Beato Eufrasio dell’Amore Misericordioso (Eufrasio De Celis Santos)

Chierico passionista, martire

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: Salinas de Pisuerga, Spagna, 13 marzo 1915 - Manzanares, Ciudad Real, Spagna, 23 ottobre 1936

Immagini di Beato Eufrasio dell’Amore Misericordioso (Eufrasio De Celis Santos) Chierico passionista, martire

Nascita - morte:
Salinas de Pisuerga, Spagna, 13 marzo 1915 - Manzanares, Ciudad Real, Spagna, 23 ottobre 1936

Festa:
23 ottobre

Etimologia:
Dal greco Euphrásios, collegato a euphraino, 'rallegrare', 'rendere lieto'; il nome può quindi essere interpretato come 'lieto', 'gioioso'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 23 ottobre

Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel

Appartiene al gruppo dei ventisei martiri passionisti di Daimiel, uccisi in Spagna durante la persecuzione religiosa del 1936. Nato nel 1915 a Salinas de Pisuerga, nella provincia di Palencia, entrò ancora adolescente nella formazione passionista e professò i voti religiosi il 23 ottobre 1932. Trasferito a Daimiel nell’agosto 1934, proseguì la propria formazione in vista del sacerdozio, che non poté raggiungere. Nel corso della guerra civile spagnola la comunità passionista di Daimiel fu dispersa e i suoi membri furono perseguitati. Eufrasio fu tra i religiosi successivamente catturati e venne fucilato a Manzanares il 23 ottobre 1936. La Chiesa cattolica lo riconobbe come martire e lo beatificò insieme agli altri venticinque passionisti di Daimiel il 1 ottobre 1989, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Il suo nome compare nel Martirologio Romano insieme a Ildefonso García, Giustiniano Cuesta e agli altri religiosi del gruppo commemorati il 23 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Eufrasio De Celis Santos nacque il 13 marzo 1915 a Salinas de Pisuerga, nella provincia spagnola di Palencia. Le fonti agiografiche lo presentano come un giovane orientato fin dall'adolescenza alla vita religiosa. Entrò nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo il 26 febbraio 1927 a Saragozza, iniziando il percorso formativo che lo avrebbe condotto alla vita passionista.
La proclamazione della Seconda Repubblica spagnola nel 1931 ebbe ripercussioni anche sulla sua formazione religiosa. Nell'aprile di quell'anno Eufrasio dovette rientrare temporaneamente nella propria famiglia. Tornò però a Saragozza il 12 settembre e il 4 ottobre dello stesso anno iniziò il noviziato a Corella, in Navarra. Una fonte agiografica riferisce che durante il noviziato attraversò una crisi vocazionale, che superò prima di giungere alla professione religiosa.

La professione religiosa
Il 23 ottobre 1932 Eufrasio pronunciò i voti religiosi assumendo il nome di Eufrasio dell’Amore Misericordioso. Il Martirologio Passionista conferma la data della professione e lo identifica come confratello della Congregazione della Passione.
Dopo la professione rimase a Corella per continuare gli studi e la formazione religiosa. Nell'agosto 1934 fu trasferito alla comunità passionista di Daimiel, presso il convento del Cristo della Luce, dove proseguì la preparazione che avrebbe dovuto condurlo al sacerdozio. Non arrivò tuttavia all'ordinazione sacerdotale. Il gruppo dei martiri di Daimiel comprendeva infatti sacerdoti, fratelli religiosi e giovani studenti destinati al ministero sacerdotale; Eufrasio apparteneva a quest'ultima componente.

Daimiel e la persecuzione del 1936
La comunità passionista di Daimiel era principalmente una casa di formazione. I religiosi vi conducevano una vita caratterizzata dallo studio, dalla preghiera e dalla preparazione al ministero, in un ambiente nel quale molti giovani aspiravano al sacerdozio. Giovanni Paolo II, nell'omelia della beatificazione, sottolineò che la comunità era composta in larga parte da giovani tra i diciotto e i ventun anni e che i religiosi non erano coinvolti nelle questioni politiche.
Nel luglio 1936, con l'aggravarsi della guerra civile e della persecuzione religiosa, il convento fu preso di mira da miliziani armati. La notte del 21 luglio la comunità fu costretta ad abbandonare il convento. I religiosi vennero separati in diversi gruppi e cercarono di raggiungere luoghi nei quali potessero mettersi in salvo. La vicenda di Eufrasio si inserisce in questo più ampio episodio persecutorio, che avrebbe portato alla morte di tutti i ventisei religiosi successivamente riconosciuti come martiri di Daimiel.

Il martirio
Eufrasio non morì nei primi giorni della persecuzione. Dopo la dispersione della comunità, egli fu tra i religiosi rimasti gravemente feriti durante le vicende che coinvolsero il gruppo diretto verso Manzanares. Secondo la ricostruzione agiografica tradizionale, i sei religiosi sopravvissuti alle prime fucilazioni rimasero ricoverati per circa tre mesi, fino a quando furono nuovamente prelevati e uccisi. Tra essi figurava Eufrasio.
Il 23 ottobre 1936 fu fucilato a Manzanares, nella provincia di Ciudad Real. La data e il luogo della morte sono confermati dal Martirologio Passionista e dal Martirologio Romano. Il Martirologio Passionista registra anche la sua nascita a Salinas de Pisuerga e la professione religiosa del 23 ottobre 1932.
La morte di Eufrasio avvenne nel contesto della persecuzione religiosa che colpì i religiosi passionisti di Daimiel durante la guerra civile spagnola. La Chiesa ha riconosciuto il suo martirio, inserendolo nella causa collettiva dei ventisei passionisti.

