Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

Festa: 24 novembre — Memoria

Nascita-morte: † Vietnam, dal 1745 al 1862

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Nascita - morte:
† Vietnam, dal 1745 al 1862

Festa:
24 novembre — Memoria

Patronato:
Vietnam (Giovanni Paolo II, 14 dicembre 1990)

Emblema:
Croce e palma del martirio.

Categoria: Gruppi di Martiri

Calendario: I santi del 24 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Memoria dei santi Andrea Dung Lac, sacerdote, e compagni, martiri. Con un’unica celebrazione si onorano centodiciassette martiri di varie regioni del Viet Nam, tra i quali otto vescovi, moltissimi sacerdoti e un gran numero di fedeli laici di entrambi i sessi e di ogni condizione ed età, che preferirono tutti patire l’esilio, il carcere, le torture e l’estremo supplizio piuttosto che recare oltraggio alla croce e rinnegare la fede cristiana.

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I santi martiri vietnamiti, commemorati il 24 novembre sotto il nome di Andrea Dũng Lạc e 116 compagni, sono 117 cristiani uccisi per la fede tra il 1745 e il 1862 nei territori dell’attuale Vietnam. Il gruppo comprende otto vescovi, cinquanta sacerdoti e cinquantanove fedeli laici; novantasei erano vietnamiti, undici missionari spagnoli domenicani e dieci missionari francesi delle Missioni Estere di Parigi. La loro vicenda attraversa regimi e persecuzioni differenti, nel contesto di un cristianesimo che aveva sviluppato comunità, clero locale e reti di catechisti. Fra loro figurano uomini e donne, pastori e capifamiglia, persone di diversa condizione sociale. Andrea Dũng Lạc, sacerdote vietnamita decapitato il 21 dicembre 1839, è il nome scelto per la memoria comune, non il capo storico di un’unica comunità di martiri. Beatificati in quattro gruppi fra il 1900 e il 1951, furono canonizzati insieme da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988. La loro memoria riguarda tanto le singole testimonianze riconosciute dalla Chiesa quanto la storia, più vasta e complessa, delle comunità cattoliche vietnamite.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La formazione delle comunità cristiane
La presenza cattolica nei territori vietnamiti precede di molto il martirio dei 117 canonizzati. L’evangelizzazione si sviluppò attraverso contatti commerciali e missionari, in un territorio politicamente articolato e spesso diviso fra poteri rivali. Nei secoli XVI e XVII missionari di diversi ordini contribuirono alla nascita di comunità stabili; fra le figure più note vi fu il gesuita Alexandre de Rhodes, attivo nel Seicento. Non fu tuttavia il primo cristiano a raggiungere il paese, né l’intera storia della missione può essere ricondotta a un solo europeo. La progressiva formazione di cristiani vietnamiti, catechisti e collaboratori locali fu decisiva per la continuità delle comunità.
Nel 1659 la Santa Sede istituì i vicariati apostolici del Tonchino e della Cocincina. Queste denominazioni storiche designavano ampie regioni dell’area vietnamita e non coincidevano sempre con confini amministrativi stabili. Le missioni dovettero misurarsi con la lingua, le consuetudini familiari, il culto degli antenati e i rapporti con le autorità. La formazione di un clero indigeno non fu un dettaglio accessorio: rese possibile la celebrazione dei sacramenti e la cura pastorale anche quando i missionari stranieri venivano espulsi o costretti alla clandestinità.

Le persecuzioni e le loro cause
Le misure anticristiane non costituirono una persecuzione continua e uniforme. Mutarono per intensità, territori, sovrani e circostanze. Alcuni governanti percepivano il cristianesimo come una minaccia alle norme rituali e alla lealtà politica; altri temevano i legami dei missionari con potenze straniere. L’obiezione cristiana a determinati atti di culto pubblico o di venerazione rituale poteva essere interpretata come disobbedienza. Queste tensioni non cancellano il carattere religioso delle condanne riconosciute dalla Chiesa, ma spiegano perché la repressione sia maturata in un contesto politico e culturale complesso.
I due primi martiri del gruppo canonizzato, i domenicani Francesco Gil de Federich e Matteo Alonso de Leciniana, morirono nel 1745. Altri furono uccisi nei decenni successivi. Nell’Ottocento la dinastia Nguyễn consolidò il proprio potere e le persecuzioni divennero particolarmente dure sotto Minh Mạng, Thiệu Trị e Tự Đức. Gli editti potevano colpire sacerdoti, catechisti, ospitanti e semplici fedeli. Arresti, confische, dispersioni forzate, carcere e condanne capitali compromisero la vita ordinaria delle comunità.
La documentazione ecclesiastica riferisce numerosi ordini persecutori promulgati fra il Seicento e l’Ottocento. I numeri complessivi delle vittime, spesso indicati nell’ordine delle centinaia di migliaia, restano stime storiche e non devono essere confusi con il numero dei martiri individualmente riconosciuti nelle cause canoniche. Il gruppo dei 117 è precisamente identificato; le popolazioni colpite dalla repressione furono invece molto più ampie e non tutte le vittime possono essere ricostruite nominativamente.

