Nascita - morte:
† Verona, 1 agosto 772
Festa:
1 agosto
Etimologia:
Maria deriva dall'ebraico Miryam, con significati proposti come 'amata da Dio' o 'signora'. Consolatrice deriva dal latino consolatrix, colei che reca conforto e sollievo.
Emblema:
Abito nobiliare o monastico medievale, talvolta raffigurata mentre riceve un anello dal vescovo Annone o in atteggiamento di preghiera per l'intercessione della pioggia.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 1 agosto
Fu una vergine veronese dell’VIII secolo, tradizionalmente sorella del vescovo Annone. Promosse una raccolta fondi tra le matrone per recuperare in Istria le reliquie dei martiri Fermo, Rustico, Primo, Lazzaro, Marco e Apollinare. L’appellativo "Consolatrice" nasce dalla tradizione di un evento prodigioso: durante la traslazione delle reliquie, una pioggia abbondante pose fine a sette anni di siccità, recando sollievo alla popolazione. Morì il 1 agosto 772. Le sue spoglie, collocate nel 1320 nella chiesa a lei dedicata, furono traslate nel 1806 in Cattedrale, dove oggi riposano sotto l’altare di Sant’Agata (cappella Mazzanti). La sua memoria era celebrata il 1 agosto fino alla riforma del Proprio veronese del 1961 (vescovo Giuseppe Carraro), che istituì la festa comune di tutti i santi veronesi.
Biografia
A cura di Enrico Quiri
L'impresa del recupero delle reliquie
L'episodio centrale della sua vita riguarda l'organizzazione del recupero delle spoglie dei santi Fermo e Rustico, insieme a quelle di altri martiri come Primo, Lazzaro, Marco e Apollinare. Secondo le cronache locali, Maria si fece promotrice di una raccolta di fondi tra le matrone veronesi per finanziare la missione. Questo dettaglio è storicamente rilevante, poiché evidenzia una forma di associazionismo femminile e una capacità di mobilitazione sociale rara per l'alto Medioevo. L'operazione si concluse con successo, permettendo il rientro trionfale delle reliquie a Verona, un evento che rafforzò l'identità religiosa e civica della città.
L'epiteto di "Consolatrice" e la tradizione della pioggia
L'appellativo "Consolatrice" non è casuale, ma deriva da un evento legato alla traslazione delle reliquie. La tradizione narra che Verona fosse colpita da una grave siccità durata sette anni. Durante il trasferimento dei corpi santi in città, si sarebbe verificato un evento ritenuto miracoloso: una pioggia abbondante e ristoratrice che pose fine alla carestia, portando consolazione alla popolazione provata. Da quel momento, la vergine Maria iniziò a essere invocata con questo titolo, che ne sintetizza il ruolo di intercessrice presso Dio per le necessità materiali e spirituali della comunità.
Gli ultimi anni, la morte e il culto postumo
Maria Consolatrice morì il 1 agosto 772. La sua santità fu riconosciuta dal popolo veronese fin dai secoli successivi, dando origine a un culto immemorabile. Una chiesa, situata nelle vicinanze del Duomo e costruita forse sulla stessa abitazione della santa e di suo fratello, fu a lei dedicata. Il 1 giugno 1320, i suoi resti furono collocati in un sarcofago all'interno di questo luogo di culto. Con le soppressioni napoleoniche del 1806, la chiesa fu chiusa al culto cattolico e il sarcofago medievale fu traslato nella Cattedrale di Verona. Oggi le sue reliquie riposano sotto l'altare di Sant'Agata, nell'abside destra, nota anche come cappella Mazzanti. Nel Martirologio diocesano, la sua memoria era celebrata il 1 agosto fino alla riforma del Proprio veronese del 1961, voluta dal vescovo Giuseppe Carraro, che istituì una festa comune per tutti i santi veronesi, assorbendo le celebrazioni singole.
Reliquie e Sepoltura
Il sarcofago medievale che conserva i resti di Santa Maria Consolatrice è un'opera di notevole interesse storico-artistico. La sua traslazione nel 1806 salvò le spoglie dalla dispersione durante le soppressioni degli ordini religiosi e la chiusura delle chiese minori.
Iconografia
Nelle rappresentazioni artistiche, la santa è talvolta raffigurata mentre riceve un anello dal vescovo Annone, simbolo dell'incarico affidatole per la ricerca delle reliquie. Altre volte è ritratta in atteggiamento di preghiera, con lo sguardo rivolto al cielo, a ricordare l'intercessione che portò la pioggia salvifica.
Curiosità
L'edificio religioso originariamente dedicato a Santa Maria Consolatrice, situato in Via Pigna a Verona, è oggi la chiesa evangelica valdese della città. Nonostante il cambio di confessione, l'edificio conserva la memoria storica della sua fondazione medievale legata alla santa veronese.
