Beato Onorino dell’Addolorata (Honorino Carracedo Ramos)

Chierico passionista, martire

Festa: 23 ottobre

Nascita-morte: La Lastra, Spagna, 21 aprile 1917 - Manzanares, Ciudad Real, Spagna, 23 ottobre 1936

Immagini di Beato Onorino dell’Addolorata (Honorino Carracedo Ramos) Chierico passionista, martire

Nascita - morte:
La Lastra, Spagna, 21 aprile 1917 - Manzanares, Ciudad Real, Spagna, 23 ottobre 1936

Festa:
23 ottobre

Etimologia:
Dal latino Honorinus, collegato a Honorius, con il significato di 'onorevole', 'degno di onore'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera O

Calendario: I santi del 23 ottobre

Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel

Fu un giovane religioso della Congregazione della Passione di Gesù Cristo e uno dei 26 passionisti della comunità di Daimiel uccisi durante la persecuzione religiosa nella Spagna della guerra civile. Nato a La Lastra, nella provincia di Palencia, nel 1917, entrò ancora adolescente nell'ambiente formativo passionista e nel 1933 emise la professione religiosa con il nome di Honorino de Nuestra Señora de los Dolores. Destinato agli studi filosofici in preparazione al sacerdozio, nel settembre 1934 raggiunse la comunità di Daimiel. La notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 i religiosi furono costretti ad abbandonare il convento e successivamente furono divisi in diversi gruppi. Onorino appartenne al gruppo che, dopo essere stato fucilato a Manzanares il 23 luglio, sopravvisse alle ferite e venne ricoverato nell'ospedale della città. Tre mesi dopo fu nuovamente prelevato e ucciso insieme ad altri cinque passionisti. La Santa Sede riconobbe il loro martirio in odium fidei nel 1988 e Giovanni Paolo II li beatificò il 1 ottobre 1989.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Honorino Carracedo Ramos nacque a La Lastra, nella diocesi di Palencia, il 21 aprile 1917. La fonte pontificia relativa alla beatificazione e il repertorio passionista concordano su questa data, mentre alcune pubblicazioni secondarie riportano erroneamente il 1916. La ricostruzione più documentata è pertanto quella del 1917.
Crebbe in una famiglia descritta dalle fonti biografiche come semplice, laboriosa e cristiana. Ebbe altri due fratelli che seguirono anch'essi la vita religiosa passionista, ma che non condivisero la sua sorte durante la persecuzione del 1936.
Il contatto con un religioso passionista orientò precocemente la sua vita verso la Congregazione della Passione. Il 13 settembre 1928 raggiunse il collegio passionista di Saragozza insieme ad altri giovani provenienti dalla provincia di Palencia. Aveva allora undici anni. Le fonti biografiche lo descrivono come un ragazzo vivace, socievole e particolarmente interessato agli studi. Il suo desiderio era diventare sacerdote e, in prospettiva, dedicarsi all'attività missionaria.

La formazione passionista
Nel periodo della formazione dovette interrompere temporaneamente il percorso presso i passionisti a causa della situazione politica e religiosa determinatasi in Spagna nei primi anni Trenta. Tornò alla famiglia, ma conservò l'intenzione di riprendere la vita religiosa. All'inizio di settembre rientrò quindi nell'ambiente passionista.
Il 22 ottobre 1932 prese l'abito religioso. Il 29 ottobre 1933 emise la professione religiosa assumendo il nome di Honorino de la Virgen Dolorosa, corrispondente all'italiano Onorino dell'Addolorata. La documentazione passionista e la fonte pontificia collocano entrambe in quella data la professione religiosa.
Dopo il noviziato proseguì per un anno la formazione a Corella, in Navarra. Era destinato agli studi filosofici e al successivo cammino verso il sacerdozio. Le testimonianze raccolte nelle biografie dei martiri lo descrivono come dotato per lo studio, diligente nella vita comunitaria e caratterizzato da umiltà, pazienza, naturalezza e attenzione fraterna.

A Daimiel
Il 18 settembre 1934 Onorino raggiunse la comunità passionista di Daimiel, dove continuò gli studi. Il convento del Santo Cristo de la Luz ospitava una comunità composta prevalentemente da religiosi impegnati nella formazione filosofica e teologica. Nella ricostruzione pontificia della causa, la comunità viene descritta come estranea alle attività politiche e sociali del tempo e dedita alla preghiera, allo studio, alla penitenza e alla vita religiosa.
Onorino continuò a distinguersi per l'impegno negli studi e per la partecipazione alla vita comunitaria. Era inoltre interessato alla musica e suonava l'armonium. Le fonti biografiche ricordano il suo carattere allegro e comunicativo.
La situazione politica spagnola si aggravò progressivamente fino allo scoppio della guerra civile nel luglio 1936. La comunità passionista di Daimiel venne coinvolta nella persecuzione contro gli appartenenti agli istituti religiosi.
L'ultima lettera di Onorino ai familiari, datata 8 aprile 1936, conteneva la richiesta di pregare perché potesse perseverare nella Congregazione alla quale riteneva di essere stato chiamato.

