Beato Tommaso del Santissimo Sacramento (Tomás Cuartero Gascón)

Chierico passionista, martire

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: Tabuenca, Saragozza, Aragona, Spagna, 22 febbraio 1915 - Manzanares, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 ottobre 1936

Immagini di Beato Tommaso del Santissimo Sacramento (Tomás Cuartero Gascón) Chierico passionista, martire

Nascita - morte:
Tabuenca, Saragozza, Aragona, Spagna, 22 febbraio 1915 - Manzanares, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 ottobre 1936

Festa:
23 ottobre

Etimologia:
Tommaso deriva dall'aramaico T'oma, 'gemello'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera T

Calendario: I santi del 23 ottobre

Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel

Fu un religioso passionista spagnolo, appartenente alla comunità del Santo Cristo de la Luz di Daimiel, e morì martire durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola. Nato a Tabuenca nel 1915, entrò ancora adolescente nel percorso formativo passionista e professò i voti religiosi nel 1933. Nel 1934 fu inviato a Daimiel per proseguire gli studi di filosofia, insieme ad altri giovani religiosi destinati al sacerdozio. Dopo l'espulsione della comunità dal convento nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936, fu condotto a Manzanares con un gruppo di confratelli. Il 23 luglio fu gravemente ferito durante una fucilazione, ma sopravvisse e venne ricoverato. Dopo circa tre mesi, il 23 ottobre 1936, fu nuovamente condotto fuori dall'ospedale e fucilato. La Congregazione per le Cause dei Santi riconobbe nel 1988 il suo martirio in odium fidei insieme a quello di Nicéforo Díez Tejerina e di altri ventiquattro compagni. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Tomás Cuartero Gascón nacque a Tabuenca, nella provincia di Saragozza, il 22 febbraio 1915. La famiglia apparteneva alla comunità cattolica locale e Tommaso manifestò precocemente l'orientamento verso la vita ecclesiastica. Aveva un fratello più giovane, José María Cuartero Gascón, che avrebbe anch'egli seguito la vocazione passionista e sarebbe morto martire nel 1936.
A circa quattordici anni fu inviato al seminario minore di Belchite, allora appartenente all'arcidiocesi di Saragozza, dalla quale dipendeva Tabuenca. Vi rimase durante l'anno scolastico 1929-1930. Dopo una missione predicata nella sua località dai Passionisti, decise di proseguire gli studi presso il collegio della Congregazione a Saragozza.

Ingresso tra i Passionisti
Nel 1930 iniziò il percorso formativo presso i Passionisti di Saragozza. Il successivo passaggio alla vita religiosa avvenne a Corella, in Navarra, dove entrò nel noviziato. Il 29 ottobre 1933 emise la professione religiosa assumendo il nome di Tommaso del Santissimo Sacramento. La data della professione è attestata dal Martirologio passionista e dalla documentazione biografica locale.
Tommaso apparteneva al gruppo dei giovani religiosi passionisti che, dopo il noviziato, si preparavano al sacerdozio attraverso gli studi filosofici. Non raggiunse l'ordinazione sacerdotale. Nel 1934 fu destinato alla comunità di Daimiel, dove avrebbe proseguito la propria formazione.

La comunità di Daimiel
Il convento del Santo Cristo de la Luz di Daimiel ospitava nel 1936 una numerosa comunità passionista composta da sacerdoti, fratelli e studenti. La presenza di molti giovani religiosi era legata alla formazione in vista del ministero sacerdotale e missionario.
Con l'inizio della guerra civile spagnola e l'aggravarsi della persecuzione contro gli appartenenti alla Chiesa cattolica, la comunità fu esposta a un crescente pericolo. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 un gruppo armato entrò nel convento e ordinò ai religiosi di abbandonarlo. La comunità fu quindi dispersa. La documentazione della causa di beatificazione considera tale espulsione l'inizio della vicenda che condusse al martirio dei religiosi appartenenti al gruppo di Daimiel.

