Beato Simone Napoli da Calascibetta

Minore osservante

Festa: 11 ottobre

Nascita-morte: Calascibetta, Enna, circa 1500 - Giuliana, Palermo, 11 ottobre 1546

Immagini di Beato Simone Napoli da Calascibetta Minore osservante

Nascita - morte:
Calascibetta, Enna, circa 1500 - Giuliana, Palermo, 11 ottobre 1546

Festa:
11 ottobre

Etimologia:
Dall'ebraico Šim‘on, attraverso il greco Symeón e il latino Simeon, con il significato tradizionale di 'Dio ha ascoltato' o 'colui che ascolta'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera S

Calendario: I santi del 11 ottobre

Fu un religioso dei Frati Minori Osservanti attivo nella Sicilia della prima metà del XVI secolo e ricordato soprattutto per il suo ruolo nel movimento di riforma volto a una più rigorosa osservanza della regola francescana. Originario di Calascibetta e appartenente alla famiglia Napoli, entrò giovane nell'Ordine e si dedicò alla vita penitente e contemplativa. Nel 1533 partecipò al capitolo provinciale siciliano e sostenne il rinnovamento della vita religiosa; l'anno successivo fu posto alla guida del convento di Sant'Anna di Giuliana, destinato a diventare il principale luogo della sua esperienza religiosa. Attorno a lui si sviluppò una fama di santità accompagnata da racconti di guarigioni e altri fatti prodigiosi, attestati soprattutto da fonti agiografiche posteriori. Morì a Giuliana l'11 ottobre 1546. La sua memoria cultuale è documentata almeno dal XVII secolo e continua nella Chiesa locale, che lo annovera tra le proprie figure di santità. Nel 2005 l'arcivescovo di Monreale Cataldo Naro lo inserì nella litania delle figure di santità della Chiesa monrealese con il titolo di Beato.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Simone nacque a Calascibetta, nell'area dell'attuale provincia di Enna, dalla nobile famiglia dei Napoli. La tradizione biografica non conserva una data precisa di nascita e la colloca genericamente intorno al 1500. Anche le notizie sulla sua famiglia d'origine rimangono limitate alla provenienza da una famiglia considerata nobile.
Entrò giovane tra i Frati Minori Osservanti. Le fonti più tarde lo presentano come particolarmente rigoroso nell'osservanza della povertà, della penitenza e della preghiera. Questi elementi appartengono alla tradizione agiografica sviluppatasi intorno alla sua figura e non possono essere ricostruiti in ogni dettaglio come fatti biografici indipendentemente documentati.

La riforma francescana in Sicilia
La figura di Simone si colloca nel più ampio movimento di rinnovamento dell'osservanza francescana sviluppatosi nella Sicilia del XVI secolo. Le aspirazioni alla vita eremitica e alla più rigorosa osservanza della regola favorirono la nascita o la trasformazione di conventi destinati a comunità che intendevano recuperare forme più austere della vita francescana.
Le fonti lo ricordano come uno dei principali promotori di questo orientamento nell'isola. Nel 1533 partecipò al Capitolo provinciale di Sicilia e sostenne la riforma della vita dei Minori Osservanti. Uno studio storico sulle vicende dei Minori riformati in Sicilia nella seconda metà del XVI secolo considera Simone l'iniziatore della corrente riformatrice alla quale si sarebbero poi collegati altri religiosi.
Una tradizione locale collega inoltre la sua esperienza alla bolla di Clemente VII del 16 novembre 1532, che autorizzava i Frati Minori a riunirsi in luoghi eremitici per una vita di maggiore raccoglimento. L'attribuzione diretta a Simone dell'iniziativa complessiva della riforma siciliana appartiene tuttavia alla storiografia e alla memoria francescana posteriore e va distinta dal contenuto documentario del provvedimento pontificio.

Piazza Armerina e Giuliana
Simone fu guardiano del convento di Santa Maria di Gesù a Piazza Armerina. Nel 1534, con l'aumento del numero dei frati che aderivano alla riforma, fu destinato al convento di Sant'Anna di Giuliana, dove rimase fino alla morte. La comunità di Sant'Anna divenne uno dei centri della più rigorosa osservanza francescana nella Sicilia occidentale.
La tradizione agiografica descrive la sua vita a Giuliana come caratterizzata da povertà estrema, digiuno, penitenza e lunghe ore di preghiera. Viene ricordato anche il suo ritiro in una zona boscosa nei pressi del convento. Tali particolari sono tramandati soprattutto da fonti agiografiche posteriori, la cui prima importante attestazione individuata risale alla seconda metà del XVII secolo.

