Beata Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino (Agostina Gabriella Bourla)
Vergine orsolina, martire
Festa: 17 ottobre
Nascita-morte: Condé-sur-l'Escaut, Francia, 6 ottobre 1746 - Valenciennes, Francia, 17 ottobre 1794
Nascita - morte:
Condé-sur-l'Escaut, Francia, 6 ottobre 1746 - Valenciennes, Francia, 17 ottobre 1794
Festa:
17 ottobre
Etimologia:
Dal greco Hyákinthos, nome legato al giacinto; Augustine dal latino Augustinus, da augustus, 'venerabile, maestoso'; Gabrielle deriva dall'ebraico Gavri'el, 'Dio è la mia forza'. Orsola deriva dal latino Ursula, diminutivo di ursa, 'orsa'; Giuseppe deriva
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 17 ottobre
Martirologio Romano
Fu una monaca professa delle Orsoline di Valenciennes, nata a Condé-sur-l'Escaut nel 1746 e ghigliottinata nella stessa città di Valenciennes il 17 ottobre 1794 durante la Rivoluzione francese. Entrata nella comunità orsolina, emise la professione religiosa il 28 aprile 1779 assumendo il nome di Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino. La sua vicenda si inserisce nella storia della comunità orsolina di Valenciennes, impegnata nell'educazione cristiana delle ragazze e sottoposta alle misure rivoluzionarie contro le comunità religiose. Dopo la soppressione della vita conventuale, le religiose si trasferirono a Mons e successivamente tornarono a Valenciennes durante l'occupazione austriaca. Nel 1794, dopo la riconquista francese della città, Bourla fu arrestata insieme ad altre religiose, accusata di emigrazione e di avere ripreso attività religiose vietate. Condannata a morte da una commissione militare, fu ghigliottinata il 17 ottobre. Il suo martirio fu riconosciuto dalla Chiesa nel 1919 e la beatificazione fu celebrata da Benedetto XV il 13 giugno 1920. Il Martirologio Romano la ricorda tra le cinque orsoline martiri di Valenciennes del 17 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Giacinta Agostina Gabriella Bourla nacque a Condé-sur-l'Escaut il 6 ottobre 1746. Le fonti agiografiche e istituzionali concordano nell'identificarla con la religiosa che assunse il nome di Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino nel monastero delle Orsoline di Valenciennes. Le fonti moderne riportano il nome secolare francese come Hyacinthe-Augustine-Gabrielle Bourla, mentre il Martirologio Romano nella versione italiana utilizza la forma Giacinta Agostina Gabriella Bourla.
La documentazione biografica individuale conservata su di lei è relativamente limitata. È invece ben documentata la vita della comunità alla quale apparteneva. Le Orsoline di Valenciennes avevano una consolidata attività educativa: gestivano un pensionato e scuole esterne, offrendo anche gratuitamente l'istruzione cristiana ed elementare a numerose ragazze della città. Nel 1790 la comunità comprendeva 32 religiose, comprese otto converse e due novizie.
Bourla emise la professione religiosa il 28 aprile 1779. La documentazione relativa alla comunità permette di collocarla quindi tra le religiose professe impegnate nella vita conventuale ed educativa delle Orsoline di Valenciennes.
La Rivoluzione francese
La situazione della comunità cambiò radicalmente a partire dal 1790. La legislazione rivoluzionaria mise progressivamente in discussione l'esistenza delle comunità religiose, i voti solenni e l'uso dell'abito religioso. Le Orsoline di Valenciennes dichiararono tuttavia di voler continuare la vita comune e rimanere fedeli ai propri impegni religiosi. La comunità mantenne inoltre il proprio legame con il clero refrattario e si oppose all'introduzione di un sacerdote costituzionale nel convento.
Con il decreto del 1 ottobre 1792 la vita comunitaria dei religiosi fu definitivamente soppressa. Le Orsoline lasciarono allora Valenciennes e si rifugiarono a Mons, nei Paesi Bassi austriaci, dove furono accolte dalle consorelle. La partenza avvenne con passaporti rilasciati dalle autorità municipali, circostanza che avrebbe avuto particolare rilievo al momento del processo.
Dopo la riconquista della regione da parte degli Austriaci, le religiose tornarono a Valenciennes nel 1793 e ripresero la vita comunitaria nel loro convento. Il ritorno fu motivato, secondo le testimonianze processuali, dall'obbedienza alle autorità ecclesiastiche e dalla richiesta degli abitanti della città. La comunità riprese anche l'attività educativa.