La beatificazione
La causa dei martiri passionisti di Daimiel fu trattata unitariamente. La documentazione della Santa Sede identifica la causa come quella di Niceforo di Gesù e Maria e venticinque compagni martiri. La Positio Super martyrio, indicata nel Martirologio Passionista, fu pubblicata nel 1987.
Il 1 ottobre 1989 Giovanni Paolo II beatificò a Roma Niceforo Díez Tejerina e i suoi venticinque compagni martiri. L'elenco ufficiale delle beatificazioni del pontificato di Giovanni Paolo II identifica il gruppo come 'Niceforo Díez Tejerina e 25 compagni, martiri passionisti'.
Nell'omelia della beatificazione Giovanni Paolo II ricordò i martiri di Daimiel come membri di una comunità passionista dedita alla formazione religiosa e sottolineò che la persecuzione li colpì nonostante non fossero coinvolti nelle questioni politiche. La loro testimonianza fu interpretata dalla Chiesa nel quadro del martirio cristiano.

Culto e memoria
Eufrasio è commemorato nel Martirologio Romano il 23 ottobre insieme a Ildefonso García Nozal, Giustiniano Cuesta Redondo, Onorino Carracedo Ramos, Tommaso Cuartero Gascón e Giuseppe Maria Cuartero Gascón. Il testo liturgico li presenta come martiri della Congregazione della Passione, uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936.
Le reliquie dei martiri passionisti di Daimiel sono conservate presso la comunità passionista di Daimiel. La presenza delle reliquie dei ventisei martiri nella casa e nella chiesa passionista di Daimiel è documentata anche da una pubblicazione della stessa Congregazione della Passione.

Cronologia
- 13 marzo 1915 - Nasce a Salinas de Pisuerga, nella provincia di Palencia, in Spagna.
- 26 febbraio 1927 - Entra nella Congregazione della Passione a Saragozza.
- aprile 1931 - In seguito alla proclamazione della Seconda Repubblica spagnola, rientra temporaneamente nella famiglia.
- 12 settembre 1931 - Torna a Saragozza per riprendere la formazione passionista.
- 4 ottobre 1931 - Inizia il noviziato a Corella, in Navarra.
- 23 ottobre 1932 - Emette la professione religiosa con il nome di Eufrasio dell’Amore Misericordioso.
- agosto 1934 - Viene trasferito alla comunità passionista di Daimiel.
- 21 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene costretta ad abbandonare il convento durante la persecuzione religiosa.
- 23 ottobre 1936 - Viene fucilato a Manzanares, nella provincia di Ciudad Real.
- 1 ottobre 1989 - È beatificato a Roma da papa Giovanni Paolo II insieme agli altri venticinque martiri passionisti di Daimiel.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Eufrasio De Celis Santos come religioso passionista e membro del gruppo dei martiri di Daimiel è solidamente attestata dalle fonti ecclesiastiche e passioniste. Il Martirologio Passionista registra il nome secolare, il nome religioso, la nascita, la professione e la morte.
- La data di nascita corretta è il 13 marzo 1915. Alcune fonti secondarie riportano erroneamente il 1913, ma il dato del 1915 è confermato dalla fonte passionista della Santa Sede e da altre fonti concordanti.
- La professione religiosa del 23 ottobre 1932 e la morte del 23 ottobre 1936 sono entrambe documentate e risultano separate da quattro anni esatti.
- La sua morte a Manzanares il 23 ottobre 1936 appartiene alla vicenda dei sei religiosi passionisti che, dopo essere sopravvissuti alle prime violenze, furono uccisi successivamente. Il contesto generale del martirio è confermato dalle fonti ecclesiastiche; alcuni dettagli narrativi sulle singole fasi della prigionia provengono invece da tradizioni agiografiche posteriori.
- Il riconoscimento ecclesiastico del martirio è particolarmente solido: la causa fu esaminata collettivamente e i ventisei passionisti furono beatificati da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989.
- Eufrasio non era sacerdote al momento della morte. Le fonti lo qualificano come confratello religioso e lo collocano tra i giovani in formazione della comunità passionista di Daimiel.
- La documentazione disponibile non attesta una canonizzazione successiva alla beatificazione; il titolo corretto rimane pertanto quello di beato.
- La memoria del 23 ottobre è attestata dal Martirologio Romano per Eufrasio e gli altri cinque compagni del gruppo. La celebrazione collettiva dei ventisei martiri di Daimiel è invece attestata anche in altre fonti al 24 luglio; le due ricorrenze appartengono a differenti forme di commemorazione liturgica.
- Le reliquie dei martiri sono conservate presso la comunità passionista di Daimiel, dove la memoria del gruppo continua a essere legata al luogo originario della loro formazione religiosa.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martirologio Passionista della Santa Sede, scheda di Niceforo di Gesù e Maria e 25 compagni, con i dati biografici di Eufrasio dell'Amore Misericordioso.
- Congregatio pro Causis Sanctorum, Nicephori a Iesu et Maria et XXV sociorum, Positio super martyrio, Roma, 1987, citata nella bibliografia ufficiale del Martirologio Passionista.
- Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio - Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, PP. Pasionistas, Zaragoza, 1989.
- Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, Edizioni CIPI, Roma, 1993.
- Giovanni Paolo II, Omelia per la beatificazione di Niceforo e 25 compagni martiri, Roma, 1 ottobre 1989.
- Santa Sede, elenco delle beatificazioni di Giovanni Paolo II, con Niceforo Díez Tejerina e 25 compagni, martiri passionisti, beatificati il 1 ottobre 1989.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026