San Ruricio II
Vescovo di Limoges
Festa: 17 ottobre
Nascita-morte: † Limoges, Haute-Vienne, Nuova Aquitania, Francia, circa 549-553
Nascita - morte:
† Limoges, Haute-Vienne, Nuova Aquitania, Francia, circa 549-553
Festa:
17 ottobre
Categoria: I santi che iniziano con la lettera R
Calendario: I santi del 17 ottobre
Fu vescovo di Limoges nella prima metà del VI secolo, in una fase di profonda trasformazione della Gallia, segnata dal passaggio dal dominio visigoto a quello dei Franchi. La sua esistenza è meglio documentata rispetto a quella di numerosi vescovi contemporanei grazie alla presenza del suo nome negli atti dei concili e alla testimonianza dell'epitaffio composto da Venanzio Fortunato per lui e per Ruricio I, suo nonno. Ruricio II è attestato come vescovo al concilio di Clermont del 535 e ai concili di Orléans del 541 e del 549, nell'ultimo dei quali fu rappresentato dal suo arcidiacono Bantaredo. Alla sua attività sono tradizionalmente collegate la fondazione o costruzione di edifici di culto a Limoges e soprattutto la basilica eretta presso la tomba dell'eremita Juniano, nell'area dell'attuale Saint-Junien. La tradizione agiografica gli attribuisce inoltre una particolare devozione verso Juniano, dal quale sarebbe stato guarito da una grave malattia. Il culto di Ruricio II è attestato da fonti medievali e la sua memoria liturgica è celebrata il 17 ottobre. La data della morte non è certa, ma viene generalmente collocata poco dopo il 549, con una proposta intorno al 553.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie sulla nascita e sulla giovinezza di Ruricio II sono scarse. Le fonti antiche lo collegano direttamente a Ruricio I, anch'egli vescovo di Limoges. L'epitaffio composto da Venanzio Fortunato per i due presuli li presenta come nonno e nipote, accomunati dal nome, dalla dignità episcopale e dall'appartenenza a un'antica aristocrazia galloromana. La parentela tra i due è confermata anche dagli studi prosopografici moderni, che identificano Ruricio II come nipote di Ruricio I.
Ruricio II è indicato in alcune fonti agiografiche anche con il nome di Proculus. La Vita di san Juniano lo presenta come un uomo di nobile origine chiamato Ruricius o Proculus e racconta la sua successiva elezione alla sede episcopale di Limoges. La fonte è però tarda rispetto agli avvenimenti e alcuni elementi del racconto appartengono alla costruzione agiografica della memoria di Juniano e del suo santuario.
L'episcopato
La prima attestazione sicura dell'attività episcopale di Ruricio II risale al concilio di Clermont del 535, indicato nelle fonti anche come concilio di Arvernis. La sua presenza mostra che egli esercitava già allora la responsabilità della diocesi di Limoges. La successione episcopale precisa tra Ruricio I e Ruricio II presenta tuttavia alcuni problemi nella tradizione più antica, soprattutto perché la morte di Ruricio I viene generalmente collocata poco dopo il 506 e l'episcopato del nipote è documentato soltanto dal 535. Le fonti moderne concordano comunque nel riconoscere Ruricio II come vescovo di Limoges nella metà del VI secolo.
Nel 541 Ruricio II partecipò al quarto concilio di Orléans e sottoscrisse personalmente gli atti. Otto anni più tardi, nel quinto concilio di Orléans del 549, non fu presente personalmente: la sua diocesi fu rappresentata dall'arcidiacono Bantaredo, inviato a sottoscrivere gli atti in suo nome. Questa attestazione è particolarmente importante perché costituisce l'ultimo dato cronologico sicuro relativo al suo episcopato.
Il rapporto con Juniano
Una parte importante della memoria agiografica di Ruricio II è legata a Juniano, eremita venerato nel territorio di Limoges. Secondo la Vita di Juniano, Ruricio, allora ancora giovane, sarebbe stato colpito da una grave malattia e avrebbe ottenuto la guarigione grazie alle preghiere dell'eremita. Il racconto presenta l'episodio come una manifestazione della santità di Juniano e come premessa del rapporto che avrebbe unito i due uomini. L'episodio non può essere trattato come un fatto biografico indipendentemente attestato, poiché appartiene alla tradizione agiografica relativa a Juniano.