Il primo periodo dei martirî riconosciuti
Nel 1745 i sacerdoti domenicani spagnoli Francesco Gil de Federich e Matteo Alonso de Leciniana furono giustiziati dopo un ministero esercitato nel Tonchino. La loro morte apre cronologicamente la serie dei 117, senza segnare l’inizio assoluto del martirio cristiano in Vietnam. Altri missionari e fedeli avevano già sofferto la persecuzione, ma non fanno parte di questa specifica canonizzazione. La distinzione fra storia generale del cristianesimo vietnamita e gruppo canonico del 1988 è indispensabile per non attribuire a tutti gli stessi eventi.
Nel 1773 morì il domenicano vietnamita Vincenzo Liem de la Paz, ricordato da Giovanni Paolo II nell’omelia di canonizzazione come una delle prime figure native del gruppo. La presenza di sacerdoti vietnamiti fra i martiri dimostra che il cristianesimo locale aveva ormai proprie strutture formative e ministeriali. La vicenda non può essere ridotta al sacrificio di missionari europei: la maggioranza dei 117 apparteneva alla popolazione del paese.

Andrea Dũng Lạc, dalla conversione al sacerdozio
Andrea Dũng Lạc, noto anche come Andrea Trần An Dũng Lạc, nacque intorno al 1795 nella regione di Bắc Ninh, nel Vietnam settentrionale. Proveniva da una famiglia povera non cristiana. Secondo le ricostruzioni ecclesiastiche fu affidato da giovane a un catechista, ricevette un’educazione cristiana e il battesimo con il nome di Andrea. Le fonti divulgative variano talvolta nella presentazione dei nomi e dei luoghi della sua infanzia: le diverse grafie non autorizzano a costruire persone distinte.
Divenne catechista e fu ordinato sacerdote nel 1823. Esercitò il ministero in diverse comunità, in un ambiente segnato dall’insicurezza per il clero e per i fedeli. Le biografie ecclesiastiche sottolineano l’attenzione ai poveri, la sobrietà personale e la disponibilità pastorale. Tali tratti appartengono alla tradizione biografica accolta dalla Chiesa; le circostanze dei singoli episodi non sempre possono essere ricostruite con la precisione di un registro amministrativo contemporaneo.
Durante la repressione subì arresti e venne liberato in alcune occasioni grazie all’intervento dei cristiani. La necessità di nascondersi o di cambiare luogo non fu esclusiva della sua esperienza: i sacerdoti perseguitati dipendevano spesso dall’ospitalità di famiglie e catechisti. Il ricorso ai riscatti, quando attestato, mostra la solidarietà concreta delle comunità ma anche i pericoli che esse affrontavano. Andrea continuò a esercitare il ministero fino all’arresto definitivo.

L’arresto finale e la morte di Andrea
Nel 1839 Andrea fu nuovamente catturato insieme al sacerdote Pietro Thi. Entrambi vennero sottoposti al procedimento che condusse alla condanna capitale. Le narrazioni della prigionia riportano la loro fermezza nella fede; le parole attribuite ai condannati sono conservate soprattutto dalla tradizione agiografica e richiedono prudenza quando sono riprodotte come discorsi letterali. Il dato centrale, attestato dalla memoria ecclesiastica e dalla causa, è la morte inflitta in relazione alla loro professione cristiana.
Andrea Dũng Lạc e Pietro Thi furono decapitati il 21 dicembre 1839 nell’area di Hanoi. La data individuale del martirio di Andrea non coincide dunque con la memoria collettiva del 24 novembre. La scelta del suo nome per designare l’intero gruppo risponde alla rappresentatività del sacerdote vietnamita e alla diffusione del suo culto; non implica che i 116 compagni siano morti insieme a lui o lo abbiano conosciuto.

