San Folco di Bologna

Eremita

Festa: 25 ottobre

Nascita-morte: Bologna, Emilia-Romagna, XI sec. - Saletto, Bentivoglio, Bologna, circa 1130

Immagini di San Folco di Bologna Eremita

Nascita - morte:
Bologna, Emilia-Romagna, XI sec. - Saletto, Bentivoglio, Bologna, circa 1130

Festa:
25 ottobre

Etimologia:
Dal nome germanico Fulco o Folco, dalla radice folc, popolo, gente.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 25 ottobre

E' una figura eremitica dell'area bolognese la cui vicenda storica rimane scarsamente documentata. La tradizione lo presenta come nativo di Bologna, vissuto tra XI e XII secolo, prima associato all'episcopato di Ravenna e successivamente ritiratosi alla vita solitaria nella campagna bolognese, a Saletto. L'attribuzione dell'arcivescovado ravennate, tuttavia, non trova riscontro nella cronotassi della diocesi, che per gli anni tradizionalmente collegati alla sua vita registra altri presuli. Più consistente è la documentazione relativa al culto sviluppatosi a Saletto, dove una pieve esisteva già intorno al Mille e dove la memoria di San Folco è rimasta legata per secoli a una chiesa e alle sue reliquie. Una visita pastorale del 1555 attesta l'esistenza di una chiesa di San Folco con la sua sepoltura; nel 1755 il cardinale Vincenzo Malvezzi autorizzò una ricognizione delle reliquie. La sua memoria liturgica locale ricorre il 25 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le notizie antiche sulla vita di Folco (Fulco, Fulcus) sono estremamente limitate. Le tradizioni locali lo identificano come originario di Bologna e collocano la sua esistenza nel secolo XI, prolungandola, secondo una tradizione posteriore, fino alla morte avvenuta a Saletto intorno al 1130. Non sono documentati con sufficiente sicurezza la data di nascita, la famiglia di origine, la formazione ecclesiastica o le tappe della sua vita prima del ritiro eremitico.
La qualifica di eremita costituisce il tratto centrale della memoria agiografica conservata a Saletto. Folco sarebbe infatti passato dalla vita ecclesiastica alla solitudine, scegliendo come luogo della propria penitenza l'area rurale situata nei pressi dell'antica pieve di Saletto.

La tradizione dell'episcopato di Ravenna
Una tradizione locale e agiografica riferisce che Folco sarebbe stato nominato vescovo, o più precisamente arcivescovo, di Ravenna. L'informazione presenta però una difficoltà storica rilevante: Folco non compare nella cronotassi degli arcivescovi ravennati.
La cronotassi della Chiesa di Ravenna registra infatti, nel periodo pertinente, Wiberto dal 1072/1073 al 1100, seguito da Ottone dal 1100 al 1110, Geremia dal 1110 al 1117 e Gualtiero dal 1118 al 1144. Non vi compare alcun Folco.
La figura di Wiberto rende inoltre particolarmente complesso il riferimento alla lotta per le investiture: egli fu arcivescovo di Ravenna dal 1073 al 1100 e divenne nel 1080 l'antipapa Clemente III. La documentazione storica relativa alla sede ravennate in quegli anni è abbondante rispetto alle scarne notizie su Folco e non offre spazio documentario per un episcopato di quest'ultimo.
Non è quindi possibile considerare storicamente accertato che Folco sia stato arcivescovo di Ravenna. L'ipotesi secondo cui sarebbe stato designato alla sede senza riuscire a prenderne possesso rimane una spiegazione tradizionale, non documentata da fonti contemporanee.

Il ritiro a Saletto
La memoria di Folco è strettamente legata a Saletto, oggi frazione di Bentivoglio. Le fonti locali collocano qui il suo ritiro e la sua morte. L'antica chiesa di Saletto aveva origini molto remote: il Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche la considera una parrocchia autonoma già nella prima metà dell'XI secolo e registra una testimonianza documentaria della chiesa nel 1134. La presenza di un battistero viene inoltre collegata all'esistenza di una pieve già intitolata a Santa Maria e San Folco intorno all'anno Mille.
Il rapporto tra l'antica pieve e la memoria di Folco è dunque antico, ma non consente da solo di ricostruire la sua biografia. L'intitolazione di un luogo di culto costituisce infatti una testimonianza del culto, non necessariamente una prova contemporanea dell'esistenza storica del santo.