Divenuto vescovo, Ruricio II avrebbe conservato memoria del beneficio ricevuto. Quando Juniano morì, tradizionalmente nel 535, il vescovo avrebbe voluto trasferirne il corpo a Limoges. Secondo la Vita, il trasferimento non ebbe luogo e Ruricio fece costruire presso il luogo della sepoltura una basilica destinata ad accogliere le reliquie dell'eremita. La basilica era dedicata a sant'Andrea secondo la tradizione riportata dagli Acta Sanctorum.
La costruzione del santuario rappresentò un momento decisivo per lo sviluppo del culto di Juniano e per la formazione del centro che avrebbe assunto il nome di Saint-Junien. Il rapporto tra Ruricio II e il santuario è ricordato anche dalla tradizione della sua stessa sepoltura accanto a Juniano.
Le fondazioni ecclesiastiche
Venanzio Fortunato, nell'epitaffio dedicato ai due Ruricii, ricorda che entrambi fondarono templi dedicati a santi patroni. Il testo distingue il nonno e il nipote e associa i loro nomi rispettivamente ai culti di sant'Agostino e di san Pietro. L'identificazione precisa degli edifici cui allude il componimento è stata discussa dagli studiosi, ma la testimonianza costituisce una fonte antica e diretta sulla memoria delle attività edilizie dei due vescovi.
A Ruricio II viene inoltre collegata la costruzione della basilica destinata alle reliquie di Juniano. Le fonti successive gli attribuiscono anche la chiesa di Saint-Pierre-du-Queyroix a Limoges, ma la cronologia e l'attribuzione dell'edificio devono essere distinte dalle informazioni direttamente ricavabili dall'epitaffio di Fortunato.
Gli ultimi anni
L'ultima attestazione certa di Ruricio II risale al concilio di Orléans del 549, nel quale la diocesi di Limoges fu rappresentata dal suo arcidiacono. Le fonti non conservano una notizia contemporanea relativa alla morte. Una tradizione storiografica antica propose il 553 circa, data successivamente ripresa dagli studi agiografici. Gli Acta Sanctorum considerano probabile una morte poco dopo il 549 e ritengono prudente collocarla intorno al 553, senza presentare l'anno come certo.
Ruricio II fu sepolto presso il santuario di Saint-Junien, accanto ad Amandus e Juniano secondo la tradizione locale. La sua sepoltura è documentata nella tradizione medievale e la memoria del vescovo si sviluppò nel medesimo ambiente cultuale legato a Juniano.
Culto e reliquie
Il culto di Ruricio II è attestato esplicitamente dalla tradizione medievale della diocesi di Limoges. Bernardo Gui, autore tra XIII e XIV secolo, lo ricorda tra i santi della diocesi e indica la sua sepoltura nella chiesa di Saint-Junien. Gli Acta Sanctorum, sulla base delle fonti precedenti, riferiscono inoltre che nel 1102 il corpo del vescovo fu elevato e collocato in una cassa ornata di lamine d'argento presso l'altare. La notizia documenta l'esistenza di una venerazione consolidata in epoca medievale, ma non consente di stabilire con precisione quando essa abbia avuto origine.
La tradizione relativa alle reliquie di Ruricio II è strettamente legata a quella di Juniano e Amandus. Nel 1102 le loro reliquie furono oggetto di una nuova traslazione nell'ambito della riorganizzazione cultuale del santuario di Saint-Junien.
Il ruolo dei concili
Le presenze di Ruricio II ai concili di Clermont del 535 e di Orléans del 541, insieme alla rappresentanza della diocesi nel concilio di Orléans del 549, costituiscono la parte più solida della sua biografia. Esse permettono di collocare con certezza il suo episcopato almeno tra il 535 e il 549. L'assenza di documenti posteriori non permette invece di fissare con sicurezza la data della morte.
Cronologia
- 535 - Ruricio II è attestato come vescovo di Limoges al concilio di Clermont.
- 541 - Partecipa al quarto concilio di Orléans e sottoscrive gli atti.
- 549 - Al quinto concilio di Orléans la diocesi di Limoges è rappresentata dall'arcidiacono Bantaredo, inviato da Ruricio II.
- Dopo il 549 - Ruricio II muore probabilmente poco dopo l'ultima attestazione conciliare.
- Circa 553 - Data proposta dalla tradizione storiografica per la morte, non certa.
- 1102 - Secondo la tradizione riportata dagli Acta Sanctorum, il corpo di Ruricio II viene elevato presso Saint-Junien.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Ruricio II come secondo vescovo di Limoges di questo nome e nipote di Ruricio I è solidamente attestata dall'epitaffio di Venanzio Fortunato e dalla moderna prosopografia.
