San Furayg, detto Rueiss

Folle per Cristo

Festa: 31 ottobre (Chiese Orientali)

Nascita-morte: Miniet Yamin, Gharbia, Egitto, circa 1334 - Egitto, 18 ottobre 1404

Immagini di San Furayg, detto Rueiss Folle per Cristo

Nascita - morte:
Miniet Yamin, Gharbia, Egitto, circa 1334 - Egitto, 18 ottobre 1404

Festa:
31 ottobre (Chiese Orientali)

Etimologia:
Rueiss è interpretato nella tradizione araba come diminutivo di testa, cioè piccola testa.

Emblema:
Piccolo cammello.

Categoria: Chiese Orientali Ortodosse

Calendario: I santi del 31 ottobre

Noto anche come Anba Roweis e Abba Tegi, è una figura della spiritualità copta vissuta nell'Egitto del XIV secolo, sotto il dominio dei sultani mamelucchi. Nato probabilmente intorno al 1334 con il nome di Furayg, proveniva da una famiglia contadina del delta del Nilo. La memoria ecclesiastica lo presenta come un asceta itinerante che rinunciò a una dimora stabile, ai beni e al prestigio sociale, sopportando privazioni e umiliazioni. La sua condotta è stata accostata alla figura del folle per Cristo: una forma radicale di testimonianza religiosa che sovverte intenzionalmente le convenzioni sociali. Non fu vescovo, sacerdote o monaco professo, eppure ottenne una venerazione duratura nella Chiesa copta. Le fonti ecclesiastiche conservano numerosi racconti di visioni, guarigioni e prodigi, da leggere come tradizioni agiografiche e non come eventi storicamente dimostrati. Il suo culto è legato soprattutto al Cairo, dove il luogo della sepoltura ha dato il nome all'area di Anba Rueiss. La memoria cade il 21 Babah, normalmente corrispondente al 31 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Origini e ambiente familiare
La tradizione copta colloca la nascita di Furayg (Freig, Farig, Anba Roweis, Reweis, Ruwais, Tegi, Abba Tegi) nel villaggio di Miniet Yamin, nella regione di Gharbia, nel delta egiziano. I suoi genitori sono chiamati Isacco e Sara nelle narrazioni del Sinassario. La famiglia viveva di agricoltura e il ragazzo avrebbe aiutato il padre nei campi. Un episodio caratteristico riguarda la vendita del sale, trasportato da un piccolo cammello al quale aveva dato il nome Rueiss. Secondo la tradizione, il legame con l'animale era così stretto che Furayg ne assunse successivamente il nome. Il particolare del cammello è rimasto riconoscibile anche nell'iconografia.

L'Egitto mamelucco e le difficoltà dei cristiani
Rueiss visse in un periodo nel quale la comunità copta attraversò profonde trasformazioni sociali e politiche. L'Egitto era governato dai mamelucchi e i cristiani, pur continuando a mantenere una propria organizzazione ecclesiastica, subirono in varie fasi pressioni, discriminazioni e violenze. Le narrazioni copte riferiscono che il padre di Furayg abbandonò la fede cristiana durante una persecuzione. La notizia appartiene alla tradizione biografica e non è accompagnata, nelle fonti qui considerate, da una testimonianza familiare contemporanea. Si racconta che il giovane, intorno ai vent'anni, lasciasse la casa paterna e cominciasse una vita di peregrinazione.

La rinuncia ai beni e il nome Tegi
Il tratto più costante delle testimonianze è l'ascesi estrema. Rueiss non avrebbe posseduto una casa, avrebbe dormito all'aperto o presso altri fedeli e avrebbe ridotto drasticamente alimentazione e vestiario. La sua vita viene descritta come una scelta volontaria di povertà e di distacco dalla reputazione pubblica. Dopo che il nome Rueiss era divenuto conosciuto, avrebbe adottato quello di Tegi, interpretato dalle fonti come un riferimento alla follia. La qualifica di folle per Cristo non costituisce una diagnosi medica: indica un comportamento ascetico che accetta il disprezzo sociale e rifiuta l'onore. I racconti insistono sul silenzio mantenuto anche davanti a insulti e percosse.

Rapporti con la Chiesa copta
Le biografie collocano Rueiss nell'epoca del patriarca Matteo I di Alessandria e del sultano al-Zahir Barquq. Il riferimento consente di situare la sua maturità religiosa negli ultimi decenni del Trecento. Pur senza ricoprire incarichi ecclesiastici, egli frequentava chiese e celebrazioni eucaristiche. La tradizione ricorda la sua devozione alla Vergine Maria e la sua presenza presso chiese del Cairo, tra cui quella di Harat Zuweila. La fama di asceta si diffuse attraverso racconti di incontri con fedeli, ammonimenti morali e gesti di carità.

Visioni, guarigioni e racconti prodigiosi
Le narrazioni copte attribuiscono a Rueiss visioni di Cristo e della Vergine, conoscenza di segreti personali, guarigioni e spostamenti miracolosi. Tra i racconti più elaborati figura il trasporto soprannaturale di un malato verso una chiesa e la sua guarigione. Altre storie associano il santo alla liberazione di persone in difficoltà e alla protezione di esponenti della Chiesa. Questi episodi documentano soprattutto il modo in cui la comunità ha interpretato la sua santità. Non possono essere equiparati, senza riscontri indipendenti, a cronache contemporanee degli avvenimenti. Il loro interesse storico risiede anche nella rappresentazione di una religiosità popolare fatta di preghiera, penitenza e solidarietà.