Il primo tentativo di uccisione
Tommaso fu condotto a Manzanares insieme al fratello José María e ad altri religiosi. I membri del gruppo furono sottoposti a una prima fucilazione nei pressi della stazione ferroviaria. Tommaso rimase gravemente ferito ma non morì. Fu trasportato in ospedale, dove rimase per circa tre mesi.
La vicenda dei superstiti del gruppo di Manzanares è particolarmente significativa per la ricostruzione del martirio. La documentazione relativa alla causa riconosce che alcuni religiosi, sopravvissuti alla prima fucilazione, furono successivamente nuovamente uccisi. Tra questi vi fu Tommaso. Il decreto pontificio del 28 novembre 1988 riconobbe infatti il martirio di Nicéforo Díez Tejerina e dei suoi venticinque compagni, stabilendo che morirono in odium fidei.

Il secondo martirio
Dopo circa tre mesi di permanenza in ospedale, Tommaso fu nuovamente prelevato il 23 ottobre 1936. Condotto fuori dall'ospedale, venne fucilato a Manzanares insieme al fratello José María e ad altri quattro religiosi passionisti: Ildefonso García Nozal, Justiniano Cuesta Redondo, Eufrasio de Celis Santos e Honorino Carracedo Ramos. Le fonti ecclesiastiche e locali concordano sulla data del 23 ottobre 1936 e sul luogo della morte.
Tommaso aveva ventuno anni. La sua morte deve essere considerata nel contesto della persecuzione religiosa che colpì numerosi sacerdoti e religiosi nella Spagna della guerra civile. Il riconoscimento ecclesiastico del martirio non si fondò semplicemente sulla circostanza della morte violenta, ma sul riconoscimento della causa del martirio come in odium fidei, secondo il decreto della Congregazione per le Cause dei Santi del 1988.

La causa di beatificazione
La causa fu condotta collettivamente per il passionista Nicéforo Díez Tejerina e per venticinque compagni. Il decreto della Congregazione per le Cause dei Santi del 28 novembre 1988 dichiarò che risultavano provati il martirio e la causa del martirio dei Servi di Dio, uccisi nel 1936 per odio alla fede. Il provvedimento comprende Tommaso Cuartero Gascón tra i venticinque compagni di Nicéforo.
Il 1 ottobre 1989 Giovanni Paolo II beatificò a Roma il gruppo dei martiri passionisti di Daimiel. Tommaso fu quindi riconosciuto ufficialmente come beato e martire della Chiesa cattolica.

Il culto e la memoria liturgica
Le reliquie dei martiri di Daimiel sono conservate nella cripta del monastero passionista di Daimiel, presso il Cristo de la Luz. Il luogo costituisce il principale centro di venerazione legato alla memoria dei martiri della comunità.
Esiste una particolarità nella memoria liturgica. Il Martirologio passionista indica il 23 luglio come memoria liturgica comune dei ventisei martiri di Daimiel, data scelta per commemorare il primo gruppo ucciso nel 1936.
Il 23 ottobre, invece, è associato alla memoria dei sei passionisti uccisi a Manzanares in quella data, tra i quali Tommaso. La commemorazione del 23 ottobre è attestata in repertori agiografici e nelle celebrazioni locali legate ai fratelli Cuartero Gascón.

Curiosità
- Tommaso aveva ventuno anni quando morì. La sua professione religiosa risaliva al 29 ottobre 1933, meno di tre anni prima del martirio.
- Tommaso e il fratello José María furono entrambi originari di Tabuenca e morirono nello stesso luogo e nello stesso giorno, dopo essere entrambi sopravvissuti alla prima fucilazione del luglio 1936.
- Il nome religioso Tommaso del Santissimo Sacramento collegava il nome personale alla devozione eucaristica propria della spiritualità passionista.

