Nascita - morte:
Piacenza, sec. XIII - 1233
Festa:
5 novembre
Etimologia:
Bonviso è nome medievale 'buono' e 'viso'.
Emblema:
E' segnalato un ritratto ottocentesco destinato alla chiesa di Vigolo Valnure.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera B
Calendario: I santi del 5 novembre
Bonviso da Piacenza (Bonviso di Piacenza; fra Bonviso) appartiene alla prima generazione dei frati predicatori, quella che conobbe personalmente Domenico di Guzmán e contribuì alla diffusione del nuovo ordine nelle città dell'Italia settentrionale. La tradizione piacentina lo ricorda come sacerdote già formato negli studi giuridici e come uno dei primi cittadini della città a ricevere l'abito domenicano, nel 1217. Il suo nome assume particolare rilievo per la testimonianza resa a Bologna nel 1233 durante l'inchiesta sulla vita e sui miracoli di san Domenico: non si tratta dunque soltanto di una figura tramandata dalla memoria locale, ma di un religioso collegato a una documentazione processuale del XIII secolo. Alla sua attività viene associata anche la prima presenza stabile dei predicatori a Piacenza. Mancano tuttavia dati certi sulla nascita, sulla morte e sull'origine del suo culto personale. Il 5 novembre corrisponde alla commemorazione diocesana collettiva, non a una festa propria storicamente accertata.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La formazione e l'ingresso nell'Ordine
Bonviso proveniva dall'ambiente urbano di Piacenza, una città nella quale, all'inizio del Duecento, si intrecciavano gli interessi del comune, della Chiesa e delle nuove comunità religiose. La tradizione biografica locale lo presenta come sacerdote e dottore in legge. La qualificazione giuridica è coerente con il profilo culturale di molti dei primi predicatori, ma non è accompagnata, nelle fonti qui considerate, da un diploma o da un atto universitario che ne specifichi gli studi.
Secondo la memoria piacentina, Bonviso vestì l'abito dei frati predicatori nel 1217, ricevendolo da Domenico stesso. La data appartiene alla fase iniziale dell'espansione dell'Ordine, che Domenico organizzò inviando i compagni in centri universitari e urbani. Il rapporto personale fra i due non dipende esclusivamente da questa tradizione: la successiva testimonianza di Bonviso attesta infatti che egli aveva accompagnato il fondatore in viaggio.
Il compagno di Domenico
La deposizione resa da Bonviso nel processo bolognese del 1233 conserva un ricordo concreto della vita quotidiana di Domenico. Durante un viaggio verso Roma, i due furono sorpresi da un violento acquazzone, che ingrossò fossi e corsi d'acqua. Bonviso riferì che Domenico, pur nella difficoltà del cammino, continuò a lodare Dio cantando l'inno mariano Ave maris stella. Il racconto è importante non tanto come prova di un prodigio, quanto come testimonianza personale sul comportamento del fondatore, sulla preghiera in viaggio e sul rapporto fra i primi confratelli.
La deposizione mostra che Bonviso apparteneva alla cerchia dei religiosi in grado di riferire episodi vissuti direttamente. La distanza cronologica fra la morte di Domenico, avvenuta nel 1221, e l'inchiesta del 1233 è relativamente contenuta. Resta comunque necessario distinguere ciò che il testimone dichiara di aver visto dalla successiva elaborazione edificante della memoria domenicana.
La prima presenza domenicana a Piacenza
Alla figura di Bonviso è legato anche l'avvio dell'insediamento domenicano piacentino. La tradizione locale gli attribuisce una missione di predicazione affidatagli da Domenico, seguita dall'arrivo di confratelli e dalla concessione della chiesa di Sant'Andrea al Borgo intorno al 1220. L'insediamento iniziale avrebbe preceduto la costruzione della chiesa e del convento di San Giovanni in Canale, destinati a diventare il principale centro cittadino dei frati predicatori.
Il passaggio da una prima sede a un complesso conventuale più stabile corrisponde al modello di crescita dei nuovi ordini mendicanti. Per Piacenza, San Giovanni in Canale rappresentò un luogo di vita comunitaria, predicazione e presenza religiosa urbana. La memoria storica del convento si protrasse per secoli, fino alle soppressioni dell'età napoleonica. L'attribuzione a Bonviso delle singole trattative e dei finanziamenti iniziali è trasmessa dalla storiografia locale, mentre la cronologia precisa degli atti di concessione richiede riscontro nei documenti cittadini ed ecclesiastici.
La testimonianza del 1233 e gli ultimi anni
Nel 1233 Bonviso compare fra i testimoni dell'inchiesta bolognese per la canonizzazione di Domenico. La procedura raccolse deposizioni di religiosi che avevano conosciuto il fondatore e contribuì al riconoscimento pontificio del 1234. Questa attestazione offre un termine cronologico certo per l'attività di Bonviso e costituisce il punto più solido della sua biografia.