La tradizione della sepoltura
Secondo una tradizione locale, dopo la morte di Folco diverse comunità avrebbero desiderato custodirne il corpo. La tradizione racconta che le sue spoglie furono poste su un carro trainato da buoi, lasciati liberi di procedere, e che gli animali si fermarono nel luogo dove il santo era solito fare penitenza. In quel luogo sarebbe stata predisposta la prima sepoltura.
Il racconto appartiene alla tradizione agiografica e non è verificabile come episodio storico. La stessa tradizione collega il luogo alla zona oggi identificata con il cosiddetto Chiesolino delle Barche, presso il confine tra Saletto e San Marino di Bentivoglio.

La chiesa di San Folco a Saletto
La presenza del culto è meglio documentata in età medievale e moderna. Una testimonianza relativa al 1331 riferisce l'esistenza a Saletto di un oratorio dedicato a San Folco. La documentazione delle visite pastorali del XVI secolo permette poi di conoscere più precisamente il complesso cultuale.
La visita pastorale del 24 settembre 1555 descriveva, accanto alla chiesa di Santa Maria, una chiesa più piccola dedicata a San Folco. Il documento afferma che sotto l'unico altare era sepolto il santo e ricorda anche la presenza di un fonte battesimale. Le due chiese erano allora in cattive condizioni e furono successivamente sostituite da un nuovo edificio. La costruzione della nuova chiesa di Santa Maria e San Folco ebbe inizio nel 1566.
La parrocchia di Santa Maria e San Folco esiste tuttora a Saletto e appartiene all'arcidiocesi di Bologna.

Le reliquie
La tradizione di Saletto ha conservato la memoria delle reliquie di Folco. Nel 1755, durante una visita pastorale dell'arcivescovo di Bologna Vincenzo Malvezzi, fu autorizzata la ricognizione delle reliquie attribuite al santo. La presenza delle reliquie nella chiesa è documentata anche dalla catalogazione del patrimonio culturale regionale.
Un dipinto del 1843, conservato nella chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto, raffigura San Folco in abiti vescovili e mostra in basso un carro trainato da buoi con l'urna contenente le sue reliquie. La stessa scheda storico-artistica precisa che l'identificazione di Folco come arcivescovo di Ravenna appartiene alla tradizione locale.
La ricognizione settecentesca costituisce una testimonianza importante della continuità del culto e della venerazione delle reliquie, ma non consente da sola di dimostrare l'identità storica dei resti con una certezza documentaria moderna.

Il culto e i miracoli attribuiti
Nel XVIII secolo il culto di San Folco era ancora vivo a Saletto. Giambattista Melloni, negli Atti o memorie degli uomini illustri in santità nati, o morti in Bologna, pubblicati a partire dal 1773, raccolse numerose testimonianze di grazie e miracoli attribuiti all'intercessione del santo. L'opera costituisce una testimonianza della devozione settecentesca, non una documentazione contemporanea agli eventi miracolosi narrati.
Non risultano decreti ecclesiastici moderni che abbiano riconosciuto individualmente tali eventi come miracoli ai fini di una causa di canonizzazione.

La chiesa di Saletto e la continuità del culto
La storia della chiesa di Saletto costituisce la principale testimonianza materiale della persistenza della memoria di San Folco. Il complesso parrocchiale è documentato attraverso fonti archivistiche e storico-artistiche e conserva ancora l'intitolazione congiunta a Santa Maria e San Folco. Il Sistema Archivistico Nazionale registra l'esistenza della parrocchia e ne colloca le origini nella prima metà dell'XI secolo, mentre una documentazione del 1134 attesta la presenza della chiesa nel territorio.

