profondità era di 15 metri.
Alcuni ci raccontano che aveva lasciato la città per sfuggire alla furia devastante di Attila e degli Unni, e una leggenda tradizionale ci racconta che mentre il Santo fuggiva, trovatosi di fronte a una grande roccia, divenuta un ostacolo sulla strada del vescovo, la pietra si aprì e si rinchiuse su di lui per nasconderlo ai suoi inseguitori.
Non sappiamo la data della sua morte.
Fu sepolto insieme a San mansueto nella chiesa di San Pietro apostolo, che sarà successivamente intitolata ad protovescovo di Toul.
Nel 1107, nella cripta dove era sepolto furono trovati anche i corpi dei santi Alca, Celsino, Auspicio e Orso, tutti vescovi di Toul.
L’attributo iconografico di Sant’Amone è un pozzo.
Esiste una sua raffigurazione nella parte absidale della Cattedrale di Toul.  Un eremo nel villaggio di Salxerotte porta il suo nome.
In passato la sua festa si celebrava il 23 ottobre. Oggi a Nancy e a Toul si celebra il 25 ottobre.

Aggiunto/modificato il 6 ottobre 2026