La dispersione della comunità
Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 circa duecento miliziani raggiunsero la comunità passionista di Daimiel. I religiosi furono costretti ad abbandonare il convento e vennero successivamente suddivisi in gruppi. Il percorso dei 26 religiosi che sarebbero stati uccisi fu diverso a seconda dei gruppi nei quali vennero inseriti.
Onorino appartenne al gruppo guidato dal padre provinciale Nicéforo Díez Tejerina. Undici religiosi raggiunsero la stazione di Manzanares e furono riconosciuti come religiosi. Il 23 luglio furono condotti nei pressi della ferrovia e sottoposti a fucilazione. Cinque morirono immediatamente, uno nelle ore successive in ospedale e sei rimasero feriti. Tra questi ultimi vi era Onorino.

Il ricovero e il secondo arresto
I sei superstiti furono trasportati all'ospedale di Manzanares. Le ferite erano gravi, ma le loro condizioni migliorarono progressivamente. Il ricovero si protrasse per circa tre mesi. Secondo le testimonianze biografiche, durante la degenza i religiosi prestarono anche aiuto nell'assistenza agli altri malati.
Onorino affrontò le conseguenze delle ferite senza rinunciare alla sua identità religiosa. Una testimonianza riportata nelle biografie riferisce che, quando venne portato all'ospedale e coloro che lo curavano temevano di procurargli dolore, egli rispose semplicemente: 'Sono passionista'.
Le ferite riportate rendevano inoltre possibile l'amputazione di un braccio. Una fonte biografica riferisce che Onorino si oppose all'intervento perché continuava a sperare di poter svolgere in futuro la propria missione. L'episodio appartiene alla documentazione biografica successiva alla sua morte e va distinto dalle informazioni direttamente contenute nel decreto pontificio sul martirio.

Il martirio
Il 23 ottobre 1936, esattamente tre mesi dopo il primo episodio di fucilazione, Onorino e gli altri cinque superstiti furono prelevati dall'ospedale. Furono condotti sulla strada tra Manzanares e Daimiel e uccisi a colpi d'arma da fuoco. Con lui morirono i passionisti Ildefonso García Nozal, Justiniano Cuesta Redondo, Eufrasio de Celis Santos, Tomás Cuartero Gascón e José María Cuartero Gascón. La data, il luogo e l'appartenenza al gruppo dei sei sono attestati dalla documentazione pontificia della causa.
La Santa Sede riconobbe che i 26 religiosi di Daimiel furono uccisi per odio alla fede. Il decreto sul martirio fu promulgato il 28 novembre 1988. La causa era stata istruita presso la Curia di Ciudad Real tra il 1948 e il 1951, con raccolta di testimonianze e documentazione.

Il riconoscimento del martirio
La causa fu presentata collettivamente come quella del beato Nicéforo Díez Tejerina e 25 compagni. La Santa Sede considerò l'uccisione dei religiosi come martirio in odium fidei, cioè come morte inflitta a causa della fede e dell'appartenenza religiosa. Il decreto pontificio del 28 novembre 1988 costituisce il riconoscimento ecclesiastico formale del martirio.
Il 1 ottobre 1989 Giovanni Paolo II beatificò a Roma Nicéforo Díez Tejerina e i suoi 25 compagni, tra i quali Onorino. Il decreto di beatificazione stabilì per il gruppo la celebrazione liturgica del 23 luglio.

Le reliquie e il culto
Dopo il martirio, la memoria dei passionisti di Daimiel si sviluppò rapidamente. Le loro spoglie furono trasferite nella cripta della chiesa passionista di Daimiel il 23 aprile 1941. La stessa documentazione pontificia ricorda che la fama del loro martirio era già cresciuta dopo la traslazione.
Onorino è ricordato nel Martirologio con i cinque compagni uccisi a Manzanares il 23 ottobre. La celebrazione comune dell'intero gruppo dei 26 martiri passionisti è invece fissata al 23 luglio, data del primo gruppo di uccisioni e festa stabilita nell'atto di beatificazione.

Curiosità
- Onorino aveva appena diciannove anni quando fu ucciso il 23 ottobre 1936.
- La data del secondo martirio, 23 ottobre 1936, coincide con il terzo anniversario della professione religiosa emessa il 29 ottobre 1933? No: la professione era avvenuta il 29 ottobre 1933, quindi non coincide esattamente con l'anniversario, come talvolta riportato erroneamente in alcune pubblicazioni.