La fama di santità e i miracoli
La fama di santità di Simone si diffuse già durante la sua vita secondo la tradizione locale e francescana. Le fonti ricordano numerosi episodi prodigiosi: la moltiplicazione o l'aumento del cibo, la comparsa dell'olio necessario alla lampada del Santissimo Sacramento, guarigioni e l'ottenimento della pioggia dopo la preghiera dei fedeli provenienti da Bisacquino.
Questi episodi sono documentati principalmente dalla tradizione agiografica e dalle opere che ne raccolsero la memoria a partire dal XVII secolo. Non costituiscono quindi, nella loro forma narrativa, testimonianze contemporanee alla vita di Simone. La prima importante fonte biografica individuata è il Paradiso serafico del fertilissimo Regno di Sicilia di Pietro Tognoleto, pubblicato a Palermo nel 1667, che dedica a Simone i capitoli XVII-XIX della prima parte. Un'altra testimonianza significativa è la Historia serafica di Pietro Antonio da Venezia, pubblicata nel 1688.
Tra i racconti legati alla sua fama postuma figura quello di Giulio Leonardo Seminatore, che nel 1616, secondo la tradizione, sarebbe stato guarito da una grave malattia alle gambe dopo essere stato accostato al feretro del religioso. L'episodio appartiene alla tradizione miracolistica sviluppatasi intorno alla sua tomba e non equivale a un riconoscimento canonico di un miracolo.

La morte
Simone morì nel convento di Sant'Anna a Giuliana l'11 ottobre 1546. La data della morte è costantemente riportata dalle principali ricostruzioni moderne e dalle fonti locali. Dopo la morte il corpo fu sepolto nella chiesa del convento di Sant'Anna e il luogo divenne meta di devozione.
La tradizione ricorda pellegrinaggi provenienti da varie località della Sicilia e una persistenza della memoria di Simone anche nei decenni successivi alla morte. La fama di santità è attestata nelle fonti agiografiche almeno dal XVII secolo.

Le reliquie
Nel 2001 i resti di Simone furono trasferiti dal convento di Sant'Anna al Santuario della Madonna dell'Udienza di Giuliana, dove sono tuttora venerati. Una reliquia fu riportata nello stesso anno a Calascibetta, sua città natale, dove viene conservata presso il convento dei Cappuccini.
Il trasferimento del corpo nel 2001 rappresentò una nuova fase della devozione locale, collegando nuovamente Giuliana e Calascibetta alla memoria del religioso.

Il convento di Sant'Anna
Il convento di Sant'Anna di Giuliana costituisce il luogo maggiormente legato alla memoria di Simone. Nel 1534 passò ai Frati Minori Riformati sotto la sua guida e divenne uno dei centri della riforma francescana siciliana. Il convento fu successivamente frequentato anche da altri religiosi ricordati per la loro santità di vita.
La presenza francescana a Sant'Anna è dunque anteriore a Simone, mentre il suo arrivo segnò l'avvio di una nuova fase caratterizzata dalla più rigorosa osservanza della regola.

La memoria nella Chiesa di Monreale
La memoria di Simone è rimasta legata alla Chiesa di Monreale. Nel 2005 l'arcivescovo Cataldo Naro pubblicò la lettera pastorale Amiamo la nostra Chiesa, nella quale Simone compare nella litania delle figure di santità della Chiesa monrealese con l'invocazione 'Beato Simone Napoli da Calascibetta, fedele testimone della tradizione francescana'.
La litania documenta l'uso ecclesiale locale del titolo di Beato, ma non costituisce di per sé un decreto pontificio di beatificazione. Nelle fonti consultate non emerge un atto formale di beatificazione o canonizzazione paragonabile alle procedure moderne delle cause dei santi.

Curiosità
- L'11 ottobre, festa di Simone, a Giuliana viene ancora ricordato il religioso presso la sua tomba nel Santuario della Madonna dell'Udienza; la tradizione locale prevede l'accensione della lampada della pace.
- La prima importante opera a lui dedicata risulta essere il Paradiso serafico del fertilissimo Regno di Sicilia di Pietro Tognoleto, pubblicato a Palermo nel 1667, oltre un secolo dopo la morte di Simone.
- La sua memoria è associata contemporaneamente a Calascibetta, luogo d'origine, e a Giuliana, luogo della sua attività religiosa, della morte e della conservazione del corpo.

