Sant' Edicio di Vienne

Vescovo

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: † Vienne, Gallia, circa 640

Nascita - morte:
† Vienne, Gallia, circa 640

Festa:
23 ottobre

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 23 ottobre

Sant'Edicio, ricordato anche nelle forme Edictus, Eodicius, Edistus e Hecdicus, fu vescovo di Vienne nella Gallia merovingia e viene collocato nel VII secolo. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e non è conservata una biografia antica dedicata alla sua persona. La sua posizione nella successione dei vescovi viennesi è tuttavia attestata da antichi cataloghi episcopali e dalla tradizione ecclesiastica locale. La cronologia del suo episcopato rimane discussa: le ricostruzioni moderne fondate sui documenti relativi ai vescovi che lo precedettero e lo seguirono consentono di collocarlo tra il vescovato di Sindulfo e quello di Caldeoldo, con una possibile conclusione intorno al 640. Una tradizione cronologica più tarda, trasmessa da Adone di Vienne, lo collega invece a un periodo molto più avanzato del VII secolo, ma contiene errori nella successione degli imperatori e non può essere accolta letteralmente. La memoria liturgica di Edicio è fissata al 23 ottobre e la sua celebrazione è attestata da fonti martyrologiche medievali e moderne, mentre gli Acta Sanctorum lo presentano come vescovo e confessore di Vienne.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Edicio (Edictus, Eodicius, Edistus, Hecdicus, Hedicius) appartenne alla successione episcopale della Chiesa di Vienne, importante sede metropolitana della Gallia. Le fonti non permettono di ricostruire la sua origine familiare, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o le circostanze della sua elezione episcopale. Non è conservata una Vita antica di Edicio e gli stessi Acta Sanctorum rilevano l'assenza di notizie sulle sue gesta.
Il nome compare negli antichi cataloghi dei vescovi di Vienne nella sequenza che comprende Sindulfo, Edicio, Caldeoldo e, secondo una delle ricostruzioni, Landaleno. Louis Duchesne, nel suo studio sui fasti episcopali della Gallia antica, registra Hecdicus dopo Sindulfo e prima di Chaldeoldus. La numerazione complessiva dei vescovi varia invece secondo i diversi cataloghi e non costituisce un elemento sicuro per la cronologia.

La cronologia dell'episcopato
La datazione dell'episcopato è il principale problema storico relativo a Edicio. Gli Acta Sanctorum esaminano criticamente la cronologia tramandata da Adone di Vienne, secondo il quale Edicio sarebbe succeduto a Sindulfo e avrebbe esercitato il suo ministero fino agli ultimi anni dell'imperatore Giustiniano II. Una simile ricostruzione collocherebbe il vescovo in un periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta del VII secolo, ma la cronologia di Adone contiene errori evidenti nella successione degli imperatori e non può essere utilizzata senza correzioni.
Un'altra ricostruzione, proposta da Claude Charvet, assegnava a Edicio un episcopato di circa quattro anni, tra il 636 e il 640. Questa soluzione risulta compatibile con la posizione del vescovo nella successione episcopale, ma non può essere considerata una datazione assolutamente certa. Gli Acta Sanctorum concludono che Edicio deve essere collocato tra il 624 e il 650 e ritengono plausibile una morte intorno al 640.
La documentazione indipendente relativa ai vescovi viennesi circoscrive infatti il problema. Sindulfo è attestato prima della metà del VII secolo, mentre Chaoaldus, identificato nelle fonti anche con Caldeoldo o Cadeoldo, compare in documenti del 653 e in altri atti della metà del secolo. La presenza di questi vescovi ai due estremi della successione rende incompatibile una datazione di Edicio alla fine del VII secolo.

Una memoria episcopale priva di biografia
Al di là della sua collocazione nella successione dei vescovi di Vienne, non sono conosciuti episodi biografici attribuibili con sicurezza a Edicio. Le fonti tarde gli attribuiscono genericamente una vita di grande religiosità, ma non forniscono una narrazione concreta della sua attività pastorale.
Adone di Vienne, pur non ricordando Edicio in modo autonomo nelle forme più antiche della sua memoria, lo descrive nella propria successione episcopale come un uomo di grande religiosità. Tale giudizio costituisce una delle poche caratterizzazioni personali tramandate dalla tradizione, ma non consente di ricostruire particolari della sua vita.
Non sono documentati incarichi politici, fondazioni monastiche, controversie dottrinali, miracoli, episodi di persecuzione o circostanze particolari della morte. Non risulta neppure una tradizione sufficientemente antica che permetta di descrivere il luogo preciso della sua morte o della sua sepoltura.

Il rapporto con la tradizione su papa Agatone
Una tradizione agiografica e storiografica tarda collegò Edicio a papa Agatone, il cui pontificato si svolse tra il 678 e il 681-682 circa. Secondo questa tradizione, il papa avrebbe indirizzato a Edicio una lettera relativa agli avvenimenti del concilio ecumenico di Costantinopoli e alla condanna del monotelismo.
Gli Acta Sanctorum sottopongono però questa tradizione a una critica severa. La lettera attribuita ad Agatone presenta problemi di autenticità e, soprattutto, la collocazione cronologica di Edicio nel periodo di Agatone entra in contrasto con la successione documentata dei vescovi di Vienne. Gli stessi Bollandisti osservano che il nome di Edicio potrebbe essere stato inserito successivamente nella tradizione relativa alla lettera.
La notizia non può quindi essere utilizzata come prova della presenza di Edicio alla fine del VII secolo. La sua associazione con Agatone appartiene alla tradizione documentaria tarda e rimane storicamente problematica.