I vescovi e i missionari stranieri
Otto dei 117 erano vescovi: sei domenicani spagnoli e due francesi delle Missioni Estere di Parigi. Fra i domenicani si ricordano Domenico Henares, Clemente Ignazio Delgado, Giuseppe Maria Díaz Sanjurjo, Melchiorre García Sampedro, Girolamo Hermosilla e Valentino Berrio Ochoa. Fra i francesi figurano Pietro Borie e Stefano Teodoro Cuenot. Le loro morti si collocano in anni e luoghi differenti. L’appartenenza all’episcopato rese particolarmente visibile il conflitto fra le strutture della Chiesa e le autorità persecutorie.
I missionari europei avevano scelto di operare in un contesto linguistico e politico diverso dal proprio. La loro presenza fu però inserita in reti ecclesiali dove sacerdoti, catechisti e famiglie vietnamite svolgevano funzioni indispensabili. L’interpretazione dei loro martirî deve evitare due semplificazioni opposte: presentarli soltanto come vittime di un conflitto fra Europa e Asia, oppure ignorare le tensioni coloniali che in seguito segnarono profondamente la regione. Le motivazioni dei singoli provvedimenti e il quadro politico mutarono nel tempo.
Il vescovo Pietro Borie fu giustiziato il 24 novembre 1838. Stefano Teodoro Cuenot morì in prigionia nel 1861. Girolamo Hermosilla e Valentino Berrio Ochoa furono uccisi nello stesso anno. Queste vicende documentano forme diverse di repressione e mostrano come il riconoscimento del martirio non dipenda da una sola modalità di esecuzione.

I sacerdoti vietnamiti e il ruolo dei catechisti
Dei 117 canonizzati, trentasette sacerdoti erano vietnamiti. In un periodo nel quale l’accesso ai ministri ordinati era spesso difficile, essi mantenevano il legame fra le comunità, amministravano i sacramenti e sostenevano la formazione cristiana. La loro storia è inseparabile da quella dei catechisti, incaricati di insegnare la dottrina, preparare al battesimo, assistere i fedeli e talvolta custodire luoghi di riunione clandestini.
Tra i martiri figurano catechisti che non erano sacerdoti. Il loro ruolo poteva renderli particolarmente esposti, perché conoscevano le famiglie cristiane e i luoghi della missione. Le autorità cercavano talvolta di ottenere informazioni sulle reti ecclesiali, e il rifiuto di rinnegare la fede poteva aggravare la condanna. Le biografie individuali conservano esperienze differenti: non tutti furono arrestati per le stesse ragioni immediate, né affrontarono identiche condizioni di detenzione.
Paolo Lê Bảo Tịnh, sacerdote vietnamita, lasciò una testimonianza scritta delle sofferenze carcerarie in una lettera del 1843 indirizzata alla comunità del seminario di Kẻ Vĩnh. Il testo è particolarmente importante perché consente di ascoltare una voce proveniente dall’esperienza della persecuzione, anziché soltanto una sintesi agiografica successiva. Paolo sopravvisse a quella fase della prigionia, ma venne poi messo a morte nel 1857. Il suo percorso dimostra che le persecuzioni potevano interrompersi e riprendere nella vita della stessa persona.

I laici, le famiglie e la vita quotidiana
Cinquantanove martiri del gruppo sono classificati fra i laici. La categoria comprende condizioni molto diverse: catechisti, membri del laicato domenicano, persone sposate, lavoratori e fedeli che sostennero materialmente le comunità. L’espressione ‘compagni’ non designa pertanto un’unica comunità religiosa. Le loro vicende rivelano quanto l’esperienza cristiana fosse radicata in rapporti familiari e sociali, oltre che nelle istituzioni missionarie.
Agnese Lê Thị Thành, nota anche con il nome Đê, è l’unica donna fra i 117. Madre di sei figli, morì in prigione nel 1841 dopo essere stata perseguitata per la sua fede. La sua presenza è storicamente rilevante non perché rappresenti da sola tutte le donne cristiane perseguitate, ma perché rende visibile il ruolo delle famiglie e dell’ospitalità domestica nella sopravvivenza delle comunità. L’omelia di Giovanni Paolo II la ricordò esplicitamente insieme agli altri martiri.
Fra i fedeli canonizzati si trovano anche persone impegnate nell’amministrazione locale o nell’esercito. La loro adesione al cristianesimo poneva problemi specifici quando le autorità chiedevano atti pubblici considerati incompatibili con la fede. La richiesta di calpestare un crocifisso, ricorrente nelle testimonianze persecutorie, aveva il valore di una rinuncia pubblica. Il rifiuto non comportò in ogni circostanza la morte, ma in numerosi processi divenne una prova decisiva della perseveranza religiosa.