Cronologia
- circa 1500 - Nascita di Simone Napoli a Calascibetta, in una famiglia della nobiltà locale.
- 1532 - Clemente VII emana la bolla del 16 novembre relativa alla possibilità per i Frati Minori di riunirsi in luoghi eremitici per una vita di maggiore raccoglimento; la tradizione successiva collega il provvedimento al movimento riformatore nel quale operò Simone.
- 1533 - Simone partecipa al Capitolo provinciale dei Frati Minori di Sicilia e sostiene il movimento di riforma della più stretta osservanza.
- 1533-1534 - Simone è guardiano del convento di Santa Maria di Gesù a Piazza Armerina.
- 1534 - Simone assume la guida del convento di Sant'Anna a Giuliana, affidato ai frati della riforma.
- 11 ottobre 1546 - Simone muore nel convento di Sant'Anna a Giuliana.
- 1616 - Secondo la tradizione miracolistica, Giulio Leonardo Seminatore sarebbe guarito da una grave malattia alle gambe presso il feretro di Simone.
- XVII secolo - La fama di santità di Simone è attestata dalle fonti agiografiche e dai pellegrinaggi legati alla sua memoria.
- 1667 - Pietro Tognoleto pubblica a Palermo il Paradiso serafico del fertilissimo Regno di Sicilia, comprendente una trattazione dedicata a Simone.
- 1688 - Pietro Antonio da Venezia pubblica la Historia serafica, che conserva ulteriori notizie sulla riforma dei Minori e su Simone.
- 2001 - Il corpo di Simone viene trasferito nel Santuario della Madonna dell'Udienza di Giuliana; una reliquia viene riportata a Calascibetta.
- 2005 - L'arcivescovo Cataldo Naro inserisce Simone nella litania delle figure di santità della Chiesa di Monreale con il titolo di Beato.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Simone Napoli da Calascibetta come religioso francescano attivo nella riforma dell'osservanza in Sicilia è solida e concordemente attestata dalle fonti storiche e dagli studi sul francescanesimo siciliano.
- La nascita a Calascibetta e la morte a Giuliana l'11 ottobre 1546 sono dati costantemente trasmessi dalle fonti; la data di nascita, invece, non è conosciuta e la collocazione intorno al 1500 rimane approssimativa.
- Il ruolo di Simone nel movimento di riforma dei Minori Osservanti in Sicilia è documentato dalla tradizione francescana e ripreso dalla storiografia moderna. La sua qualificazione come 'primo autore' della riforma appartiene soprattutto alla tradizione successiva; il movimento deve essere collocato nel più ampio processo di rinnovamento dell'osservanza francescana del XVI secolo.
- Le notizie sulla sua vita ascetica e sui miracoli derivano in larga misura da fonti agiografiche posteriori alla sua morte. La più antica importante fonte biografica individuata è quella di Pietro Tognoleto del 1667, mentre ulteriori notizie compaiono nella Historia serafica del 1688.
- I racconti relativi alla moltiplicazione del cibo, all'olio della lampada, alla pioggia e alle guarigioni appartengono alla tradizione agiografica e miracolistica. Non risultano sufficienti elementi per presentarli come eventi storicamente verificati secondo gli standard della documentazione contemporanea.
- La devozione a Simone è documentata almeno dal XVII secolo e si è mantenuta nei secoli a Giuliana e a Calascibetta. Il culto è tuttora espresso nella festa dell'11 ottobre e nella venerazione delle reliquie.
- L'uso ecclesiale del titolo di Beato è attestato nella Chiesa di Monreale, in particolare nella litania pubblicata nel 2005. Nelle fonti consultate non è emerso un decreto pontificio di beatificazione né una canonizzazione; il titolo va quindi distinto dalla categoria dei Beati proclamati formalmente attraverso una beatificazione pontificia.
- Le fonti moderne dipendono in parte dalla tradizione francescana e dalle opere agiografiche locali. Lo studio di Antonio Mursia conferma l'importanza di Tognoleto come fonte antica per la figura di Simone, ma colloca la sua attività nel più ampio sviluppo della riforma dei Minori Osservanti in Sicilia.

