San Felice di Clermont
Vescovo
Festa: 10 ottobre
Nascita-morte: † Arvernis, oggi Clermont-Ferrand, Puy-de-Dôme, Auvergne-Rhône-Alpes, Francia, circa 664
Nascita - morte:
† Arvernis, oggi Clermont-Ferrand, Puy-de-Dôme, Auvergne-Rhône-Alpes, Francia, circa 664
Festa:
10 ottobre
Etimologia:
Dal latino felix, felicis, 'felice, fortunato, favorevole, prospero'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera F
Calendario: I santi del 10 ottobre
Fu vescovo di Clermont nell'Alvernia durante il VII secolo, in una fase di trasformazione delle strutture ecclesiastiche della Gallia merovingia. La sua figura è scarsamente documentata sul piano biografico: la principale testimonianza relativa al suo episcopato proviene dalla Vita di san Preietto, che lo presenta come vescovo di Clermont e riferisce che affidò a Preietto il governo del monastero di Candidin, identificato da parte della tradizione erudita con Chantoin. Dopo la morte di Felice, la sede episcopale fu occupata dall'arcidiacono Giroaldo, il cui episcopato durò soltanto quaranta giorni secondo la Vita di Preietto. La morte di Felice viene quindi collocata poco prima dell'elezione di Preietto, generalmente posta intorno al 664-666. Felice fu sepolto nella basilica suburbana di San Stefano, dove una testimonianza relativa alla prima metà del X secolo ricorda il suo corpo insieme a quello di altri antichi vescovi di Clermont. Il suo culto è attestato almeno dal X secolo e una tradizione liturgica cluniacense ne conserva la memoria il 10 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie sulla vita di Felice sono molto limitate. Non sono documentati con sicurezza la nascita, la famiglia, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o l'attività svolta prima dell'episcopato. Le ricostruzioni moderne che gli attribuiscono una nascita intorno al 615 o una precisa appartenenza familiare all'aristocrazia gallo-romana non poggiano su testimonianze contemporanee sufficientemente solide e non possono essere considerate dati biografici certi.
L'identificazione di Felice con il vescovo di Clermont è invece ben fondata. Le fonti agiografiche relative a san Preietto lo chiamano esplicitamente vescovo della città di Arverni e lo collocano tra il predecessore Genesius e il successivo episcopato di Giroaldo e dello stesso Preietto. L'antico catalogo episcopale di Clermont conserva inoltre Felice tra i vescovi della sede.
L'episcopato
L'inizio dell'episcopato di Felice non può essere fissato con precisione. La tradizione erudita lo considera successore di san Genesius, la cui morte è generalmente collocata nel periodo compreso tra la metà e la seconda metà del VII secolo. Gli Acta Sanctorum osservano che la cronologia dei vescovi di Clermont in questo periodo presenta difficoltà e che i limiti dell'episcopato di Felice non possono essere stabiliti con certezza.
La principale notizia relativa alla sua attività episcopale riguarda Preietto. La Passio Praejecti afferma che, dopo che Preietto aveva ricevuto il diaconato e si era dedicato alla redazione delle passioni dei martiri venerati ad Arverni, Felice occupava la sede episcopale e gli affidò il governo del monastero di Candidin. Il testo descrive l'attività di Preietto nel monastero, senza attribuire a Felice ulteriori iniziative personali.
La funzione affidata a Preietto mostra comunque un rapporto diretto tra il vescovo e uno dei principali esponenti del clero della diocesi. Uno studio recente sulla struttura del clero nella Gallia merovingia osserva che, sotto Felice, Preietto assunse il controllo dell'abbazia di Chantoin, posta nella parte settentrionale di Clermont, incarico che ne accrebbe la posizione all'interno del clero diocesano.
La successione episcopale
La morte di Felice provocò una successione episcopale travagliata. La Passio Praejecti riferisce che una parte considerevole del clero e del popolo desiderava eleggere Preietto come vescovo. L'arcidiacono Giroaldo, tuttavia, si impadronì della sede con l'appoggio dei laici. Il suo episcopato durò, secondo la fonte agiografica, soltanto quaranta giorni, al termine dei quali morì.