Cronologia
- 22 febbraio 1915 - Nasce a Tabuenca, nella provincia di Saragozza.
- 1929-1930 - Frequenta il seminario minore di Belchite.
- 1930 - Inizia il percorso formativo presso i Passionisti di Saragozza.
- 1932 - Prosegue la formazione passionista a Corella e accede al noviziato.
- 29 ottobre 1933 - Emette la professione religiosa nella Congregazione della Passione assumendo il nome di Tommaso del Santissimo Sacramento.
- 1934 - Viene destinato alla comunità passionista di Daimiel per proseguire gli studi di filosofia.
- 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene espulsa dal convento e dispersa.
- 23 luglio 1936 - A Manzanares subisce una prima fucilazione e rimane gravemente ferito.
- luglio-ottobre 1936 - Rimane ricoverato in ospedale dopo le ferite riportate nella prima fucilazione.
- 23 ottobre 1936 - Viene nuovamente prelevato dall'ospedale e fucilato a Manzanares.
- 28 novembre 1988 - Giovanni Paolo II approva il decreto con cui la Congregazione per le Cause dei Santi riconosce il martirio di Nicéforo Díez e dei venticinque compagni.
- 1 ottobre 1989 - Viene beatificato da Giovanni Paolo II insieme agli altri martiri passionisti di Daimiel.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Tommaso Cuartero Gascón è solidamente documentata e coincide con quella del religioso passionista Tommaso del Santissimo Sacramento, nato a Tabuenca il 22 febbraio 1915 e morto a Manzanares il 23 ottobre 1936. Il Martirologio passionista fornisce nome religioso, nome civile, data di nascita, professione religiosa e data della morte.
- La professione religiosa del 29 ottobre 1933 è attestata dalla documentazione passionista e dalla ricerca biografica dell'Institución Fernando el Católico. Alcune fonti divulgative riportano date differenti per l'ingresso nel noviziato o per la vestizione, ma la data della professione religiosa risulta concordemente indicata al 29 ottobre 1933 nelle fonti di maggiore rilievo consultate.
- La morte del 23 ottobre 1936 a Manzanares è distinta dalla prima fucilazione del 23 luglio, alla quale Tommaso sopravvisse. La seconda uccisione, dopo il ricovero ospedaliero, è attestata dalle fonti ecclesiastiche e dalle ricostruzioni locali concordanti.
- Il riconoscimento ecclesiastico del martirio è particolarmente solido: il decreto della Congregazione per le Cause dei Santi del 28 novembre 1988 dichiarò constatato il martirio e la causa del martirio di Nicéforo Díez e dei venticinque compagni, categoria nella quale rientra Tommaso.
- La memoria del 23 ottobre corrisponde alla data della morte di Tommaso e degli altri cinque passionisti uccisi a Manzanares quel giorno. La memoria liturgica comune del gruppo dei ventisei martiri passionisti di Daimiel è invece fissata al 23 luglio, scelta per commemorare il primo gruppo martirizzato. Le due date appartengono quindi a piani diversi e non costituiscono una contraddizione sulla data della morte di Tommaso.
- Non risultano elementi documentari sufficienti per attribuire a Tommaso specifici patronati o miracoli personali. Il suo culto è legato principalmente alla venerazione dei martiri passionisti di Daimiel e alle reliquie conservate a Daimiel.
- La ricostruzione biografica rimane necessariamente breve perché Tommaso morì giovane e la documentazione individuale è in larga parte inserita nella causa collettiva dei ventisei martiri. La documentazione canonica consente tuttavia di stabilire con particolare sicurezza la sua appartenenza passionista, la professione religiosa, la vicenda del martirio e il riconoscimento ecclesiale della morte in odium fidei.

Fonti e bibliografia essenziale
- Congregatio pro Causis Sanctorum, Decretum super martyrio Servorum Dei Nicephori a Iesu et Maria et XXV Sociorum, 28 novembre 1988, in Acta Apostolicae Sedis, 81, 1989. Il decreto riconosce il martirio dei ventisei passionisti uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936.
- Secretariatus Curiae Generalis Passionistarum, Martirologio Passionista, scheda relativa al beato Nicéforo Díez Tejerina e ai venticinque compagni, con i dati individuali di Tommaso Cuartero Gascón.
- Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio. Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, PP. Pasionistas, Zaragoza, 1989.
- Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, CIPI, Roma, 1993.
- Institución Fernando el Católico, Diccionario biográfico de personas relacionadas con los veinticuatro municipios del antiguo Partido Judicial de Borja, vol. I, voce Tomás del Santísimo Sacramento Cuartero Gascón.
- Diócesis de Tarazona, repertorio dei santi e beati della diocesi, voce Tomás Cuartero Gascón.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026