Santa Placidia di Verona

Vergine

Festa: 8 novembre

Nascita-morte: Verona, V-VI sec.

Nascita - morte:
Verona, V-VI sec.

Festa:
8 novembre

Etimologia:
Dal latino Placidus, 'calmo, mite', nella forma femminile Placidia

Categoria: I santi che iniziano con la lettera P

Calendario: I santi del 8 novembre

E' una vergine venerata nella tradizione ecclesiastica di Verona, collocata nella prima metà del VI secolo. La sua figura emerge soprattutto attraverso testimonianze epigrafiche e liturgiche, più che attraverso una biografia contemporanea. Un'iscrizione funeraria ricorda una giovane di nome Placidia, definita illustre e istruita nelle lettere; un'altra testimonianza la presenta come vergine di Cristo. Le tradizioni posteriori le attribuiscono prodigi, mentre le attestazioni medievali documentano la persistenza della sua memoria nella Chiesa veronese. L'identificazione delle diverse testimonianze, la datazione esatta della morte e la storia delle reliquie richiedono prudenza. Il culto, dopo una fase di interruzione, fu ristabilito con un provvedimento della Congregazione dei Riti dell'11 aprile 1834. La sua vicenda è significativa anche per la storia della presenza femminile cristiana nella Verona tardoantica

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La figura di Placidia appartiene alla Verona del passaggio tra l'età ostrogota e la prima metà del VI secolo. Le notizie personali sono limitate e non consentono di ricostruire una successione di episodi della sua vita. La testimonianza più concreta trasmessa dagli studiosi veronesi è un'iscrizione funeraria che ricorda Placidia come 'inlustris puella instructa literis', ossia una giovane di condizione illustre e istruita nelle lettere. La formula suggerisce un ambiente sociale elevato, ma non identifica i genitori né una precisa famiglia.
L'epigrafe, nella trascrizione riportata da Giovanni Battista Pighi, attribuisce alla giovane diciotto anni e undici mesi di vita e indica una sepoltura in ottobre. La parte cronologica è conservata in forma lacunosa nella tradizione a stampa; pertanto la corrispondenza tra questa testimonianza e le date 533 o 534, comunemente attribuite alla santa, non può essere presentata come definitivamente risolta. Un'altra iscrizione, collegata alla chiesa di Santo Stefano, adopera l'espressione 'virgo Christi venerabilis'. La formula è stata interpretata come indicazione di una consacrazione verginale, ma da sola non permette di descriverne modalità, cerimonie o appartenenza a una comunità religiosa.
Alcuni autori del passato identificarono Placidia con una figlia dell'imperatore Valentiniano III. Questa ipotesi non regge al confronto con la storia della principessa imperiale omonima, moglie di Olibrio e madre di Giuliana. La vergine venerata a Verona deve quindi essere tenuta distinta dalla figura dinastica del V secolo. La qualifica di 'illustre' nell'epitaffio non dimostra una discendenza imperiale.
La memoria della santa si sviluppò nella tradizione locale. Una narrazione le attribuisce la guarigione di Druda, giovane sorda dalla nascita, che avrebbe recuperato l'udito. Il racconto è importante come testimonianza del culto, ma non è accompagnato da una prova contemporanea che consenta di considerarlo un evento biografico accertato. Anche Giovanni Mansionario, autore medievale, tramanda la fama di miracoli legata a Placidia.
La presenza del nome della santa in litanie veronesi del X secolo documenta una venerazione già stabilita in età medievale. Alla fine del XII secolo il suo nome risulta inserito nel Carpsum veronese all'11 ottobre. Questa attestazione è particolarmente rilevante perché distingue la storia liturgica locale dalla data dell'8 novembre, oggi associata alla sua memoria in repertori agiografici.
La chiesa di Santo Stefano a Verona è strettamente legata alla tradizione della sepoltura e della venerazione di Placidia. Non è tuttavia possibile precisare, sulla base delle testimonianze qui considerate, se la deposizione in quel luogo fosse originaria o derivasse da una traslazione successiva. Il culto attraversò un periodo di sospensione, prima del ripristino autorizzato dalla Congregazione dei Riti l'11 aprile 1834, durante l'episcopato di Giuseppe Grasser. Nel Novecento la riorganizzazione del Proprio veronese del 1961 introdusse una commemorazione comune dei santi della Chiesa locale, modificando il quadro delle celebrazioni individuali.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Santa Placidia era una vergine veronese vissuta tra la fine del V secolo e l’inizio del VI secolo. 
Scarse sono le notizie che la riguardano. Mons. Dario Cervato, nel recente volume “Verona Agiografica” afferma che era figlia di qualche personaggio illustre, come è evidente dall’appellativo “inlustri” attestato nell’epigrafe che le fu dedicata, ritenuta autentica e risalente all’anno 532. Nell’iscrizione è citata quale “virgo Christi venerabilis”.
Si tramanda che abbia compiuto alcuni miracoli, tra cui la restituzione dell’udito a una giovane di nome Druda, sorda dalla nascita.
Anche Giovanni Mansionario nel secolo XIV, attesta che Santa Placidia ebbe il dono dei miracoli.
Si ritiene che Santa Placidia, vergine sia morta nell’anno 533 o 534.
Fin dal secolo X la santa era invocata in alcune litanie della Chiesa veronese. Il culto per santa Placidia che per alcuni secoli fu sospeso, è stato ripristinato dal vescovo Grasser, con un decreto della Congregazione dei riti del giorno 11 aprile 1834.
La festa in ricordo di santa Placidia vergine era celebrata nel giorno 8 novembre.
Nel martirologio diocesano, era ricordata in maniera singola fino alla riforma del Proprio veronese del 1961, voluta dal vescovo, il venerabile Giuseppe Carraro, quando fu decisa una festa comune per tutti, i santi veronesi.