L'iconografia
L'iconografia locale presenta Folco come vescovo, non come semplice eremita. Il dipinto del 1843 conservato a Saletto lo raffigura con paramenti episcopali e con la scena del trasporto delle reliquie. Un'altra tela, databile alla seconda metà del XVI secolo, identifica la figura di Folco con un santo vescovo recante pastorale e libro. La documentazione storico-artistica segnala inoltre che in epoca successiva vi fu una confusione nell'identificazione degli attributi del santo.
L'immagine episcopale appartiene quindi alla tradizione cultuale consolidata a Saletto, mentre l'effettivo episcopato di Ravenna non è confermato dalla documentazione storica della sede.

Curiosità
- Nel dipinto del 1843 conservato a Saletto, la tradizione della sepoltura miracolosa è rappresentata attraverso un carro trainato da buoi che trasporta l'urna con le reliquie di Folco.
- La chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto conserva ancora oggi l'intitolazione al santo e appartiene all'arcidiocesi di Bologna.

Cronologia
- XI secolo - Tradizionale collocazione della vita di Folco, ritenuto nativo di Bologna e dedito alla vita eremitica nell'area bolognese.
- intorno all'anno Mille - La tradizione locale collega a Santa Maria e San Folco l'antica pieve di Saletto; l'attestazione precisa dell'intitolazione appartiene però a una ricostruzione storica successiva.
- 1072-1100 - La cronotassi ravennate registra Wiberto come arcivescovo di Ravenna, senza menzionare Folco.
- 1100-1110 - Ottone è registrato come arcivescovo di Ravenna; anche per questo periodo Folco non compare nella cronotassi.
- 1110-1117 - Geremia è registrato come arcivescovo di Ravenna.
- 1118-1144 - Gualtiero è registrato come arcivescovo di Ravenna.
- 1134 - Una fonte documentaria attesta la presenza di una chiesa a Saletto.
- 1130 - La tradizione locale colloca in quest'anno la morte di Folco, ma la data non è documentata da una fonte contemporanea.
- 1331 - È attestata a Saletto l'esistenza di un oratorio dedicato a San Folco.
- 24 settembre 1555 - Una visita pastorale descrive a Saletto una chiesa dedicata a San Folco, con la sepoltura attribuita al santo sotto l'altare.
- 1566 - Inizia la costruzione della nuova chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto.
- 17 gennaio 1755 - Il cardinale Vincenzo Malvezzi, arcivescovo di Bologna, autorizza la ricognizione delle reliquie attribuite a San Folco.
- 1773 - Giambattista Melloni pubblica il primo volume degli Atti o memorie degli uomini illustri in santità nati, o morti in Bologna, comprendente la memoria di San Folco e testimonianze del suo culto.
- 1843 - Barbara Salina Bolognini Amorini realizza il dipinto Apparizione della Vergine a San Folco, oggi conservato nella chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto.

Valutazione storico-critica
- La ricostruzione biografica di Folco è molto limitata. Sono scarsamente documentati nascita, famiglia, formazione, attività ecclesiastica e data della morte; la maggior parte delle informazioni biografiche appartiene alla tradizione locale.
- L'origine bolognese e la vita eremitica nell'area di Saletto costituiscono elementi fondamentali della tradizione cultuale, ma non sono sostenuti da una documentazione contemporanea sufficientemente ampia.
- L'attribuzione a Folco dell'arcivescovado di Ravenna presenta una difficoltà cronologica e documentaria decisiva. La cronotassi della sede registra Wiberto, Ottone, Geremia e Gualtiero nel periodo generalmente associato alla vita di Folco e non registra alcun arcivescovo di nome Folco.
- L'ipotesi secondo cui Folco sarebbe stato designato alla sede ravennate senza riuscire a prenderne possesso non trova una conferma indipendente nelle fonti storiche consultate.
- La documentazione più consistente riguarda il culto di Saletto. L'esistenza di una chiesa dedicata a San Folco, la visita pastorale del 1555, la continuità dell'intitolazione e la ricognizione delle reliquie nel 1755 costituiscono testimonianze storiche della venerazione locale.
- Il racconto del carro trainato dai buoi appartiene alla tradizione agiografica e non è dimostrabile come evento storico. Lo stesso vale per i miracoli raccolti da Melloni nel XVIII secolo, che documentano soprattutto la diffusione della devozione.
- Le reliquie conservate a Saletto sono oggetto di una tradizione cultuale antica e di una ricognizione settecentesca, ma la documentazione disponibile non consente di stabilire con criteri moderni l'identità dei resti con certezza assoluta.
- Non risultano una beatificazione o una canonizzazione formale di Folco. Il titolo di santo appartiene alla tradizione cultuale locale, attestata da lunga venerazione e da edifici di culto a lui dedicati.
- La festa del 25 ottobre appartiene alla tradizione locale associata a San Folco di Bologna e non va confusa con San Folco Scotti, vescovo di Piacenza e Pavia, commemorato nel Martirologio Romano il 26 ottobre.

