San Leonino di Padova

Vescovo

Festa: 5 novembre

Nascita-morte: † III sec.

Nascita - morte:
† III sec.

Festa:
5 novembre

Etimologia:
Deriva dal latino Leoninus, da leo, leone.

Emblema:
Insegne episcopali

Categoria: I santi che iniziano con la lettera L

Calendario: I santi del 5 novembre

San Leonino è ricordato nella tradizione della Chiesa di Padova come uno dei suoi antichi vescovi. Le liste episcopali medievali lo collocano generalmente nel III secolo, ma non conservano notizie contemporanee che permettano di stabilire con certezza gli anni del suo governo, la nascita o la morte. Il suo nome compare in cronache e repertori cittadini, mentre la storia della venerazione è documentata soprattutto attraverso la memoria delle reliquie, un oratorio nel settore di Prato della Valle e la successiva custodia nella cattedrale. La sua figura appartiene quindi a quel gruppo di pastori dei primi secoli per i quali il culto è meglio riconoscibile della biografia. La data del 5 novembre si collega alla commemorazione dei santi della diocesi patavina; non deve essere scambiata automaticamente con il giorno della morte. Le tradizioni medievali e le iscrizioni relative al corpo venerato costituiscono testimonianze importanti, ma non risolvono da sole i problemi cronologici.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Non sono conosciuti atti episcopali contemporanei, lettere, sottoscrizioni conciliari o testimonianze narrative del III secolo che descrivano il suo ministero. Il suo posto nella storia patavina è tramandato soprattutto dalle liste dei vescovi, la cui redazione è molto posteriore all’epoca attribuitagli.
Un catalogo episcopale redatto nel XIII secolo, tramandato nel Liber Regiminum Paduae e successivamente esaminato nella tradizione erudita, colloca Leonino al decimo posto, dopo Suero e prima di Mariano. L’ordine di successione è una testimonianza di come la Chiesa cittadina ricostruiva la propria antichità, ma non permette di ricavare automaticamente una cronologia assoluta affidabile. La collocazione nella prima metà del III secolo resta pertanto convenzionale.
Il nome del vescovo ricorre anche nella Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane di Rolandino da Padova. La presenza in una cronaca medievale conferma che Leonino era entrato nella memoria storica cittadina; non costituisce tuttavia prova diretta delle circostanze del suo episcopato molti secoli prima.
Un’altra attestazione viene riferita al Liber Niger della Biblioteca Capitolare di Padova, che nella tradizione locale parla del riconoscimento della sua santità. L’espressione secondo cui sarebbe stato canonizzato non va letta necessariamente nel senso moderno di una canonizzazione pontificia formalmente documentata. Per i santi antichi il culto poteva consolidarsi attraverso pratiche liturgiche e riconoscimenti locali precedenti alla disciplina delle cause canoniche.
Una breve caratterizzazione latina trasmessa dalla tradizione lo definisce povero ma splendente di virtù: patavus pauper sed virtutibus radians. La formula esprime un giudizio edificante sulla sua figura, senza descrivere episodi individuali verificabili. Non sono noti, con adeguato fondamento storico, i nomi dei suoi familiari, la formazione, la durata dell’episcopato o le circostanze della morte.
La storia del culto offre elementi più concreti. Il corpo venerato come quello di Leonino era ricordato presso la basilica di Santa Giustina, nell’area dell’oratorio opilioniano. Questa localizzazione inserisce la sua memoria nel complesso religioso che conservò e rielaborò numerose tradizioni della prima cristianità padovana.
In una fase successiva le spoglie attribuite al santo furono trasferite in un’arca collocata sotto la mensa di un oratorio dedicato a Leonino, nel settore di Prato della Valle appartenente al cenobio. La collocazione delle reliquie presso un altare indica un culto stabilizzato, anche se non consente di stabilire quando le ossa furono identificate per la prima volta.
Le trasformazioni dell’età napoleonica incisero sulla destinazione di questo luogo. L’oratorio fu chiuso al culto nel 1808. Dopo il 1809 le reliquie attribuite a Leonino vennero trasferite nella cattedrale di Padova e collocate dietro l’altare della cappella di san Lorenzo Giustiniani.
Una lapide ricorda il deposito con la formula Corpus beati Leolini episcopi patavini. La grafia Leolini, diversa da Leoninus, mostra una variante onomastica nella trasmissione del culto. L’iscrizione attesta la venerazione del corpo attribuito al vescovo, non l’autenticazione archeologica delle spoglie né la data del suo episcopato.
La commemorazione del 5 novembre si inserisce nel calendario proprio della diocesi di Padova, che dedica tale giorno a tutti i suoi santi. In questo contesto la memoria di Leonino continua a far parte della tradizione ecclesiastica locale, pur senza una celebrazione individuale di pari rilievo rispetto a quella dei principali patroni diocesani.
Il profilo storico di Leonino rimane dunque essenzialmente quello di un vescovo ricordato da fonti medievali e venerato in luoghi ben individuati della città. Le testimonianze del culto, le traslazioni e la tradizione dei cataloghi costituiscono un patrimonio documentario distinto dalle notizie biografiche, che restano assai scarse.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