Gli ultimi decenni e il 1862
Durante il regno di Tự Đức la repressione si accompagnò a gravi sconvolgimenti politici e all’aumento della pressione francese sulla regione. Nel 1858 iniziò l’intervento militare franco-spagnolo; l’esistenza di questa concomitanza non permette tuttavia di spiegare retroattivamente tutti i martirî come conseguenza dell’espansione coloniale, perché molti precedettero quell’intervento di decenni. Le fonti ecclesiastiche distinguono la morte per la fede dai conflitti politici, pur senza negare la loro contemporaneità.
Il 1862 segna l’ultimo anno di morte dei martiri compresi nella canonizzazione del 1988. Non rappresenta la fine di tutte le violenze anticristiane in Vietnam. Le crisi successive, le guerre e le trasformazioni istituzionali continuarono a condizionare le comunità cattoliche. La cronologia del gruppo canonizzato è dunque una delimitazione documentaria e canonica, non una periodizzazione esaustiva della storia religiosa vietnamita.

Dalla memoria locale alle beatificazioni
Le comunità conservarono il ricordo dei martiri attraverso racconti familiari, registrazioni ecclesiastiche e commemorazioni. In alcuni casi i luoghi di sepoltura furono identificati; in altri le condizioni delle esecuzioni e della clandestinità resero difficile conservare le spoglie. Le notizie sulle reliquie appartengono alle storie individuali e non possono essere estese indistintamente all’intero gruppo. La trasmissione dei nomi vietnamiti attraverso grafie europee produsse inoltre varianti che la storiografia deve valutare caso per caso.
Il riconoscimento pontificio procedette per gruppi distinti. Leone XIII beatificò sessantaquattro martiri il 27 maggio 1900. Pio X ne beatificò otto il 20 maggio 1906 e altri venti il 2 maggio 1909. Pio XII beatificò venticinque martiri nel 1951. Queste quattro celebrazioni, che sommano 117 persone, non corrispondono a quattro fasi consecutive della persecuzione: raggruppano cause ecclesiastiche istruite e concluse in tempi diversi.
Il 18 aprile 1986 le cause furono riunite in vista della canonizzazione comune. Il decreto del 5 giugno 1986 riguardò la fama dei segni attribuiti all’intercessione dei martiri. Il 19 giugno 1988 Giovanni Paolo II canonizzò i 117 in piazza San Pietro. La celebrazione pose in evidenza la pluralità delle vocazioni rappresentate e il contributo fondamentale dei cristiani vietnamiti alla propria storia ecclesiale.

La memoria comune e la ricezione del culto
La Chiesa celebra unitariamente Andrea Dũng Lạc e i compagni il 24 novembre. Questa data non coincide con la morte di tutti e 117, distribuita lungo oltre un secolo. La memoria comune esprime una scelta liturgica che raccoglie testimonianze storicamente distinte. Il calendario permette così di ricordare insieme sacerdoti, vescovi e laici senza cancellarne le identità individuali.
Con la lettera apostolica Si quidem cunctis del 14 dicembre 1990 Giovanni Paolo II li dichiarò patroni del Vietnam. Il culto si è diffuso anche nelle comunità vietnamite emigrate, dove la commemorazione dei martiri mantiene un legame con la lingua, la memoria familiare e la storia religiosa del paese. Le raffigurazioni moderne mostrano spesso un insieme di figure in abiti clericali e laicali; tali immagini sono rappresentazioni collettive e non ritratti storici di tutti i protagonisti.

Biografia

A cura di Antonio Borrelli ed Emilia Flochini

La nascita del cattolicesimo in Vietnam
La storia del cattolicesimo in Vietnam iniziò nel secolo XVI con padre Alexandre de Rhodes, gesuita francese, considerato il primo apostolo di quella giovane Chiesa asiatica, allora divisa in tre distinte regioni: Tonchino, Annam e Cocincina.
Nel 1645, padre de Rhodes fu espulso: da allora insorsero varie persecuzioni, alternate a periodi di pace. In quei momenti di tregua, i missionari di varie congregazioni si stabilivano nel territorio, rincuorando i fedeli e soprattutto istituendo le “Case di Dio” per la formazione del clero locale e dei catechisti.

Editti e persecuzioni

Dal 1645 al 1886 si ebbero ben 53 editti contro i cristiani, con la morte di circa 113.000 fedeli. Durante il regno di Minh Mang (re dal 1821), la persecuzione divenne spietata: anche chi osava solo nascondere i cristiani veniva condannato a morte. 
Anche l’imperatore Tu Duc (che regnò dal 1847 al 1883) odiava tutto ciò che fosse europeo, non distinguendo la politica dalla religione. Stabilì che chiunque avesse collaborato alla cattura di un missionario avrebbe dovuto ricevere 300 once d’argento. Il missionario, invece, dopo che gli venisse spaccato il cranio, avrebbe dovuto essere gettato nel fiume.
I sacerdoti locali e i catechisti stranieri venivano sgozzati, mentre ai catechisti locali veniva impressa sulla guancia con un ferro rovente la scritta “Ta dao”, che significa “Falsa religione”, additandoli così al pubblico disprezzo. I semplici fedeli cristiani, invece, potevano aver salva la vita se calpestavano la croce davanti al giudice.
Davanti alla fermezza nella fede dei cristiani, il sovrano ne ordinò la dispersione e la confisca dei beni: i mariti vennero dalle mogli e i figli dai genitori; molti vennero esiliati in regioni lontane, in mezzo a popolazioni non cristiane.