- L'episcopato è documentato con certezza almeno dal 535 al 549 grazie agli atti dei concili di Clermont e Orléans.
- La data della morte non è certa. Il 553 circa è una ricostruzione prudenziale, non una data documentata da un atto contemporaneo.
- L'uso del nome Proculus è attestato dalla Vita di Juniano, fonte agiografica tarda rispetto al personaggio. La forma non presenta quindi lo stesso grado di certezza delle attestazioni episcopali di Ruricius.
- Il racconto della guarigione ottenuta per intercessione di Juniano appartiene alla tradizione agiografica e non è confermato da una testimonianza contemporanea indipendente.
- La costruzione della basilica presso la tomba di Juniano è fortemente radicata nella tradizione relativa al santuario e viene attribuita a Ruricio II dalle fonti agiografiche medievali.
- La memoria cultuale di Ruricio II è attestata in epoca medievale, in particolare attraverso Bernardo Gui e la tradizione della sua sepoltura a Saint-Junien. La traslazione o elevazione del corpo nel 1102 appartiene alla documentazione cultuale medievale.
- Non è documentata una beatificazione o canonizzazione formale. La sua qualifica di santo deriva dalla tradizione cultuale locale e dalla venerazione ecclesiale antica.
Fonti e bibliografia essenziale
- Venanzio Fortunato, Carmina, IV, 5, epitaffio dei vescovi Ruricio I e Ruricio II.
- Acta Sanctorum, ottobre, tomo VIII, 17 ottobre, Vita B. Roricii II, episcopi Lemovicensis e commento storico sul culto e sulla morte.
- Vita Iuniani, tradizione agiografica relativa al rapporto tra Ruricio II e Juniano e alla costruzione della basilica presso la sepoltura dell'eremita.
- C. Settipani, 'Ruricius Ier évêque de Limoges et ses relations familiales', Francia, 18, 1991, pp. 195-222.
- M. Neri, 'Ruricii gemini flores: l'epitaffio di Ruricio I e Ruricio II (Ven. Fort. carm. 4, 5)', Vetera Christianorum, 49, 2012, pp. 273-295.
- Ralph W. Mathisen, Ruricius of Limoges and Friends: A Collection of Letters from Visigothic Gaul, Liverpool University Press, 2011.
- C. De Clercq, Concilia Galliae, A. 511 - A. 695, Turnhout, Brepols, 1963, per le attestazioni conciliari del 535, 541 e 549.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Ruricio II o Proculo (?) è stato un vescovo di Limoges. Nella lista dei vescovi della diocesi figura al quarto posto dopo san Ruricio I e prima del Beato Esocio o Essocio.
Il suo nome compare nel più antico catalogo episcopale della diocesi, conservato in un manoscritto del monaco Adémar de Chabannes, monaco dell'abbazia di San Marziale. Il manoscritto che fu redatto nella prima metà dell’anno mille, venne poi integrato ed ampliato da un altro monaco di San Marziale, Bernard Itier, nel XIII secolo e successivamente da Bernardo Gui nelle sue “Gesta Lemovicensium episcoporum”. Tutti i nomi inseriti in questi elenchi sono di dubbia storicità fino al V secolo, quando inizieranno ed essere documentati i vescovi limosini.
Non sono certe le date del suo governo pastorale, ma si ritiene che abbia governato la diocesi prima del 535 e dopo il 549.
Sappiamo che San Ruricio II era nipote del suo omonimo e predecessore.
Su di lui esiste la leggenda che racconta che era un giovane di facili costumi che viveva tra l’opulenza e i fasti. Giovane orgoglioso si narra che “Dio” lo affidò all’eremita San Giuniano, che oltre a guarirlo da una malattia che alcuni medici non riuscendo a guarirlo ne avevano aggravato le sue condizioni fisiche, gli fece capire il vero valore dell’umiltà.
Sappiamo che l’episcopato di Ruricio II, iniziò prima del 535, anno del concilio di Clermont a cui partecipò. Inoltre egli partecipò al IV concilio di Orléans nel 541, e si fece rappresentare a quello successivo del 549.
Si presume che poco dopo quest’ultimo concilio egli morì.
San Ruricio II venne sepolto nella chiesa di San Giuniano, che egli fece costruire sulla tomba del santo in riconoscenza alla sua guarigione.
Su di lui è rimasto un epitaffio, in comune con il suo predecessore, composto da Venanzio Fortunato.
Non esiste alcuna prova che su San Ruricio II vi fosse un’antica devozione. Attualmente la sua festa si celebra nel giorno 17 ottobre.
