Beato Giustiniano di San Gabriele dell’Addolorata (Justiniano Cuesta Redondo)

Sacerdote passionista, martire

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: Alba de los Cardaños, Spagna, 19 agosto 1910 - Manzanares, Spagna, 23 ottobre 1936

Immagini di Beato Giustiniano di San Gabriele dell’Addolorata (Justiniano Cuesta Redondo) Sacerdote passionista, martire

Nascita - morte:
Alba de los Cardaños, Spagna, 19 agosto 1910 - Manzanares, Spagna, 23 ottobre 1936

Festa:
23 ottobre

Etimologia:
Dal latino Iustinianus, derivato da Iustinus e riconducibile alla radice di iustus, 'giusto'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 23 ottobre

Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel

Religioso passionista, nacque ad Alba de los Cardaños, nella provincia spagnola di Palencia, nel 1910. Entrato giovanissimo nella Congregazione della Passione, compì la formazione religiosa a Corella, Daimiel e Saragozza, emise la professione perpetua nel 1931 e fu ordinato sacerdote nel 1934. Dal 1935 risiedette nella comunità passionista di Daimiel, dove insegnò e collaborò nell'attività catechistica. Nell'estate del 1936 la comunità fu espulsa dal convento e i religiosi vennero dispersi. Giustiniano fu tra i sei passionisti che, dopo essere stati gravemente feriti a Manzanares il 23 luglio, furono ricoverati nell'ospedale della città e successivamente uccisi il 23 ottobre. Il decreto pontificio del 28 novembre 1988 riconobbe il suo martirio, insieme a quello di Nicéforo di Gesù e Maria e di altri venticinque religiosi passionisti, come avvenuto in odium fidei. Giovanni Paolo II lo beatificò a Roma il 1 ottobre 1989.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Giustiniano Cuesta Redondo nacque il 19 agosto 1910 ad Alba de los Cardaños, località della provincia di Palencia. Trascorse l'infanzia nella famiglia e ricevette una parte significativa della propria formazione dal nonno materno, maestro. Nel 1920 uno zio, José Redondo, entrò tra i passionisti a Corella, in Navarra. Giustiniano lo raggiunse il 29 settembre dello stesso anno, insieme ad altri giovani del paese, e iniziò presso i passionisti il percorso di formazione.
Gli anni dello studio furono caratterizzati da un buon rendimento. Nel 1925, raggiunta l'età per il noviziato, dovette scegliere definitivamente tra il ritorno alla famiglia e la prosecuzione della vita religiosa. Una testimonianza conservata nella biografia di Cárcel Ortí gli attribuisce l'espressione 'Seguire Gesù Cristo è tutto il mio ideale'. La documentazione relativa al noviziato registra tuttavia anche alcune difficoltà nella pronuncia e nella disciplina della vita religiosa. Il giovane religioso riuscì progressivamente a correggere tali problemi e fu ammesso alla professione.
Il 28 settembre 1925 vestì l'abito passionista e il 29 settembre 1926 emise la prima professione religiosa, assumendo il nome di Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata. Dopo la professione proseguì gli studi di umanità e filosofia a Daimiel. La formazione filosofica fu completata con buoni risultati e nel 1930 passò a Saragozza per gli studi teologici.

Professione perpetua e studi teologici
Nel settembre 1931 Giustiniano emise la professione perpetua. La documentazione passionista e la biografia di Cárcel Ortí collocano l'atto nel 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Durante gli anni di formazione a Saragozza partecipò anche alla vita culturale interna della comunità. Collaborò alla rivista manoscritta Religión y Ciencia, per la quale compose testi di carattere religioso e cronache della comunità.
L'ordinazione sacerdotale fu preceduta da una difficoltà specifica. Nel 1933 i superiori considerarono la sua pronuncia sufficientemente difettosa da poter costituire un impedimento canonico all'ordinazione. Il problema fu sottoposto a valutazione e Giustiniano si impegnò a correggerlo. La biografia di Cárcel Ortí afferma che fu ordinato sacerdote il 15 aprile 1934 nella certosa di Aula Dei, presso Saragozza. Il testo pontificio pubblicato in occasione della beatificazione riporta invece per Giustiniano la data del 15 dicembre 1934. La divergenza interessa una data precisa della sua vita sacerdotale, mentre non mette in discussione il fatto che fosse già sacerdote quando giunse a Daimiel nel 1935.
Dopo l'ordinazione rimase a Saragozza per completare la preparazione al ministero. Nel 1935 iniziò l'attività pastorale e didattica. Il 24 agosto dello stesso anno fu trasferito a Daimiel, dove assunse l'incarico di professore di greco e collaborò alla catechesi della chiesa della Pace. Una testimonianza relativa all'attività catechistica della comunità ricorda la sua presenza, insieme ad altri religiosi, tra i catechisti impegnati nell'istruzione religiosa dei ragazzi di Daimiel.