Beatificazioni in gruppi distinti, canonizzazione unitaria
Di questa miriade di eroi della fede, la Chiesa ha selezionato quelli di cui è stato possibile ricostruire la vita e accertare il martirio. Il 27 maggio 1900 papa Leone XIII ha beatificato un iniziale gruppo di 64 membri. 
San Pio X ha sancito il martirio di altri due gruppi, di otto appartenenti all’Ordine Domenicano, il 20 maggio 1906 (le cui cause erano state seguite da due Vicariati apostolici distinti). Lo stesso Pontefice ha elevato agli altari un quarto raggruppamento, il 2 maggio 1909, composto da 20 persone. Il Venerabile Pio XII, infine, ha beatificato un quinto e ultimo gruppo, di 25 martiri, il 29 aprile 1951.
Il 18 aprile 1986 è stato emesso il decreto con cui le cause dei 117 martiri totali confluivano in una sola. In seguito al decreto “de signis” del 5 giugno 1986, che sanciva la perdurante fama di segni e di miracoli relativi a tutti quei martiri, il Papa san Giovanni Paolo II li ha canonizzati il 19 giugno 1988. 
La data della memoria liturgica unitaria è il 24 novembre, giorno nel quale morirono tre di essi. San Giovanni Paolo II li ha anche dichiarati patroni del Vietnam, con la Lettera apostolica «Si quidem cunctis» del 14 dicembre 1990.

Un gruppo quasi pari tra sacerdoti e laici
Come capo del gruppo totale è stato scelto Andrea Dung Lac, grazie al culto di cui gode nel suo Paese e all’esempio dato durante tutta la sua vita. Prima catechista e poi sacerdote, esercitò il ministero in varie comunità, spostandosi di continuo e subendo frequenti arresti. Infine fu condannato alla decapitazione: la sentenza venne eseguita il 21 dicembre 1839.
Il gruppo comprende in tutto 8 vescovi, 50 sacerdoti, 59 laici. Di questi, molti sono padri di famiglia, oppure svolgevano vari mestieri: pescatori, medici, militari. L’unica donna presente è una madre di famiglia.
Quanto alle nazionalità, 96 sono vietnamiti. 11 invece sono spagnoli, tutti appartenenti all’Ordine dei Predicatori o Domenicani. Infine, sono presenti 10 francesi, tutti della Società delle Missioni Estere di Parigi.
75 furono condannati alla decapitazione, 22 condannati allo strangolamento, 6 condannati a essere bruciati vivi, 5 condannati alla dilacerazione delle membra del corpo. Da ultimo, 9 morirono in prigione, a causa delle torture.

L’elenco totale
Nell’elenco che segue, ordinato in base alle date di martirio, i nomi di Battesimo dei singoli martiri sono tradotti in italiano, come appaiono nel Martirologio Romano. Per ragioni di semplificazione, i nomi in lingua vietnamita non sono trascritti secondo l’alfabeto locale. Sopra a ogni nome, infine, è riportato il numero della scheda biografica relativa.

90887
Francesco Gil De Federich De Sans, sacerdote Domenicano
Matteo Alonso de Leciñana y Alonso, sacerdote Domenicano
+ 22 gennaio 1745

90893
Vincenzo Le Quang Liem, sacerdote Domenicano
Giacinto Castañeda Puchasóns, sacerdote Domenicano 
+7 novembre 1773

70530
Emanuele Nguyen Van Trieu, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+17 settembre 1798

75490
Giovanni Dat, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 28 ottobre 1798

74040
Pietro Le Tuy, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 11 ottobre 1833 

93410
Francesco Isidoro Gagelin, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere
+ 17 ottobre 1833 

74905
Paolo Tong Viet Buong, laico del Vicariato Apostolico della Cocincina
+ 23 ottobre 1833

79530
Andrea Tran Van Trong, laico del Vicariato Apostolico della Cocincina
+ 28 novembre 1835

93413
Giuseppe Marchand, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere
+ 30 novembre 1835 

70950
Giovanni Carlo Cornay, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere
+ 20 settembre 1837

78580
Francesco Saverio Can, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 20 novembre 1837

90875
Domenico Henares de Zafra Cubero, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico Ausiliare del Tonchino Orientale
Francesco Do Minh Chieu, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale e catechista
+ 25 giugno 1838