Arresto e processo
Nel 1794 la situazione mutò nuovamente dopo la vittoria francese di Fleurus e la riconquista di Valenciennes. Le truppe francesi entrarono in città il 1 settembre e furono avviati numerosi arresti. Le Orsoline furono costrette a lasciare il convento e molte di loro vennero arrestate e incarcerate.
Le undici religiose destinate al martirio furono accusate di emigrazione. L'accusa riguardava il soggiorno a Mons e il successivo ritorno in territorio francese. Alla contestazione si aggiungeva il fatto che, dopo il rientro a Valenciennes, avevano ripreso attività religiose che erano state vietate dalle autorità rivoluzionarie. Gli atti del procedimento indicano esplicitamente questi elementi come fondamento della condanna.
La responsabilità penale attribuita alle religiose deve essere distinta dal successivo giudizio ecclesiastico sul martirio. Durante il processo diocesano, quattro storici della Rivoluzione francese giudicarono non fondata l'accusa di emigrazione rivolta alle Orsoline, considerando le circostanze del loro soggiorno a Mons e il possesso dei passaporti municipali.
Bourla comparve davanti alla commissione militare insieme alle altre quattro religiose destinate all'esecuzione del 17 ottobre. L'interrogatorio riguardò principalmente la partenza da Valenciennes, il soggiorno a Mons, il ritorno in città e la ripresa della vita religiosa. La sentenza le condannò a morte per emigrazione e per avere ripreso, sotto la protezione del territorio allora occupato dal nemico, attività che erano state vietate.
Il martirio
Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino fu ghigliottinata a Valenciennes il 17 ottobre 1794. Aveva 48 anni. Nello stesso giorno furono giustiziate altre quattro religiose orsoline. Il Martirologio Romano ricorda il gruppo come vergini dell'Ordine delle Orsoline condannate a morte durante la Rivoluzione francese e salite al patibolo recitando il Miserere.
Le testimonianze raccolte nel processo canonico riferiscono che le cinque religiose trascorsero l'ultima notte in preghiera, recitando tra l'altro il Miserere e il De profundis. Prima dell'esecuzione si prepararono insieme alla morte e, secondo le deposizioni testimoniali, affrontarono il patibolo cantando le litanie della Vergine e altri testi liturgici. Ai piedi del patibolo fu intonato anche il Te Deum. Questi elementi appartengono alla documentazione testimoniale conservata nella causa e non a una ricostruzione puramente leggendaria.
Il Martirologio Romano interpreta la loro morte come martirio subito 'in odio alla fede cattolica'. La formula corrisponde al riconoscimento ecclesiastico del martirio e non coincide con la motivazione giuridica formulata dalla commissione rivoluzionaria, che fu incentrata sull'emigrazione e sulla ripresa di attività vietate.
Il riconoscimento ecclesiastico del martirio
La causa delle martiri orsoline di Valenciennes fu avviata nella diocesi di Cambrai alla fine del XIX secolo. Il 14 maggio 1907 la Congregazione dei Riti deliberò l'introduzione della causa a Roma. Nel 1919 il martirio fu riconosciuto ufficialmente e la documentazione pontificia del 1920 presenta Maria Clotilde Angela di San Francesco Borgia e le dieci compagne come martiri dell'Ordine delle Orsoline di Valenciennes. Il decreto pontificio dispensò inoltre dalla prova dei miracoli richiesta nelle cause ordinarie di beatificazione dei confessori, in considerazione della natura della causa di martirio.
Il 13 giugno 1920 Benedetto XV celebrò nella basilica di San Pietro la beatificazione delle undici martiri orsoline di Valenciennes. La stessa beatificazione riguardò anche quattro Figlie della Carità martirizzate durante la Rivoluzione francese.
Le reliquie
Dopo l'esecuzione, i corpi delle martiri furono sepolti in una fossa comune nel cimitero Saint-Roch di Valenciennes. Nel corso di lavori di ampliamento del cimitero furono rinvenuti, nel primo quarto del XX secolo, cinque scheletri femminili ritenuti appartenenti alle martiri orsoline. Le ricerche medico-legali successive hanno esaminato la documentazione e gli esami degli anni 1924-1925, ma l'identificazione individuale di ciascun resto non consente di attribuire con certezza i singoli resti a Maria Orsola Bourla.
I resti conservati nel reliquiario delle martiri orsoline sono stati trasferiti nel 2021 nella chiesa di Saint-Géry a Valenciennes. Si tratta di una venerazione riferita al gruppo delle martiri e non di una reliquia individualmente identificata di Bourla.
