Beato Giuseppe Maria di Gesù e Maria (José María Cuartero Gascón)

Chierico passionista, martire

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: Tabuenca, Saragozza, Aragona, Spagna, 24 aprile 1918 - Manzanares, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 ottobre 1936

Immagini di Beato Giuseppe Maria di Gesù e Maria (José María Cuartero Gascón) Chierico passionista, martire

Nascita - morte:
Tabuenca, Saragozza, Aragona, Spagna, 24 aprile 1918 - Manzanares, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 ottobre 1936

Festa:
23 ottobre

Etimologia:
Dall'ebraico Yosef, con il significato tradizionale di 'Dio aggiunga'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 23 ottobre

Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel

Fu un giovane religioso della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, originario di Tabuenca, nella provincia di Saragozza. Nato nel 1918, entrò ancora adolescente nell'ambiente formativo dei Passionisti, compì il noviziato a Corella e professò i voti religiosi il 23 ottobre 1935. Nel 1936 si trovava nella comunità passionista di Daimiel, dove studiava filosofia insieme a numerosi giovani religiosi. Durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola, la comunità fu espulsa dal convento nella notte tra il 21 e il 22 luglio. Giuseppe Maria e il fratello Tommaso furono arrestati a Manzanares e sottoposti a fucilazione il 23 luglio: gravemente feriti, sopravvissero e furono ricoverati nell'ospedale della città. Il 23 ottobre furono nuovamente prelevati e uccisi insieme ad altri quattro compagni. La Chiesa riconobbe il loro martirio nel 1988 e Giuseppe Maria fu beatificato da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989 insieme agli altri venticinque martiri di Daimiel.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

José María Cuartero Gascón nacque a Tabuenca, nella provincia di Saragozza, il 24 aprile 1918. Era figlio di Tomás Cuartero e Braulia Gascón e apparteneva a una famiglia della comunità locale. Fu battezzato nella chiesa parrocchiale di Tabuenca due giorni dopo la nascita. Il fratello maggiore Tomás, nato nel 1915, avrebbe seguito lo stesso percorso nella Congregazione della Passione e sarebbe morto con lui nel 1936.
All'età di circa undici anni José María fu inviato insieme al fratello al collegio che i Passionisti avevano a Saragozza, dove ricevette una formazione nelle discipline umanistiche, comprendente anche il latino. Le notizie biografiche relative alla sua adolescenza sono limitate, ma la sua progressiva adesione alla vita passionista è documentata dalle successive tappe della formazione religiosa.

Formazione passionista
Dopo il periodo di formazione a Saragozza, José María entrò nel noviziato passionista di Corella, in Navarra. La documentazione ecclesiastica relativa alla causa indica con precisione la professione religiosa, avvenuta il 23 ottobre 1935. In quella circostanza assunse il nome religioso di José María de Jesús. Il Martirologio Passionista lo registra come religioso professo e lo colloca tra i giovani membri della comunità di Daimiel.
La documentazione pontificia sulla causa di beatificazione precisa che la comunità passionista di Daimiel era costituita in larga parte da religiosi giovani, impegnati negli studi filosofici e orientati alla preparazione al ministero sacerdotale. Giuseppe Maria apparteneva a questo gruppo di religiosi in formazione. Non era sacerdote al momento della morte.
Nel 1934 circa, dopo il periodo trascorso a Corella, fu destinato alla casa passionista di Daimiel insieme al fratello Tommaso. Qui proseguì il proprio percorso formativo fino allo scoppio della guerra civile. La sua permanenza a Daimiel è documentata anche nella ricostruzione storico-biografica dedicata ai martiri originari di Tabuenca.

L'espulsione dalla comunità di Daimiel
Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 la comunità passionista di Daimiel fu raggiunta da un gruppo armato. Il superiore provinciale, Nicéforo Díez Tejerina, aveva raggiunto la comunità di fronte all'aggravarsi della situazione politica e religiosa. I religiosi furono fatti uscire dalla casa e condotti fuori dall'abitato.
La ricostruzione ufficiale della beatificazione riferisce che i religiosi furono quindi separati in diversi gruppi e avviati verso differenti destinazioni. La loro morte non avvenne dunque in un unico episodio né nello stesso luogo: i ventisei membri della comunità riconosciuti come martiri furono uccisi in gruppi diversi tra il 23 luglio e il 23 ottobre 1936.