La comunità di Daimiel e la persecuzione
La comunità passionista di Daimiel era una casa di formazione nella quale vivevano sacerdoti, fratelli e giovani studenti. Secondo la lettera apostolica di Giovanni Paolo II del 1989, la maggior parte dei religiosi era impegnata nello studio filosofico, nella preghiera e nella vita secondo la regola della Congregazione della Passione, senza una partecipazione alle lotte politiche e sociali del tempo. Nel luglio 1936 la situazione della Chiesa spagnola era divenuta gravemente pericolosa.
Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 un gruppo armato fece irruzione nella comunità di Daimiel. I religiosi furono costretti ad abbandonare il convento e vennero divisi in gruppi. La comunità intraprese così una dispersione che si concluse, nelle settimane successive, con l'uccisione di ventisei religiosi in diversi luoghi. Il decreto pontificio del 1988 riconobbe ufficialmente il carattere martiriale della morte di Nicéforo di Gesù e Maria e dei suoi venticinque compagni.

Il primo attentato a Manzanares
Giustiniano apparteneva al gruppo guidato dal superiore provinciale Nicéforo di Gesù e Maria. I religiosi raggiunsero Manzanares in treno e furono riconosciuti come appartenenti alla comunità passionista. Il 23 luglio 1936 furono condotti nei pressi della stazione ferroviaria e sottoposti a fucilazione. Alcuni morirono immediatamente, mentre sei rimasero gravemente feriti. Tra questi vi erano Giustiniano, Ildefonso García Nozal, Eufrasio de Celis Santos, Honorino Carracedo Ramos, Tomás Cuartero Gascón e José María Cuartero Gascón. I superstiti furono trasferiti nell'ospedale di Manzanares.
Il fatto che Giustiniano fosse sopravvissuto alla prima fucilazione spiega la particolare struttura della sua vicenda martiriale. La morte non avvenne infatti il 23 luglio, come per numerosi altri membri della comunità, ma quasi tre mesi più tardi. I sei feriti rimasero nell'ospedale di Manzanares e, dopo la prima esecuzione, furono nuovamente prelevati dalle autorità che controllavano la città.

Il secondo martirio
Il 23 ottobre 1936 i sei religiosi superstiti furono prelevati dall'ospedale. Condotti sulla strada tra Manzanares e Daimiel, furono uccisi a colpi d'arma da fuoco. Giustiniano morì quel giorno insieme agli altri cinque compagni. Aveva ventisei anni. Il documento pontificio del 1989 identifica espressamente questo gruppo come quello dei religiosi che, dopo essere stati feriti il 23 luglio, furono uccisi il 23 ottobre.
La causa ecclesiastica ha riconosciuto il carattere propriamente religioso della loro morte. Nel decreto del 28 novembre 1988 Giovanni Paolo II dichiarò che risultava provato il martirio e la causa del martirio di Nicéforo di Gesù e Maria e dei venticinque compagni, uccisi in odium fidei. Per Giustiniano, quindi, il riconoscimento del martirio non dipende soltanto dalla tradizione devozionale successiva, ma da una valutazione canonica fondata sugli atti del processo.

