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Beati Martiri Spagnoli Redentoristi di Madrid Beatificati nel 2022

Festa: 6 novembre

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† Madrid, Spagna, 20 luglio / 7 novembre 1936

La Congregazione del Santissimo Redentore, fondata da sant’Alfonso Maria de’ Liguori nel 1732, si stabilì a Madrid nel 1869. Nel 1892, il Nunzio Apostolico in Spagna affidò ai Redentoristi la Basilica Pontificia di San Michele Arcangelo a Madrid; nello stesso anno e nella stessa città, fu fondata anche la comunità del Perpetuo Soccorso, adiacente all’omonimo santuario. All’inizio di luglio 1936, anche le comunità madrilene videro un cambiamento nei superiori e nei membri; di lì a poco, il 18 luglio, scoppiò la guerra civile e le persecuzioni contro la Chiesa si fecero più aspre. Delle due comunità, in un periodo compreso tra il 20 luglio e il 7 novembre 1936, morirono dodici membri, sei religiosi sacerdoti e sei fratelli coadiutori; quattro risiedevano a San Michele, otto al Perpetuo Soccorso. La fase diocesana della causa di beatificazione, intitolata a Vicente Nicasio Renuncio Toribio e undici compagni e indirizzata alla verifica del loro martirio in odio alla fede, si svolse a Madrid dal 19 settembre 2006 al 27 novembre 2007. La beatificazione fu celebrata il 22 ottobre 2022, sotto il pontificato di papa Francesco, nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena a Madrid. La loro memoria liturgica ricorre il 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.



I Redentoristi a Madrid
La Congregazione del Santissimo Redentore, fondata da sant’Alfonso Maria de’ Liguori nel 1732, si stabilì a Madrid nel 1869, in cerca di rifugio dalle persecuzioni subite nelle altre case spagnole durante la rivoluzione del 1868.
Dopo essere passati per varie case, nel 1870 i Redentoristi si stabilirono nel 1870 vicino alla chiesa di San Pasquale, sul Paseo Recoletos. Vi rimasero fino a quando, nel 1879, il cardinale Moreno concesse loro la chiesa di Santa Barbara, detta “delle Salesie” (Salesie è sinonimo di Visitandine). Fu questa la prima residenza canonica che i figli di sant’Alfonso ebbero a Madrid.

Le due comunità di San Michele e del Perpetuo Soccorso
Nel 1892, il Nunzio Apostolico in Spagna affidò ai Redentoristi la Basilica Pontificia di San Michele Arcangelo a Madrid: i religiosi si stabilirono allora nella casa adiacente, in piazza del Conde de Miranda. Dall’8 novembre 1959, i Redentoristi non sono più presenti in quella casa.
Un residuo della comunità rimase a Santa Barbara fino al 6 luglio dello stesso anno, quando l’icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, copia dell’originale affidato ai Redentoristi da papa Pio IX e venerato nella chiesa di Sant’Alfonso a Roma, venne trasferita in processione e, con essa, la comunità redentorista: la nuova sede fu il Santuario del Perpetuo Soccorso, in via Garcilaso (oggi via Manuel Silvela 14).

Al tempo della guerra civile spagnola
Nel giugno 1936 giunse da Roma la nomina dei superiori per il triennio 1936-1939 e il riadattamento del personale nelle comunità redentoriste. I cambiamenti ebbero luogo all’inizio di luglio 1936; poco dopo, col sollevamento militare del 18 luglio, ebbe inizio la guerra civile spagnola.
Il 19 luglio, secondo quanto attestano i documenti contemporanei, la comunità di San Michele poté celebrare la solennità del Santissimo Redentore, secondo il calendario della Congregazione. Alcuni membri scelsero di dormire fuori dalla casa; rientrarono al mattino seguente, per poter celebrare l’Eucaristia.
Il 20 luglio furono celebrate solo due Messe, a porte aperte, a causa del tumulto crescente, seguito anche all’attacco alla caserma della Montagna. Quindi i religiosi chiusero le porte della chiesa, consumarono le Sacre Specie per evitare profanazioni e uscirono a piccoli gruppi verso i rifugi che avevano concordato. Il giorno dopo, la sacrestia della basilica venne data alle fiamme.
Quasi lo stesso avvenne al Perpetuo Soccorso, dove fu possibile celebrare le Messe sia della solennità del Redentore, sia del giorno seguente; anche alcuni religiosi di quella comunità pernottarono fuori.
Il 21 furono celebrate solo le prime Messe del mattino. Subito dopo, fu consumato il Santissimo Sacramento: le porte del santuario furono chiuse e lo rimasero fino alla fine della guerra. La comunità si riunì per mangiare prima dell’orario abituale. Poco dopo, tutti i religiosi, già vestiti in abiti civili, si dispersero.