Approfondimenti

La testimonianza epigrafica
La qualifica 'inlustris' e il riferimento all'istruzione letteraria rappresentano elementi di particolare interesse per la condizione sociale e culturale attribuita alla giovane. L'età registrata nell'epitaffio impedisce di proiettare sulla sua vita una lunga attività pubblica o monastica non documentata. La trasmissione dell'iscrizione attraverso studi eruditi richiede inoltre di distinguere la lettura del testo dalle interpretazioni biografiche successive.

La memoria liturgica
L'11 ottobre attestato nel Carpsum e l'8 novembre della commemorazione riportata in repertori moderni non vanno confusi con una data di morte accertata. Le diverse ricorrenze testimoniano fasi differenti della trasmissione del culto.

Curiosità
- Una tradizione erudita collegò erroneamente la santa alla famiglia dell'imperatore Valentiniano III.
- L'epigrafe attribuita a Placidia la descrive come giovane istruita nelle lettere.
- Nelle testimonianze liturgiche veronesi medievali compare anche la data dell'11 ottobre.

Cronologia

- Prima metà del VI secolo - Epoca alla quale viene riferita la vita di Placidia.
- 533 o 534 - Data della morte proposta dalla tradizione erudita, non definitivamente accertata.
- X secolo - Presenza del nome nelle litanie della Chiesa veronese.
- Fine del XII secolo - Commemorazione nel Carpsum veronese all'11 ottobre.
- 11 aprile 1834 - Decreto della Congregazione dei Riti per il ripristino del culto.
- 1961 - Riforma del Proprio veronese con celebrazione comune dei santi locali.

Valutazione storico-critica

- L'esistenza di una Placidia ricordata da iscrizioni veronesi costituisce il nucleo storico della tradizione; l'identificazione e la cronologia esatta delle testimonianze meritano ulteriori verifiche epigrafiche.
- L'ascendenza imperiale è un'ipotesi erudita incompatibile con la biografia conosciuta della principessa omonima.
- La guarigione di Druda è un racconto agiografico privo di conferma contemporanea indipendente.
- Le litanie medievali e il Carpsum attestano lo sviluppo del culto, non i singoli episodi della vita.
- Le date dell'11 ottobre e dell'8 novembre appartengono alla storia della commemorazione liturgica e non identificano con certezza il giorno della morte.

Fonti e bibliografia essenziale

- Giovanni Battista Pighi, Cenni storici sulla Chiesa veronese, volume I, capitolo XIV, testo storico con trascrizioni epigrafiche e riferimenti alla tradizione liturgica.
- Scipione Maffei, Verona illustrata, testimonianze epigrafiche richiamate nella ricostruzione di Pighi.
- Giovanni Battista Pighi, riferimenti al Carpsum e alle litanie veronesi riportati nel capitolo citato.

Aggiunto/modificato il 19 ottobre 2026