Nascita - morte:
† Sicilia, seconda metà dell'VIII sec.
Festa:
15 ottobre
Etimologia:
Dal latino Sabinus, 'sabino', cioè appartenente al popolo dei Sabini o originario della Sabina.
Emblema:
Anziano in abiti episcopali, con un libro nella mano sinistra.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera S
Calendario: I santi del 15 ottobre
Fu vescovo di Catania nell'VIII secolo ed è ricordato nella tradizione cristiana della Sicilia come predecessore di san Leone di Catania. La sua figura appartiene a una fase della storia siciliana segnata dalla dominazione bizantina e dalle controversie religiose dell'età iconoclasta, ma le notizie storicamente sicure sulla sua vita sono estremamente limitate. La testimonianza più antica che lo riguarda è contenuta nella Vita greca di san Leone di Catania, dove Sabino è ricordato come il vescovo di Catania morto prima dell'elezione di Leone alla stessa sede. Le fonti agiografiche posteriori gli attribuiscono una vita ascetica e il ritiro in una solitudine dell'Etna, accompagnato da discepoli, oltre a miracoli e capacità profetiche. Questi elementi appartengono però a una tradizione agiografica sviluppatasi successivamente e non possono essere posti sullo stesso piano della scarna testimonianza relativa alla successione episcopale. La memoria liturgica di Sabino è fissata al 15 ottobre e il suo culto è attestato nella tradizione latina e greca.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La collocazione cronologica di Sabino dipende in larga misura dalla cronologia, a sua volta discussa, di san Leone di Catania. Studi moderni sull'agiografia greca siciliana sottolineano la problematicità della Vita di Leone e la difficoltà di utilizzare la sua narrazione come una biografia storica nel senso moderno. Sabino rimane tuttavia uno degli elementi storici più solidi contenuti nella tradizione relativa a Leone, poiché è indicato esplicitamente come suo predecessore nella sede catanese.
La tradizione ascetica
Le fonti agiografiche greche posteriori sviluppano notevolmente la figura di Sabino. Secondo il Menologio greco, dopo essere stato ordinato vescovo egli avrebbe abbandonato gli impegni legati alla vita pubblica e si sarebbe ritirato in una regione solitaria, dedicandosi al digiuno, alle veglie e all'esercizio ascetico. Alcuni discepoli lo avrebbero seguito, abbracciando a loro volta la vita monastica.
Alla sua attività ascetica vengono attribuiti numerosi prodigi: guarigioni, liberazioni da spiriti maligni e la capacità di conoscere eventi futuri. Il racconto afferma inoltre che alcuni di coloro che lo raggiungevano, attratti dal suo insegnamento, avrebbero abbandonato famiglia e beni per vivere secondo la disciplina monastica. Questi particolari appartengono alla tradizione agiografica e non sono confermati dalla testimonianza più antica relativa a Sabino.
Il ritiro presso l'Etna
La tradizione occidentale ha successivamente collegato il ritiro di Sabino a una zona alle pendici dell'Etna, nell'area dell'attuale Zafferana Etnea. L'identificazione del luogo con un antico monastero dedicato a san Giacomo non è però dimostrata.
Il monastero di San Giacomo nell'area di Zafferana è documentato con certezza soltanto in epoca molto più tarda, mentre l'ipotesi secondo cui esso sarebbe sorto sul luogo del ritiro di Sabino non dispone di una continuità documentaria che permetta di stabilire il collegamento. La tradizione locale ha comunque conservato l'associazione tra il vescovo catanese e il territorio etneo.
La morte e la cronologia
La data del 15 ottobre è costantemente associata alla memoria liturgica di Sabino, mentre l'anno della morte presenta notevoli problemi. Una tradizione lo colloca nel 760, mentre altre fonti antiche e moderne hanno proposto date differenti. Gli Acta Sanctorum, dopo aver esaminato le diverse cronologie, collocano la morte nella seconda metà dell'VIII secolo senza ritenere sufficientemente fondata una data precisa.
La data 760, spesso ripetuta nei repertori agiografici, deriva dalla cronologia proposta da Ottavio Gaetani e dal Martyrologium Siculum, ma gli stessi Acta Sanctorum mostrano che la questione non può essere considerata definitivamente risolta. Anche la data 778, proposta da altre fonti siciliane, è stata sottoposta a critica in relazione alla cronologia di san Leone.
Culto
La memoria liturgica di Sabino ricorre il 15 ottobre. Il suo culto è attestato sia nella tradizione latina sia in quella greca. Gli Acta Sanctorum documentano la presenza del santo nei calendari e nei testi liturgici e ricordano inoltre che nel XVII secolo il culto di Sabino era celebrato nella diocesi di Catania con una specifica memoria liturgica.
