Beata Biagia della Croce (Juana Pérez de Labeaga García)
Vergine e martire
Festa: 10 novembre
Nascita-morte: Desojo, Spagna, 27 gennaio 1864 - Madrid, Spagna, 10 novembre 1936
Nascita - morte:
Desojo, Spagna, 27 gennaio 1864 - Madrid, Spagna, 10 novembre 1936
Festa:
10 novembre
Etimologia:
Dal latino Blasius
Emblema:
Palma del martirio
Categoria: I santi che iniziano con la lettera B
Calendario: I santi del 10 novembre
Gruppo: Beate Martiri Spagnole Suore Ancelle Adoratrici del Ss. Sacramento e della Carità
Al secolo Juana Francisca Pérez de Labeaga García, fu una religiosa spagnola della Congregazione delle Adoratrici del Santissimo Sacramento e della Carità, uccisa a Madrid il 10 novembre 1936 durante la guerra civile spagnola. Appartenne al gruppo di diciassette religiose e sei collaboratrici laiche riconosciute martiri dalla Chiesa cattolica. La vicenda del gruppo si colloca nel contesto delle violenze anticlericali che accompagnarono il conflitto, ma il riconoscimento ecclesiastico riguarda precisamente la loro morte per odio alla fede. La causa fu istruita nella diocesi di Madrid a partire dal 1950 e culminò nel decreto sul martirio del 1 giugno 2007 e nella beatificazione del 28 ottobre 2007, sotto Benedetto XVI. La commemorazione del 10 novembre ricorda l'anniversario della morte; nella tradizione celebrativa delle Adoratrici ricorre anche il 6 novembre. Le informazioni personali conservate su ciascuna martire sono di ampiezza diversa e vanno distinte dalle vicende documentate collettivamente.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Juana Francisca Pérez de Labeaga García nacque a Desojo, in Navarra, nel 1864. Le biografie divulgative discordano sul giorno di nascita, riportando il 27 oppure il 29 gennaio: la documentazione ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi, nella sintesi consultata, conferma soltanto l'anno. Per questo la data esatta non è qui assunta come accertata.
Entrò nella Congregazione delle Adoratrici il 20 agosto 1883 e ricevette il nome religioso di Blasa de María. Secondo la ricostruzione biografica spagnola emise la professione perpetua nel maggio 1891. Svolse soprattutto incarichi domestici nelle comunità alle quali fu assegnata, partecipando così alla vita quotidiana e al sostegno concreto delle opere dell'istituto.
Durante la guerra civile fu arrestata e, secondo una biografia secondaria, detenuta ad Almería; in seguito, ormai anziana e debilitata, raggiunse le consorelle a Madrid. La stessa fonte riferisce che, durante l'arresto del 9 novembre 1936, non era più in grado di scendere autonomamente le scale. Questi particolari, non riportati nella sintesi ufficiale della causa, appartengono alla ricostruzione biografica posteriore e non possono essere considerati testimonianze contemporanee indipendenti.
Nel 1936 la guerra civile spagnola fu accompagnata, in diverse zone controllate dalle forze repubblicane, da violenze anticlericali, assalti a edifici religiosi e uccisioni di ecclesiastici, consacrati e laici. Il contesto politico e militare fu complesso e non tutte le vittime della guerra furono uccise per motivi religiosi. Per questo il riconoscimento ecclesiastico del martirio delle Adoratrici si riferisce alla loro specifica vicenda, esaminata attraverso una causa canonica.
A Madrid le religiose della Congregazione delle Adoratrici del Santissimo Sacramento e della Carità, fondata da santa Maria Micaela del Santissimo Sacramento, erano impegnate nell'adorazione e nell'assistenza alle donne in condizioni di vulnerabilità. Nel luglio 1936 il loro convento fu requisito e alcune consorelle trovarono rifugio in abitazioni provvisorie. Un gruppo si raccolse in Costanilla de los Ángeles, dove proseguì la vita comune in condizioni precarie.