San Leonino (Leoninus) è stato un vescovo di Padova, che si ritiene sia vissuto nella prima metà III secolo. Nel catalogo dei vescovi della diocesi, redatto nel XIII secolo e menzionato nel Liber Regiminum Paduae, proposto in una versione corretta da Ludovico Antonio Muratori, San Leonino figura al decimo posto dopo Suero e prima di Mariano. 
Di San Leonino si parla anche si parla nella “Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane” di Rolandino di Padova e nel “Liber Niger” della Biblioteca Capitolare di Padova si afferma che fu “canonizzato”. Viene citato con questa frase: “patavus pauper sed virtutibus radians”.
Inizialmente il corpo di san Leonino si trovava nella basilica di Santa Giustina, nell’area dell’annesso oratorio opilioniano, poi i resti furono traslati entro un’arca collocata sotto la mensa di un oratorio eretto in onore del santo in località Prato della Valle su proprietà del cenobio. Tale oratorio venne chiuso al culto nel 1808.
Dopo il 1809 le reliquie di San leonino furono traslate nella chiesa cattedrale di Padova depositate dietro l’altare della cappella di san Lorenzo Giustiniani, dove su una lapide c’è la scritta: “Corpus beati Leolini episcopi patavini”.
La festa e il ricordo per san Leonino vescovo di Padova si celebra nel giorno 5 novembre.

Approfondimenti

Le varianti del nome
La forma Leoninus compare nella tradizione delle liste episcopali; la lapide relativa alle reliquie tramanda Leolini. La differenza grafica è significativa per la storia della trasmissione del nome, ma non dimostra da sola l’esistenza di due personaggi distinti.

Il 5 novembre nel calendario padovano
Il calendario liturgico diocesano assegna al 5 novembre la memoria di tutti i santi della diocesi. La ricorrenza di Leonino va letta entro questo quadro cultuale e non come prova della data del decesso.

Cronologia

- III secolo, secondo la tradizione: epoca attribuita all’episcopato di Leonino.
- XIII secolo: redazione del catalogo episcopale che colloca Leonino dopo Suero e prima di Mariano.
- Medioevo: attestazioni della sua memoria nella storiografia patavina.
- 1808: chiusura al culto dell’oratorio di San Leonino.
- Dopo il 1809: traslazione delle reliquie attribuite a Leonino nella cattedrale di Padova.
- 5 novembre: commemorazione dei santi della diocesi di Padova.

Valutazione storico-critica

- La collocazione di Leonino nel III secolo deriva dalla tradizione dei cataloghi episcopali, non da documenti coevi.
- Le fonti medievali attestano la memoria del nome, ma non permettono una ricostruzione dettagliata del ministero.
- La menzione di una canonizzazione nel Liber Niger non equivale alla prova di un decreto pontificio moderno.
- La storia delle reliquie e dei luoghi di venerazione è più articolata della biografia; l’attribuzione materiale dei resti non è dimostrabile sulla base della sola iscrizione.
- La memoria del 5 novembre appartiene al contesto del calendario diocesano e non prova il giorno della morte.

Fonti e bibliografia essenziale

- Catalogo medievale dei vescovi di Padova, tradito nel Liber Regiminum Paduae.
- Rolandino da Padova, Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane, testimonianza della storiografia medievale cittadina.
- Liber Niger della Biblioteca Capitolare di Padova, tradizione relativa alla memoria del vescovo.
- Diocesi di Padova, Ufficio per la Liturgia, Calendario liturgico e Proprio diocesano, memoria del 5 novembre.
- Iscrizione nella cattedrale di Padova: Corpus beati Leolini episcopi patavini, attestazione della venerazione delle reliquie.

Aggiunto/modificato il 17 ottobre 2026