Dopo la breve parentesi di Giroaldo, Preietto fu eletto vescovo. La cronologia tradizionale colloca la sua ascesa alla sede di Clermont intorno al 664-666. Poiché la morte di Felice precedette immediatamente questa successione, anche la morte del predecessore viene collocata generalmente nello stesso arco cronologico. Gli Acta Sanctorum propongono per Felice una datazione intorno al 664, precisando tuttavia che non è possibile fissare il giorno o l'anno con assoluta certezza.
La sepoltura
Felice fu sepolto nella basilica suburbana di San Stefano, edificio costruito nel V secolo presso Clermont. La chiesa era stata edificata dalla moglie del vescovo Namacius e costituiva uno dei principali luoghi funerari della comunità cristiana della città. Gregorio di Tours ne ricorda la costruzione nella Historia Francorum.
Una testimonianza relativa alle antiche chiese di Clermont, composta prima della metà del X secolo, ricorda nell'altare di San Stefano i corpi di Namacius, Quintianus, Aprunculus e Felice, insieme ad altri santi non identificati. La presenza di Felice in questo elenco costituisce una delle più antiche attestazioni del suo culto e conferma il legame tra la sua memoria e la basilica funeraria.
La chiesa di San Stefano fu successivamente identificata con quella di Sant'Eutropio, nell'area dell'attuale quartiere Saint-Alyre di Clermont-Ferrand. La memoria della sepoltura di Felice in questo luogo è conservata dalla tradizione storica locale e dalla documentazione erudita antica.
Il culto a Clermont e a Cluny
Il culto di Felice è documentato a Clermont almeno prima della metà del X secolo. Il Libellus de sanctis ecclesiis et monasteriis Claromontii, trasmesso in manoscritti medievali e utilizzato dagli eruditi dell'età moderna, ricorda il suo corpo nella basilica di San Stefano. Questo dato è particolarmente significativo perché precede di molti secoli le procedure moderne di beatificazione e canonizzazione.
Un'altra attestazione proviene dalla tradizione dei martirologi di area cluniacense. Un'aggiunta al martirologio di Usuardo relativa a Cluny ricorda Felice come vescovo e confessore che aveva occupato la sede episcopale di Arverni. La stessa tradizione colloca la sua memoria il 10 ottobre.
Le reliquie furono inoltre associate all'abbazia di Cluny. Gli Acta Sanctorum registrano la presenza di reliquie di Felice presso il monastero, ma precisano che non è possibile stabilire quando esse siano state trasferite da Clermont a Cluny. La tradizione cluniacense costituisce quindi un'attestazione della diffusione del culto, non una prova sufficiente per fissare una data della traslazione.
Il monastero di Candidin
Il monastero affidato da Felice a Preietto è indicato nella Vita come Candidinense coenobium. L'identificazione con Chantoin è stata sostenuta dalla tradizione erudita, ma non è priva di problemi. Le fonti antiche utilizzano denominazioni differenti e gli studiosi hanno discusso se Candidin e Chantoin siano effettivamente lo stesso complesso monastico. La corrispondenza è pertanto tradizionale e non può essere considerata assolutamente certa.
Curiosità
La memoria di Felice è conservata in un manoscritto del X secolo contenente vite di santi e passi di Gregorio di Tours; il codice appartenne all'ambiente di Saint-Alyre e comprende anche la Passio Sancti Praejecti.
Cronologia
- VII secolo - Felice è attivo nella Chiesa di Clermont.
- seconda metà del VII secolo - Succede a Genesius sulla sede episcopale di Clermont, in una data non precisabile con certezza.
- circa 664 - Periodo generalmente attribuito alla morte di Felice e alla successiva successione episcopale.
- dopo la morte di Felice - L'arcidiacono Giroaldo assume la sede di Clermont per circa quaranta giorni.
- circa 664-666 - Preietto diviene vescovo di Clermont dopo la breve parentesi di Giroaldo.