Beatificazione e culto
La causa dei martiri passionisti di Daimiel ebbe una lunga fase istruttoria. Il processo ordinario sul martirio e sulle sue cause fu celebrato presso la Curia di Ciudad Real tra il 1938 e il 1951, con testimonianze e raccolta di documenti. Il 28 novembre 1988 fu promulgato il decreto pontificio sul martirio.
Giovanni Paolo II beatificò i ventisei martiri passionisti di Daimiel il 1 ottobre 1989 in Piazza San Pietro. La formula di beatificazione li comprese nel gruppo di Nicéforo Díez Tejerina e venticinque compagni. Nel medesimo documento il papa stabilì per il gruppo la celebrazione liturgica del 23 luglio, data del primo gruppo di martiri.
La memoria liturgica del 23 ottobre è però attestata per Giustiniano insieme a Ildefonso García Nozal, Eufrasio de Celis Santos, Honorino Carracedo Ramos, Tomás Cuartero Gascón e José María Cuartero Gascón, cioè per i sei religiosi uccisi a Manzanares in quella data. Il 23 ottobre è pertanto la data tradizionalmente associata alla loro memoria individuale e alla commemorazione del gruppo nel Martirologio Romano.
Le reliquie dei martiri furono ricercate dopo la guerra e trasferite a Daimiel il 23 aprile 1941. La loro memoria si concentrò quindi nuovamente nel luogo dal quale la comunità era stata espulsa nel 1936. Le reliquie sono conservate nella cripta della chiesa passionista del Santo Cristo della Luce.

Il riconoscimento canonico del martirio
Il riconoscimento ecclesiastico del martirio costituisce l'elemento storicamente più solido della vicenda finale di Giustiniano. Il decreto del 28 novembre 1988 non si limita a registrare una morte violenta, ma dichiara provato il martirio e la causa del martirio dei ventisei religiosi passionisti, specificando che furono uccisi in odium fidei. La beatificazione del 1989 fu quindi fondata sul riconoscimento canonico del martirio, senza necessità del riconoscimento di un miracolo.

La duplice data della morte
La vicenda di Giustiniano presenta una particolarità rispetto alla maggior parte dei martiri di Daimiel. Il 23 luglio 1936 egli fu vittima di una prima fucilazione, ma sopravvisse gravemente ferito. Fu ricoverato nell'ospedale di Manzanares e venne ucciso soltanto il 23 ottobre. La stessa dinamica è descritta nella lettera apostolica di Giovanni Paolo II, che distingue nettamente il primo episodio dalla successiva esecuzione dei sei superstiti.

La discordanza sulla data dell'ordinazione
Le fonti non concordano sulla data esatta dell'ordinazione sacerdotale. Vicente Cárcel Ortí indica il 15 aprile 1934 e colloca l'ordinazione nella certosa di Aula Dei presso Saragozza. Il documento pontificio del 1989, invece, registra per Giustiniano la data del 15 dicembre 1934. La divergenza riguarda un dato biografico puntuale e non modifica la ricostruzione degli ultimi anni della sua vita, poiché entrambe le fonti concordano sul suo stato sacerdotale e sulla presenza a Daimiel nel 1935.

Curiosità
- La formazione di Giustiniano comprendeva anche attività di carattere culturale. Durante gli studi teologici collaborò alla rivista manoscritta Religión y Ciencia, nella quale pubblicò testi sulla Trinità, sulla Passione di Cristo e sulla Vergine Maria.
- La sua ordinazione sacerdotale fu inizialmente rinviata a causa di una difficoltà nella pronuncia che i superiori considerarono potenzialmente rilevante anche sul piano canonico. La biografia di Cárcel Ortí riferisce che Giustiniano riuscì successivamente a migliorare sensibilmente questo aspetto.
- Giustiniano fu uno dei sei religiosi passionisti di Daimiel sopravvissuti alla prima fucilazione del 23 luglio 1936 e poi uccisi il 23 ottobre dello stesso anno.