Cronologia
- 21 aprile 1917 - Nasce a La Lastra, nella diocesi di Palencia.
- 13 settembre 1928 - Entra nel collegio passionista di Saragozza.
- 22 ottobre 1932 - Riceve l'abito passionista.
- 29 ottobre 1933 - Emette la professione religiosa con il nome di Honorino de la Virgen Dolorosa.
- 18 settembre 1934 - Raggiunge la comunità passionista di Daimiel per proseguire gli studi.
- 8 aprile 1936 - Scrive l'ultima lettera ai familiari, chiedendo preghiere per perseverare nella Congregazione.
- 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene costretta ad abbandonare il convento.
- 23 luglio 1936 - Viene fucilato a Manzanares insieme al gruppo guidato da Nicéforo Díez; gravemente ferito, sopravvive e viene ricoverato nell'ospedale della città.
- 23 ottobre 1936 - Viene prelevato dall'ospedale e ucciso a Manzanares insieme a Ildefonso García Nozal, Justiniano Cuesta Redondo, Eufrasio de Celis Santos, Tomás Cuartero Gascón e José María Cuartero Gascón.
- 23 aprile 1941 - Le spoglie dei martiri vengono trasferite nella cripta della chiesa passionista di Daimiel.
- 1948-1951 - Si svolge presso la Curia di Ciudad Real il processo ordinario sul martirio e sulle sue cause.
- 28 novembre 1988 - Giovanni Paolo II promulga il decreto sul martirio di Nicéforo Díez Tejerina e dei 25 compagni.
- 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma Nicéforo Díez Tejerina e i 25 compagni martiri.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Honorino Carracedo Ramos come religioso passionista e membro della comunità di Daimiel è solidamente documentata.
- La data di nascita del 21 aprile 1917 è attestata dalla documentazione pontificia della beatificazione e dal repertorio ufficiale dei martiri passionisti. La presenza di date diverse, in particolare 1916 e 1919, nelle fonti secondarie deriva da errori di trasmissione e non modifica la ricostruzione sostenuta dalle fonti più autorevoli.
- È documentato che Onorino era un chierico studente della Congregazione della Passione, non sacerdote. La fonte pontificia lo colloca tra i quindici chierici che seguivano il curriculum filosofico.
- Il primo episodio di fucilazione del 23 luglio 1936, il ricovero dei sei superstiti e la loro successiva uccisione il 23 ottobre sono documentati nella ricostruzione pontificia della causa.
- Il decreto pontificio del 28 novembre 1988 riconobbe il martirio dei 26 religiosi come uccisione per odio della fede.
- Gli episodi relativi alla personalità di Onorino, ai suoi studi, al carattere, alla musica, alla lettera ai familiari e alla permanenza in ospedale provengono soprattutto da testimonianze e biografie passioniste successive e hanno un grado documentario diverso rispetto agli atti pontifici della causa.
- L'episodio relativo al possibile intervento di amputazione del braccio appartiene alla tradizione biografica documentata in fonti secondarie, ma non compare nella sintesi pontificia del decreto di beatificazione.
- Il culto è ufficialmente riconosciuto attraverso la beatificazione del 1989. Le reliquie sono associate alla cripta del Cristo de la Luz di Daimiel.
- La data del 23 ottobre è legata alla commemorazione di Onorino e dei cinque compagni uccisi a Manzanares, mentre la celebrazione comune dei 26 martiri, fissata nell'atto di beatificazione, ricorre il 23 luglio.

Fonti e bibliografia essenziale
- Giovanni Paolo II, Quemadmodum communicatis, Lettera apostolica per la beatificazione di Nicéforo Díez Tejerina e 25 compagni, 1 ottobre 1989.
- Congregatio pro Causis Sanctorum, decreto sul martirio di Nicéforo Díez Tejerina e XXV compagni, 28 novembre 1988, in Acta Apostolicae Sedis, 81 (1989).
- Martirologio Passionista, scheda dei 26 martiri di Daimiel, con dati biografici essenziali e bibliografia della causa.
- Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio. Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, PP. Pasionistas, Zaragoza, 1989.
- Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, CIPI, Roma, 1993.
- Congregatio pro Causis Sanctorum, Nicephori a Iesu et Maria et XXV Sociorum, Positio super martyrio, Roma, 1987.
- Vicente Cárcel Ortí, Mártires españoles del siglo XX, con la biografia di Honorino Carracedo Ramos e la ricostruzione della vicenda dei martiri passionisti di Daimiel.

Aggiunto/modificato il 5 ottobre 2026