Il Menologio greco lo presenta come vescovo e asceta e collega la sua memoria a una fama di santità e di miracoli. La tradizione greca afferma inoltre che le sue reliquie avrebbero continuato a produrre guarigioni, ma non identifica in modo sufficientemente sicuro un luogo attuale di conservazione.
Iconografia
L'iconografia tradizionale di Sabino lo rappresenta come un anziano vescovo, con gli abiti propri della dignità episcopale e un libro nella mano sinistra. Questa immagine è esplicitamente attestata nella tradizione dei Menologi greci e negli Acta Sanctorum. Non risultano invece attributi iconografici specifici ulteriori sufficientemente documentati.
Curiosità
- Il nome di Sabino ricorre nel calendario cristiano per numerosi santi omonimi. Il Sabino di Catania si distingue soprattutto per la sede episcopale e per la festa del 15 ottobre.
- La più antica testimonianza considerata decisiva per la sua esistenza storica non è una Vita autonoma di Sabino, ma la Vita di san Leone di Catania, nella quale Sabino compare come predecessore episcopale.
- La tradizione che collega Sabino all'area dell'attuale Zafferana Etnea è molto più precisa delle testimonianze storiche antiche, ma il collegamento con l'antico monastero di San Giacomo non è documentato.
Cronologia
- prima metà dell'VIII secolo - Periodo generalmente attribuito alla vita di Sabino.
- VIII secolo - Sabino ricopre la sede episcopale di Catania.
- seconda metà dell'VIII secolo - Morte di Sabino, secondo la ricostruzione cronologica degli Acta Sanctorum.
- 1627 - Il vescovo di Catania Innocenzo Massimo dispone la celebrazione liturgica di san Sabino nella diocesi catanese.
- 1628 - L'ordinario liturgico catanese prescrive per il 15 ottobre la celebrazione della festa di san Sabino vescovo e confessore.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di Sabino come vescovo di Catania nell'VIII secolo è sostenuta dalla Vita di san Leone di Catania, che lo presenta come predecessore di Leone.
- La Vita di Leone appartiene a una tradizione agiografica complessa e problematica; la sua utilizzazione come fonte biografica richiede particolare cautela, ma la menzione di Sabino come predecessore episcopale costituisce il dato storico fondamentale sulla sua persona.
- Non sono documentati con certezza la nascita, i genitori, la formazione, la durata dell'episcopato, il luogo preciso della morte e le circostanze personali della sua vita.
- Il ritiro ascetico, la presenza di discepoli, le guarigioni, gli esorcismi e le capacità profetiche appartengono alla tradizione agiografica greca e non sono attestati dalla più antica testimonianza relativa a Sabino.
- L'anno 760, frequentemente attribuito alla morte, deriva da una tradizione cronologica antica ma non è sufficientemente sicuro. Gli Acta Sanctorum collocano la morte genericamente nella seconda metà dell'VIII secolo e discutono criticamente le diverse date proposte.
- L'identificazione del luogo del ritiro con l'area di Zafferana Etnea appartiene a una tradizione locale e agiografica. Il successivo monastero di San Giacomo è documentato soltanto molti secoli dopo e non può essere collegato con certezza al ritiro di Sabino.
- Il culto di Sabino è storicamente attestato e comprende tradizioni liturgiche latine e greche. La memoria del 15 ottobre è consolidata, mentre non risulta documentata una procedura moderna di beatificazione o canonizzazione distinta.
- L'iconografia tradizionale lo presenta come vescovo anziano con un libro nella mano sinistra. Tale rappresentazione è attestata nei Menologi greci descritti dagli Acta Sanctorum.
Fonti e bibliografia essenziale
- Vita di san Leone di Catania, BHG 981b, cap. 5, fonte agiografica greca nella quale Sabino è ricordato come predecessore di Leone.
- Acta Sanctorum, Octobris, t. VII, 15 ottobre, 'De S. Sabino Episcopo et Confessore Catanæ in Sicilia', con esame delle tradizioni latine e greche, della cronologia e del culto.
- Augusta Acconcia Longo, 'La Vita di s. Leone vescovo di Catania e gli incantesimi del mago Eliodoro', Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s. 26, 1989, pp. 3-98.
- Alexandros G. Alexakis, The Greek Life of St. Leo Bishop of Catania (BHG 981b), Subsidia Hagiographica 91, Bruxelles, Société des Bollandistes, 2011.
- Ottavio Gaetani, De Sanctis Siculis, tomo II, opera seicentesca che conserva una delle principali tradizioni cronologiche relative a Sabino e alla sua memoria cultuale.
- Rochus Pirrus, Sicilia Sacra, fonte storica ed ecclesiastica utilizzata nella tradizione erudita siciliana per la successione dei vescovi di Catania.