La prima fucilazione
Giuseppe Maria e il fratello Tommaso furono inseriti nel gruppo guidato da Nicéforo Díez Tejerina, diretto verso Manzanares. Il 23 luglio 1936 diversi religiosi furono fucilati nei pressi della stazione ferroviaria di Manzanares. Alcuni morirono immediatamente, mentre altri, tra cui Giuseppe Maria e Tommaso, rimasero gravemente feriti e furono trasportati all'ospedale della città.
I due fratelli sopravvissero alla prima esecuzione. La documentazione successiva ricorda che Giuseppe Maria rimase ricoverato nell'ospedale di Manzanares per circa tre mesi. Il riconoscimento ecclesiastico del martirio comprende esplicitamente questo primo episodio e la successiva uccisione dei sopravvissuti.

La seconda fucilazione e la morte
Il 23 ottobre 1936 i sei religiosi sopravvissuti alla prima fucilazione che si trovavano nell'ospedale di Manzanares furono prelevati e uccisi. Tra loro vi erano Giuseppe Maria Cuartero Gascón, suo fratello Tommaso, Ildefonso García Nozal, Giustiniano Cuesta Redondo, Eufrasio de Celis Santos e Honorino Carracedo Ramos.
Giuseppe Maria morì quindi a Manzanares il 23 ottobre 1936, a soli diciotto anni. La sua morte avvenne nel contesto della persecuzione religiosa contro i membri della comunità passionista di Daimiel. Il decreto pontificio del 1988 riconobbe che Nicéforo Díez Tejerina e i venticinque compagni furono uccisi in odium fidei, cioè a motivo della fede.
La circostanza che Giuseppe Maria fosse sopravvissuto alla prima fucilazione e fosse poi nuovamente ucciso è uno degli elementi caratteristici della vicenda dei sei martiri morti a Manzanares il 23 ottobre. La sua morte va pertanto distinta da quella dei compagni della stessa causa uccisi nei giorni precedenti a Manzanares, Carabanchel Bajo, Urda o Carrión de Calatrava.

Culto e beatificazione
La memoria dei religiosi uccisi nella persecuzione del 1936 si sviluppò attorno alla comunità passionista di Daimiel. I corpi dei martiri furono trasferiti il 23 aprile 1941 nella cripta della chiesa passionista di Daimiel, dove le reliquie sono tuttora conservate e venerate.
Il processo ordinario sul martirio e sulle sue cause fu celebrato presso la Curia di Ciudad Real negli anni 1948-1951. La Congregazione delle Cause dei Santi esaminò successivamente la causa collettiva di Nicéforo Díez Tejerina e dei venticinque compagni. Il 28 novembre 1988 fu promulgato il decreto con cui venne riconosciuto il loro martirio.
Il 1 ottobre 1989 papa Giovanni Paolo II beatificò solennemente a Roma Nicéforo Díez Tejerina e i venticinque compagni martiri. Giuseppe Maria Cuartero Gascón fu quindi riconosciuto ufficialmente come beato e martire della Congregazione della Passione di Gesù Cristo.
La data del 23 ottobre, indicata per Giuseppe Maria nel calendario del Martirologio Romano insieme a Ildefonso García, Giustiniano Cuesta, Eufrasio de Celis, Honorino Carracedo e Tommaso Cuartero, corrisponde alla commemorazione dei sei religiosi uccisi a Manzanares quel giorno. La data liturgica concessa dal decreto di beatificazione del 1989 all'intero gruppo dei ventisei martiri di Nicéforo e compagni è invece il 23 luglio. Le due ricorrenze appartengono quindi a livelli cultuali differenti e non costituiscono una contraddizione sulla data della morte.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di José María Cuartero Gascón con il beato Giuseppe Maria di Gesù è sicura. La documentazione ecclesiastica collega senza ambiguità il nome civile, il nome religioso, la nascita a Tabuenca, la professione passionista e la morte a Manzanares.
- Il titolo di religioso passionista e martire è documentato. Giuseppe Maria non era sacerdote: apparteneva al gruppo dei religiosi in formazione della comunità di Daimiel. La documentazione pontificia distingue infatti i sette sacerdoti, i quindici chierici studenti e i quattro fratelli coadiutori della causa.
- La data di nascita del 24 aprile 1918, la professione religiosa del 23 ottobre 1935 e la morte del 23 ottobre 1936 sono attestate dalla documentazione ecclesiastica relativa ai martiri di Daimiel.
- La vicenda del doppio episodio di violenza è particolarmente ben documentata per il gruppo di Manzanares: i religiosi furono gravemente feriti il 23 luglio, ricoverati e successivamente uccisi il 23 ottobre. Il riconoscimento canonico non si fonda quindi soltanto sulla tradizione devozionale, ma su una causa ufficiale culminata nel decreto sul martirio del 28 novembre 1988.
- La qualifica di martire 'in odium fidei' è stata formalmente riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi e approvata da Giovanni Paolo II.
- La data del 23 ottobre come festa individuale è attestata nel Martirologio Romano per i sei martiri di Ciudad Real uccisi quel giorno. Il decreto apostolico della beatificazione stabilì invece il 23 luglio come festa dell'intero gruppo di Nicéforo Díez Tejerina e dei venticinque compagni.
- Le reliquie dei martiri furono trasferite nella cripta della chiesa passionista di Daimiel il 23 aprile 1941. La loro venerazione costituisce una componente documentata della storia del culto.
- Alcuni particolari della biografia giovanile, compresi specifici episodi della formazione scolastica e della vita quotidiana, provengono da fonti locali e biografiche posteriori e non hanno lo stesso grado di documentazione della causa canonica. Il nucleo della ricostruzione, tuttavia, è sostenuto da documentazione ecclesiastica ufficiale.