91263
Vincenzo Do Yen, sacerdote domenicano, martire
+ 30 giugno 1838 

60510
Giuseppe Nguyen Dinh Uyen, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale, catechista e Terziario Domenicano
+ 4 luglio 1838

619000
Clemente Ignacio Delgado Cebrián, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico del Tonchino Orientale
+ 12 luglio 1838

62830
Pietro Nguyen Ba Tuan, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale
+ 15 luglio 1838

65280
Domenico Nguyen Van Hanh (Dieu), sacerdote Domenicano 
Bernardo Vu Van Due, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale
+ 1 agosto 1838

65970
Giacomo Do Mai Nam, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Antonio Nguyen Dich, laico sposato
Michele Nguyen Huy My, laico 
+ 12 agosto 1838 

67130
Giuseppe Dang Dinh (Nien) Vien, sacerdote
+ 21 agosto 1838

90880
Pietro Nguyen Van Tu, sacerdote Domenicano
Giuseppe Hoang Luong Canh, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale, catechista e Terziario Domenicano
+ 5 settembre 1838

93409
Francesco Jaccard, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere 
Tommaso Tran Van Thien, seminarista del Vicariato Apostolico della Cocincina
+ 21 settembre 1838

93414
Pietro Dumoulin Borie, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere e vicario apostolico del Tonchino Occidentale
Pietro Vo Dang Khoa, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Vincenzo Nguyen The Diem, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 24 novembre 1838

82080
Paolo Nguyen Van My, laico e catechista
Pietro Truong Van Duong, laico e catechista
Pietro Vu Van Truat, giovane laico e catechista
+ 18 dicembre 1838

48230
Domenico Tuoc, sacerdote Domenicano 
+ 2 aprile 1839

57080
Agostino Phan Viet Huy, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale
Nicola Bui Duc The, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale 
+ 12 giugno 1839

63330
Domenico Nicola Dinh Dat, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale
+ 18 luglio 1839

90870
Tommaso Dinh Viet Du, sacerdote Domenicano 
Domenico Nguyen Van Xuyen, sacerdote Domenicano
+ 26 novembre 1839

82270
Francesco Saverio Ha Trong Mau, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale, catechista e Terziario Domenicano
Domenico Bui Van Uy, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale; catechista e Terziario Domenicano
Agostino Nguyen Van Moi, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale e Terziario Domenicano
Tommaso Nguyen Van De, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale e Terziario Domenicano
Stefano Nguyen Van Vinh, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale e Terziario Domenicano
+ 19 dicembre 1839

25400
Andrea Dung Lac, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
97468
Pietro Truong Van Thi, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 21 dicembre 1839

51140
Paolo Pham Khac Khoan, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Giovanni Battista Dinh Van Than, laico e catechista
Pietro Nguyen Van Hieu, laico e catechista
+ 28 aprile 1840

52490
Giuseppe Do Quang Hien, sacerdote Domenicano 
+ 9 maggio 1840

55985
Luca Vu Ba Loan, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 5 giugno 1840

59740
Tommaso Toan, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Orientale, catechista e Terziario Domenicano
+ 27 giugno 1840

61680
Pietro Nguyen Khac Tu, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale e catechista
Antonio Nguyen Huu (Nam)Quynh, laico del Vicariato Apostolico della Cocincina
+ 10 luglio 1840

90871
Domenico Trach, sacerdote Domenicano 
+ 18 settembre 1840

76780
Giuseppe Nguyen Dinh Nghi, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Paolo Nguyen Ngan, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Martino Ta Duc Thinh, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Martino Tho, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
Giovanni Battista Con, laico del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 8 novembre 1840