Fonti e bibliografia essenziale
- Atti o memorie degli uomini illustri in santità nati, o morti in Bologna, a cura di Giambattista Melloni, Bologna, Lelio dalla Volpe, 1773. L'opera documenta la tradizione cultuale bolognese e raccoglie testimonianze settecentesche sulla devozione a San Folco.
- Sistema Archivistico Nazionale, scheda della Parrocchia di Santa Maria e San Folco in Saletto, Bentivoglio. La scheda documenta le origini della pieve, la presenza della chiesa nel 1134 e la continuità dell'ente ecclesiastico.
- Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, Parrocchia di Santa Maria e San Folco in Saletto. La scheda archivistica registra la storia istituzionale della parrocchia e le principali trasformazioni dell'edificio.
- Catalogo Generale dei Beni Culturali, Apparizione della Madonna a S. Folco, 1843, chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto. La scheda documenta l'iconografia del santo, la tradizione delle reliquie e il riferimento all'antica tradizione che lo considera arcivescovo di Ravenna.
- Catalogo Generale dei Beni Culturali, San Folco vescovo e un Santo martire, seconda metà del XVI secolo. La scheda documenta la presenza di Folco nell'iconografia della chiesa e le successive incertezze nella sua identificazione.
- Cronotassi dei vescovi di Ravenna, Arcidiocesi di Ravenna-Cervia. La successione dei presuli del periodo medievale non comprende un arcivescovo Folco.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

San Folco è un eremita nativo di Bologna. Di lui abbiano scarsissime notizie storiche, che sono state riportate nel volume “I santi della chiesa Bolognese” di Enzo Lodi.
Sappiamo che fu nominato vescovo di Ravenna, ma non figura nella cronotassi della diocesi di Ravenna, forse perché non ha potuto prendere possesso della sua sede a causa della lotta per le investiture, sviluppatesi nella seconda metà del XI secolo.
San Folco si ritirò a vita solitaria ed eremitica nella zona bolognese.
Ci sono due testimonianze sul suo antico culto.
Nel 1331, in località di Saletto esisteva un oratorio a lui dedicato, ma dal 1134 la presenza di un battistero testimonia l'esistenza di una pieve, dall'anno Mille, già dedicata a Santa Maria e San Folco
Nel 1557, nella frazione Saletto di Bentivoglio gli fu dedicata una chiesa, come è attestato dalle visite pastorali del XVI secolo; parrocchia che oggi è intitolata a santa Maria e San Folco.
Il 17 gennaio 1755, alla presenza del cardinale, Vincenzo Malvezzi, arcivescovo di Bologna in visita pastorale a Saletto, acconsentì alla ricognizione delle sue reliquie di san Folco.
Inoltre, nel volume “atti o memorie degli uomini illustri in santità nati o morti in bologna” raccolti da Giambattista Melloni e stampato nel 1773 c’è un lungo elenco di persone che hanno ottenuto miracoli grazie all’intercessione di San Folco: “basti però il sapere che non v’ha giorno, in cui non si provino da qualcheduno gli effetti della beneficenza del Santo; e tuttodì cresce la divozione de’ popoli, essendogli questa anche in paesi lontani: per cui ne risulta onore e gloria a san Folco, sotto il patrocinio del quale vive sicuro e quieto il popolo di Saletto.”
La sua festa è fissata al 25 ottobre.

Aggiunto/modificato il 6 ottobre 2026