Festa:
20 novembre
Etimologia:
Dal latino Simplicius, derivato da simplex, 'semplice', 'schietto'
Emblema:
Rappresentato come vescovo nella pala di Nicola Giolfino
Categoria: I santi che iniziano con la lettera S
Calendario: I santi del 20 novembre
E' ricordato come terzo vescovo di Verona, dopo Euprepio e Dimidriano e prima di Procolo, nella serie tradizionale dei primi pastori della Chiesa cittadina. La sua figura appartiene alla fase più antica del cristianesimo veronese, generalmente collocata fra il III e l'inizio del IV secolo, ma non sono conservate notizie biografiche contemporanee che permettano di fissare con precisione gli anni del suo episcopato. Il nome compare nelle antiche liste episcopali, testimonianza significativa della memoria istituzionale della diocesi. La successiva tradizione liturgica gli attribuì il 20 novembre come giorno commemorativo e ne celebrò la sapienza nelle discipline umane e divine. Le notizie sulla sepoltura presso San Procolo e sulle traslazioni a Santo Stefano appartengono invece alla storia della venerazione delle sue reliquie e richiedono una valutazione distinta. La memoria individuale del 20 novembre cessò nel calendario diocesano riformato nel 1961, mentre Simplicio rimase compreso nella commemorazione collettiva dei santi vescovi veronesi.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le attestazioni del nome
Simplicio figura al terzo posto nella serie dei vescovi veronesi tramandata dal Velo di Classe e dal Versus de Verona. Il primo è un manufatto tessile dell'VIII secolo legato alla memoria dei pastori della città; il secondo è un componimento altomedievale, datato fra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, che celebra Verona e le sue memorie religiose. Sono testimonianze posteriori di molti secoli all'epoca in cui si colloca Simplicio. Il loro valore consiste soprattutto nell'attestare che il suo nome era stabilmente inserito nella successione episcopale.
La serie antica colloca Euprepio e Dimidriano prima di Simplicio e Procolo, Saturnino, Lucillo, Cricino e Zeno dopo di lui. La presenza di Lucillo al concilio di Sardica nel 343 fornisce un punto cronologico documentato per la storia episcopale veronese; non permette tuttavia di distribuire con esattezza gli anni dei predecessori. Le cronologie che assegnano a Simplicio il periodo circa 240-260 devono quindi essere considerate ricostruzioni tradizionali, non date ricavate da atti personali.
La Chiesa veronese delle origini
Verona era una città romana di rilievo strategico nella regione della Venetia et Histria. La successione dei suoi primi vescovi indica una comunità cristiana organizzata prima della metà del IV secolo. Il periodo in cui viene collocato Simplicio precede o accompagna la fase delle persecuzioni imperiali del III secolo, ma nessuna fonte antica conosciuta consente di attribuirgli personalmente episodi di persecuzione, interventi pubblici o iniziative pastorali specifiche.
Non risultano documentati il luogo di nascita, la famiglia, la formazione, l'ordinazione, la durata effettiva del governo episcopale o le circostanze della morte. Neppure si conoscono scritti autentici a lui attribuibili. La qualifica di vescovo deriva dalla tradizione episcopale, non da lettere o atti sinodali coevi. È quindi improprio costruire una biografia narrativa ricca di avvenimenti a partire dalla sola posizione nella cronotassi.
La memoria del vescovo sapiente
Nel Martirologio veronese associato al vescovo Agostino Valier, attivo fra XVI e XVII secolo, Simplicio viene celebrato come uomo sapientissimo nelle cose umane e divine, la cui dottrina e opera avrebbero giovato alla popolazione e alla Chiesa cittadina. L'elogio testimonia la considerazione di cui godeva nella tradizione ecclesiastica locale, ma è troppo tardo per certificare particolari della sua attività nel III secolo.
La formula encomiastica riflette un modello agiografico di vescovo istruito e zelante. Non consente di individuare scuole frequentate, insegnamenti concreti, edifici fondati o provvedimenti amministrativi. La distinzione fra reputazione cultuale e dato biografico è particolarmente importante per un personaggio noto quasi esclusivamente attraverso liste e memorie liturgiche.
Sepoltura e traslazioni
La tradizione veronese situa la prima sepoltura di Simplicio nella cripta della chiesa di San Procolo. Riferisce poi una traslazione nella chiesa di Santo Stefano, posta da alcuni autori verso la fine del V secolo e ricordata al 21 ottobre. Una seconda traslazione è indicata al 20 febbraio 1550. Il canonico Gian Giacomo Dionisi, nel XVIII secolo, contribuì a tramandare queste notizie.