Fonti e bibliografia essenziale
- Pietro Tognoleto, Paradiso serafico del fertilissimo Regno di Sicilia, overo Cronica, nella quale si tratta dell'origine della Riforma de' Minori Osservanti in questo Regno, I, Palermo, 1667, ff. 55-57 e capp. XVII-XIX.
- Pietro Antonio da Venezia, Historia serafica, overo Cronica della Provincia di S. Antonio detta di Venezia de Min. Riformati, Venezia, 1688, p. 34.
- Vincenzo Campo, Giuseppe Scaturro, Il Convento di S. Anna di Giuliana, Corleone, 2001.
- Vincenzo Campo, Giuseppe Scaturro, Un cammino di santità. Simone da Calascibetta, frate minore riformato, Palladium, Corleone, 2001.
- Mario Liberto, Giovanni Lo Cascio, Vita e miracoli del Beato Fra Simone da Calascibetta, Palermo, 2001.
- Antonino G. Marchese, Il Convento di Sant'Anna di Giuliana, Palermo, 2001, pp. 64-77.
- Antonio Mursia, 'Pro maiori commodo Patrum Reformatorum. Studio di fonti sulle vicende costruttive del convento di S. Antonio da Padova di Palermo (1630-1635)', Il Santo, LIX, 2019, pp. 81-89.
- Cataldo Naro, Amiamo la nostra Chiesa, lettera pastorale, 2005, sezione 'Litania delle figure di santità della Chiesa di Monreale'.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Fra Simone Napoli nacque a Calascibetta, in provincia di Enna, nella nobile famiglia dei Napoli.
Sentita la propria vocazione religiosa, ancor in giovane età decise di diventare frate minore osservante.
“Trascorreva - afferma Vincenzo Campo - gran parte delle sue giornate in preghiera, facendo molta penitenza. Andava in giro con un solo misero saio, a piedi scalzi e nutrendosi con pane e acqua. Fedele imitatore del Poverello d’Assisi, osservava con gioia la regola francescana e amava in modo così intenso il Signore da trascorrere anche molte ore della notte in preghiera”.
Fra Simone è ricordato come il primo autore della riforma nella più stretta osservanza della regola, dei Minori Osservanti di San Francesco nel Regno di Sicilia.
Inizialmente divenne il guardiano del convento di S. Maria di Gesù a Piazza Armerina.
Fra Simone partecipando al Capitolo Provinciale di Sicilia, del suo ordine religioso, che si tenne nell’anno 1533, fu il promotore della riforma francescana
Nel 1534, con la crescita del numero dei frati riformati, fu nominato guardiano del convento di S. Anna a Giuliana, dove trascorse tutta la sua esistenza all’insegna di una vita nella più completa povertà e austera penitenza.
E proprio in questo convento, mise in atto la “sua” Riforma conducendo insieme agli altri frati una vita più fedele ai valori del carisma francescano.
Nel convento di S. Anna passava molto del suo tempo a pregare.
“Davanti al convento di Sant’Anna – scrive Vincenzo Campo - il frate pregava vicino ad un albero con tre rami che per lui simboleggiava la Santissima Trinità. Per la sua santità e per i miracoli operati già in vita, fu amato dai giulianesi e anche dai fedeli delle vicine comunità di Chiusa Sclafani e di Bisacquino. La sua fama raggiunse, però, tutta la Sicilia e al suo passare la gente gli correva dietro baciandogli il saio e le mani e raccomandandosi alle sue preghiere”.
Presto si diffuse la fama della sua santità grazie anche a vari fatti prodigiosi.
Tra questi fatti viene ricordato il miracoloso aumento del riso che era servito per sfamare le numerose persone accorse al convento di sant’Anna e l’arrivo dei due giovani misteriosi che portarono il cibo ai frati affamati.
Una volta nel convento mancava l’olio per la lampada del Santissimo Sacramento e grazie alle sue preghiere arrivò misteriosamente dietro la porta della chiesa un vaso pieno d’olio.
Si ricorda inoltre il miracolo della pioggia concesso ai “bisacquinesi” che si erano recati da lui perché da vari mesi non pioveva nel loro territorio.
Tutti volevano incontrare Fra Simone per raccomandarsi alle sue preghiere e per chiedere qualche miracolo.
Morì nel convento di S. Anna di Giuliana il giorno 11 ottobre 1546.
Tre sono gli insegnamenti della testimonianza del beato Simone: la necessità di accogliere la rivelazione di Gesù con cuore semplice, l’importanza della preghiera e del silenzio e il valore della penitenza.
Nel 2001 ci fu la traslazione dei suoi resti e il suo corpo è stato portato nel Santuario della Madonna dell’Udienza di Giuliana.
Mons. Cataldo Naro, arcivescovo di Monreale, lo ha inserito nelle litanie delle figure di santità della Chiesa di Monreale con la seguente invocazione: "Beato Simone Napoli da Calascibetta, fedele testimone della tradizione francescana, prega per noi”.
Il Beato Simone da Calascibetta, ricordato per la sua fama di santità fin dal XVII secolo, è festeggiato nel giorno 11 ottobre.

Aggiunto/modificato il 23 settembre 2026