La successione dei vescovi di Vienne
La ricostruzione dei fasti episcopali di Vienne per il VII secolo presenta alcune difficoltà dovute alla trasmissione dei cataloghi medievali. La sequenza tramandata da Adone comprende Sindulfo, Hecdico, Caldeoldo e altri vescovi successivi. Duchesne ha confrontato questa successione con documenti indipendenti, mostrando che alcuni episcopati possono essere fissati attraverso atti e sottoscrizioni, mentre per altri rimangono margini di incertezza.
La questione riguarda anche il rapporto tra Caldeoldo e Landaleno. Gli Acta Sanctorum osservano che Landaleno, sottoscrittore del concilio di Chalon, potrebbe essere stato la stessa persona di Caldeoldo oppure il suo successore, mentre la tradizione di Adone non presenta un vescovo intermedio. Questa difficoltà contribuisce a restringere, ma non a determinare con assoluta precisione, la durata dell'episcopato di Edicio.

La memoria liturgica
Edicio è commemorato il 23 ottobre. La sua memoria compare in repertori martyrologici medievali e negli Acta Sanctorum, dove è ricordato come Edicius, vescovo e confessore di Vienne. La tradizione liturgica è dunque più sicura della ricostruzione della sua biografia.
La tradizione agiografica mostra inoltre una progressiva stabilizzazione delle varianti del nome. Gli Acta Sanctorum ricordano le forme Edictus, Eodicius, Edistus e Hedicius, mentre la forma Hecdicus compare nei cataloghi episcopali studiati da Duchesne.

Curiosità
- Il nome di Edicio compare in diverse forme latine, tra cui Edicius, Edictus, Eodicius, Edistus e Hecdicus.
- Gli Acta Sanctorum dedicano a Edicio una trattazione molto breve, sottolineando che le sue gesta sono sostanzialmente sconosciute e che non è conservata una vera Vita del santo.
- La tradizione che collega Edicio a papa Agatone è incompatibile con la cronologia episcopale più attendibile e costituisce uno dei principali problemi storico-critici relativi al santo.

Cronologia
- VII secolo - Edicio è inserito nella successione dei vescovi di Vienne tra Sindulfo e Caldeoldo.
- 624-650 circa - Periodo entro il quale gli Acta Sanctorum collocano l'episcopato di Edicio sulla base del confronto tra i cataloghi episcopali e le attestazioni documentarie dei vescovi vicini.
- 636-640 - Periodo proposto da Claude Charvet per l'episcopato di Edicio. La ricostruzione è plausibile ma non certa.
- circa 640 - Data approssimativa della morte proposta dagli Acta Sanctorum.
- 650 - Landaleno è attestato al concilio di Chalon secondo la cronologia utilizzata dagli studi sui fasti episcopali di Vienne; la sua posizione nella successione rispetto a Caldeoldo costituisce uno dei problemi cronologici che riguardano indirettamente Edicio.
- 653 - Chaoaldus, identificato con Caldeoldo in alcune ricostruzioni, è attestato come vescovo di Vienne in un privilegio relativo all'abbazia di Saint-Denis.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Edicio come vescovo di Vienne del VII secolo è sufficientemente solida e deriva dai cataloghi episcopali e dalla tradizione martyrologica relativa alla sede viennese.
- La cronologia dell'episcopato non è determinabile con una precisione assoluta. La collocazione tra Sindulfo e Caldeoldo è compatibile con le fonti indipendenti, mentre la datazione proposta da Adone alla fine del VII secolo è compromessa dagli errori della sua cronologia imperiale.
- La proposta di un episcopato tra il 636 e il 640 deriva dalla ricostruzione di Charvet ed è compatibile con il quadro generale, ma rimane una ricostruzione e non una datazione documentata giorno per giorno.
- La morte intorno al 640 è una conclusione cronologica plausibile, non una data storicamente documentata. Gli Acta Sanctorum la presentano infatti come probabile.
- Non è conservata una biografia antica sufficientemente ampia da consentire la ricostruzione delle vicende personali di Edicio. Le informazioni sulla sua attività episcopale concreta sono quindi molto limitate.
- Il collegamento con papa Agatone e con gli avvenimenti della sesta sessione ecumenica è storicamente problematico. La lettera attribuita ad Agatone presenta problemi di autenticità e la cronologia rende incompatibile l'identificazione di Edicio con il destinatario.
- Il culto e la memoria liturgica del 23 ottobre sono meglio attestati della biografia. La tradizione martyrologica medievale costituisce una testimonianza della venerazione, ma non colma le lacune relative alla vita del vescovo.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, ottobre X, 23 ottobre, De S. Edicio, episcopo confessore, Viennæ in Gallia, con esame della memoria martyrologica e della cronologia episcopale.
- Adone di Vienne, Chronicon, nella tradizione manoscritta e nell'edizione della Patrologia Latina, con il catalogo dei vescovi di Vienne e la successione Sindulfo, Hecdico, Caldeoldo.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. I, per la ricostruzione critica dei fasti episcopali di Vienne e il confronto tra i cataloghi e le attestazioni documentarie.
- Claude Charvet, Histoire de la sainte église de Vienne, per la proposta di datazione dell'episcopato di Edicio al periodo 636-640.
- Gallia Christiana, t. XVI, Provinces de Vienne, per i cataloghi e la tradizione storica degli arcivescovi di Vienne.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026