93254
Simone Phan Dac Hoa, medico, sindaco e padre di famiglia
+ 12 dicembre 1840

93421
Agnese Le Thi Thanh (De), madre di famiglia
+ 12 luglio 1841

61990
Pietro Khanh, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 12 luglio 1842

52890
Matteo Le Van Gam, laico sposato
+ 11 maggio 1847

51590
Agostino Schoeffler, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere 
+ 1 maggio 1851

92871
Giovanni Ludovico Bonnard, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere 
+ 1 maggio 1852

93422
Filippo Phan Van Minh, sacerdote del Vicariato Apostolico della Cocincina Occidentale
+ 3 luglio 1853

51660
Giuseppe Nguyen Van Luu, laico e catechista
+ 2 maggio 1854

62840
Andrea Nguyen Kim Thong (Nam Thuong), laico e catechista
+ 15 luglio 1855

51070
Lorenzo Nguyen Van Huong, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale 
+ 13 febbraio 1856

48670
Paolo Le Bao Tinh, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 6 aprile 1857

93383
Michele Ho Dinh Hy, laico sposato
+ 22 maggio 1857

54680
Pietro Doan Van Van, laico e catechista
+ 25 maggio 1857

63730
Giuseppe Maria Díaz Sanjurjo, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico del Tonchino Occidentale
+ 20 luglio 1857

93420
Giuseppe Melchiorre García-Sampedro Suárez, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico ausiliario del Tonchino Occidentale
+ 28 luglio 1858

73380
Francesco Tran Van Trung, laico 
+ 6 ottobre 1858

90869
Domenico Mau, sacerdote Domenicano
+ 5 novembre 1858

37480
Domenico Phạm Trọng (An) Kham, laico sposato e Terziario Domenicano
Giuseppe Pham Trong Ta, laico sposato e Terziario Domenicano
Luca Pham Trong (Cai) Thin, laico sposato, figlio di Domenico Pham e Terziario Domenicano 
+ 13 gennaio 1859

40770
Paolo Le Van Loc, sacerdote del Vicariato Apostolico della Cocincina Occidentale
+ 13 febbraio 1859

44590
Domenico Cam, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino e membro della Fraternità Sacerdotale Domenicana
+ 11 marzo 1859

55010
Paolo Hanh, laico
+ 28 maggio 1859

65140
Pietro Doan Cong Quy, sacerdote del Vicariato Apostolico della Cocincina Occidentale
Emanuele Le Van Phung, laico sposato
+ 31 luglio 1859

91473
Tommaso Khuong, sacerdote del Vicariato Apostolico del Tonchino Centrale e membro della Fraternità Sacerdotale Domenicana
+ 30 gennaio 1860

74985
Giuseppe Le Dang Thi, laico sposato del Vicariato Apostolico della Cocincina Occidentale 
+ 24 ottobre 1860
93412
Pietro Francesco Néron, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere
+ 3 novembre 1860

39380
Giovanni Teofane Vénard, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere
+ 2 febbraio 1861

48780
Pietro Nguyen Van Luu, sacerdote del Vicariato Apostolico della Cocincina Occidentale
+ 7 aprile 1861

51420
Giuseppe Tuan (Hoan), sacerdote Domenicano 
+ 30 aprile 1861

54820
Giovanni Doan Trinh Hoan, sacerdote del Vicariato Apostolico della Cocincina Settentrionale
Matteo Nguyen Van Dac (Phuong), laico sposato
+ 26 maggio 1861

90879
Girolamo Hermosilla Aransáez, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico del Tonchino Occidentale
Valentino Berrio Ochoa De Arizti, sacerdote Domenicano e Vicario Apostolico del Tonchino Centrale
Pietro Giuseppe Almató Ribera Auras, sacerdote Domenicano 
+ 1 novembre 1861

90434
Stefano Teodoro Cuenot, sacerdote della Società Parigina Missioni Estere e Vicario Apostolico della Cocincina
+ 14 novembre 1861

90882
Giuseppe Nguyen Duy Khang, laico, catechista e Terziario Domenicano
+ 6 dicembre 1861

36590
Giuseppe Tuan, padre di famiglia
+ 7 gennaio 1862

54380
Lorenzo Ngon, laico sposato 
+ 22 maggio 1862

55546
Giuseppe Tuc, giovane laico
+ 1 giugno 1862

55560
Domenico Ninh, laico
+ 1 giugno 1862

55990
Domenico Toai, laico sposato
Domenico Huyen, laico sposato
+ 5 giugno 1862

56160
Pietro Thuan, laico sposato
Pietro Dung, laico
Vincenzo Duong, laico sposato
+ 6 giugno 1862

57470
Domenico Nguyen, laico sposato
Domenico Nhi, laico
Domenico Mao, laico sposato
Vincenzo Tuong, laico
Andrea Tuong, laico
+ 16 giugno 1862

57930
Pietro Da, laico sposato
+ 17 giugno 1862

Approfondimenti

La pluralità delle identità
Il gruppo dei 117 comprende 96 vietnamiti e 21 europei. Il conteggio per stato ecclesiastico è distinto da quello per nazionalità: otto vescovi e cinquanta sacerdoti costituiscono il clero, mentre cinquantanove persone sono registrate come laici. Tra questi ultimi sono compresi catechisti e membri del laicato domenicano. Le diverse classificazioni dei catechisti e dei terziari in elenchi divulgativi possono apparire divergenti senza modificare il totale ufficiale. La pluralità delle condizioni sociali è un elemento costitutivo della memoria comune.