- prima della metà del X secolo - Felice è ricordato tra i corpi dei santi sepolti nella basilica di San Stefano a Clermont.
- X-XI secolo - Il culto di Felice è attestato nella tradizione liturgica e agiografica collegata a Clermont e a Cluny.
- 10 ottobre - Memoria liturgica di Felice nella tradizione cluniacense e nel calendario agiografico successivo.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Felice come vescovo di Clermont nel VII secolo è solida e deriva principalmente dalla Passio Praejecti, integrata dalla tradizione episcopale e dalle attestazioni del suo culto.
- La biografia personale rimane quasi completamente sconosciuta. Non sono documentati con certezza nascita, famiglia, formazione, ordinazione e attività precedenti all'episcopato.
- La data della morte non è attestata da una fonte contemporanea con giorno e anno. La collocazione intorno al 664 deriva dalla ricostruzione della successione episcopale e dal rapporto cronologico con Preietto.
- L'attribuzione a Felice di una nascita intorno al 615 e di una precisa parentela con l'aristocrazia gallo-romana non raggiunge un livello documentario sufficiente per essere considerata un dato biografico sicuro.
- L'attività certamente attribuibile a Felice riguarda il governo della diocesi e l'affidamento a Preietto del monastero di Candidin. Le fonti non conservano altre azioni episcopali sicuramente riconducibili a lui.
- La sepoltura nella basilica di San Stefano è sostenuta dalla tradizione episcopale e dal Libellus delle chiese di Clermont, che prima della metà del X secolo ricorda esplicitamente il corpo di Felice in quel luogo.
- Il culto è certamente antico: è attestato a Clermont anteriormente alla metà del X secolo e successivamente nella tradizione cluniacense. La presenza di reliquie a Cluny è attestata, mentre la data della loro eventuale traslazione da Clermont non è stabilibile.
- Il titolo di santo deriva da un culto antico, anteriore alla disciplina moderna delle cause di canonizzazione. Non risulta una procedura formale di beatificazione o canonizzazione relativa a Felice.
- Il 10 ottobre appartiene alla tradizione liturgica collegata al culto di Felice, mentre non emerge dalle fonti consultate una documentazione sufficiente per attribuirgli un patronato particolare.
- L'identificazione del monastero Candidin con Chantoin rimane una questione discussa nella tradizione erudita e non costituisce un dato geografico assolutamente certo.
Fonti e bibliografia essenziale
- Passio Sancti Praejecti episcopi Arverni, nella raccolta delle Acta Sanctorum Ordinis S. Benedicti, secolo II, pp. 647-648. È la principale fonte narrativa per l'episcopato di Felice, la sua relazione con Preietto e la successione dopo la sua morte.
- Acta Sanctorum, 10 ottobre, Auctarium seu notae ad Acta Sanctorum tomi V Octobris, nota 1, De S. Felice, episcopo et confessore Claromontii in Alvernia. Comprende il commento storico-critico sulla cronologia, il culto, la sepoltura e le reliquie di Felice.
- Gregorio di Tours, Historia Francorum, II, 17. Testimonianza antica sulla basilica suburbana di San Stefano presso Clermont, poi collegata alla sepoltura di Felice.
- Charles Pietri, L'espace chrétien dans la cité. Studio sulla topografia cristiana di Clermont e sulle sepolture episcopali nella basilica suburbana di San Stefano.
- The clergy between town and country in late Merovingian hagiography, Journal of Medieval History, 2023. Studio sul clero merovingio e sul ruolo di Preietto durante l'episcopato di Felice.
- Libellus de sanctis ecclesiis et monasteriis Claromontii, tradizione manoscritta relativa alle antiche chiese di Clermont, con la memoria della sepoltura di Felice nella basilica di San Stefano.
- Bibliothèque nationale de France, Ms 147, Vies de saints et extraits de Grégoire de Tours, X secolo, contenente la Vita vel passio sancti ac beatissimi Praejecti.
- Charlton T. Lewis e Charles Short, A Latin Dictionary, voce fēlix.