Non è accertato dove trascorse gli ultimi anni, quali ulteriori incarichi ricoprì o quando morì. Non sono documentati un sepolcro riconoscibile, una traslazione delle reliquie o un processo autonomo di beatificazione. L'appellativo di beato appartiene alla tradizione con cui la sua figura è stata conservata nella memoria religiosa piacentina.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
Il beato Bonviso di Piacenza era sacerdote e dottore in legge. Fu il primo piacentino a vestire l’abito domenicano nel 1217.
Il beato Bonviso, dopo aver deciso di diventare domenicano, ricevette il vestito dell’ordine priprio dalle mani del patriarca San Domenico, di cui divenne intimo amico e compagno di viaggio.
Dopo la morte del fondatore fu proprio il beato Bonviso a testimoniare le sante gesta di Domenico.
Il beato Bonviso fu mandato da San Domenico a predicare a Piacenza e numerosi uomini si convertirono e divennero domenicani.
Nel 1220, ritornato in città accompagnato da alcuni confratelli, ottenne la chiesa di Sant’Andrea al Borgo. In quella sede vi rimase per un breve periodo, in quanto, grazie ad alcuni lasciti e finanziamenti di alcuni concittadini ottenne dal vescovo la possibilità di costruire la chiesa e il convento di San Giovanni in Canale.
Quella fu la sede piacentina dell’ordine domenicano fino alla soppressione del 1810. Inoltre sempre in quella sede fu istituito il tribunale dell’inquisizione.
Del beato Bonviso da Piacenza esiste una sola immagine, un ovale (olio su tela) del 1880 per la chiesa di Vigolo Valnure. Il dipinto non si sa se è stato realizzato da Emilio Perinetti o da Francesco Ghittoni.
Nel calendario liturgico della diocesi di Piacenza e Bobbio non esiste alcuna festa in memoria del beato Bonviso. Tutti i santi della diocesi sono festeggiati in un’unica data il 5 novembre, pertanto è da ritenere che in quella data venga ricordato anche il beato Bonviso.
Approfondimenti
Il valore della deposizione processuale
La testimonianza di Bonviso va collocata fra le fonti più vicine alla prima comunità domenicana. Essa documenta la familiarità del religioso con Domenico e tramanda un episodio di viaggio nel quale la preghiera mariana è descritta come pratica spontanea del fondatore. L'episodio non autorizza, da solo, a ricostruire l'intera carriera di Bonviso, ma consente di distinguerlo da figure conosciute unicamente attraverso compilazioni agiografiche tarde.
Il culto e la memoria locale
La diocesi di Piacenza-Bobbio celebra il 5 novembre tutti i santi della propria Chiesa. La ricorrenza comprende una memoria collettiva e non dimostra l'esistenza di una festa individuale di Bonviso. Una tradizione iconografica locale segnala un ovale ottocentesco destinato alla chiesa di Vigolo Valnure, attribuito alternativamente a Emilio Perinetti o Francesco Ghittoni: l'attribuzione pittorica rimane incerta.
Curiosità
- Bonviso è ricordato fra i testimoni che descrissero Domenico mentre cantava l'Ave maris stella durante un temporale.
- La tradizione piacentina collega il suo nome alle origini del convento domenicano di San Giovanni in Canale.
Cronologia
- 1217 - Secondo la tradizione piacentina, Bonviso riceve l'abito domenicano.
- circa 1220 - La memoria locale colloca in questi anni la prima presenza stabile dei predicatori a Piacenza.
- 1221 - Muore Domenico di Guzmán, che Bonviso aveva conosciuto personalmente.
- 1233 - Bonviso rende testimonianza nell'inchiesta bolognese sulla vita di Domenico.
- 1234 - Gregorio IX canonizza Domenico.
- 5 novembre - Commemorazione collettiva dei santi della Chiesa piacentina-bobbiese.
Valutazione storico-critica
- La deposizione del 1233 costituisce un'attestazione diretta della relazione personale fra Bonviso e Domenico.
- L'anno 1217 e il ruolo nelle fondazioni piacentine provengono dalla tradizione storica locale e non hanno qui il medesimo grado di verifica della testimonianza processuale.
- La qualifica di dottore in legge non è corroborata da un documento accademico specifico nelle fonti considerate.
- Nascita, morte, sepoltura e reliquie restano non accertate.
- Non risulta documentata una beatificazione pontificia formale; il 5 novembre è una celebrazione collettiva diocesana.
Fonti e bibliografia essenziale
- Atti del processo di canonizzazione di san Domenico, deposizione di fra Bonviso da Piacenza (1233), richiamata nello studio sulle fonti primitive della devozione mariana domenicana.
- Dominicus, periodico di studi domenicani, fascicolo 2 (2006), contributo sulle fonti primitive della devozione mariana di san Domenico.
- Diocesi di Piacenza-Bobbio, calendario liturgico, celebrazione di tutti i santi della Chiesa piacentina-bobbiese, 5 novembre.