I martiri e il loro comportamento
In tutto, durante quella persecuzione, morirono dodici Redentoristi delle case di Madrid: quattro dalla comunità di San Michele, otto da quella del Perpetuo Soccorso. Metà erano sacerdoti, metà fratelli coadiutori. Il periodo delle loro uccisioni va dal 20 luglio al 7 novembre 1936.
Erano consapevoli di correre un grande rischio, vivendo da consacrati in un tempo nel quale gli atti persecutori contro la Chiesa erano diventati sempre più frequenti. Nondimeno, si affidarono totalmente alla Provvidenza e alla volontà divina. Per questa ragione, godettero sempre di fama di martiri, all’interno e all’esterno della Congregazione.

La causa di beatificazione in fase diocesana
L’inchiesta diocesana della causa di beatificazione, intitolata a Vicente Nicasio Renuncio Toribio e undici compagni, si svolse a Madrid dal 19 settembre 2006 al 27 novembre 2007. Gli atti dell’inchiesta furono convalidati dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 24 marzo 2010.
La “Positio super martyrio”, presentata nel 2019, fu sottoposta ai Consultori Storici il 29 gennaio dello stesso anno, essendo appunto la causa di natura antica o storica, perché dai fatti erano trascorsi più di cinquant’anni.

Il decreto sul martirio
Il 24 settembre 2020 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi emisero il proprio voto favorevole. I Cardinali e i Vescovi membri della stessa Congregazione, nella loro Sessione Ordinaria del 20 aprile 2021, riconobbero che l’odio contro la fede era l’unica ragione dell’accanimento contro i dodici Redentoristi e delle loro uccisioni.
Il 24 aprile 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò infine il decreto sul martirio.

La beatificazione
Padre Vicente Nicasio Renuncio Toribio e compagni furono quindi beatificati a Madrid, nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena, il 22 ottobre 2022. La Messa con il Rito della Beatificazione fu presieduta dal cardinal Semeraro come inviato del Santo Padre. La loro memoria liturgica venne fissata al 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.
La Congregazione del Santissimo Redentore aveva già visto, il 13 ottobre 2013, la beatificazione di sei suoi membri, martiri durante la stessa persecuzione, appartenuti alla comunità di Cuenca.

L’elenco in ordine cronologico
Nell’elenco che segue, solo i nomi dei fratelli coadiutori che hanno assunto un nuovo appellativo con la professione religiosa sono riportati in italiano.
Inoltre, i due martiri la cui data di morte è il 22 agosto 1936 furono ritrovati cadaveri in due luoghi diversi, ma è plausibile che, essendo stati catturati insieme, abbiano condiviso anche il momento dell’uccisione.

99155 -Crescencio Severo Ortiz Blanco, sacerdote, 55 anni
99156 -Ángel Martínez Miquélez, sacerdote, 29 anni
99157 -Gabriele (Bernardo) Sáiz Gutiérrez, fratello coadiutore, 40 anni
† Madrid, 20 luglio 1936

99158 -Nicesio Pérez del Palomar Quincoces, fratello coadiutore, 77 anni
99159 - Gregorio Zugasti Fernández de Esquide, fratello coadiutore, 54 anni
† Madrid, 16 agosto 1936

99160 -Aniceto Lizasoain Lizaso, fratello coadiutore, 59 anni
† Madrid, 18 agosto 1936

99161 -José María Urruchi Ortiz, sacerdote, 27 anni
99162 -Pasquale (José Joaquín) Erviti Insausti, fratello coadiutore, 33 anni e 9 mesi
† Madrid, 22 agosto 1936

99163 - Antonio Girón González, sacerdote, 65 anni
† Madrid, 30 agosto 1936

99164 - Donato Jiménez Bibiano, sacerdote, 63 anni
† Madrid, 18 settembre 1936

99165 - Massimo (Rafael) Perea Pinedo, fratello coadiutore, 33 anni e 9 giorni
† Madrid, 2 novembre 1936

99154 - Vicente Nicasio Renuncio Toribio, sacerdote, 60 anni
† Madrid, 7 novembre 1936


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2022-10-28

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