Cronologia
- 19 agosto 1910 - Nasce ad Alba de los Cardaños, nella provincia di Palencia, Giustiniano Cuesta Redondo.
- 1920 - Raggiunge Corella, in Navarra, dove inizia la formazione presso i passionisti.
- 23 settembre 1925 - Viene esaminato per l'ammissione al noviziato.
- 28 settembre 1925 - Riceve l'abito passionista.
- 29 settembre 1926 - Emette la prima professione religiosa con il nome di Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata.
- 17 ottobre 1926 - Si trasferisce a Daimiel per proseguire gli studi di umanità e filosofia.
- 2 ottobre 1930 - Si trasferisce a Saragozza per gli studi teologici.
- 14 settembre 1931 - Emette la professione perpetua.
- 8 maggio 1933 - La curia provinciale esamina il rinvio dell'ordinazione sacerdotale a causa delle difficoltà nella pronuncia.
- 1934 - Riceve l'ordinazione sacerdotale. La data è riportata diversamente dalle fonti: 15 aprile secondo Cárcel Ortí, 15 dicembre secondo il documento pontificio del 1989.
- 24 agosto 1935 - Si trasferisce a Daimiel come professore di greco e collaboratore nella catechesi.
- 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene espulsa dal convento e dispersa.
- 23 luglio 1936 - A Manzanares viene sottoposto a fucilazione insieme ad altri religiosi; rimane gravemente ferito e viene ricoverato in ospedale.
- 23 ottobre 1936 - Viene prelevato dall'ospedale di Manzanares e ucciso sulla strada tra Manzanares e Daimiel.
- 23 aprile 1941 - Le reliquie dei martiri passionisti vengono trasferite nella cripta della chiesa passionista di Daimiel.
- 28 novembre 1988 - Giovanni Paolo II promulga il decreto sul martirio di Nicéforo di Gesù e Maria e dei venticinque compagni.
- 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma i ventisei martiri passionisti di Daimiel.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Giustiniano Cuesta Redondo come religioso passionista e come Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata è solidamente attestata dalla documentazione ecclesiastica e dalle fonti biografiche specialistiche. Il documento pontificio del 1989 ne conferma nome civile, nome religioso, nascita, professione e appartenenza alla Congregazione della Passione.
- La nascita ad Alba de los Cardaños il 19 agosto 1910 e la morte a Manzanares il 23 ottobre 1936 sono concordemente attestate dalle principali fonti consultate.
- La ricostruzione del martirio presenta una base documentaria particolarmente forte. Il processo ordinario fu celebrato a Ciudad Real tra il 1938 e il 1951 e il decreto pontificio del 28 novembre 1988 riconobbe formalmente il martirio e la causa del martirio, qualificando l'uccisione come avvenuta in odium fidei.
- La permanenza di Giustiniano tra i sei superstiti della fucilazione del 23 luglio e la sua successiva uccisione il 23 ottobre sono documentate dalla lettera apostolica di Giovanni Paolo II del 1 ottobre 1989. La vicenda non deriva quindi da una semplice tradizione agiografica posteriore.
- La data dell'ordinazione sacerdotale rimane controversa. Cárcel Ortí indica il 15 aprile 1934, mentre il documento pontificio del 1989 indica il 15 dicembre 1934. Non emerge dalle fonti consultate un elemento sufficiente per risolvere definitivamente la divergenza.
- La memoria del 23 ottobre corrisponde alla morte di Giustiniano e degli altri cinque religiosi del gruppo ucciso a Manzanares. La lettera apostolica di beatificazione del 1989 stabilì tuttavia per l'intero gruppo dei ventisei martiri la celebrazione comune del 23 luglio. La compresenza delle due date riflette la distinzione tra la celebrazione comune del gruppo e la memoria dei sei martiri uccisi il 23 ottobre.
- Il culto è legato in modo particolare a Daimiel, dove le reliquie dei martiri furono trasferite nel 1941 e sono tuttora venerate nella cripta della chiesa passionista del Santo Cristo della Luce.
- Non risultano documentati specifici patronati attribuiti individualmente a Giustiniano né miracoli personali necessari per la beatificazione, che fu concessa sulla base del riconoscimento del martirio.

Fonti e bibliografia essenziale
- Giovanni Paolo II, Litterae Apostolicae Quemadmodum communicatis, 1 ottobre 1989, in cui sono descritti la persecuzione della comunità di Daimiel, i diversi gruppi dei martiri, la vicenda dei sei superstiti e la beatificazione.
- Congregatio pro Causis Sanctorum, Decretum super martyrio Servorum Dei Nicephori a Iesu et Maria et XXV Sociorum, 28 novembre 1988, in Acta Apostolicae Sedis, vol. 81, 1989, p. 121. Il decreto riconosce il martirio e la causa del martirio dei ventisei passionisti.
- Vicente Cárcel Ortí, Mártires españoles del siglo XX, Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid, 1995, pp. 135-160 e 178-181. La monografia dedica una trattazione specifica ai ventisei passionisti di Daimiel e una biografia individuale a Giustiniano Cuesta Redondo.
- Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio. Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, Padres Pasionistas, Zaragoza, 1989.
- Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, CIPI, Roma, 1993.
- Martyrologium Passionistarum, voce dedicata a Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata, con i dati relativi alla nascita, professione, ordinazione e morte.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026