La documentazione del martirio
Le cause canoniche raccolsero dati relativi a persone morte in tempi differenti e sotto autorità diverse. Il riconoscimento ecclesiastico del martirio non equivale alla conservazione di un verbale giudiziario completo per ciascuna vittima. Per alcune figure esistono lettere e testimonianze particolarmente significative; per altre le ricostruzioni dipendono da memorie missionarie e comunitarie trasmesse in seguito. Anche le statistiche sulle modalità di esecuzione variano leggermente in alcuni repertori: i conteggi ufficiali riportati dal Dicastero delle Cause dei Santi distinguono 75 decapitazioni, 22 strangolamenti, 6 roghi, 5 supplizi con dilacerazione e 9 morti in prigione.

Il significato della canonizzazione del 1988
La canonizzazione si svolse in un’epoca nella quale i rapporti fra Santa Sede e autorità vietnamite erano delicati. La celebrazione religiosa ebbe anche una forte risonanza pubblica, soprattutto fra i cattolici vietnamiti emigrati. Il significato canonico resta però specifico: la Chiesa riconobbe il martirio di 117 persone individuate nominativamente. Non canonizzò indistintamente tutte le vittime delle persecuzioni, né trasformò in dato verificato ogni stima relativa al loro numero.

Curiosità
- La memoria collettiva del 24 novembre non coincide con la morte di Andrea Dũng Lạc, avvenuta il 21 dicembre 1839.
- Agnese Lê Thị Thành, madre di sei figli, è l’unica donna fra i 117 canonizzati.
- Il beato Andrea di Phú Yên, martirizzato nel 1644 e beatificato nel 2000, non appartiene al gruppo dei 117 canonizzato nel 1988.

Cronologia

- 1659 - istituzione dei vicariati apostolici del Tonchino e della Cocincina.
- 1745 - martirio di Francesco Gil de Federich e Matteo Alonso de Leciniana, i primi cronologicamente del gruppo.
- 1823 - ordinazione sacerdotale di Andrea Dũng Lạc.
- 21 dicembre 1839 - martirio di Andrea Dũng Lạc e Pietro Thi.
- 1862 - ultime morti comprese nel gruppo dei 117.
- 27 maggio 1900 - beatificazione di 64 martiri da parte di Leone XIII.
- 20 maggio 1906 - beatificazione di 8 martiri da parte di Pio X.
- 2 maggio 1909 - beatificazione di 20 martiri da parte di Pio X.
- 1951 - beatificazione di 25 martiri da parte di Pio XII.
- 18 aprile 1986 - riunificazione delle cause.
- 19 giugno 1988 - canonizzazione dei 117 martiri da parte di Giovanni Paolo II.
- 14 dicembre 1990 - proclamazione dei martiri patroni del Vietnam.

Valutazione storico-critica

- L’identità collettiva e il numero dei 117 canonizzati sono stabiliti dagli atti ecclesiastici; le biografie individuali presentano livelli differenti di documentazione.
- Le persecuzioni furono discontinue e legate a governi diversi; non costituiscono un unico episodio storico.
- Le cifre relative alla totalità dei cristiani uccisi sono stime e non equivalgono al numero dei martiri riconosciuti nominativamente.
- Le varianti nella trascrizione dei nomi vietnamiti richiedono attenzione e non implicano necessariamente omonimie.
- Le narrazioni di dialoghi, supplizi e prodigi devono essere valutate secondo la prossimità e l’indipendenza delle testimonianze.
- Il riconoscimento ecclesiastico del culto è certo: beatificazioni fra il 1900 e il 1951, canonizzazione nel 1988 e patronato nazionale nel 1990.

Fonti e bibliografia essenziale

- Giovanni Paolo II, Omelia per la canonizzazione dei 117 martiri vietnamiti, 19 giugno 1988.
- Dicastero delle Cause dei Santi, Martiri del Vietnam, scheda istituzionale della canonizzazione del 19 giugno 1988.
- Conferenza episcopale del Vietnam, Martyr Saints of Viet Nam, repertorio biografico dei martiri.
- Vatican News, Sant’Andrea Dũng Lạc sacerdote e compagni, martiri, memoria del 24 novembre.
- Vatican News, Vietnam: Honouring legacy of Christian martyrs, 2 agosto 2024.

Aggiunto/modificato il 26 ottobre 2026