Cronologia
- 24 aprile 1918 - Nascita di José María Cuartero Gascón a Tabuenca, nella provincia di Saragozza.
- 26 aprile 1918 - Battesimo nella chiesa parrocchiale di Tabuenca.
- Circa 1929 - Ingresso nel collegio passionista di Saragozza per gli studi di latino e discipline umanistiche.
- 1934 - Destinazione alla comunità passionista di Daimiel per proseguire la formazione religiosa e gli studi.
- 23 ottobre 1935 - Professione religiosa nella Congregazione della Passione; assume il nome di José María de Jesús.
- 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene espulsa dalla propria casa religiosa durante la persecuzione contro la Chiesa.
- 23 luglio 1936 - José María Cuartero Gascón e altri religiosi vengono fucilati a Manzanares; gravemente ferito, sopravvive e viene ricoverato nell'ospedale della città.
- 23 ottobre 1936 - Viene nuovamente prelevato dall'ospedale di Manzanares e ucciso insieme ad altri cinque religiosi passionisti.
- 23 aprile 1941 - Le reliquie dei martiri di Daimiel vengono trasferite nella cripta della chiesa passionista di Daimiel.
- 1948-1951 - Si svolge presso la Curia di Ciudad Real il processo ordinario sul martirio e sulle sue cause.
- 28 novembre 1988 - Viene promulgato il decreto pontificio che riconosce il martirio di Nicéforo Díez Tejerina e dei venticinque compagni.
- 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma Nicéforo Díez Tejerina e i venticinque compagni martiri.

Fonti e bibliografia essenziale
- Giovanni Paolo II, Quemadmodum communicatis, Lettera apostolica per la beatificazione del beato Nicéforo Díez Tejerina e dei venticinque compagni, 1 ottobre 1989.
- Congregatio pro Causis Sanctorum, Decretum super martyrio Servorum Dei Nicephori a Iesu et Maria et XXV Sociorum, 28 novembre 1988, in Acta Apostolicae Sedis, vol. 81, 1989.
- Congregazione per le Cause dei Santi, Positio: Super martyrio. Nicephori a Iesu et Maria et XXV sociorum, Roma, 1987. La Positio è indicata nella bibliografia ufficiale del Martirologio Passionista.
- Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio - Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, PP. Pasionistas, Zaragoza, 1989.
- Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, CIPI, Roma, 1993.
- Centro de Estudios Borjanos, Diccionario biográfico de personas relacionadas con los veinticuatro municipios del antiguo Partido Judicial de Borja, voce 'Cuartero Gascón, Beato José María de Jesús y María'.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026