Il 9 novembre 1936 le donne presenti nel rifugio furono arrestate in seguito ad accuse rivolte contro la comunità. Nella notte fra il 9 e il 10 novembre vennero condotte verso la zona dei cimiteri orientali di Madrid e uccise con armi da fuoco. Le fonti descrivono con formulazioni non identiche il punto preciso dell'esecuzione, tra il cimitero dell'Est e la strada verso Vicálvaro. Il gruppo riconosciuto dalla Chiesa comprendeva diciassette religiose e sei collaboratrici laiche: non tutte le ventitré vittime erano dunque suore.
La memoria delle vittime fu conservata dalla congregazione e dai fedeli. I processi ordinari diocesani furono istruiti tra il 1950 e il 1952; la causa proseguì con l'esame dei consultori teologi il 15 giugno 2004 e dei cardinali e vescovi il 16 gennaio 2007. Il 1 giugno 2007 Benedetto XVI autorizzò il decreto sul martirio. Il 28 ottobre 2007 le ventitré donne furono beatificate a Roma nell'ambito della celebrazione per 498 martiri spagnoli. La memoria del gruppo è collegata al 10 novembre, anniversario della morte; la congregazione ricorda inoltre le proprie martiri nelle celebrazioni del 6 novembre.
Approfondimenti
La congregazione e la causa comune
La Congregazione delle Adoratrici unisce l'adorazione eucaristica all'impegno a favore delle donne esposte a sfruttamento ed esclusione. Le vittime del 10 novembre 1936 appartenevano a questa esperienza religiosa o collaboravano stabilmente con essa. La causa canonica ha esaminato insieme le diciassette consacrate e le sei donne laiche, senza cancellare la differenza del loro stato di vita.
Memoria e trasmissione dei racconti
La narrazione dell'arresto e dell'esecuzione si è conservata soprattutto attraverso la memoria congregazionale e le successive ricostruzioni della causa. Le descrizioni dettagliate dei colloqui notturni, dei gesti individuali e delle parole pronunciate richiedono cautela quando non sono attribuite a testimoni identificabili. La memoria liturgica del 10 novembre conserva il riferimento alla data della morte, mentre il 6 novembre ricorre nelle celebrazioni comuni dei martiri spagnoli e nella commemorazione congregazionale.
Cronologia
- 1864 - Nascita a Desojo, in Navarra.
- 20 agosto 1883 - Ingresso nella Congregazione delle Adoratrici, secondo la biografia spagnola.
- maggio 1891 - Professione perpetua, secondo la medesima ricostruzione.
- luglio 1936 - Requisizione del convento madrileno e dispersione delle religiose in rifugi provvisori.
- 9 novembre 1936 - Arresto della comunità a Madrid.
- 10 novembre 1936 - Uccisione del gruppo di ventitré donne.
- tra il 1950 e il 1952 - Istruzione dei processi ordinari diocesani.
- 15 giugno 2004 - Esame positivo dei consultori teologi.
- 16 gennaio 2007 - Esame positivo dei cardinali e vescovi.
- 1 giugno 2007 - Decreto di riconoscimento del martirio.
- 28 ottobre 2007 - Beatificazione a Roma.
Valutazione storico-critica
- Identità, appartenenza alla congregazione, morte collettiva e beatificazione sono confermate dalla documentazione ecclesiastica ufficiale.
- Il gruppo delle ventitré vittime comprendeva diciassette religiose e sei collaboratrici laiche, distinzione non sempre rispettata nelle narrazioni divulgative.
- Le testimonianze riassuntive divergono nella descrizione del luogo preciso della fucilazione; il dato sicuro è l’uccisione nell’area orientale di Madrid.
- I particolari individuali non attestati dalle fonti ufficiali restano distinti dalla ricostruzione del martirio collettivo.
- Il giorno di nascita è controverso nelle fonti secondarie: 27 e 29 gennaio 1864; la sintesi ufficiale conferma il solo anno.
Fonti e bibliografia essenziale
- Dicastero delle Cause dei Santi, Manuela Arriola del Cuore di Gesù e 22 compagne, biografia e testo del breve apostolico di beatificazione.
- Adoratrices España, Memoria de las 23 beatas Adoratrices mártires, 6 novembre 2024.
- New Catholic Encyclopedia, Supplement 2010, elenco dei martiri spagnoli beatificati nel 2007.
- Blasa de María, voce biografica in lingua spagnola, consultata per le notizie individuali e le divergenze cronologiche.
