Beato Ludovico Armando Giuseppe Adam

Sacerdote dei Frati Minori Conventuali, martire

Festa: 13 luglio

Nascita-morte: Rouen, Francia, 19 novembre 1741 - al largo di Rochefort , Francia, 13 luglio 1794

Nascita - morte:
Rouen, Francia, 19 novembre 1741 - al largo di Rochefort , Francia, 13 luglio 1794

Festa:
13 luglio

Categoria: I santi che iniziano con la lettera L

Calendario: I santi del 13 luglio

Gruppo: Beati 64 Martiri nei Pontoni di Rochefort

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

In una sordida galera all’ancora davanti a Rochefort sulla costa francese, beati Ludovico Armando Giuseppe Adam, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars, sacerdoti e martiri, che, condannati durante la persecuzione contro la Chiesa per il loro sacerdozio ad essere confinati agli arresti navali, morirono di malattia, vittime della loro carità per i compagni di prigionia.

Il 1º ottobre 1995, a Roma, nella piazza antistante alla Basilica di San Pietro, San Giovanni Paolo II elevò all’onore degli altari 64 martiri della rivoluzione francese (1789-1799). Tra questi martiri vandeani, uccisi in odio alla fede, figurano due sacerdoti francescani dei Minori Conventuali: il padre Luigi-Armando Adam e il padre Nicola Savouret. Deportati in un carcere presso il golfo di Rochefort-sur-Mer, per molti mesi furono sottoposti ad atroci tormenti. Ammassati poi nelle stive di alcune vecchie navi, furono barbaramente soppressi con l’affondamento delle navi stesse. Padre Luigi-Armando, nato a Rouen il 19 novembre 1741, subì il martirio il 13 luglio 1794. Ricordando tutti questi martiri, il papa ha detto: «Il nostro pensiero va ai 64 sacerdoti francesi uccisi con altre centinaia di vittime sui “pontoni di Rochefort”. Seguendo l’esortazione di san Paolo a Timoteo, essi “hanno combattuto la buona battaglia dellafede”(1Tm 6, 12). Hanno pure conosciuto un lungo calvario di sofferenze, per essere rimasti fedeli alla loro fede e alla Chiesa. Se sono morti, è stato perché fino in fondo hanno affermato la loro stretta comunione con il papa Pio VI. In preda ai tormenti, mai hanno avuto un pensiero di odio per i loro persecutori. Ora sono sotto i nostri occhi come un segno vivente della potenza di Cristo che si manifesta nella umana fragilità».

Aggiunto/modificato il 15 ottobre 2019