Gli ultimi anni e la morte
Il Sinassario racconta che Rueiss trascorse gli ultimi nove anni in un piccolo ambiente presso un discepolo chiamato Michele, il costruttore. Un'altra narrazione interpreta questo periodo come una lunga malattia. Le versioni non sono necessariamente equivalenti e non permettono di definire con sicurezza le condizioni degli ultimi anni. La data di morte presenta inoltre una discrepanza: varie ricostruzioni indicano il 18 ottobre 1404, mentre una versione inglese del Sinassario riporta l'anno 1121 dei Martiri e il 1405 dell'era cristiana. Il giorno commemorativo è il 21 Babah. Le differenti equivalenze cronologiche devono essere tenute distinte dalla data liturgica.

Sepoltura e continuità della memoria
La sepoltura è collegata a Dayr al-Khandaq, nel Cairo. Le fonti differiscono nella denominazione della chiesa associata alla tomba, menzionando la Vergine Maria oppure San Mercurio: la discrepanza potrebbe dipendere dalla storia del complesso e dalle sue diverse cappelle, ma non può essere risolta senza documentazione topografica più precisa. Le tradizioni narrano tentativi di traslazione impediti da prodigi, manifestazione della volontà attribuita al santo di rimanere in quel luogo. La tomba divenne un centro della memoria copta e l'area assunse il nome di Anba Rueiss. Nel Novecento la zona acquistò ulteriore importanza per la presenza di istituzioni patriarcali e culturali copte.

Approfondimenti

Il folle per Cristo nella tradizione copta
La figura di Rueiss mostra che la santità riconosciuta dalla devozione popolare non dipende necessariamente dall'esercizio di un ufficio ecclesiastico. La sua rinuncia alla stabilità, alla ricchezza e al riconoscimento sociale viene letta attraverso il modello della follia per Cristo. Il tema va compreso nel suo contesto religioso: l'umiliazione volontaria è interpretata come forma di imitazione di Cristo e di contestazione delle gerarchie mondane. La definizione non elimina le difficoltà nel separare comportamenti storicamente attestabili da costruzioni letterarie successive.

La memoria liturgica e la datazione
Il 21 Babah appartiene al calendario copto ed è il riferimento fondamentale per la commemorazione. Nelle pubblicazioni rivolte a lettori occidentali ricorre il 31 ottobre. Le equivalenze tra calendari richiedono attenzione, soprattutto quando si confrontano computi giuliani, gregoriani e anni dell'era dei Martiri. Il Sinassario copto conserva una versione della morte datata 1121 dei Martiri, mentre altri repertori indicano il 1404. L'identificazione esatta dell'anno rimane dunque controversa.

Curiosità
- Il soprannome Rueiss, secondo la tradizione, proveniva dal nome del piccolo cammello usato per trasportare il sale.
- Alcune icone copte rappresentano il santo insieme al cammello.
- Il nome Anba Rueiss identifica ancora un'area del Cairo legata a importanti istituzioni della Chiesa copta.
- La tradizione liturgica lo ricorda anche con il nome di Tegi.

Cronologia

- Circa 1334 - Nascita tradizionalmente collocata nel delta del Nilo.
- Circa metà del XIV secolo - Inizio della vita itinerante secondo la tradizione biografica.
- Ultimi decenni del XIV secolo - Attività ascetica collocata nell'epoca del patriarca Matteo I e del sultano Barquq.
- 18 ottobre 1404 oppure 1405 secondo differenti computi - Morte attribuita a Rueiss nelle tradizioni consultate.
- 21 Babah - Memoria liturgica copta.
- 1937 - Restauro della chiesina ricordato nella tradizione pubblicata dal monastero di Bose.

Valutazione storico-critica

- L'identità di Rueiss come asceta laico venerato dalla Chiesa copta è stabile nella tradizione ecclesiastica.
- Il nome originario Furayg e i nomi Rueiss e Tegi sono attestati nella trasmissione agiografica.
- La data di nascita intorno al 1334 è approssimativa.
- Le fonti consultate non concordano pienamente sull'anno di morte, indicato come 1404 oppure 1405.
- Le descrizioni di visioni, guarigioni e trasporti miracolosi appartengono alla letteratura agiografica e non sono indipendentemente accertate.
- Le differenti denominazioni della chiesa di sepoltura richiedono cautela nell'identificazione del luogo originario.
- La continuità del culto è attestata dal Sinassario, dalle tradizioni liturgiche e dalla toponomastica ecclesiastica cairota.
- Le esposizioni moderne della vita dipendono in larga parte dal patrimonio narrativo copto e non costituiscono automaticamente testimonianze indipendenti.

Fonti e bibliografia essenziale

- Sinassario copto, commemorazione del 21 Babah, vita di san Furayg, detto Abba Tegi e Anba Roweiss, edizione inglese pubblicata da St-Takla.
- Shenouda, poi papa Shenouda III, Saint Anba Roweis, articolo in Al-Keraza, anno I, numero 9, novembre 1965.
- Coptic Orthodox Cultural Center, Beautiful Egypt, puntata 371, Saint Anba Rewis, 4 novembre 2020.
- Monastero di Bose, Martirologio ecumenico, 31 ottobre, Rueiss.

Aggiunto/modificato il 14 ottobre 2026