Cronologia
- 6 ottobre 1746 - Nascita di Giacinta Agostina Gabriella Bourla a Condé-sur-l'Escaut.
- 28 aprile 1779 - Professione religiosa nel monastero delle Orsoline di Valenciennes con il nome di Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino.
- settembre 1792 - Le Orsoline di Valenciennes lasciano il convento e si rifugiano a Mons.
- 1793 - Le religiose rientrano a Valenciennes e riprendono la vita comunitaria.
- 1 settembre 1794 - Le truppe francesi rientrano a Valenciennes; le Orsoline vengono arrestate.
- 16 ottobre 1794 - Prima comparizione davanti alla commissione militare delle religiose destinate all'esecuzione del giorno seguente.
- 17 ottobre 1794 - Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino viene ghigliottinata a Valenciennes.
- 14 maggio 1907 - La Congregazione dei Riti autorizza l'introduzione a Roma della causa delle martiri orsoline di Valenciennes.
- 6 luglio 1919 - È riconosciuto il loro martirio.
- 13 giugno 1920 - Benedetto XV beatifica le undici martiri orsoline di Valenciennes.
- 2021 - I resti attribuiti al gruppo delle martiri orsoline vengono trasferiti nella chiesa Saint-Géry di Valenciennes.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino con Giacinta Agostina Gabriella Bourla è solida. Le fonti ecclesiastiche e orsoline concordano sulla nascita a Condé-sur-l'Escaut il 6 ottobre 1746, sulla professione religiosa nel 1779 e sulla morte a Valenciennes il 17 ottobre 1794.
- La forma francese del nome secolare è Hyacinthe-Augustine-Gabrielle Bourla. La forma italiana del Martirologio Romano è Giacinta Agostina Gabriella Bourla. La differenza è linguistica e non indica persone diverse.
- La documentazione individuale sulla vita di Bourla prima della Rivoluzione è scarsa. Sono invece ben documentate la sua appartenenza alla comunità delle Orsoline di Valenciennes, la professione religiosa e le circostanze del martirio.
- La condanna rivoluzionaria fu formulata principalmente in termini di emigrazione e di ripresa di attività religiose vietate. Il successivo processo canonico considerò non fondata l'accusa di emigrazione sotto il profilo storico-giuridico e riconobbe il carattere di martirio in odio alla fede.
- Le testimonianze sulle preghiere e sui canti delle religiose durante la preparazione all'esecuzione e sul patibolo appartengono alla documentazione testimoniale della causa. Non tutti i particolari della tradizione narrativa successiva hanno tuttavia lo stesso grado di prossimità agli eventi.
- La causa delle undici martiri è documentata nella fase diocesana e romana; il decreto del 1919 riconobbe il martirio e il 13 giugno 1920 Benedetto XV procedette alla beatificazione. Non esiste una canonizzazione successiva di Maria Orsola Bourla.
- L'attribuzione individuale delle reliquie rimane incerta. Sono stati rinvenuti resti attribuiti alle martiri orsoline, ma non è documentata una identificazione individuale sufficientemente sicura dei resti di Bourla.
- Il culto liturgico individuale è associato al 17 ottobre, data del suo martirio e della memoria delle cinque Orsoline giustiziate quel giorno.
Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Apostolicae Sedis, vol. XII, 1920, Congregatio Rituum, causa di Maria Maddalena Fontaine e compagne e di Maria Clotilde Angela di San Francesco Borgia e dieci compagne, pp. 79-82. Il decreto riconosce il martirio e autorizza la beatificazione delle undici Orsoline di Valenciennes.
- Jules Loridan, Les Ursulines de Valenciennes avant et pendant la Terreur, Paris, Desclée de Brouwer, 1901. L'opera è conservata anche nelle Archives diocésaines de Cambrai ed è una delle principali ricostruzioni storiche della comunità e degli eventi rivoluzionari.
- Jules Loridan, Les bienheureuses Ursulines de Valenciennes, Paris, J. Gabalda, 1920.
- Archives des Ursulines de l'Union Romaine, 'Les Bienheureuses Ursulines martyres de Valenciennes', ricostruzione fondata sulla documentazione della comunità e degli atti della causa. Archives des Ursulines de l'Union Romaine
- Conférence des évêques de France, Nominis, 'Bienheureuse Nathalie Vanot et ses compagnes', con il testo del Martirologio Romano relativo alle cinque martiri del 17 ottobre. Nominis - Bienheureuse Nathalie Vanot et ses compagnes