Le traslazioni appartengono alla storia del culto e della localizzazione delle reliquie; l'attribuzione dei resti al vescovo delle origini non equivale a una identificazione archeologica certa. La continuità della venerazione è comunque un aspetto significativo della memoria veronese, perché collega la figura del terzo vescovo ad alcuni luoghi storici della città.
Immagine e memoria liturgica
Una rappresentazione di Simplicio compare nella pittura veronese del XVI secolo, in una pala di Nicola Giolfino con la Vergine e altri santi. L'immagine è testimonianza della persistenza della sua venerazione in età moderna, non un ritratto storico del vescovo antico. Gli attributi episcopali identificano la sua funzione secondo il linguaggio figurativo del tempo.
Il 20 novembre fu la data della commemorazione particolare di Simplicio nel calendario locale e nelle testimonianze martirologiche tradizionali. La riforma del Proprio veronese del 1961 eliminò la celebrazione individuale, inserendo il santo nella memoria comune dei vescovi della diocesi. Nel calendario veronese contemporaneo è presente la commemorazione collettiva dei santi vescovi il 27 aprile. La data del 20 novembre resta quindi una memoria storica, non l'indicazione di una celebrazione individuale oggi universalmente prescritta.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Simplicio è il terzo vescovo di Verona. Nella cronotassi ufficiale della diocesi scaligera figura dopo San Dimitriano e prima di San Procolo.
Di lui non abbiamo notizie certe.
Solo il Vescovo Valier nel Martirologio veronese lo dice “sapientissimo nelle umane e divine cose”.
Si credeva morto il 20 novembre. Venne sepolto nella cripta di San Procolo. Dela traslazione dei suoi resti nella Chiesa di Santo Stefano, avvenuta un 21 ottobre verso la fine del V secolo, ne parlò il canonico Gian Giacomo Dionisi nel Settecento. Sempre lo stesso autore ricorda anche una seconda traslazione avvenuta il 20 febbraio 1550.
Nel “Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis”, mons. Franco Segala ne trascrive l’elogium dal Martirologio della chiesa veronese: “Veronae sancti Simplicii eiusdem civitatis episcopi (qui, cum esset vir humanarum divinarumque rerum schientissimus, doctrina et rebus gestis populo veronensi plurimum profuit atque Ecclesiam cum in primis mirabiliter ornasset et ad magnum splendorem perduxisset, sanctissime ex hac vita dessit)".
Di lui c’è un’unica raffigurazione, tra i Santi Girolamo, Francesco, Mauro e Placidia, in una pala di Nicolò Giolfino.
Nel martirologio diocesano, era ricordato nel giorno della sua festa il giorno 20 novembre, fino alla riforma del Proprio veronese, del 1961, voluta dal vescovo Carraro, quando è stato annoverato nella festa comune di tutti i vescovi veronesi, e la sua festa venne a cessare.
Cronologia
- III secolo, probabilmente - Episcopato di Simplicio nella successione tradizionale veronese; date precise ignote.
- VIII-IX secolo - La serie episcopale antica è attestata dal Velo di Classe e dal Versus de Verona.
- Fine del V secolo, secondo la tradizione - Traslazione delle reliquie a Santo Stefano.
- 20 febbraio 1550, secondo la tradizione locale - Seconda traslazione delle reliquie.
- 1961 - La riforma del Proprio veronese sostituisce la memoria individuale con quella comune dei santi vescovi.
Valutazione storico-critica
- L'inclusione di Simplicio nella serie dei primi vescovi è attestata da testimonianze altomedievali, ma mancano documenti contemporanei al suo presunto episcopato.
- Le date di governo riportate da cronotassi moderne sono ipotetiche; la data del 20 novembre è cultuale e non dimostra il giorno storico della morte.
- L'elogio del Valier è testimonianza della devozione locale in età moderna, non prova indipendente delle attività pastorali attribuite al vescovo.
- Le notizie sulle reliquie e sulle traslazioni derivano dalla tradizione ecclesiastica veronese; l'identificazione dei resti non è accertata con criteri storici moderni.
- La memoria individuale è distinta dall'attuale commemorazione collettiva dei santi vescovi veronesi.
Fonti e bibliografia essenziale
- Diocesi di Verona, Archivio Storico Diocesano, Biografia dei Vescovi Veronesi, cronotassi episcopale.
- Conferenza Episcopale Italiana, BeWeB, Diocesi di Verona, sezione storica sulle origini della Chiesa veronese.
- Dario Cervato, Viri memoria digni. Dizionario storico dei vescovi di Verona, voce San Simplicio.
- Storia della Chiesa in Verona, edizioni Messaggero Padova, capitolo sulle origini e le testimonianze dei primi vescovi.
